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	<title>News | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Sep 2021 07:26:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tu vuo&#8217; fa&#8217; l&#8217;americano &#8211; James Suckling</title>
		<link>https://www.torreacenaianews.it/tu-vuo-fa-lamericano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 08:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino IGP]]></category>
		<category><![CDATA[vino toscano]]></category>
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					<description><![CDATA[No, non stiamo parlando di &#8220;whisky and soda&#8221; ma di vino rosso. Per noi che siamo ristoratori e produttori agricoli, l&#8217;anno che ci siamo lasciati alle spalle non è stato una passeggiata. Oltre ai nostri, i ristoranti di tutto il mondo sono rimasti chiusi a lungo. E nonostante il 2021 non sia stato un ritorno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>No, non stiamo parlando di &#8220;whisky and soda&#8221; ma di vino rosso. </p>



<p>Per noi che siamo <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.torreacenaia.it/ristoranti/" target="_blank"><strong>ristoratori</strong></a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.pittistore.it/it/" target="_blank"><strong>produttori agricoli</strong></a>, l&#8217;anno che ci siamo lasciati alle spalle non è stato una passeggiata.  Oltre ai nostri, i ristoranti di tutto il mondo sono rimasti chiusi a lungo.  E nonostante il 2021 non sia stato un ritorno col botto, ci ha comunque dato costanti segnali di ripresa che hanno permesso anche ai nostri prodotti di tornare a viaggiare. </p>



<p>È il caso della nostra coppia di rossi&nbsp;<a href="https://www.torreacenaia.it/torre-del-vajo/"><strong>Torre del Vajo</strong></a> e&nbsp;<a href="https://www.torreacenaia.it/per-non-dormire/"><strong>Per Non Dormire</strong></a>, che proprio quest&#8217;anno sono stati provati e recensiti dal critico enologico americano James Suckling. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamessuckling.com/"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="14400" height="3600" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo.png" alt="" class="wp-image-2008" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo.png 14400w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-768x192.png 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-1536x384.png 1536w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-2048x512.png 2048w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-639x160.png 639w" sizes="(max-width: 14400px) 100vw, 14400px" /></a></figure>



<p>Suckling è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più influenti critici di vino al mondo. Nato a Los Angeles, California, oggi vive in Toscana. Rispondendo al Corriere della Sera su come &#8220;ha capito, giudicato e riconosciuto un buon vino&#8221;, Suckling ha replicato: &#8220;Di solito si parte dal naso, dai profumi del vino. Ma per me questo aspetto è meno importante. Metto più enfasi su ciò che assaggio in bocca, trovo la concentrazione della frutta, dei tannini, dell&#8217;alcol e dell&#8217;acidità. L&#8217;elemento più rivelatore è la persistenza del gusto in bocca, il retrogusto. E un&#8217;altra cosa da tenere in la mente è che <strong>un vino è come una persona, non ce n&#8217;è una uguale all&#8217;altra</strong>. Dovrebbe essere un&#8217;emozione, non qualcosa di scientifico. Il buon vino è armonia, equilibrio di tutte le caratteristiche che cerco.&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1080" height="717" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere.jpg" alt="" class="wp-image-2013" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere.jpg 1080w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-768x510.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>



<p>A proposito del Torre del Vajo 2016, Suckling scrive: &#8220;aromi di amarene, timo essiccato, incenso, carne affumicata e cioccolato fondente. È corposo con tannini gommosi. Speziato e strutturato al palato. Fumoso e maturo. Un blend di sangiovese, cabernet sauvignon e syrah. <strong>Da bere adesso</strong>.&#8221; Lo classifica con un punteggio di 89/100. </p>



<p>Puoi visitare la pagina James Suckling.com a questo link: <a href="https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/155677/torre-a-cenaia-toscana-torre-del-vajo-2016/">https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/155677/torre-a-cenaia-toscana-torre-del-vajo-2016/</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1079" height="1036" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Per-Non-Dormire_cantina.jpg" alt="" class="wp-image-2014" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Per-Non-Dormire_cantina.jpg 1079w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Per-Non-Dormire_cantina-768x737.jpg 768w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /></figure>



<p>Sul nostro Per non Dormire 2016 invece Suckling scrive: &#8220;Aromi di prugne, fumo, erbe essiccate, iodio e guscio di ostrica. È di medio corpo con tannini gommosi. Croccante e fresco con vibrante acidità. Finale sapido. <strong>Bevi o conserva</strong>. Il punteggio assegnato è di 90/100.</p>



<p>Puoi visitare la pagina James Suckling.com a questo link: <a href="https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/156185/torre-a-cenaia-toscana-per-non-dormire-2016/?sid=3b65cf0c7d975704e7ad88f66320e5d7">https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/156185/torre-a-cenaia-toscana-per-non-dormire-2016/?sid=3b65cf0c7d975704e7ad88f66320e5d7</a></p>



<p>Non possiamo che essere orgogliosi di questi ottimi risultati, ottenuti su una piattaforma che recensisce vini da 40 anni. E che c&#8217;è di meglio che festeggiare con un buon calice di vino?</p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
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		<title>Sangue blu come il mare</title>
		<link>https://www.torreacenaianews.it/sangue-blu-come-il-mare/</link>
					<comments>https://www.torreacenaianews.it/sangue-blu-come-il-mare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 16:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri Templari]]></category>
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		<category><![CDATA[conte robert pitti]]></category>
		<category><![CDATA[Madame de Tourzel]]></category>
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					<description><![CDATA[La grande storia è passata da qui. Sì, proprio la Storia con la S maiuscola. Quella che preferisce non lasciare tracce evidenti perché i volti, i nomi sono troppo importanti ed è meglio tacere. Ci penso spesso, quando attraverso il parco che divide Villa Valery dalla Casa Turrita, tra il Birrificio J63 e l’Osteria Pitti&#38;Friends. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La grande storia è passata da qui.<br />
Sì, proprio <strong>la Storia con la S maiuscola</strong>. Quella che preferisce non lasciare tracce evidenti perché i volti, i nomi sono troppo importanti ed è meglio tacere.<br />
Ci penso spesso, quando attraverso il parco che divide <strong>Villa Valery</strong> dalla Casa Turrita, tra il <a href="https://www.j63.it/"><strong>Birrificio J63</strong></a> e l’<a href="https://www.pittiandfriends.it/"><strong>Osteria Pitti&amp;Friends</strong></a>. E mi chiedo come sia possibile che la grande storia sia passata in un luogo come questo, all’apparenza anonimo se confrontato con le splendide città non lontane da qui, e non altrove. Perché qui? Perché proprio a Cenaja?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1823 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery.jpg" alt="" width="1280" height="852" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery.jpg 1280w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Mille anni di storie</h2>
<p>Scricchiola la ghiaia candida sotto le scarpe e immagino che cosa potrebbe esserci qui, sotto ai miei piedi. Sappiamo che, certamente, vi fu <strong>l’antico cimitero</strong> della pieve di Sant’Andrea, sin dall’anno Mille. Sappiamo che, ancora più sotto, corrono i tunnel che mettevano in collegamento il borgo fortificato con il leggendario <strong>Castello di Cenaja</strong>, distrutto dai fiorentini nel Mille e Duecento e che oggi, finalmente, riusciamo almeno a ricollocare nella sua originaria posizione, nei boschi della Tenuta.<br />
Nelle sale ancora accessibili di quei sotterranei, è riemersa la straordinaria <a href="https://www.torreacenaia.it/octo/"><strong>C</strong><strong>roce delle otto beatitudini</strong></a> dei Cavalieri Giovanniti e chissà cosa altro ancora potrebbe riemergere, a oltrepassare gli accessi sigillati ad altre sale che, certamente, si aprono sotto la Villa.<br />
Ma oggi non voglio raccontare delle <a href="https://www.torreacenaianews.it/cavalieri-templari-torre-a-cenaia/">tracce dei <strong>Templari</strong></a>, né delle imprese dei <a href="https://www.torreacenaianews.it/per-non-dormire-ovvero-chi-dorme-non-piglia-pesci/"><strong>Marchesi Bartolini Salimbeni</strong></a> che ornano ancora il portale della cappella e l’ingresso della Casa, né del magnate tedesco <strong>Otto Von Flick</strong>, né del mistero del passaggio di <a href="https://www.torreacenaianews.it/santa-giulia-mistero-torre-a-cenaia/"><strong>Santa Giulia</strong></a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1797" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="993" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-768x508.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi torno con il pensiero alle origini della moderna Torre a Cenaia e a lui, il <a href="https://www.torreacenaianews.it/robert-pitti-il-conte-di-cenaja/"><strong>Conte Robert Pitti Ferrandi</strong></a>. Ripenso al suo nome, innanzi tutto, al vezzo di mantenere quel <em>Ferrandi</em> di cui andava così fiero.<br />
All’apparenza secondo cognome a indicare la linea materna, come usa spesso in chi ha il sangue blu, è in realtà la spia di un evento, appunto, della grande Storia. Una vicenda che il Conte ha voluto appuntarsi sulla giacca del proprio nome, come una medaglia da ostentare con orgoglio al mondo intero.</p>
