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	<title>Torre a Cenaia | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>Sabato 9 giugno 2018 &#8211; Arriva a Torre a Cenaia il Blogging Breakfast di Trippando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 13:57:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sabato 9 giugno i blogger toscani si danno appuntamento a Torre a Cenaia per una colazione all’insegna del network e della formazione. Ivana Cerato, archeologa e event creator, parlerà del buon uso di Twitter. Dopo la grande inaugurazione di martedì scorso della Piazzetta Pitti, garden per gli aperitivi all’aperto, il 9 giugno arriva alla tenuta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><i>Sabato 9 giugno i blogger toscani si danno appuntamento a Torre a Cenaia per una colazione all’insegna del network e della formazione. Ivana Cerato, archeologa e event creator, parlerà del buon uso di Twitter.</i></em></p>
<p>Dopo la grande inaugurazione di martedì scorso della Piazzetta Pitti, garden per gli aperitivi all’aperto, il 9 giugno arriva alla tenuta di Torre a Cenaia il Blogging Breakfast, l’appuntamento mensile per i blogger, toscani e non solo, ideato da Silvia Ceriegi, animatrice del portale <a href="https://www.trippando.it/">Trippando</a>.</p>
<p>“I Blogging Breakfast – spiega la Ceriegi – sono mattinate conviviali in cui blogger dei più disparati argomenti si riuniscono per confrontarsi e crescere insieme”. Avviati ad ottobre 2017, i Blogging Breakfast hanno girato varie città della Toscana, tra network e formazione; ogni volta c’è un ospite diverso e stavolta è il turno di Ivana Cerato, pisana d’adozione, archeologa, event creator e curatrice del blog <a href="https://www.stairwaytoevent.com/rctesting/?page_id=533">Stairwaytoevent</a>, che darà consigli ai presenti sul buon uso di Twitter, riportando la propria esperienza durante la Museum Week.</p>
<p><strong>Silvia Ceriegi</strong> , autrice anche del libro “Pillole di Blogging”, organizza anche corsi per chi vuole aprire un blog o vuole monetizzarlo e sta lavorando all’organizzazione di un blogging camp, il primo in Italia, previsto per il 22 settembre a Camaiore.</p>
<p>Per avere altre informazioni sui Blogging Breakfast e per aderire si può contattare Silvia Ceriegi per telefono (328.0161268) o per email (<u><a href="mailto:silviaceriegi@gmail.com">silviaceriegi@gmail.com</a></u> oppure <u><a href="mailto:silvia@trippando.it">silvia@trippando.it</a></u> o consultare la pagina <u><a href="http://www.trippando.it/blogging-breakfast-colazione-network-blogger/">http://www.trippando.it/blogging-breakfast-colazione-network-blogger/</a></u>)</p>
<div id="attachment_1813" style="width: 568px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1813" class="size-full wp-image-1813" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/06/Silvia-Ceriegi.jpg" alt="" width="558" height="507" /><p id="caption-attachment-1813" class="wp-caption-text">Silvia Ceriegi alias Trippando</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><b>Silvia Ceriegi</b></strong></p>
<p><em><i>Chemist<br />
</i></em><em><i>Travel Blogger<br />
</i></em><em><i>Community Manager<br />
</i></em>Phone: +39 328 0161268<br />
My blogs:<br />
<a href="http://www.trippando.it">www.trippando.it</a></p>
<p><a href="http://www.mammaciporti.it">www.mammaciporti.it</a></p>
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		<title>Santa Giulia, mistero a Torre a Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2018 07:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla facciata della Cappella di Sant’Andrea a Torre a Cenaia, si conserva una misteriosa lapide intitolata a Santa Giulia. Che cosa ha a che fare la grande Tenuta cenaiese con la giovane martire? Perché, proprio qui, si è voluta lasciare una traccia della storia della Santa?