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	<title>vino toscano | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Sep 2021 07:26:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tu vuo&#8217; fa&#8217; l&#8217;americano &#8211; James Suckling</title>
		<link>https://www.torreacenaianews.it/tu-vuo-fa-lamericano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 08:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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		<category><![CDATA[vino toscano]]></category>
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					<description><![CDATA[No, non stiamo parlando di &#8220;whisky and soda&#8221; ma di vino rosso. Per noi che siamo ristoratori e produttori agricoli, l&#8217;anno che ci siamo lasciati alle spalle non è stato una passeggiata. Oltre ai nostri, i ristoranti di tutto il mondo sono rimasti chiusi a lungo. E nonostante il 2021 non sia stato un ritorno [&#8230;]]]></description>
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<p>No, non stiamo parlando di &#8220;whisky and soda&#8221; ma di vino rosso. </p>



<p>Per noi che siamo <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.torreacenaia.it/ristoranti/" target="_blank"><strong>ristoratori</strong></a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.pittistore.it/it/" target="_blank"><strong>produttori agricoli</strong></a>, l&#8217;anno che ci siamo lasciati alle spalle non è stato una passeggiata.  Oltre ai nostri, i ristoranti di tutto il mondo sono rimasti chiusi a lungo.  E nonostante il 2021 non sia stato un ritorno col botto, ci ha comunque dato costanti segnali di ripresa che hanno permesso anche ai nostri prodotti di tornare a viaggiare. </p>



<p>È il caso della nostra coppia di rossi&nbsp;<a href="https://www.torreacenaia.it/torre-del-vajo/"><strong>Torre del Vajo</strong></a> e&nbsp;<a href="https://www.torreacenaia.it/per-non-dormire/"><strong>Per Non Dormire</strong></a>, che proprio quest&#8217;anno sono stati provati e recensiti dal critico enologico americano James Suckling. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.jamessuckling.com/"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="14400" height="3600" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo.png" alt="" class="wp-image-2008" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo.png 14400w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-768x192.png 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-1536x384.png 1536w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-2048x512.png 2048w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/07/JS-2020-logo-639x160.png 639w" sizes="(max-width: 14400px) 100vw, 14400px" /></a></figure>



<p>Suckling è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più influenti critici di vino al mondo. Nato a Los Angeles, California, oggi vive in Toscana. Rispondendo al Corriere della Sera su come &#8220;ha capito, giudicato e riconosciuto un buon vino&#8221;, Suckling ha replicato: &#8220;Di solito si parte dal naso, dai profumi del vino. Ma per me questo aspetto è meno importante. Metto più enfasi su ciò che assaggio in bocca, trovo la concentrazione della frutta, dei tannini, dell&#8217;alcol e dell&#8217;acidità. L&#8217;elemento più rivelatore è la persistenza del gusto in bocca, il retrogusto. E un&#8217;altra cosa da tenere in la mente è che <strong>un vino è come una persona, non ce n&#8217;è una uguale all&#8217;altra</strong>. Dovrebbe essere un&#8217;emozione, non qualcosa di scientifico. Il buon vino è armonia, equilibrio di tutte le caratteristiche che cerco.&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1080" height="717" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere.jpg" alt="" class="wp-image-2013" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere.jpg 1080w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-768x510.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Torre-del-Vajo-con-bicchiere-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>



<p>A proposito del Torre del Vajo 2016, Suckling scrive: &#8220;aromi di amarene, timo essiccato, incenso, carne affumicata e cioccolato fondente. È corposo con tannini gommosi. Speziato e strutturato al palato. Fumoso e maturo. Un blend di sangiovese, cabernet sauvignon e syrah. <strong>Da bere adesso</strong>.&#8221; Lo classifica con un punteggio di 89/100. </p>



<p>Puoi visitare la pagina James Suckling.com a questo link: <a href="https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/155677/torre-a-cenaia-toscana-torre-del-vajo-2016/">https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/155677/torre-a-cenaia-toscana-torre-del-vajo-2016/</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1079" height="1036" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Per-Non-Dormire_cantina.jpg" alt="" class="wp-image-2014" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Per-Non-Dormire_cantina.jpg 1079w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Per-Non-Dormire_cantina-768x737.jpg 768w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /></figure>