<p><em>Ferrandi</em> è un genitivo alla latina. Significa: “Io sono un discendente di <strong>Ferrando Pitti</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div id="attachment_757" style="width: 532px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-757" class="size-full wp-image-757" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Robert-Pitti.jpg" alt="" width="522" height="700" /><p id="caption-attachment-757" class="wp-caption-text">Il Conte Robert Pitti</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Congiura dei Pazzi</h2>
<p>Ferrando Pitti non era un Pitti qualunque.</p>
<p>Figlio di Luca, colui che volle il celebre <strong>Palazzo Pitti</strong>, iniziato nel 1441 su disegno del Brunelleschi, Ferrando partecipò nel 1478 alla <strong>Congiura dei Pazzi</strong>, con l’esito che tutti sappiamo. Tentò inutilmente di uccidere Lorenzo il Magnifico e, per non finire sulla forca, fu costretto a fuggire da Firenze nei giorni immediatamente successivi all’attentato.</p>
<p><div id="attachment_1972" style="width: 760px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1972" class="size-full wp-image-1972" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Stefano-Ussi-La-Congiura-dei-Pazzi.jpg" alt="" width="750" height="511" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Stefano-Ussi-La-Congiura-dei-Pazzi.jpg 750w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Stefano-Ussi-La-Congiura-dei-Pazzi-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><p id="caption-attachment-1972" class="wp-caption-text">Stefano Ussi, La Congiura dei Pazzi</p></div></p>
<p>Finì presto in Corsica, allora isola selvaggia e rifugio di pirati e malfattori. Si arroccò sulle montagne appena a sud della capitale, la cittadella di Corte, laddove oggi sorge un piccolo centro abitato che ancora lo ricorda nel nome: Casa Pitti.</p>
<p><strong>La storia della famiglia Pitti è segnata profondamente dal “bivio” della Congiura</strong>: i vari membri della casata non la pensavano tutti alla stessa maniera. <strong>Buonaccorso</strong>, il fratello maggiore di Ferrando, restò fedele a Lorenzo ed ebbe una fortuna ben diversa, arrivando a ricoprire la carica di Ambasciatore ala corte francese.<br />
Ferrando, senza dubbio, fu il più rivoluzionario; ne seguì le tracce, pochi anni dopo, <strong>Piero</strong> <strong>Pitti</strong>, che prese anch’egli parte a una congiura ma in senso opposto: per riportare a Firenze i Medici, dopo che ne furono cacciati nel 1494. Un altro fratello di Ferrando, <strong>Iacopo Pitti</strong>, combatté a lungo contro i pisani con la carica di commissario generale; da lui discendono i Pitti più longevi, tra cui gli antichi proprietari di <strong>Pieve de Pitti</strong>. Ma anche questo ramo non è riuscito ad arrivare fino a noi: l’ultima discendente si è spenta nel 1830, sposa dei Lanfranchi di Pisa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un Pitti speciale</h2>
<p>Per questo, per essere di fatto l’ultimo discendente della celebre casata, e non di un ramo qualunque ma del più libero e rivoluzionario, quello di Ferrando il congiurante, Il Conte Robert Pitti è andato sempre fiero del suo nome e delle sue origini.<br />
Nacque proprio qui, in questa grande casa che oggi si sgretola lentamente sotto il peso del tempo, nel 1923. <strong>Villa Valery</strong>, voluta e costruita dai suoi nonni materni, sul finire del secolo precedente: è qui che tutto è cominciato.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/robert-pitti-il-conte-di-cenaja/">La sua vita</a> è degna di un uomo dal sangue blu dei tempi moderni, ma è la storia della sua famiglia prima di lui, che oggi, mentre osservo la luce calda di un pomeriggio invernale che incendia la facciata della sua Villa, voglio ripercorrere. Perché è qui che si nascondono i più importanti segreti, è qui che si cela, ancora una volta, la grande Storia.</p>
<p><div id="attachment_756" style="width: 428px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-756" class="size-full wp-image-756" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Albero-genealogico-Pitti.jpg" alt="" width="418" height="600" /><p id="caption-attachment-756" class="wp-caption-text">L&#8217;albero genealogico della famiglia Pitti</p></div></p>
<h2></h2>
<h2>Il fantasma della Contessa</h2>
<p>Ogni sera, dalle imposte aperte di <strong>Villa Valery</strong>, si ode il canto di un uccello notturno, un assiolo. Lo sento alle mie spalle mentre porto avanti le cose di sempre alla scrivania, e non posso fare a meno di pensare a tutti quelli che, passando di fronte a questo splendido rudere, raccontano di presenze, di sensazioni e di immagini confuse.</p>
<p>Ognuno riporta la sua versione ma tutti, in questi anni, mi hanno sempre parlato di Lei. Di una donna bruna vestita come non si usa più.<br />
C’è chi giura di averla scorta a una finestra; chi addirittura mi ha assicurato di averla vista in sogno, dopo che gli mostrai delle foto scattate all’interno della Villa. Non c’è nessuna antica dama, in quegli scatti, sono solo ritratti di ambienti in decadenza. In una di questa c’è una sedia, vuota e polverosa; è qui che sarebbe apparsa in sogno.<br />
Eppure. Eppure questa donna ritorna nelle parole di tante persone che non si sono mai incontrate, ed i suoi tratti sono simili a quelli della madre del Conte.<br />
Non credo ai fantasmi né agli spiriti, credo alla storia e ai fatti. Mi sono intrufolato più volte nella Villa, ma mai ho avuto sensazioni spiacevoli né segni che mi facessero pensare a cose bizzarre.<br />
Si vede che non ho la sensibilità, mi disse una volta un celebre comico toscano, dopo che uscì scosso dall’ufficio di fronte alla Villa perché, così diceva, vi avvertiva presenze che lo inquietavano. Gli avevo suggerito di cambiarsi lì, nell’ufficio, prima dello spettacolo, ma non ne volle sapere; dovetti trovargli un’altra stanza a tutti costi. Pensavo che mi prendesse in giro, da noto toscanaccio avvezzo alle burle, e invece era maledettamente serio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1981 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Villa-Valery-tramonto.jpg" alt="" width="1500" height="937" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Villa-Valery-tramonto.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Villa-Valery-tramonto-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Alla corte di Francia</h2>
<p>Lasciamo dunque i fantasmi e torniamo alla storia, quella del Conte Robert Pitti. Già illustre per linea paterna, appare all’improvviso eclatante non appena mettiamo ordine nel ramo materno dell’albero genealogico.</p>
<p><strong>La madre, Pauline De Bearn</strong>, nasce a Torre a Cenaia il 17 settembre 1890, dal <strong>Conte Jean De Bearn</strong> (Parigi 1852 – Bastia 1910) e dalla Contessa Antonia Valery. Il nonno materno discende da Marguerite De Choiseul Praslin (1820 – 1891) e dal <strong>Marchese di Brassac Louis Hector De Bearn</strong>.<br />
è sulla figura del bisnonno del Conte Robert Pitti, il Marchese di Brassac, che dobbiamo concentrare l’attenzione, poiché è figlio della quinta e ultima figlia della Marchesa di Croy Louise Elizabeth Félicité (1749-1832), conosciuta anche come <strong>Madame De Tourzel</strong>, dopo che andò in moglie al Marchese di Tourzel Louis Francois Bouchet.</p>
<p>La Marchesa e poi Duchessa, quintavola del Conte Robert Pitti per linea materna, è la celeberrima <strong>Governante dei figli del Re di Francia Luigi XVI e di Maria Antonietta</strong>. Gli anni in cui si trova a ricoprire questo importantissimo ruolo sono i più difficili della storia francese: dal 1789 al 1795, nel pieno della Rivoluzione.<br />
Nominata in seguito alla <strong>presa della Bastiglia</strong>, quando i membri del circolo della Regina furono costretti all’esilio inclusa l’allora governante dei figli reali, la Marchesa fu un testimone diretto del disgregarsi della corona francese e dell’<em>ancienne regime</em>. Dal trasferimento a Versailles e poi alle Tuileries, dalla prigionia nella Torre del Tempio a quella a Port Royal, la Marchesa riuscì a sopravvivere anche all’esecuzione dei reali nel 1793 e del Delfino due anni dopo; fu l’unico membro dell’entourage reale a salvarsi dalla furia dei rivoluzionari. Con la Restaurazione, tornò a corte con <strong>Carlo X di Francia</strong>, che la insignì del titolo di duchessa in omaggio alla sua strenua fedeltà alla corona.</p>
<p>Della sua vita avventurosa <strong>restano le memorie</strong>, scritte di proprio pugno e pubblicate negli ultimi anni della sua vita: sono una cronaca preziosa sui giorni della Rivoluzione, da un punto di vista davvero privilegiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Una bellezza di zia</h2>
<p>Tornando a scendere lungo questo ramo dell’albero genealogico, ci imbattiamo in un’altra donna celebre. La sorella del nonno paterno, ovvero la zia di secondo grado del Conte Robert Pitti, è infatti una vera star dell’epoca.</p>
<p>Josephine Eleonore Marie Pauline de Galard, de Brassac, de Béarn (1825 – 1860), conosciuta come <strong>Principessa di Broglie</strong>, era nota in tutta la Francia per la propria avvenenza e per il riserbo, al punto che fu immortalata nel culmine della sua bellezza dal celeberrimo pittore <strong>Ingres</strong> tra il 1851 e il 1853.</p>
<p>Il ritratto, al <strong>Metropolitan Museum of Art</strong> di New York, affascina ancora oggi per la dolcezza dello sguardo sognante, per l’incarnato eburneo della Principessa e per la finezza dei dettagli della veste e dei gioielli, tipica della pittura dell’artista francese.</p>
<p><div id="attachment_1973" style="width: 1139px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1973" class="size-full wp-image-1973" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Joséphine-Éléonore-Marie-Pauline_de_Galard_de_Brassac_de_Béarn_1825–1860_Princesse_de_Broglie_BIS-ZIA_ROBERT.jpg" alt="" width="1129" height="1500" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Joséphine-Éléonore-Marie-Pauline_de_Galard_de_Brassac_de_Béarn_1825–1860_Princesse_de_Broglie_BIS-ZIA_ROBERT.jpg 1129w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Joséphine-Éléonore-Marie-Pauline_de_Galard_de_Brassac_de_Béarn_1825–1860_Princesse_de_Broglie_BIS-ZIA_ROBERT-768x1020.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /><p id="caption-attachment-1973" class="wp-caption-text">La Principessa di Broglie ritratta da Ingres</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La croce e il giglio</h2>