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla facciata della Cappella di Sant’Andrea a<strong> Torre a Cenaia</strong>, si conserva una misteriosa lapide intitolata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_di_Corsica"><strong>Santa Giulia</strong></a>. Che cosa ha a che fare la grande Tenuta cenaiese con la giovane martire? Perché, proprio qui, si è voluta lasciare una traccia della storia della Santa?</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1796 alignnone" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Pavimento_chiesa_S.Andrea_Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="999" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Pavimento_chiesa_S.Andrea_Torre_a_Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Pavimento_chiesa_S.Andrea_Torre_a_Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Pavimento_chiesa_S.Andrea_Torre_a_Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Pavimento_chiesa_S.Andrea_Torre_a_Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La lapide di Santa Giulia a Torre a Cenaia</h3>
<p>La <strong>Cappella dedicata a Sant’Andrea</strong>, oggi un tutt’uno con la Casa Turrita di Torre a Cenaia, è attestata per la prima volta in un atto notarile del <strong>1068</strong>, dove si annotavano alcune donazioni alla piccola pieve cenaiese, che all’epoca risultava annessa a quelle di Miliano e Leccia sotto la cura della Chiesa di San Michele di Crespina. Della veste originaria non sopravvive più niente, l’attuale impostazione è dovuta ai <strong>Marchesi Bartolini Salimbeni</strong>, proprietari della Tenuta dal XVI al XIX secolo: evidenti tracce della loro “mano” sono gli elementi barocchi (il timpano tagliato dal fregio IHS sul portale all’esterno, la tela alle spalle dell’altare all’interno) e le insegne ai lati dell’altare, che fanno il paio con il leone rampante sull’ingresso della Casa Turrita.</p>
<p>Sulla sua facciata della cappella, tutt’oggi si conserva una lapide settecentesca che fa riferimento, tra gli altri fatti, a Santa Giulia e a un miracolo del 762 d.C.:</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1795 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Lapide-Santa-Giulia-TAC.jpg" alt="" width="1500" height="985" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Lapide-Santa-Giulia-TAC.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Lapide-Santa-Giulia-TAC-768x504.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Lapide-Santa-Giulia-TAC-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Lapide-Santa-Giulia-TAC-260x170.jpg 260w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Lapide-Santa-Giulia-TAC-430x283.jpg 430w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<blockquote><p><em>D.O.M. Vetustissima Confraternitas ab antiqui Liburni portus colonis divinissimi corporis D.N. J Christi gloriae et attuali obsequio aedificata, ex miraculo hic D. Juliam de anno 762 in Matrem et Patronam elegit, ejusdem venerabile nomen sibi in titulo adjicendo, quapropter idem SS. Sacramenti et Juliae Confratres, qui de anno 1603 eorum sacro insituto continuato ad alium novum Oratorium migrarunt, hoc antiquitatis eorum insigne monumentum una cum dono contigua instauraverunt, anno ab incarnatione D. N. 1721. Antonio Pons gubernatore, Francisco Damiani et Josepho Maria Leone consiliariis praedictae Confraternitatis representantibus</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Dio Ottimo Massimo</p>
<p>Antichissima confraternita, costruita in origine presso il porto della colonia di Livorno in osservanza al santissimo corpo di Nostro Signore Gesù Cristo, qui dedicata alla Madre e Patrona Santa Giulia per il miracolo avvenuto nell’anno 762, nominandosi con lo stesso nome venerabile, e i relativi Confratelli del Santissimo Sacramento e di Santa Giulia, i quali nell’anno 1603 dal loro sacro Istituto si trasferirono al nuovo Oratorio, che rinnovarono come segno e testimonianza della propria ininterrotta tradizione gra-zie alle offerte, nell’anno 1721 dall’incarnazione di Nostro Signore.</p>