<p>Sul nostro Per non Dormire 2016 invece Suckling scrive: &#8220;Aromi di prugne, fumo, erbe essiccate, iodio e guscio di ostrica. È di medio corpo con tannini gommosi. Croccante e fresco con vibrante acidità. Finale sapido. <strong>Bevi o conserva</strong>. Il punteggio assegnato è di 90/100.</p>



<p>Puoi visitare la pagina James Suckling.com a questo link: <a href="https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/156185/torre-a-cenaia-toscana-per-non-dormire-2016/?sid=3b65cf0c7d975704e7ad88f66320e5d7">https://www.jamessuckling.com/tasting-notes/156185/torre-a-cenaia-toscana-per-non-dormire-2016/?sid=3b65cf0c7d975704e7ad88f66320e5d7</a></p>



<p>Non possiamo che essere orgogliosi di questi ottimi risultati, ottenuti su una piattaforma che recensisce vini da 40 anni. E che c&#8217;è di meglio che festeggiare con un buon calice di vino?</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>La svinatura del sangiovese</title>
		<link>https://www.torreacenaianews.it/la-svinatura-del-sangiovese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 08:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avevamo intuito già dai primi giorni di questa <a href="https://www.torreacenaianews.it/tempo-di-vendemmia-a-torre-a-cenaia/"><strong>vendemmia</strong></a>, che quella tra il vino e l’uomo è una lotta tra amici che si combattono senza tregua. Lo scriveva Baudelaire, e non possiamo fare a meno di pensarlo quando ci affacciamo dall’alto all’interno del grande <strong>tino in cemento vetrificato</strong>. Racchiuso nell’enorme contenitore, Andrea spala senza sosta le vinacce di <strong>sangiovese</strong> verso il foro di uscita, immerso in un’aria pesante che già sa di calda ebbrezza. Fuori, Roshan e Paola tirano a sé i residui della vinaccia che, convogliati dalla diraspatrice, si avviano verso la pressatrice dove daranno ancora vino, quello che in gergo si dice “torchiato”.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-942" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello.jpg" alt="Andrea con rastrello" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>E’ un’immagine archetipica quella ci si para di fronte agli occhi. Nel ventre del grande tino Andrea raschia instancabile ogni traccia di acino, si muove seguendo il perimetro delle pareti come un pesce in una bolla di vetro, con movimenti regolari e decisi; calata dall’alto, la lanterna ne illumina a malapena il volto e l’aura rossastra che il sangiovese spande sulle pareti del contenitore conferisce un che di magico e misterioso alla scena.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-944" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino.jpg" alt="Andrea nel tino" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>E’ il momento della <strong>svinatura</strong>, ovvero è finalmente arrivato il tempo per estrarre il vino dal mosto dopo la fermentazione delle settimane scorse. Si effettua &#8211; ovviamente &#8211; solo nelle fermentazioni che prevedono la macerazione, cioè nella vinificazione dei rossi e dei rosati. Di fatto è un travaso, il primo travaso che subirà il nuovo vino: il cosiddetto “<strong>vino fiore</strong>” viene aspirato da una pompa enologica e trasferito in un altro contenitore. Sul fondo del tino rimangono le vinacce, cioè i residui solidi della fermentazione costituiti per lo più da ciò che resta degli acini. C&#8217;è ancora molto da fare prima dell’imbottigliamento, il vino fiore dovrà maturare e affinarsi, e andare incontro a controlli, analisi e filtrazioni.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-941" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce.jpg" alt="Vinacce" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ma nel grande contenitore in cemento c’è ancora vino. Non lo si vede ancora, Andrea lo spala con vigore dritto nella diraspatrice e da lì una pompa lo convoglia nella pressatrice. Le vinacce si preparano ad essere pigiate, o meglio torchiate, per dare appunto il <strong>vino torchiato</strong>. E’ un vino con caratteristiche diverse rispetto a quelle del fiore, un po’ come avviane per l’olio extravergine di oliva e il cosiddetto “olio di sanza o d’inferno” ottenuto dalla spremitura della massa triturata delle olive. Ognuno di questi vini prenderà strade proprie in cantina; saranno destinati a vite assai diverse.</p>
<p>L’ultimo colpo di pala risuona metallico nel vuoto del tino. Andrea riemerge in superficie e Roshan spenge la pompa. Del sangiovese resta solo un’ombra sulle chiare pareti vetrificate, l’anima rosso porpora che lo fa somigliare a sangue ancora vivo. Chi lo definì “sangue di Giove” sapeva il fatto suo e non avrebbe potuto chiamarlo altrimenti. Non c’è niente di più umorale e divino allo stesso tempo, ed è forse questo che lo rende l’amico più passionale dell’uomo e col quale è in lotta continua: perché ci ricorda la nostra contraddittoria natura, in ogni attimo con i piedi all’inferno e la testa in paradiso.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-943" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino.jpg" alt="Nel tino" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