<p>Uno di questi dettagli colpisce immancabilmente la nostra attenzione, memori dei tesori rimersi di recente dalla storia più antica della Tenuta.</p>
<p>Al collo della nobildonna, un pendaglio in oro riporta la <strong>croce patente</strong>: una simbologia che, attraverso i i segni del potere della corte di Francia, ci riporta direttamente alla <strong>croce ottagona</strong> rinvenuta nei sotterranei di Torre a Cenaia e alle tracce dei Cavalieri Templari.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1974 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Corci_TAC-w.jpg" alt="" width="1500" height="844" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Corci_TAC-w.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Corci_TAC-w-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br />
Come è noto, la storia della dinastia dei Capetingi, cioè la famiglia dei reali francesi, affonda le proprie radici nel mistero e numerosi sono i rimandi alle vicende dei Cavalieri cristiani. A partire dal simbolo che più di ogni altro rappresenta la dignità reale in Francia e nell’Europa tutta: il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giglio_(araldica)"><strong>fiordaliso</strong></a>, altresì noto come <strong>giglio reale</strong>.</p>
<p>Esattamente al di sopra della sala ipogea dove è stata rinvenuta la Croce delle Otto Beatitudini, traccia dei Cavalieri Giovanniti e, indirettamente, dei Cavalieri Templari, sorge <strong>Villa Valery</strong>. Qui è iniziata la storia che raccontiamo e, qui, sembrano intrecciarsi i segni della grande Storia a Torre a Cenaia.</p>
<p>Costruita dai De Béarn &#8211; Valery, la Villa ha visto nascere la <strong>Contessa Pauline</strong> <strong>de Bearn</strong>, madre del Conte Robert Pitti ed erede della Governante dei figli di Luigi XVI e della bellissima Principessa di Broglie.<br />
Nelle sue stanze oggi in rovina, nella polvere dell’oblio seguito al passaggio dell’ultimo inquilino, il magnate tedesco Otto Von Flick, che l’abitò ormai più di quaranta anni fa, ecco che emerge il simbolo più importante.</p>
<p>Sopravvissuto miracolosamente all’espoliazione, soltanto perché in bassorilievo su un infisso in muratura difficilmente removibile, scopriamo il più importante segno di nobiltà, la “firma” del sangue blu che ha scritto la storia, anzi la Storia, di queste terre.<br />
Proprio lui, il fiordaliso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1975 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giglio-villa-valery.jpg" alt="" width="1500" height="844" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giglio-villa-valery.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giglio-villa-valery-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di tutte queste storie, oggi, resta la memoria in chi ancora è capace di udirne la voce, resta il fascino che ne impreziosisce i luoghi, resta il segreto che si cela nei suoi simboli.<br />
Anche nei simboli più insospettabili. Come un vino all’apparenza comune ma dalle caratteristiche straordinarie, quello che puoi scoprire <a href="https://www.torreacenaia.it/storia-cenaja-vermentino/"><strong>cliccando qui</strong></a>.</p>
<p>Sarà davvero un caso, che il colore della nobiltà sia lo stesso del mare?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1976 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w.jpg" alt="" width="1500" height="1502" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w-768x769.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w-160x160.jpg 160w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w-240x240.jpg 240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w-60x60.jpg 60w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Vermentino_story-w-184x184.jpg 184w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il “re del bosco” conquista la Ristorazione Pisana: l’Osteria Pitti&#038;Friends trionfa nella XVI Edizione del celebre Premio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 11:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[Octo vino cavalieri templari]]></category>
		<category><![CDATA[Osteria Pitti&Friends]]></category>
		<category><![CDATA[Premio della Ristorazione Pisana]]></category>
		<category><![CDATA[Premio della Ristorazione Pisana 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Campazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Torre a Cenaia Antica Tenuta Pitti]]></category>
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					<description><![CDATA[Con estrema sorpresa e grandissimo orgoglio, l’Osteria Pitti&#38;Friends si aggiudica il gradino più alto del podio nella disputa del premio culinario più atteso dell’anno nel territorio pisano, per la XVI Edizione. Già sul podio negli anni scorsi – la prima volta nel 2016, con un primo piatto che conquistò il terzo posto, e poi nell’edizione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con estrema sorpresa e grandissimo orgoglio, l’Osteria Pitti&amp;Friends si aggiudica il gradino più alto del podio nella disputa del premio culinario più atteso dell’anno nel territorio pisano, per la XVI Edizione. Già sul podio negli anni scorsi – <a href="https://www.torreacenaianews.it/pittifriends-sul-podio-della-ristorazione-pisana/">la prima volta nel 2016</a>, con un primo piatto che conquistò il terzo posto, e poi <a href="https://www.torreacenaianews.it/ora-o-mai-piu-pittifriends-sul-podio-della-ristorazione-pisana/">nell’edizione successiva</a>, sempre al terzo posto ma con un antipasto – non era mai accaduto prima che il giovane ristorante di Torre a Cenaia fosse eletto quale <strong>miglior ristorante della provincia di Pisa</strong> dalla Commissione del “Premio della Ristorazione Pisana” organizzato da <a href="http://www.confesercentitoscananord.it/it/home/#.XDM1js9Kj_8"><strong>Confesercenti Toscana Nord</strong></a> in collaborazione con <a href="https://www.facebook.com/pages/category/Community/Pisa-Quality-Restaurant-699284713467842/"><strong>Pisa Quality Restaurants</strong></a> e con la compartecipazione della <a href="https://www.pi.camcom.it/"><strong>Camera di Commercio di Pisa</strong></a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1961" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giuria-premio-ristorazione-pisana-2018.jpg" alt="" width="1500" height="999" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giuria-premio-ristorazione-pisana-2018.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giuria-premio-ristorazione-pisana-2018-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giuria-premio-ristorazione-pisana-2018-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/giuria-premio-ristorazione-pisana-2018-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Per il ristorante guidato da <strong>Irene Scrò</strong>, è il più importante riconoscimento. Fondata, infatti, sulla filosofia della filiera corta, ponendo la massima cura nel reperire i migliori ingredienti del territorio e cercando di reinterpretare al meglio la tradizione locale con uno sguardo al futuro, l’<a href="https://www.pittiandfriends.it/"><strong>Osteria Agricola Toscana Pitti&amp;Friends</strong></a> vede realizzarsi finalmente, grazie al Premio, la propria <em>mission</em>: parlare a e del territorio.<br />
<strong>Un territorio straordinario</strong> e generoso, le cui potenzialità sono rimaste a lungo in sordina, ma che oggi, grazie allo straordinario lavoro guidato dalla Camera di Commercio di Pisa, inizia a essere comunicato e percepito in modo più efficace e peculiare, anche all’estero, attraverso il neonato brand <strong>Terre di Pisa</strong>, nella cui rete rientra anche <a href="https://www.torreacenaia.it/"><strong>Torre a Cenaia Antica Tenuta Pitti</strong></a>.</p>
<p>E non poteva che essere un piatto nato dal territorio, a vincere l’ultima edizione del Premio.</p>
<p><strong>“Il re del bosco”</strong> ha per protagonista un fiore all’occhiello dei nostri boschi, anzi due: <strong>il cervo e il tartufo</strong>, entrambi valorizzati in un prelibatissimo piatto in pieno stile Pitti&amp;Friends.<br />
Si tratta di carrè di cervo nostrale al pistacchio su crema di patata viola al profumo di tartufo, bagnato da riduzione al vino e coulis ai lamponi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1960" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Il-re-del-bosco-osteria-pittifriends.jpg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Il-re-del-bosco-osteria-pittifriends.jpg 1600w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Il-re-del-bosco-osteria-pittifriends-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Di primaria importanza per la valutazione ai fini del Premio, l’abbinamento con il calice.<br />
Il re del bosco ha trovato il partner perfetto nell’ultimo nato della cantina di Torre a Cenaia, <a href="https://www.torreacenaia.it/octo-toscana-igp/"><strong>Octo</strong></a>.<br />
Dedicato a <a href="https://www.torreacenaia.it/octo/">una straordinaria scoperta</a> avvenuta nei sotterranei della Tenuta e, per questo, dedicato all’Ordine dei <strong>Cavalieri Templari</strong>, Octo è un blend di Cabernet Sauvignon e Syrah che si presenta con un colore rosso rubino dai riflessi corallo e le sfumature violaceee. Il profumo è intenso e peresistente, complesso, caratterizzato da sentori fruttati, in particolare mora e mirtillo, note speziate ed erbe aromatiche. Il sapore è ben strutturato, elegante, morbido all’attacco, con una progressione articolata e un finale lungo; la tessitura tannica è setosa e spessa, l’aroma di bocca speziato-fruttato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1959" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Octo_vino-cavalieri-templari-torre-a-cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Octo_vino-cavalieri-templari-torre-a-cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Octo_vino-cavalieri-templari-torre-a-cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Octo_vino-cavalieri-templari-torre-a-cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/Octo_vino-cavalieri-templari-torre-a-cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tanti sono stati i ristoranti concorrenti e, soprattutto, quelli che si sono distinti agli occhi della Giuria, a dimostrazione dell’eccellente qualità del lavoro e dell’offerta gastronomica della provincia pisana.<br />