<p>Antonio Pons. Governatore, Francesco Damiani e Giuseppe Maria Leone consiglieri rappresentanti della suddetta Confraternita</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si ritiene che questa lapide sia l’originale – di cui oggi si conserva una copia nella sacrestia di <a href="http://www.santagiulia.org/">Santa Giulia a Livorno</a> – posta nel 1721 sulla porta dell’<strong>Oratorio di Santa Giulina</strong>, dopo che fu restaurato nell’antica sede presso il porto in via Sant’Antonio.</p>
<p>Le origini della confraternita di cui ci narra l’iscrizione sono da ricercare nella cala di Liburnia – il nucleo originario di Livorno – dove sorse come una fraternita devozionale di laici, riuniti con lo scopo di curare le pratiche inerenti al culto eucaristico e giuliano. <strong>Le prime testimonianze del culto di Santa Giulia presso il “Porto Pisano” risalgono al IX secolo</strong>, quando doveva sorgere una piccola pieve dedicata alla Santa, come attestato dalla lapide ancora oggi posta in via Santa Barbara. Nel 1017 se ne trova traccia in alcuni documenti, in occasione del conferimento dell’onore battesimale.</p>
<p>Fino al 1361, come risulta dalle fonti, non è ancora stata assimilata alla pieve di Santa Maria, la più antica pieve di Livorno, già sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, lì attestata intorno al 1270, non appena la pieve fu riedificata dopo le distruzioni di Carlo d’Angiò: questo sodalizio intitolato al “Corpo del Signore” mostrava già una particolare devozione per Santa Giulia, che ben presto fu eletta patrona e protettrice dell’allora città di Liburnia.</p>
<p>Anche per questo, la fusione delle due pievi nel 1410-1411 in quella di Santa Maria e Giulia presso la Fortezza Vecchia è l’esito naturale delle tendenze devozionali dei cittadini: è in questo momento che nasce la <strong>“Confraternita del Santissimo Sacramento e di Santa Giulia”</strong>, alla quale si riferisce la nostra lapide.</p>
<p>Un documento la attesta in questa chiesa nel 1428, in occasione di alcune pratiche religiose che eseguiva sull’altare dei Cantelmi, al fine di far cessare la pestilenza che devastava la città.</p>
<p>Dopo che nel 1521 fu ordinato l’abbattimento della chiesa di Santa Maria e Giulia per far spazio al nuovo fossato che doveva cingere la fortezza medicea, la Confraternita acquistò un piccolo magazzino nei pressi del porto, in via Sant’Antonio, che fu ridotto a oratorio e, proprio per le sue ristrette dimensioni, chiamato <strong>“Oratorio di Santa Giulina”</strong>.</p>
<p>Poiché i cittadini erano particolarmente devoti alla Santa, il Granduca Ferdinando I concesse alla Confraternita un terreno sulla Piazza d’Arme, sul lato opposto alla Misericordia, in modo che potessero costruirvi una chiesa più grande: la prima pietra fu posata il 22 maggio 1602 dal pievano di Livorno Galeotto Balbiani. L’anno successivo fu terminata e la Confraternita ne prese subito possesso, pur continuando a officiare anche nella sede precedente. Pietro Leopoldo soppresse entrambi gli oratori nel 1786, che vennero prontamente riaperti nella sollevazione del 1790. Dopo la soppressione, si ricostituì subito anche la Congregazione del Santissimo Sacramento, e appena dopo quella di Santa Giulia.</p>
<p>Vive ancora oggi con il titolo di <strong>“Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di Santa Giulia”</strong> ed è la più antica associazione di laici livornesi: fin dalle origini – fissate convenzionalmente nell’anno 1300, in assenza di documentazione certa – questo sodalizio rappresentò il “prim’ordine” della città ed ebbe un peso importante nonché suprema autorità nel governo del Comune. Lo scopo della Confraternita è tutt’oggi quello di rendere liturgico onore alla Santissima Eucarestia e pubblica venerazione a Santa Giulia Patrona di Livorno, la cui festa si celebra il 22 maggio di ogni anno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1797 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="993" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-768x508.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Torre_a_Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>La lapide di Torre a Cenaia parla di un <em>miraculus</em> avvenuto nel 762 d.C., di quale miracolo si tratta?</h3>