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		<title>Tempo di vendemmia a Torre a Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 14:16:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vino e l&#8217;uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici, che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace. Il vinto abbraccia sempre il vincitore. Così scriveva Baudelaire, e ad assistere ai primi momenti della vendemmia pare davvero di essere di fronte a una lotta, un’antichissima lotta che ha in sé [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Il vino e l&#8217;uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici, che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace. Il vinto abbraccia sempre il vincitore.</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Così scriveva Baudelaire, e ad assistere ai <strong>primi momenti della vendemmia</strong> pare davvero di essere di fronte a una lotta, un’antichissima lotta che ha in sé qualcosa di sacro.</span></p>
<p class="p1"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/vigna.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-907" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/vigna.jpg" alt="vigna" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/vigna.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/vigna-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/vigna-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Alla cantina di Torre a Cenaia dai vigneti arrivano i primi carichi di uva. Dal lungo viale di cipressi i trattori appaiono coi loro rimorchi carichi di chicchi lucenti, già selezionati dalle macchine scuotitrici, e si apprestano alla pesa. Poi, in un attimo, sono già alla pigia-diraspatrice dove tutto ha inizio.</span></p>
<p class="p1"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rimorchio-con-uva.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-908" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rimorchio-con-uva.jpg" alt="rimorchio con uva" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rimorchio-con-uva.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rimorchio-con-uva-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rimorchio-con-uva-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">C’è fermento intorno. I primi attimi della vendemmia, seppure non più ammantati dal fascino delle cose manuali e antiche, conservano sempre un’aura speciale. E’ l’attimo in cui si tirano le fila dell’intera stagione vegetativa: facilitato dalle nuove tecnologie, tutto deve essere compiuto nel giusto attimo, senza perdere tempo, pena una qualità inferiore del prodotto finale.</span></p>
<p class="p1"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rastrello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-910" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rastrello.jpg" alt="forcone e uva" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rastrello.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rastrello-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/rastrello-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">In questo, l’<strong>introduzione della raccolta meccanica</strong> ha reso possibile un’ottimizzazione prima inimmaginabile: adesso è infatti possibile intervenire sui vigneti tempestivamente, nel momento ideale di raccolta, e, soprattutto, differenziare gli interventi a seconda del vitigno e del grado di maturazione degli acini. Inoltre, la meccanizzazione permette di ridurre al minimo i tempi, di passare più velocemente dalla vigna alla cantina e, quindi, di ridurre un’eventuale perdita di qualità causata da un attesa troppo lunga tra la raccolta e la pigiatura, momento in cui potrebbe iniziare la fermentazione, soprattutto alle alte temperature di questi meriggi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-909" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/tramoggia.jpg" alt="tramoggia" width="665" height="1000" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La “lotta” tra il vino e l’uomo, che già comincia in vigna dove la forbice o la macchina recidono il frutto dalla pianta, si fa cruenta all’arrivo degli acini nella tramoggia della diraspatrice. Spinti in essa dal lungo albero meccanico a vite che li trascina fuori dal cassone del trattore, i chicchi vengono separati dai residui legnosi della pianta e dalle impurità della campagna, e infine spremuti. Il profumo dolciastro che esala segna la prima vittoria dell’uomo, e il fluido denso e vischioso si incammina sulla strada che lo porterà a farsi vino, diretto al grande contenitore in cui si trasformerà in mosto.</span></p>