Siamo davvero onorati e fieri di far parte di questa straordinaria rete che è <a href="http://www.terredipisa.it/"><strong>Terre di Pisa</strong></a>, che sta dimostrando di crescere, di anno in anno, raggiungendo ottimi risultati in tempi davvero brevi. Il commento del Presidente della Giuria <strong>Stefano Campazzi</strong> è un attestato di merito che abbiamo il piacere di condividere con tutti i partecipanti:</p>
<blockquote><p>Voglio ringraziare personalmente tutti i ristoranti che hanno partecipato, per la loro professionalità, per la loro gentilezza e cortesia. È stato veramente difficile valutare e dare punteggi, perché tutti i partecipanti hanno veramente messo a dura prova la commissione, il tema di questa edizione era particolarmente complicato, difficile da interpretare, da elaborare anche nella semplicità, ma siete riusciti a stupirci tutti.</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1965" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/premio-ristorazione-pisana-2018-vincitori.jpg" alt="" width="851" height="559" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/premio-ristorazione-pisana-2018-vincitori.jpg 851w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/premio-ristorazione-pisana-2018-vincitori-768x504.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/premio-ristorazione-pisana-2018-vincitori-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/premio-ristorazione-pisana-2018-vincitori-260x170.jpg 260w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2019/01/premio-ristorazione-pisana-2018-vincitori-430x283.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></p>
<p>La strada per il futuro è tracciata e vogliamo percorrerla insieme a tutti i ristoratori del nostro territorio con ottimismo e tanta voglia di fare.<br />
<em>Per aspera ad astra</em>, buon lavoro e buon 2019 a tutta la Ristorazione Pisana!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La rivincita dei rossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 11:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Vini Luca Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[I Vini di Veronelli 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Maroni 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Per non dormire]]></category>
		<category><![CDATA[vini rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un grande risultato per Torre a Cenaia, alla prova delle più importanti Guide del 2019! Per il primo anno, l’Antica Tenuta Pitti riceve due importanti riconoscimenti per i propri vini rossi. Nota per la produzione dei bianchi e, in particolare, del vermentino, la produzione a bacca scura della Tenuta è sempre stata letta “in sordina” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande risultato per Torre a Cenaia, alla prova delle più importanti Guide del 2019! Per il primo anno, l’Antica Tenuta Pitti riceve due importanti riconoscimenti per i propri vini rossi.<br />
Nota per la produzione dei bianchi e, in particolare, del vermentino, la produzione a bacca scura della Tenuta è sempre stata letta “in sordina” dalla critica, adombrata dalla storica scuderia dei bianchi, rappresentata in primis dall’eccellente Cenaja Vermentino.<br />
Tuttavia, la cantina di Torre a Cenaia da anni svolge un lavoro accurato anche nella vinificazione dei rossi, guidata dalla sapiente regia dell’enologa di fama internazionale <strong>Graziana Grassini</strong>, di recente salita agli onori della cronaca per il riconoscimento quale<a href="https://top100.winespectator.com/"> “miglior vino al mondo” di un’etichetta da lei curata, il <strong>Bolgheri Sassicaia 2015</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle principali obiezioni della critica, restia a riconoscere l’elevata qualità dei rossi di Torre a Cenaia, riguarda l’orografia della Tenuta, che occupa una vasta area di territorio per lo più pianeggiante, ai piedi delle colline pisane. Come a dire che in pianura i vitigni a bacca scura non possono dare risultati soddisfacenti. Vero in linea generale, falso se non si tiene conto della <strong>varietà di substrati</strong> che compongono il <em>terroir</em> di Torre a Cenaia.<br />
Una base a medio impasto argilloso si alterna a vasti <strong>depositi sabbiosi</strong> – evidenziati da micro-toponimi interni alla Tenuta come <em>I Renai</em> – che per loro natura offrono un substrato drenante e ben areato, ad altri con sedimenti ricchi di ossidi ferrosi: è il caso del toponimo <strong><em>La Tinta</em>, cioè zona il cui terreno ha un colore rossastro</strong>, come accade per la più celebre ocra rossa della terra di Siena. Se paragonate alle normali argille, le ocre rosse hanno una maggiore capacità di drenaggio, <strong>ottimale per la produzione del vino</strong>, e celebri sono nel mondo le terre di questo tipo vocate alla coltivazione dei vitigni a bacca scura; oltre a vaste aree della Toscana centrale e della Francia, persino in Australia tali terreni sono noti per la produzione di Cabernet Sauvignon e Syrah, come la zona del Coonawarra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forte di questo ricco sistema di substrati, Torre a Cenaia annovera nella propria scuderia un sangiovese vinificato in purezza, il <a href="https://www.torreacenaia.it/pitti-sangiovese/"><strong>Pitti Sangiovese</strong></a>, un blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah, il <a href="https://www.torreacenaia.it/torre-del-vajo/"><strong>Torre del Vajo</strong></a>, un Syrah e Merlot, il <a href="https://www.torreacenaia.it/per-non-dormire/"><strong>Per Non Dormire</strong></a>, vera e propria “riserva” aziendale in serie limitata, e, ultimo nato, un Cabernet Sauvignon e Syrah, <a href="https://www.torreacenaia.it/octo-toscana-igp/"><strong>Octo</strong></a>.</p>
<p>Proprio la “tripletta storica” dei rossi ha riscosso un forte successo nelle ultime edizioni delle due più note Guide vinicole, l’<em>Annuario</em> di Luca Maroni e i <em>Vini di Veronelli</em>: in quest’ultima, <strong>il Pitti Sangiovese, il Torre del Vajo e il Per Non Dormire sono stati insigniti delle ambite Tre Stelle</strong>, ottenendo ognuno un punteggio superiore a 90.</p>
<p>Davvero un ottimo risultato per la cantina di Torre a Cenaia, coordinata internamente dall’enologo <strong>Roshan Abenaim</strong>, guidato dalla celebre enologa <strong>Graziana Grassini</strong> e coadiuvato dall’agronomo <strong>Gabriele Cesolini</strong>. Il 2019 si prospetta un anno ricco di soddisfazioni per l’Antica Tenuta Pitti.</p>
<p>In alto i calici, alla salute!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1278" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando.jpg" alt="" width="1200" height="798" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ecco di seguito il responso delle Guide:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Annuario dei migliori vini italiani 2019</em>, Luca Maroni</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il miglior vino</strong></h3>
<p><strong>Per Non Dormire 2015</strong></p>
<p>Consistenza: 32</p>
<p>Equilibrio: 29</p>
<p>Integrità: 31</p>
<p>Totale punteggio: 92</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Sensazioni</strong></h3>
<p>V’è un gran dialogo al suo ampio e maestoso profumo. Gli attori, un gran frutto poderoso, maturo e polposo, un filone di spezie avvolgenti, vanigliate e cremose. Dialogo che è successione di note armoniose giacché equipotenti e incorporatemente fuse. Morbidezza palatale cremosamente avvolgente. Doti vinicole, la concentrazione e lo spessore del suo manto gusto-aromatico, doti enologiche la nitidezza, la freschezza dell’unirsi e dell’udirsi balsamico, il loro bilanciato interscambio. Un gran vino allora complesso, e di possente struttura compositiva. Che fin dal suo apparire d’un nero insondabile afferma sensorialmente la propria assoluta caratura estrattiva, la propria eccellente integrità enologica esecutiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Gli altri vini</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Cenaja Vermentino 2017: 91<br />
Dolce Peccato: 90</strong></li>
<li><strong>Pitti Chardonnay 2017: 90</strong></li>
<li><strong>Pitti Vermentino 2017: 90</strong></li>
<li>Torre del Vajo 2015: 88</li>
<li>Pitti Sangiovese 2016: 88</li>
<li>Pitti Rosato 2017: 87</li>
<li>Pitti Chardonnay Brut: 87</li>
</ul>
<p>IP complessivo: 89,22</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Commento conclusivo</strong></h3>
<p>Un bicchiere, quello di Torre a Cenaia Antica Tenuta Pitti, che esprime il suo meglio in tema di consistenza e di morbidezza di sapore. La cremosità di tatto dei rossi Torre del Vajo 2015 e Pitti Sangiovese 2016, con gran suadenza di frutto, con gran intensità di balsami di spezie si evidenzia le loro viscoso riscontro tattile e palatale. Potenza e fittezza che nei suoi ancor migliori bianchi si associano ad un integro, vivido, netto profilo sensoriale. Eccellente in consistenza il Pitti Chardonnay 2017, in nitore il Pitti Vermentino 2017, con il Cenaja Vermentino 2017 che si conferma tra i più morbidi e limpidi della regione. Gran vino il migliore del tasting, il Per Non Dormire 2015, rosso in cui le doti naturali del frutto splendono per l’inossidato, mentoso nitore che devono alla pulizia enologica della sua trasformazione. Complimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Guida Oro I vini di Veronelli 2019</em>, Seminario Permanente Luigi Veronelli</h2>
<ul>
<li>Cenaja Vermentino 2017: 86</li>
<li>Dolce Peccato: 89</li>
<li><strong>Per Non Dormire 2015: 92 –</strong> <strong>Tre Stelle</strong></li>
<li><strong>Torre del Vajo 2015: 90 –</strong> <strong>Tre Stelle</strong></li>
<li>Pitti Chardonnay 2017: 87</li>
<li>Pitti Vermentino 2017: 87</li>
<li>Pitti Rosato 2017: 87</li>
<li><strong>Pitti Sangiovese 2016: 90 –</strong> <strong>Tre Stelle</strong></li>
<li>Pitti Brut: 85</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sabato 29 settembre 2018 &#8211; InCantinaJazz a Torre a Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 09:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Camera di Commercio di Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Cantina Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Emiliano Loconsolo]]></category>