<p>Difficile dirlo.</p>
<p>Il più celebre episodio da attribuire alla Santa è <strong>“il miracolo del quadro”</strong>.</p>
<p>Nel XVI secolo alcuni devoti di Corsica commissionario a Pisa una tavola raffigurante Santa Giulia, da destinare a una chiesa dell’isola. Quando arrivò il momento di imbarcare il dipinto, nonostante il mare fosse tranquillo e il meteo favorevole, il bastimento in partenza dal porto di Livorno non volle sapere di lasciare la banchina: venne interpretato come un fatto soprannaturale, miracoloso, e il pievano dispose di collocare l’icona su un altare della Pieve di Santa Maria, finché non fosse edificata una chiesa dedicata alla Santa. Fu così trasferita dapprima nell’Oratorio di Santa Giulina, poi nell’attuale Chiesa di Santa Giulia non appena fu ultimata, nel 1603.</p>
<p>Un altro miracolo è attestato nel 1609, quando pare che dell’acqua miracolosa proveniente dalla Corsica riportò in salute la figlia del Provisore, gravemente ammalata.</p>
<p>La nostra lapide menziona però <a href="http://www.j63.it/la-storia/">l’anno <strong>762</strong>, che sappiamo essere il momento in cui <strong>Desiderio, Re dei Longobardi, fece traslare le spoglie di Giulia </strong></a>dal monastero dell’isola di Gorgona, dove allora si trovavano i resti della Martire, a Brescia. Non si ha notizia di un miracolo preciso da collocare in quel periodo, bensì di un crescendo di miracoli non meglio identificati da imputare al corpo della Santa, che richiamarono l’attenzione del monarca germanico al punto da fargli decidere di trasferire Giulia sul continente.</p>
<p>Non di miracoli narra la lapide ma di <em>miraculo</em>, al singolare. Dovremmo quindi pensare a un episodio specifico da collocare in territorio pisano-labronico?</p>
<p>Probabile, soprattutto perché Torre a Cenaia si trova sulla strada che allora collegava il <em>Portus Pisanus</em> ai domini longobardi dell’entroterra, verso la piana lucchese e poi la pianura padana. Il convoglio con le spoglie della Santa avrà percorso la direttrice che dalla costa conduceva al castello di Ponte di Sacco, lì avrà deviato verso nord e, attraverso l’alveo di Bientina, avrà probabilmente raggiunto Lucca, l’allora capitale del Ducato longobardo. Da lì si sarà diretto ai valici appennini, evitando così la via costiera, a quell’epoca infestata dalle paludi, dalla malaria e dai briganti.</p>
<p>Non è quindi inverosimile ipotizzare il verificarsi di uno o più miracoli lungo il percorso della Santa verso Brescia, a partire dalle terre cenaiesi, dove, molti secoli dopo e senza alcuna apparente motivazione, troviamo una lapide a lei dedicata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Appunto. Perché la lapide originale della più importante confraternita di Livorno si trova sulla facciata della cappella di Sant’Andrea di Torre a Cenaia?</h3>
<p>Questo resterà probabilmente un mistero. Ma proviamo a capirci meglio.</p>
<p>Giuseppe Vivoli, un noto storico locale dell’Ottocento, ipotizzò che <strong>la cappella di Sant’Andrea a Torre a Cenaia sia stata restaurata con il ricavato della vendita delle reliquie dell’ex oratorio di Santa Giulina</strong>, probabilmente dopo la soppressione del 1786.</p>
<p>In tal caso la questione sarebbe soltanto posposta: per quale motivo la Tenuta si sarebbe arrogata tale diritto? I <strong>Marchesi Bartolini Salimbeni</strong>, che allora ne detenevano la proprietà, avevano interessi a Livorno tali per cui decisero di rinnovare la cappella della propria tenuta di campagna acquistando le vestigia dismesse dal piccolo oratorio intitolato a Santa Giulia?</p>
<p>Questione da approfondire indagando nei legami tra la ricca e potente famiglia fiorentina e il territorio labronico a cavallo tra Settecento e Ottocento, ovvero poco prima della cessione della Tenuta ai Conti De Bearn-Valery di Corsica e ai Pitti Ferrandi.</p>