<p class="p1"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/tank.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-911" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/tank.jpg" alt="contenitore del mosto" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/tank.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/tank-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/tank-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">E’ solo il primo round tra i frutti di Bacco e la sapienza dell’uomo. Sappiamo come andrà a finire, ma non per questo ogni prossima fase di questa avventurosa “lotta” avrà un esito scontato, tutt’altro. Il clima della stagione appena conclusa ha preparato il campo per una grande vittoria, si vocifera che questa sarà <strong>un’annata memorabile</strong> e ad assistere ai primi attimi di vendemmia c’è da essere ottimisti. Sono però previsioni sussurrate, bisbigli che per scaramanzia si mantengono sottovoce, come formule magiche da iniziati.</span></p>
<p class="p1"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/sguardo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-912" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/sguardo.jpg" alt="sguardo all'uva" width="665" height="1000" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma il lavoro è appena cominciato, la vera magia ha inizio adesso.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi racconteremo ancora.</span></p>
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		<title>Il mare in terra, ovvero il super Vermentino di Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 10:35:35 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vento è un cavallo: senti come corre per il mare, per il cielo. Vuol portarmi via, scriveva Neruda. E in certe giornate si ha l’impressione che possa farlo davvero, o forse si ha semplicemente la voglia di seguirlo, magari di risalirlo fin dove nasce come salmoni controcorrente. A Torre a Cenaia il vento è di casa, difficilmente l’aria è ferma, e col suo correre ravviva ogni cosa, anima i cipressi e le querce, i campi e le vigne, e spazza il cielo rendendolo esatto e celeste, spesso disegnando nubi alte e bianche che pascolano lente sull’orizzonte come nei migliori film on the road.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-833" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo.jpg" alt="Vigna e cielo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In questa valle racchiusa tra i Monti Pisani e le colline livornesi, un corridoio verde tra il mare e la piana fiorentina, il vento lavora incessante: lo sa bene chi ha installato le grandi pale eoliche alle porte della vicina Pontedera, ma lo sanno bene anche le nostre vigne che ne carpiscono i migliori benefici. E quando spira da ovest, il più delle volte, l’aria si fa frizzante e salina, i polmoni sembrano inturgidirsi e i pampini rilucono di riflessi più netti: è il momento in cui il mare dilaga nell’entroterra. Se ne avverte l’odore e quella tensione nell’aria che sa di salmastro e di sole, e che anche d’inverno fa pensare alla bella stagione.</p>
<p>E’ questo il segreto di Torre a Cenaia e del suo Vermentino, che per la terza volta ottiene un importante riconoscimento: il Diploma di Gran Menzione del Concorso Enologico Internazionale che si è tenuto a Vinitaly. L’annata 2013, presentata in concorso nell’edizione da poco conclusa del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati a Verona Fiere, ha confermato la tradizione di eccellenza di questo bianco toscano IGP. Lo stesso riconoscimento fu infatti ottenuto dalle annate 2007 e 2011, rispettivamente nei concorsi degli anni 2009 e 2012. Ma il Diploma di Gran Menzione fu attribuito nel 2010 anche a un altro vino della Tenuta Agricola Torre a Cenaia, il Cenaja Torre del Vajo 2006, un vero e proprio supertuscan ottenuto da un uvaggio di Sangiovese, Cabernet-Sauvignon e Syrah.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Premio-Vermentino-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-834" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Premio-Vermentino-.jpg" alt="Premio Vermentino" width="1000" height="621" /></a></p>
<p>Il terroir di Torre a Cenaia, area vocata alla viticoltura sin dai tempi in cui la Tenuta era proprietà della nobile famiglia fiorentina dei Pitti, è perfetto per il vitigno vermentino proprio per la sua particolare posizione geografica: le brezze marine, lì canalizzate dalla barriera naturale dei Monti Pisani, dissolvono l’umidità tipica dell’entroterra e creano un microclima ideale, mite e con una buona escursione termica, corroborando l’effetto di un terreno tendente al limoso, ricco di scheletro e minerali.</p>