		<category><![CDATA[InCantinaJazz 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 29 settembre 2019 19.00 &#8211; 23.30 InCantinaJazz a Torre a Cenaia Degustiamo la musica&#8230; ascoltiamo il vino! L&#8217;8° appuntamento del &#8220;Terre di Pisa Tour 2018&#8221; di Cantina Jazz arriva nella nostra cantina. Sabato 29 settembre, dalle 19 alle 23.30 circa, il quartetto guidato da Emiliano Loconsolo, grazie al contribuito dello special guest della serata, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center">Sabato 29 settembre 2019<br />
19.00 &#8211; 23.30</h3>
<h3 style="text-align: center">InCantinaJazz a Torre a Cenaia</h3>
<p style="text-align: center"><em>Degustiamo la musica&#8230; ascoltiamo il vino!</em></p>
<p style="text-align: left">
<p>L&#8217;8° appuntamento del <strong>&#8220;Terre di Pisa Tour 2018&#8221;</strong> di <a href="http://www.cantinajazz.com/"><strong>Cantina Jazz</strong></a> arriva nella nostra cantina.</p>
<p>Sabato 29 settembre, dalle 19 alle 23.30 circa, il quartetto guidato da <a href="https://www.facebook.com/emilianoloconsolo/"><strong>Emiliano Loconsolo</strong></a>, grazie al contribuito dello <em>special guest</em> della serata, il virtuoso sassofonista <strong>Dimitri Grechi Espinoza</strong>, interpreteranno i vini di Torre a Cenaia in chiave jazz, guidandoci in una degustazione multisensoriale che coinvolgerà olfatto, palato, tatto e soprattutto&#8230; orecchio!<br />
Sì, perché le affinità tra la musica e il vino sono profonde e molteplici. Il pluriennale lavoro di Cantina Jazz, progetto realizzato in collaborazione con l&#8217;Università di Pisa e la Camera di Commercio di Pisa e che quest&#8217;anno festeggia i 19 anni di attività, è una lunga storia d&#8217;amore tra queste due &#8220;forme d&#8217;arte&#8221;: la degustazione del vino e l&#8217;ascolto della musica si influenzano profondamente l&#8217;un l&#8217;altro, in un intenso dialogo emozionale inatteso e potente.</p>
<p>La serata si aprirà con un aperitivo di benvenuto a buffet degustanto le bollicine di casa, il <a href="https://www.torreacenaia.it/pitti-brut/"><strong>Pitti Brut</strong></a> Chardonnay Charmat. Ci accomodoremo poi di fronte ai musicisti, dove una sequenza di piatti (dal primo al dessert) supporterà gli abbinamenti tra i brani jazz e i vini: <a href="https://www.torreacenaia.it/cenaja-vermentino-2017-bio/"><strong>Cenaja Vermentino</strong></a> biologico 2017, <a href="https://www.torreacenaia.it/pitti-rosato/"><strong>Pitti Rosato</strong></a> biologico 2017 e <a href="https://www.torreacenaia.it/octo-toscana-igp/"><strong>Octo</strong> </a>2015.</p>
<p>Nell&#8217;occasione, presentermo per la prima volta al pubblico l&#8217;ultimo nato in casa Torre a Cenaia, il supertuscan <a href="https://www.torreacenaia.it/octo/"><strong>Octo</strong></a>. Vino in edizione limitata, è dedicato a un&#8217;importante scoperta storica avvenuta circa un anno fa nei sotterranei della Tenuta, dove un segno inciso su una pietra ci riporta nei secoli più affascinanti del Medioveo.</p>
<p>Nel piatto e nel calice, altri <em>special guest</em> renderanno l&#8217;evento ancor più unico. Il <a href="http://www.rosisalumi.it/it/"><strong>Salumificio Rosi</strong> </a>proporrà in abbinamento ai nostri vini i suoi migliori salumi, coadiuvato dall&#8217;ottimo lavoro di un altro partner speciale della serata, <strong><a href="http://www.lalbassociazione.com/pisa/catering-del-quore/">L&#8217;Alba Catering del Quore</a> di Pisa</strong>. Per chiudere in bellezza, <a href="http://www.taccola1895.com/"><strong>Taccola Liquori</strong></a> ci delizierà abbinando al dessert una delle sue creazioni.</p>
<p>Ecco qua il programma nel dettaglio, con tutti i protagonisti della serata:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1922 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/09/inCJ-8-2018-Cenaia-poster-web2.jpg" alt="" width="1348" height="2000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/09/inCJ-8-2018-Cenaia-poster-web2.jpg 1348w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/09/inCJ-8-2018-Cenaia-poster-web2-768x1139.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1348px) 100vw, 1348px" /></p>
<p>Per partecipare, è necessaria la prenotazione.<br />
Info e prenotazioni:  info@cantinajazz.com &#8211; +39 320 878 7288</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I Cavalieri Templari a Torre a Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 06:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Metti un borgo dalla storia millenaria, un vasto e fertile territorio per secoli al servizio di nobili casate provenienti da tutta Europa, ville fortificate e castelli dimenticati, locali sotterranei dall’origine sconosciuta&#8230; ed ecco che le sorprese non finiscono mai! Quella dei Cavalieri Templari a Cenaja sembra una boutade come tante, un’occasione per far parlare di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Metti un borgo dalla storia millenaria, un vasto e fertile territorio per secoli al servizio di nobili casate provenienti da tutta Europa, ville fortificate e castelli dimenticati, locali sotterranei dall’origine sconosciuta&#8230; ed ecco che le sorprese non finiscono mai!</p>
<p>Quella dei Cavalieri Templari a Cenaja sembra una <em>boutade</em> come tante, un’occasione per far parlare di sé come spesso capita nel mondo del vino e non solo. Eppure, l’eredità della Storia affiora con decisione nella Tenuta e lascia sbalorditi, per primi noi stessi, con la sua evidente carica di significato, sogno, mistero.</p>
<p>Ripercorriamo insieme le tappe di questa straordinaria scoperta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1823 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery.jpg" alt="" width="1280" height="852" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery.jpg 1280w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Villa-Valery-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I sotterranei di Villa Valery</h2>
<p>Villa Valery è oggi un edificio abbandonato ricco di fascino. I <strong>Conti Valery – De Bearn</strong>, arrivati dalla Francia a cavallo <strong>tra Ottocento e Novecento</strong> dopo i Marchesi Bartolini Salimbeni, vollero subito un edificio più “signorile” in cui risiedere; l’antica villa fortificata, la “Casa Turrita” simbolo della Tenuta, con il suo aspetto seicentesco si rivelava troppo <em>agée</em> per una nobiltà di quel rango. Ecco che, su un edificio pre-esistente di cui non si ha testimonianza, nel 1879 edificarono questa splendida nuova villa, arricchendola con elementi liberty e “alla moda francese”.</p>
<p>Per far questo dovettero rinforzare le fondamenta del primo edificio: qui <strong>trovarono</strong> <strong>antiche stanze sotterranee, ricche di cunicoli</strong> che i precedenti proprietari avevano sigillato per motivi di sicurezza, con tanto di date e firme dei sovrintendenti ai lavori. Rinforzarono il solaio della nuova villa con un pilastro che piazzarono al centro della grande sala a volte e utilizzarono il vasto locale come cantina e ghiacciaia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1675" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/11/Sotterranei_Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/11/Sotterranei_Torre_a_Cenaia.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/11/Sotterranei_Torre_a_Cenaia-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>A metà Novecento, con l’abbandono della Tenuta da parte dei Conti francesi e dei Conti Pitti Ferrandi – con i quali si erano uniti – i locali sotterranei vennero abbandonati. <strong>“Il Tedesco” Otto von Flick</strong>, potente magnate che occupò Villa Valery fino agli anni Settanta, sembra non averli mai utilizzati; più probabilmente, visto l’innalzarsi della falda acquifera, fu lui a decidere di <strong>abbandonare e interrare definitivamente quei locali sotterranei</strong>, ormai inutili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Croce delle Otto Beatitudini</h2>
<p>È stata l’attuale proprietà, le <strong>famiglie Terzi Coppini</strong>, a rinvenire casualmente i locali sotterranei e a riportarli alla luce, scoprendo a poco a poco i tesori che celavano. Oltre a numerose iscrizioni che attestavano gli ultimi lavori di messa in sicurezza da parte dei sovrintendenti dei Marchesi Bartolini Salimbeni, ciò che più colpì fu una croce, all’apparenza “pisana”, sulla base di una grande vasca al centro della sala principale.</p>
<p>Per anni dimenticata al buio e alle acque di quelle che potevano apparire come semplici cantine sotterranee, è <a href="https://www.torreacenaianews.it/il-segno-dei-templari/">grazie a una casuale visita dell’<strong>Associazione Storico-Culturale “Il Cuore di Bartolomeo” </strong>che <strong>“la croce templare di Cenaia”</strong></a> è tornata finalmente a raccontarci una storia straordinaria, mostrandoci tutto il suo insospettabile valore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1676 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/11/Croce_Otto_Beatitudini_Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="800" height="588" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/11/Croce_Otto_Beatitudini_Torre_a_Cenaia.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/11/Croce_Otto_Beatitudini_Torre_a_Cenaia-768x564.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Allo stesso tempo, si è iniziato a capire che la <strong>fitta rete di cunicoli</strong> che si diramano da quella sala, altro non sono che un antico sistema di difesa che percorre l’intero borgo della Tenuta e non solo. Dai racconti dei più anziani e dalle testimonianze d’archivio, si è visto che uno di questi tunnel conduce a un luogo lontano circa un chilometro dalla Casa Turrita, in mezzo ai boschi di Torre a Cenaia, laddove fino al XII secolo d.C. sorgeva il <strong>Castello di Cenaja</strong>, distrutto dalle armate fiorentine e mai più ricostruito, di cui oggi possiamo intuire le tracce nella morfologia del luogo e in resti ceramici e litici che affiorano nei dintorni. Ecco che, lo si deduce facilmente, scopriamo che i locali sotterranei in cui è stata scoperta la Croce hanno, almeno, <strong>ottocento anni</strong>.<br />