<p>Se così fosse, si potrebbe ipotizzare che pure il dipinto seicentesco a tema devozionale, tutt’oggi conservato alle spalle dell’altare, sia stato acquistato dall’oratorio dismesso insieme alla lapide e a chissà cos’altro e, trovandosi l’oratorio in via Sant’Antonio, potrebbe non essere errata la lettura che vede nel quadro la raffigurazione di un episodio della vita del celebre Santo: l’incontro con Gesù bambino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il dipinto della Cappella di Sant’Andrea a Torre a Cenaia</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1794 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Tela-SantAntonio-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Tela-SantAntonio-Torre-a-Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Tela-SantAntonio-Torre-a-Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Tela-SantAntonio-Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Tela-SantAntonio-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nel <strong>Liber Miraculorum</strong> si narra che, poco prima di morire, Antonio si ritirò in preghiera dai francescani a Camposampiero, non lontano da Padova, nei pressi del castello del signore del luogo, il conte Tiso.</p>
<p>Il Santo trascorreva le giornate in meditazione sui rami di un maestoso albero di noce, dove il Conte gli aveva fatto costruire una sorta di celletta di legno su suo desiderio; ogni giorno, Antonio faceva ritorno all’eremo francescano soltanto a buio. Una sera, Tiso va a fargli visita e, dalla porta socchiusa della cella, vede un intenso bagliore. Temendo un incendio, spalanca la porta e resta stupefatto dalla visione: il Santo stringe fra le braccia il piccolo Gesù.</p>
<p>L’episodio, narrato dal <em>Liber</em>, è ben presto entrato a far parte dell’iconografia del Santo, tanto da essere stato rappresentato dai più celebri pittori e aver riscosso una longeva fortuna artistica.</p>
<p>Gli elementi dell’opera che fanno credere che si tratti di questo episodio sono vari:</p>
<ul>
<li>Il castello sullo sfondo sembra essere, con una discreta nota di veridicità, la raffigurazione del torrione trecentesco del castello di Camposampiero, reso in piena atmosfera barocca. Lo si nota anche nel gruppo scultoreo del Santuario del Noce a Camposampiero, nel quale ritroviamo, oltre ai protagonisti, anche il castello sullo sfondo, in perfetta analogia con la nostra tela.</li>
<li>Le vesti francescane, qui rappresentate con uno splendido saio dal tono dell’ocra, sono il tipico abbigliamento con cui è sempre raffigurato Sant’Antonio.</li>
<li>Gli attributi: il pane (carità) e il libro (dottrina) sono i simboli antoniniani per eccellenza, che caratterizzano la sua figura nell’arte fino al Barocco, quando comincia a diffondersi maggiormente proprio la raffigurazione col Bambino; celebri esempi sono le rappresentazioni di El Greco (1576-1579), Francisco de Zurbaràn (1627-30), Claudio Coello (1663), Bortolomé Esteban Murillo (1656), Alonso Cano (1657-1659). Nella nostra tela notiamo un simbolo in più, una pera: rappresenta l’amore di Cristo per l’umanità e compare spesso in associazione alla Madonna e al Bambino – c’è chi dice che sia un rimando sinestetico alla dolcezza della loro virtù – ed è quindi perfettamente coerente alla scena qui narrata.</li>
<li>La Vergine: la variante dell’episodio in cui tra i protagonisti spicca la Madonna, nelle vesti di colei che presenta e porge il Bambino al Santo, è parimenti celebre e diffusa. Un esempio assai noto è la Visione di Sant’Antonio da Padova di Antony van Dyck del 1828-32. C’è da credere che l’artista della tela cenaiese si sia ispirato proprio a questo filone iconografico: si noti la medesima posizione dei personaggi ma soprattutto del libro aperto, caduto a terra. L’estasi mistica del Santo è così forte da rendere inermi persino i suoi attributi più identitari, quali sono la scienza, la dottrina, la predicazione e l’insegnamento simboleggiati dal libro.