<p>Il vermentino è infatti un vitigno “costiero” che nasce dal mare e attraverso di esso ha raggiunto le aree dove oggi si esprime al meglio. Originario probabilmente dell’Egeo, come i mitici Pelasgi ha raggiunto le nostre coste in epoca antichissima, forse portato dai primi coloni greci. Contrariamente a quanto si pensi, tra tutte le terre d’Italia non è la Sardegna ad averlo ospitato per prima ma la Liguria: le sue coste impervie, rari pugni di terra abbarbicati alla roccia a picco sul mare, furono il luogo ideale per il primo attecchimento sul suolo italico, supportate dall’alacre lavoro di gente instancabile, allo stesso tempo di mare e di terra come soltanto i liguri sanno essere. Da lì, via mare, il vermentino raggiunse la Sardegna e l’Arcipelago Toscano e, secoli più tardi, dalla costa arrivò anche nelle nostre valli. I suoi grossi grappoli dalla forma cilindrico-piramidale fanno ormai parte del DNA della nostra Tenuta e tingono d’oro i vigneti nel periodo di maturazione, quando i grossi acini rotondi, dalla buccia spessa e pruinosa, spiccano sul verde intenso dei pampini occhieggiati dalle caratteristiche macchioline color rame, così tipiche di questo vitigno da averne mutato il nome in alcune parti d’Italia, come in Liguria dove è anche detto <i>pigou</i>, “pigato” cioè picchiettato, ricoperto di piccole macchie.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-835" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg" alt="Vermentino uva" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ed è proprio nei giorni in cui da ovest il Mar Tirreno irrompe nelle nostre terre, attraverso la brezza salmastra che scompiglia i pampini, che passeggiando nelle vigne si avverte l’unica importante verità di questa terra, l’intimo significato del lavoro di tutte le generazioni che qui si sono avvicendate nei secoli. E’ la bellezza racchiusa negli odori e nei sapori concentrati in un vino speciale, è la fortuna di essere qui e poter godere di tutto ciò: è qualcosa di simile che doveva avere in mente Mario Soldati quando scrisse che il vino è la poesia della terra, ed è questo che cerchiamo di trasmettervi, impegnandoci al massimo per imprigionare tutta questa bellezza in una “semplice” bottiglia.</p>
<p>Semplice si fa per dire, è grande infatti il lavoro e l’attenzione nei processi di viti-vinificazione che portano al Cenaja Vermentino. Dalla gestione dei vigneti nei 30 ettari dedicati della Tenuta, alla paziente conduzione della cantina di Roshan Abenaim sotto la direzione della celebre enologa Graziana Grassini, “orgoglio rosa” del vino italiano e curatrice di importanti etichette tra le quali il Sassicaia, ogni azione è condotta con zelo certosino e con la minuziosa passione che nasce spontanea quando si capisce di essere di fronte alle grandi cose. La pratica della vendemmia tardiva, tra la seconda e la terza decade di settembre, conferisce al Cenaja Vermentino un ottimo equilibrio tra acidità e aromi, e un parziale affinamento in barriques di rovere gli dona una struttura importante, profumi floreali e un sapore fresco, vellutato e avvolgente. E’ l’essenza di Torre a Cenaia, l’anima della nostra terra che cela in sé i segreti del vicino mare e sa di terre lontane ma allo stesso tempo vicine; questo vino ci ricorda i viaggi che abbiamo percorso nei millenni per arrivare fin qui, e ci suggerisce sornione che gli orizzonti sono più aperti di quanto sembrino.</p>
<p>Ecco come tra le verdi colline pisane e livornesi è possibile assistere all’arrivo del mare in terra, e assaporarne le emozioni ogni volta che vogliamo. Basta afferrare la giusta bottiglia, impugnare un cavatappi e carpire i sentori del suo primo afflato; non appena il Vermentino sarà libero dall’oppressione del sughero, la brezza marina tornerà a spalancarci il respiro. Provare per credere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <b>Cenaja Vermentino</b> è fregiato della denominazione I.G.P. Toscana ed è composto al 100 % da uva Vermentino. La vendemmia avviene tra la seconda e la terza decade di settembre; la vinificazione prevede diraspatura, macerazione prefermentativa a freddo, fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio termocondizionate per circa 20/30 giorni e, infine, affinamento sulle fecce fini per 3 mesi. Viene affinato per il 90 % in vasche di cemento vetrificato e per il restante 10 % in barriques di rovere per 12 mesi; dopodiché riposa in bottiglia per altri 8 mesi. Ha un colore giallo paglierino brillante con spiccati riflessi verdognoli, un profumo molto intenso e persistente con note floreali marcate, fine ed elegante. Al sapore è fresco, sapido, vellutato, avvolgente; è dotato di buon corpo, morbido ed equilibrato. La gradazione alcolica è di 13 gradi.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cenaja-Vermentino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-836" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cenaja-Vermentino.jpg" alt="Cenaja Vermentino" width="567" height="702" /></a></p>
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