Questo simbolo di epoca medievale ha in realtà origini ben più antiche. Compare già nel <strong>V secolo dopo Cristo</strong> come emblema dei <strong>Nestoriani</strong> e, in occidente, poco dopo è assunta nel vessillo degli <strong>Amalfitani</strong> che la incisero perfino nelle loro monete, il tarì. Questi fondarono un ospedale a <strong>Gerusalemme</strong> nel 1023, proprio dove ritroviamo, appena due anni dopo, l&#8217;Ordinde degli Ospitalieri di San Giovanni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I Giovanniti</h2>
<p><strong>La Croce è detta delle Otto Beatitudini</strong> perché simboleggiava, nella prima fase, le otto beatitudini elencate da Gesù nel “Discorso della Montagna”, come riportato dal Vangelo di Matteo. Nel corso del tempo, fu adottata come emblema da vari ordini cavallereschi, che ne ampliarono i significati simbolici.</p>
<p>In particolare, i <strong>Cavalieri Templari</strong>, che impiegarono questo simbolo perfino come chiave per il proprio alfabeto segreto, prima di adottare la Croce Patente nel 1139, trasfigurarono le beatitudini in <strong>virtù</strong> che ogni loro adepto doveva dimostrare e perseguire: spiritualità, semplicità, umiltà, compassione, giustizia, misericordia, sincerità, sopportazione. Con il passare dei secoli, i vari “usi” simbolici modificarono a poco a poco la forma della croce: gli angoli si fecero più acuti, assunse diversi colori a seconda degli Ordini; nella “variante pisana”, infine, le sfere alle sue estremità passarono da otto a dodici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1824 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Croce-Cavalieri-Templari.jpg" alt="" width="875" height="1280" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Croce-Cavalieri-Templari.jpg 875w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Croce-Cavalieri-Templari-768x1123.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 875px) 100vw, 875px" /></p>
<p>È proprio grazie alla forma, che possiamo attribuire con certezza la croce incisa nei sotterranei di Torre a Cenaia all’ordine dei <strong>Giovanniti</strong>, ovvero i <strong>Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni</strong>. Si tratta di un antico Ordine inizialmente preposto a gestire l’<em>hospitale</em> che, dal 600 dopo Cristo al XIV secolo, prestava ricovero e assistenza ai pellegrini cristiani prima, ai combattenti crociati poi, a <strong>Gerusalemme</strong>. Da iniziale comunità monastica benedettina dedita all’accoglienza, originatasi da un gruppo di coloni amalfitani, con la riconquista dei musulmani della Terrasanta, i Giovanniti furono costretti ad assumere la difesa militare dei malati, dei pellegrini e dei territori sottratti in precedenza dai Crociati ai musulmani.<br />
Con la perdita di Gerusalemme, i Giovanniti traslocarono dapprima a Rodi, nel 1310, poi a Malta: dal 1530, l’Ordine dei <strong>Cavalieri di Malta</strong> è impegnato in missioni a carattere umanitario. Oggi <strong>Sovrano Militare Ordine di Malta</strong>, è l’unico ordine cavalleresco riconosciuto in 80 stati, gode di un governo proprio e di un “osservatore” presso le Nazioni Unite. Insieme all&#8217;<strong>Ordine dei Cavalieri di San Lazzaro</strong>, l&#8217;Ordine di Malta utilizza ancora oggi una croce delle Otto Beatitudini nel proprio vessillo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Perché proprio a <em>Cenaja</em>?</h2>
<p>Non è semplice rispondere, ma i tasselli del puzzle che andiamo via via raccogliendo ci aiutano a capire che cosa può essere accaduto in queste terre molti secoli fa.<br />
I Giovanniti, di cui è incontestabile la presenza testimoniata dalla croce nei sotterranei della Tenuta, non si occupavano della gestione di grandi proprietà terriere. Come abbiamo visto, era un ordine preposto alla cura e alla difesa dei cristiani in Terrasanta. Ma, dopo il 1312, fu costretto a rivedere drasticamente le proprie funzioni.</p>
<p>Quell’anno, infatti, su sospeso l’Ordine dei <strong>Cavalieri del Tempio</strong>, i famigerati “<strong>Templari</strong>” attivi in Terrasanta a partire dalla Prima Crociata. La loro fama è al pari del mistero circa le reali ragioni della loro soppressione, sancita dal Concilio di Vienne. Quel che è certo, è che <strong>tutti i loro beni furono trasferiti, nel 1312, all’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni</strong>.</p>
<p>È dunque ragionevole credere, considerato il contributo di Pisa e del suo territorio alle crociate, che <strong>le terre allora pertinenti al borgo di <em>Cenaja</em> contribuissero all’economia della città e quindi anche al sostentamento delle missioni in Terrasanta</strong>. Ciò non deve stupire: basti pensare all’importanza che i Cavalieri di Malta rivestono ancora oggi nella città toscana.</p>
<p>Ma cerchiamo di capire meglio perché proprio l’antica <em>Cenaja</em> potesse rivestire un ruolo chiave in tutto questo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1797 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="993" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-768x508.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Cenaja</em> “precettoria” templare</h2>
<p><strong>Vari elementi ci fanno pensare che Torre a Cenaia sia stata in passato una precettoria Templare e poi Giovannita</strong>. La posizione strategica e la vicinanza all’antico porto di Pisa e alla città stessa, la morfologia e la geografia del territorio, le arterie stradali che lo attraversavano, la presenza di un’antichissima chiesa intitolata a Sant’Andrea, santo notoriamente legato a questi ordini cavallereschi.</p>
<h3>Ma che cos’è una “precettoria”?</h3>
<p>Si tratta di una vasta tenuta agricola, gestita per lo più da ordini religiosi e strutturata attorno a una chiesa o un’abbazia, comprensiva di vari edifici con funzioni di ospedale, foresteria e stoccaggio di prodotti agricoli. A una precettoria spettavano ampi appezzamenti agricoli con boschi, laghi, canali e peschiere, orti con erbe officinali e curative; oltre a garantire la sussistenza a chi le abitava, queste “tenute agricole” dovevano contribuire all’economia della diocesi o del distretto cui appartenevano.</p>
<p><strong>I Templari, a differenza dei Giovanniti, acquisivano proprietà terriere, spesso grazie a donazioni, che sfruttavano per finanziare le proprie missioni in Terrasanta</strong>. È il caso, ad esempio, delle aziende agricole di Baguy, dei monti d&#8217;Arrée in Bretagna, di Payns in Champagne, del Lazare e della Spagna: proprietà che dovevano destinare un terzo delle rendite alla Guerra Santa e al mantenimento dei Fratelli Templari sparsi per l’Europa. Grazie a pratiche agricole razionali e all’avanguardia e a un’accurata gestione di vasti beni fondiari, riuscirono così a procurarsi ingenti guadagni.</p>
<p><strong>I Templari erano inoltre maestri nel bonificare zone paludose</strong>. Dagli Statuti Pisani sappiamo che, almeno fino al 1276, anno in cui iniziarono i lavori di ingegneria idraulica destinati allo scavo del fosso Arnonico o “della Guerra”, <strong>le paludi di Cenaja</strong> impedivano di sfruttare a dovere l’elevato potenziale di queste terre. È dunque molto probabile che una delle ragioni per cui la Tenuta fu affidata alla gestione templare fosse proprio l’urgente bisogno di contrastare l’avanzata delle paludi, da cui si salvava poco più dell’odierno borgo fortificato, ubicato in posizione sopraelevata rispetto alla campagna circostante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1825 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Lago_Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="1280" height="728" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Lago_Torre_a_Cenaia.jpg 1280w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Lago_Torre_a_Cenaia-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Spesso i Templari ricevevano estensioni di terre, originariamente di poco valore, quali acquitrini e lande incolte, con il preciso compito di trasformarle in fondi redditizi</strong>, grazie alle loro competenze altamente specializzate. In questo modo riuscivano a bonificare paludi e trasformare gli acquitrini in stagni per l’allevamento di pesci, cibo da loro particolarmente utilizzato, sia fresco che affumicato.</p>
<p>Tutte queste considerazioni ci portano a pensare che anche<strong> l’antica Torre a Cenaia fu una delle tante proprietà agricole dei Giovanniti, che acquisirono dai Cavalieri Templari dopo il 2 maggio 1312</strong>, come stabilito dalla bolla papale <em>Ad providam</em>.</p>
<p>La Croce delle Otto Beatitudini celata nei sotterranei della Tenuta non è altro che la traccia di questa storia straordinaria, che oggi ti raccontiamo con orgoglio attraverso un nuovo vino: <a href="http://www.torreacenaia.it/octo/"><strong>Octo</strong></a>. È con onore che possiamo affidarti questo testimone di Verità e Virtù, simbolo della nostra Storia più gloriosa e sigillo di una conoscenza superiore.</p>
<p><em>Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam</em>.<br />
Salute!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1826 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Octo_Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="1280" height="852" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Octo_Torre-a-Cenaia.jpg 1280w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Octo_Torre-a-Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Octo_Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Octo_Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
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		<title>Al via &#8220;Terre di Pisa tour 2018 &#8211; inCantina Jazz&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 14:31:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Roberto Marangoni]]></category>
		<category><![CDATA[Terre di Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via il ricco calendario di eventi “Terre di Pisa tour 2018 &#8211; inCantina Jazz” che, dal 15 luglio al 17 novembre, attraverso 10 serate andrà alla scoperta delle cantine pisane interpretandone in chiave jazz i migliori vini. Si è tenuta questa mattina alla Camera di Commercio di Pisa la conferenza stampa di presentazione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via il ricco calendario di eventi <strong>“Terre di Pisa tour 2018 &#8211; inCantina Jazz” </strong>che, dal 15 luglio al 17 novembre, attraverso 10 serate andrà alla scoperta delle cantine pisane interpretandone in chiave jazz i migliori vini.</p>