<p><div id="attachment_1793" style="width: 759px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1793" class="size-full wp-image-1793" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/SantAntonio-e-il-Bambino-van-Dyck.jpg" alt="" width="749" height="899" /><p id="caption-attachment-1793" class="wp-caption-text">La Visione di Sant’Antonio da Padova di Antony van Dyck</p></div></li>
</ul>
<p>Per concludere, possiamo quindi aggiungere un ulteriore elemento di probabilità alla lettura della tela ceniaese. Oltre a trattarsi di un’opera barocca, ascrivibile cioè alla seconda metà XVII secolo come si evince dallo stile, e ad essere stata collocata <em>in situ</em> dai Marchesi Bartolini Salimbeni, ai quali è da imputare il coevo <em>restyling</em> della cappella, possiamo ritenere che rappresenti l’episodio di Sant’Antonio e il Bambino come narrato nel <em>Liber Miraculorum</em>. In più, non è da escludere che sia arrivata a Torre a Cenaia da Livorno, insieme alla lapide che ne orna la facciata, entrambe acquistate dal dismesso Oratorio di Santa Giulina, dopo la soppressione del 1786 voluta dal Granduca di Toscana Leopoldo II.</p>
<p><strong>Il motivo di questo è tutto da scoprire: appare indubbio il forte legame tra Torre a Cenaia, Livorno e Santa Giulia, ma ne restano oscure le più profonde ragioni.</strong> Perché un’“anonima” tenuta del pisano si è arrogata il diritto di far proprie le vestigia della più antica e prestigiosa confraternita labronica, la quale si è dovuta “accontentare” di una copia della stessa lapide?</p>
<p>La ricerca continua…</p>
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		<title>Vino biologico, che cos&#8217;è e cosa significa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 13:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cresce la nostra voglia di cose naturali, la passione per la ricerca di prodotti genuini e rispettosi dell’ambiente, capaci di valorizzare il territorio e, soprattutto, di tutelare la nostra salute. È sempre più importante conoscere che cosa scegliamo, che cosa mangiamo, sapere da dove proviene e chi lo ha portato sino a noi. È fondamentale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cresce la nostra voglia di cose naturali</strong>, la passione per la ricerca di prodotti genuini e rispettosi dell’ambiente, capaci di valorizzare il territorio e, soprattutto, di tutelare la nostra salute. È sempre più importante conoscere che cosa scegliamo, che cosa mangiamo, sapere da dove proviene e chi lo ha portato sino a noi. È fondamentale prendere coscienza di tutte queste cose: <strong>siamo ciò che mangiamo… e beviamo! </strong><span id="more-1731"></span></p>
<p>Il nostro benessere nasce da qui, da questa consapevolezza un tempo forse superflua, oggi essenziale per scrivere insieme un futuro sostenibile, più a misura d’uomo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Ecco perché abbiamo deciso di produrre vino biologico.</strong> Naturale risultato non soltanto del lavoro degli anni precedenti in vigna, ma della filosofia che guida l’intera azienda, questo importante traguardo è il sigillo che finalmente consacra la straordinaria qualità dei frutti di questo generoso territorio. Dalla <strong>riserva faunistico-venatoria, all’agricoltura, alla ristorazione</strong>, Torre a Cenaia persegue la valorizzazione dell’antica tradizione vitivinicola di queste “Terre di Pisa” sempre più d’eccellenza.</p>
<p>La preziosa collaborazione dell’enologa <strong>Graziana Grassini</strong>, orgoglio del vino italiano, ci ha permesso di raggiungere risultati che, anni addietro, in molti avrebbero giurato impossibili: la pianura pisana non soltanto ha espresso le sue grandissime potenzialità “nel bicchiere”, intuite con lungimiranza dalle famiglie Terzi Coppini più di un lustro fa, quando acquistarono questa grande Tenuta, ma dimostra adesso di non temere le scommesse del futuro, consentendo un’ottima conduzione dei vigneti con il metodo biologico.<br />