<p>Si è tenuta questa mattina alla Camera di Commercio di Pisa la conferenza stampa di presentazione del progetto. Il presidente <strong>Valter Tamburini</strong> ha sottolineato l’importanza di queste attività nel promuovere il nuovo brand <a href="http://www.terredipisa.it/"><strong>“Terre di Pisa”</strong></a>, al fine di comunicare i punti forti della provincia pisana coinvolgendo il target di riferimento del prodotto turistico. Un turismo locale ma anche internazionale, che finalmente inizia a conoscere e a esperire, anche grazie a queste importanti iniziative, la ricchezza delle “Terre di Pisa”: non solo la torre, ma una fitta rete di realtà di eccellenza che rendono il territorio pisano uno straordinario <em>unicum</em> tutto da vivere e da… bere.</p>
<p>Il focus di oggi è infatti sul nettare di Bacco, o meglio: sul <strong>profondo legame tra la degustazione del vino e la musica</strong>. Dal 2001, Cantina Jazz ha fatto proprie le istanze di importanti studi che dimostrano come l’ascolto della musica influenzi la percezione gustativa e dunque anche l’esperienza del gustarsi un calice di vino. Non tutti i suoni, non tutti i brani, come non tutti i piatti, possono abbinarsi a un determinato vitigno, a un blend, a un’etichetta! Facile a dirsi, un po’ meno a farsi.<strong> Roberto Marangoni</strong>, fondatore, coordinatore e noto presentatore di Cantina Jazz, ci spiega la lunga preparazione necessaria a ogni serata. Soltanto attraverso una lunga ricerca, supportata da docenti della facoltà di Agraria dell’<strong>Università di Pisa</strong>, è possibile “degustare la musica, ascoltare il vino”, come dichiara il loro motto, cioè scoprire i migliori abbinamenti tra brani jazz e calici</p>
<p>È così che, <strong>da ben 17 anni </strong>– <a href="http://www.cantinajazz.com/">Cantina Jazz</a> si avvicina ormai alla maggiore età e c’è chi esclama fra le risate che a breve “potrà finalmente bere” –, i musicisti guidati dal direttore artistico <strong>Emiliano Loconsolo</strong> percorrono con successo l’affascinante confine, psicologico e sensoriale, tra vino e musica, sperimentando volentieri accostamenti arditi ma sempre vincenti.</p>
<p>Ad accompagnare turisti e appassionati in questa esperienza multisensoriale sarà un <strong>quintetto</strong>, i cui elementi saranno scelti di volta in volta da Emiliano. Per ogni appuntamento, uno <strong>“special guest”</strong> arricchirà le voci, o meglio i fiati, della serata: questa edizione si contraddistingue infatti per il contributo di noti musicisti nazionali e internazionali, oltre a quello dei virtuosi artisti che in tutti questi anni hanno animato i palchi di Cantina Jazz.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1833" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/InCantina-Jazz.jpg" alt="" width="1500" height="1114" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/InCantina-Jazz.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/InCantina-Jazz-768x570.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>Come si svolge “Terre di Pisa tour 2018 &#8211; inCantina Jazz”?</h3>
<p>Le serate saranno realizzate nel formato di una <strong>cena</strong> o di un <strong>buffet</strong>, a seconda delle aziende ospitanti. Inizieranno alle 19 con con le visite guidate alle cantine, per proseguire dalle 20 alle 22.30 con lo spettacolo. La presentazione di tutti gli eventi sarà in italiano e in inglese per coinvolgere anche il pubblico straniero; il costo del biglietto è di 28 euro per la serata con buffet e di 40 euro per le serate con cena.<br />
Queste le date del <strong>programma 2018,</strong> nelle quali non poteva mancare anche <strong>Torre a Cenaia</strong>:</p>
<p>Dom. 15 luglio – Fattoria Uccelliera (Fauglia) – Nico Gori (sassofoni, clarinetto)<br />
Dom. 29 luglio – Azienda Agricola Castelvecchio (Terricciola) – Moraldo Marcheschi (sassofoni)<br />
Dom. 5 agosto – Fattoria Fibbiano (Terricciola) – Renzo Telloli (sassofoni)<br />
Ven. 10 agosto – Usiglian del Vescovo (Palaia) – Andrea Tofanelli (tromba)<br />
Dom. 19 agosto – Tenuta Podernovo (Terricciola) – Nico Gori (sassofoni, clarinetto)<br />
Sab. 25 agosto – Pieve de’ Pitti (Terricciola) – Federico Bertelli (armonica)<br />
Sab. 1 settembre – Le Palaie (Peccioli) – Fabrizio Desideri (sassofoni, clarinetto)<br />
Sab. 29 settembre – Torre a Cenaia (Crespina Lorenzana) – Dimitri Grechi Espinosa (sassofoni)<br />
Sab. 13 ottobre – Badia di Morrona (Terricciola) – Andrea Tofanelli (tromba)<br />
Sab. 17 novembre – Podere La Chiesa (Terricciola) – Nico Gori (sassofoni, clarinetto)</p>
<p>Per i dettagli sul programma si rimanda al sito web di Cantina Jazz<br />
Info e prenotazioni: <a href="mailto:info@cantinajazz.com">info@cantinajazz.com</a> – 320 878 7288</p>
<p>Alla salute, e buon Jazz a tutti!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1832 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Programma-Cantina_Jazz-18.jpg" alt="" width="819" height="1200" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Programma-Cantina_Jazz-18.jpg 819w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/07/Programma-Cantina_Jazz-18-768x1125.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></p>
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		<title>JBlonde è Birra Quotidiana Slow Food 2019</title>
		<link>https://www.torreacenaianews.it/jblonde-e-birra-quotidiana-slow-food-2019/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 12:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Birra Quotidiana Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Birra Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Guida alle Birre d'Italia 2019 Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[JBLONDE]]></category>
		<category><![CDATA[JRubra]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo ben due anni di attesa, Slow Food torna a condurre per mano appassionati e neofiti nel ricco e variopinto mondo della birra artigianale italiana attraverso la “Guida alle Birra d’Italia 2019”, svelandoci birrifici e pinte da non perdere. Considerata, a pieno diritto, come il migliore progetto editoriale italiano in campo brassicolo, la Guida offre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo ben due anni di attesa, <strong>Slow Food</strong> torna a condurre per mano appassionati e neofiti nel ricco e variopinto mondo della birra artigianale italiana attraverso la <a href="http://www.slowfoodeditore.it/it/guide-slow/guida-alle-birre-d-italia-2019-9788884995087-764.html"><strong>“Guida alle Birra d’Italia 2019”</strong></a>, svelandoci birrifici e pinte da non perdere.</p>
<p>Considerata, a pieno diritto, come il migliore progetto editoriale italiano in campo brassicolo, la Guida offre il più dettagliato e autorevole panorama della birra nel nostro Paese: con <strong>quasi</strong> <strong>600 birrifici e più di 2.500 etichette</strong> recensite, grazie a un piacevolissimo approccio insieme didascalico e narrativo, rappresenta il palcoscenico su cui tutti i Birrifici desiderano comparire e la sua uscita è un vero evento, atteso e temuto allo stesso tempo.</p>
<p>I giudizi espressi sulle birre, infatti, sebbene Slow Food tenga a precisare che</p>
<blockquote><p>non ci interessa tanto dire “questa birra è più buona di quest’altra” quanto piuttosto aiutare il bevitore nella scelta stilando delle liste di birre che secondo noi, con approcci e obiettivi diversi, vanno assaggiate se si vuole conoscere il meglio della scena birraria italiana,</p></blockquote>
<p>sono la croce e la delizia di tutti i produttori artigianali nazionali. Chiocciole, bottiglie e fusti: ogni simbolo è una conquista, ogni titolo è una stelletta da appuntare al grembiule del mastro birraio, e tutti fanno a gara a ottenere un riconoscimento, in una continua lotta con se stessi a dare sempre un po’ di più del proprio meglio.</p>
<p>Dopo il titolo di <a href="https://www.torreacenaianews.it/jrubra-conquista-il-titolo-di-grande-birra-slow-food/"><strong>Grande Birra Slow Food</strong> conferito alla <strong>JRubra </strong>nella scorsa edizione della Guida</a>, torna anche per il <strong><a href="http://www.j63.it/">Birrificio Agricolo Artigianale J63</a></strong> il momento di festeggiare!<br />
E stavolta tocca alla <strong>JBlonde</strong>, riconosciuta <strong>Birra Quotidiana</strong> per la sua grande amabilità, un prodotto davvero versatile in grado di ammaliare un vasto pubblico di amatori e neofiti.<br />
Con <strong>birre quotidiane</strong>, Slow Food intende</p>
<blockquote><p>quei prodotti che svettano sugli altri per la capacità del birrificio di valorizzare semplicità, equilibrio e piacevolezza. Insomma, tra le birre quotidiane trovate quei prodotti, che meglio degli altri, secondo noi, sono adatti a svolgere il ruolo di compagni di bevuta di ogni giorno.</p></blockquote>
<p>Si tratta di una piccola-grande conferma per il micro-birrificio della <a href="http://www.torreacenaia.it/"><strong>Tenuta Torre a Cenaia</strong></a>, che da cinque anni opera all’interno di un più vasto <strong>progetto di filiera agricola</strong>: non solo birra artigianale dunque, ma birra agricola, anzi <strong><em>birragricola</em></strong>! Oltre a non essere pastorizzata né filtrata, infatti, la Birra Agricola J63 è ottenuta per almeno il 70% da orzo coltivato all’interno della Tenuta stessa. In virtù di questo, il Birrificio Agricolo Artigianale J63 è membro del <a href="http://www.cobibirragricola.it/">Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra</a> e può fregiare le proprie birre del <strong>marchio certificato BIRRAGRICOLA</strong>, l’unico in Italia in grado di attestare la filiera agricola dell’intero processo produttivo.<br />
Dalla nostra terra toscana, ecco che nasce un prodotto… “quotidiano”, capace di deliziarci ogni giorno con il suo perfetto equilibro tra la lieve nota amaricante dei luppoli e la dolcezza dei malti. Siamo fieri di potervi offrire, oggi, la nostra <strong><em>Belgian Blonde</em> Birra Quotidiana Slow Food 2019</strong>… Alla nostra salute, <em>prosit!</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1818 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/06/JBlonde_Birra_Quotidiana_SlowFood-web.jpg" alt="" width="440" height="622" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sabato 9 giugno 2018 &#8211; Arriva a Torre a Cenaia il Blogging Breakfast di Trippando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 13:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging Breakfast]]></category>
		<category><![CDATA[Torre a Cenaia]]></category>
		<category><![CDATA[Trippando]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 9 giugno i blogger toscani si danno appuntamento a Torre a Cenaia per una colazione all’insegna del network e della formazione. Ivana Cerato, archeologa e event creator, parlerà del buon uso di Twitter. Dopo la grande inaugurazione di martedì scorso della Piazzetta Pitti, garden per gli aperitivi all’aperto, il 9 giugno arriva alla tenuta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><i>Sabato 9 giugno i blogger toscani si danno appuntamento a Torre a Cenaia per una colazione all’insegna del network e della formazione. Ivana Cerato, archeologa e event creator, parlerà del buon uso di Twitter.</i></em></p>
<p>Dopo la grande inaugurazione di martedì scorso della Piazzetta Pitti, garden per gli aperitivi all’aperto, il 9 giugno arriva alla tenuta di Torre a Cenaia il Blogging Breakfast, l’appuntamento mensile per i blogger, toscani e non solo, ideato da Silvia Ceriegi, animatrice del portale <a href="https://www.trippando.it/">Trippando</a>.</p>
<p>“I Blogging Breakfast – spiega la Ceriegi – sono mattinate conviviali in cui blogger dei più disparati argomenti si riuniscono per confrontarsi e crescere insieme”. Avviati ad ottobre 2017, i Blogging Breakfast hanno girato varie città della Toscana, tra network e formazione; ogni volta c’è un ospite diverso e stavolta è il turno di Ivana Cerato, pisana d’adozione, archeologa, event creator e curatrice del blog <a href="https://www.stairwaytoevent.com/rctesting/?page_id=533">Stairwaytoevent</a>, che darà consigli ai presenti sul buon uso di Twitter, riportando la propria esperienza durante la Museum Week.</p>
<p><strong>Silvia Ceriegi</strong> , autrice anche del libro “Pillole di Blogging”, organizza anche corsi per chi vuole aprire un blog o vuole monetizzarlo e sta lavorando all’organizzazione di un blogging camp, il primo in Italia, previsto per il 22 settembre a Camaiore.</p>
<p>Per avere altre informazioni sui Blogging Breakfast e per aderire si può contattare Silvia Ceriegi per telefono (328.0161268) o per email (<u><a href="mailto:silviaceriegi@gmail.com">silviaceriegi@gmail.com</a></u> oppure <u><a href="mailto:silvia@trippando.it">silvia@trippando.it</a></u> o consultare la pagina <u><a href="http://www.trippando.it/blogging-breakfast-colazione-network-blogger/">http://www.trippando.it/blogging-breakfast-colazione-network-blogger/</a></u>)</p>
<p><div id="attachment_1813" style="width: 568px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1813" class="size-full wp-image-1813" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/06/Silvia-Ceriegi.jpg" alt="" width="558" height="507" /><p id="caption-attachment-1813" class="wp-caption-text">Silvia Ceriegi alias Trippando</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><b>Silvia Ceriegi</b></strong></p>
<p><em><i>Chemist<br />
</i></em><em><i>Travel Blogger<br />
</i></em><em><i>Community Manager<br />
</i></em>Phone: +39 328 0161268<br />
My blogs:<br />
<a href="http://www.trippando.it">www.trippando.it</a></p>
<p><a href="http://www.mammaciporti.it">www.mammaciporti.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Che bellezza, la vinoterapia</title>
		<link>https://www.torreacenaianews.it/che-bellezza-la-vinoterapia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 10:52:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[bagnodoccia al vino]]></category>
		<category><![CDATA[crema corpo al vino]]></category>
		<category><![CDATA[Pitti Sangiovese]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese]]></category>
		<category><![CDATA[shampoo al vino]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti bellezza vino]]></category>
		<category><![CDATA[vinoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[La vinoterapia è quell’insieme di trattamenti cosmetici a base di vino rosso e mosto mirati ad apportare effetti benefici alla pelle, grazie alle proprietà antiossidanti del vino. Scopriamo insieme che cos'è e come possiamo prepare a casa alcuni preparati a base di Sangiovese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Che cos’è la vinoterapia</h2>
<p>Nata in Francia nei dintorni di Bordeaux, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vinoterapia"><strong>vinoterapia</strong></a> ha contagiato presto tutti i grandi paesi produttori di vini, Italia <em>in primis</em>. Ma di che cosa si tratta, esattamente?<br />
Con vinoterapia si intende quell’insieme di <strong>trattamenti cosmetici a base di vino rosso e mosto</strong> mirati ad apportare effetti benefici alla pelle, grazie alle <strong>proprietà antiossidanti</strong> del vino, in particolare del <strong>vino rosso</strong>. L’alto contenuto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polifenolo"><strong>ponifenoli</strong></a>, infatti, rende il vino un potente alleato <strong>contro l’invecchiamento cutaneo</strong>; favorisce inoltre la <strong>microcircolazione</strong> e ha <strong>poteri antibatterici, emollienti, calmanti</strong> e previene la <strong>caduta dei capelli</strong>.</p>
<p>Già nell’antichità erano noti questi effetti “magici” del vino sulla pelle: Arabi e Romani preparavano decotti e creme a base di vino, nel Rinascimento le nobildonne si servivano di un impasto di mosto come antirughe. I moderni trattamenti di vinoterapia utilizzano anche altre parti della pianta della vite, quali ad esempio le foglie.</p>
<h2>I benefici della vite</h2>
<p>Proprio così, tutta la pianta della vite ha effetti benefici per la nostra pelle.</p>
<p>Le <strong>foglie</strong> sono ricche di tannini, antociani e flavonoidi che, oltre ad avere proprietà antiossidanti al pari dei polifenoli, sono capaci di stimolare la circolazione.</p>
<p>Gli <strong>acini</strong> hanno un’alta concentrazione di zuccheri, sali minerali e vitamine del gruppo A e C, potentissimi antiossidanti.<br />
I <strong>semi</strong>, infine, contengono acido linoleico, acido oleico e vitamina E, con proprietà antiossidanti, emollienti e rigeneranti. Dai semi si estrae il cosiddetto <strong>olio di vinaccioli</strong>, impiegato largamente nella preparazione di creme <em>antiage</em>, dedicate alla cura delle pelli più mature.</p>
<p>Il vino rosso, dunque, non è solo un ottimo compagno di vita nel calice (consumato con moderazione!), amico di tante serate in compagnia e di convivi, ma può divenire un ottimo alleato contro l’invecchiamento della pelle, dotato di poteri calmanti e rilassanti… è proprio vero che <strong>vino rosso fa buon sangue</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vinoterapia fatta in casa</h2>
<p>Vediamo adesso un paio di preparati cosmetici a base di vino che possiamo facilmente preparare a casa: bastano pochi ingredienti e il risultato è assicurato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Maschera all’olio di vinaccioli</h3>
<p><strong>Effetti benefici</strong>: antietà</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>:</p>
<ul>
<li>2 cucchiai di argilla bianca</li>
<li>2 cucchiai di olio di vinaccioli</li>
<li>10 gocce di olio essenziale di rosmarino</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong>:<br />
Versiamo in una ciotola l’argilla bianca e mescoliamo aggiungendo a poco a poco l’olio di vinaccioli; non appena abbiamo ottenuto un impasto omogeneo, versiamo le gocce di olio essenziale di rosmarino.</p>
<p><strong>Applicazione</strong>:<br />
Con l’aiuto di un pennello ampio e morbido, applichiamo la maschera sul viso, facendo attenzione al contorno occhi. Non appena abbiamo ricoperto tutto il viso in modo uniforme, copriamo con un panno umido cercando di non farla seccare. Risciacquiamo dopo 15 minuti con acqua tiepida e, dopo aver asciugato il viso, applichiamo una crema idratante – ancora meglio se ce ne procuriamo una a base di vino o mosto.<br />
Si consiglia di applicare il trattamento una sola volta a settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scrub all’olio di vinaccioli e <a href="http://www.torreacenaia.it/pitti-sangiovese/">Pitti Sangiovese</a></h3>
<p><strong>Effetti benefici</strong>: favorisce la circolazione delle gambe; rende la pelle levigata e morbida.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>1 cucchiaio di sale grosso</li>
<li>2 cucchiai di zucchero di canna</li>
<li>3 cucchiai di olio di vinaccioli</li>
<li>5 gocce di olio essenziale di cedro</li>
<li>2 gocce di olio essenziale di cipresso</li>
<li>1 cucchiaio di Pitti Sangiovese</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong>:</p>
<p>Misceliamo in una piccola ciotola l’olio di vinaccioli e gli oli essenziali di cedro e di cipresso.<br />
Versiamo in un altro contenitore il sale, lo zucchero e il mix di olii appena preparato. Mescoliamo aggiungendo il Pitti Sangiovese, fino a ottenere un impasto uniforme.</p>
<p><strong>Applicazione</strong>:</p>
<p>Sotto la doccia, prima di bagnarsi, applichiamo lo <em>scrub</em> alle gambe, massaggiando bene con movimenti circolari.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1757" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese.jpg" alt="" width="1500" height="1084" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese-768x555.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Per godere appieno degli effetti benefici del vino rosso, abbiamo preparato per voi 3 prodotti a base del nostro vino Pitti Sangiovese.<br />
<strong>Bagno doccia al vino Pitti Sangiovese</strong>: deterge lasciando la pelle vellutata ed elastica; dall’azione antiossidante.<br />
<strong>Shampoo delicato al vino Pitti Sangiovese</strong>: finissimo e delicato, nutre il capello in profondità; dona lucentezza.<br />
<strong>Crema corpo al vino Pitti Sangiovese</strong>: nutre in profondità la pelle; dall’azione antiossidante e antietà.</p>
<p>Disponibili, al nostro punto vendita in cantina, nel formato 200 ml e nel pratico piccolo formato “da viaggio” 30 ml, per avere sempre con noi il nostro trattamento di bellezza preferito!</p>
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