Ma cerchiamo di capire meglio che cosa rappresenta questa – per noi – piccola-grande rivoluzione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1732" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Vigneto-bianco-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="939" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Vigneto-bianco-Torre-a-Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Vigneto-bianco-Torre-a-Cenaia-768x481.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Che cosa vuol dire coltivare con metodo biologico?</strong></h3>
<p>Si tratta di un metodo di coltivazione naturale che, grazie a una programmazione scrupolosa del vigneto, riesce a <strong>fare a meno della chimica</strong>, nel pieno rispetto del vitigno e del territorio. Si evitano così le “forzature” operate tradizionalmente con fertilizzanti chimici e antiparassitari sistemici, cioè quei prodotti fitosanitari di sintesi, i cui principi attivi vengono assorbiti dalle radici e dalle foglie, e messi così in circolo per essere distribuiti in tutte le componenti della pianta, compresi i frutti. I trattamenti chimici rappresentano una “scorciatoia” in grado di stimolare più velocemente la produzione quantitativa della pianta a discapito della qualità e, altrettanto velocemente, impoveriscono il terreno rompendo il rapporto tra questo, la pianta e il clima, ovvero compromettendo l’ecosistema naturale del vigneto. Un <strong>ecosistema sano ed equilibrato</strong>, garantito dalla conduzione biologica del terreno e della vigna, è il presupposto necessario allo sviluppo di una pianta forte, in grado di produrre uve sane, ricche e mediatrici dei sentori tipici del terroir, ovvero le uniche veramente caratteristiche, e caratterizzanti, di un territorio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1733" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbatelle-Cenaia.jpg" alt="" width="1500" height="949" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbatelle-Cenaia.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbatelle-Cenaia-768x486.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Che cosa significa vino biologico?</strong></h3>
<p>Il vino biologico è il frutto di questo metodo di lavoro in vigna e in cantina, ovvero è un vino la cui produzione segue regole ben precise, stabilite dal <strong>Regolamento CE 203/2012</strong>. Come abbiamo detto, sono banditi tutti gli antiparassitari e i concimi chimici di sintesi.</p>
<p>Come si può allora procedere alla fertilizzazione e alla difesa delle piante da funghi e parassiti?<br />
Con <strong>concimi organici</strong> e attraverso il <strong>rinforzo preventivo delle difese immunitarie</strong> delle piante, ad esempio tramite concimazioni mirate ed equilibrate, e utilizzando <strong>antiparassitari di origine naturale</strong> quali il rame, lo zolfo e principi attivi ottenuti da altre piante, oppure impiegando la <strong>lotta biologica</strong>, come l’uso di coccinelle e altri insetti antagonisti dei più comuni parassiti.</p>
<p><strong>In cantina</strong>, si procede allo stesso modo, ovvero escludendo nel processo di vinificazione i prodotti chimici di sintesi. La lista dei prodotti enologici e dei processi autorizzati è consultabile <a href="http://www.ccpb.it/download/232/">qui</a>, nell’allegato VIII bis del Regolamento CE 203/2012: in particolare, si è stabilito un limite massimo nell’uso dei <strong>solfiti</strong>, ovvero dell’anidride solforosa totale, a 100 mg/L per i vini rosso secchi e a 150 mg/L per i vini bianchi secchi.<br />
Tutto questo è sancito e riconosciuto dalla <strong>certificazione di conformità</strong> a opera di un ente certificatore riconosciuto dal MIPAAF. Chi controlla e certifica Torre a Cenaia? <a href="http://www.qcsrl.it/it/certificazioni/biologica/">Ecco qui</a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1734" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Imbottigliamento-Rosato.jpg" alt="" width="1500" height="1093" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Imbottigliamento-Rosato.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Imbottigliamento-Rosato-768x560.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Imbottigliamento-Rosato-578x420.jpg 578w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Imbottigliamento-Rosato-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>I solfiti nei vini biologici</strong></h3>
<p>Una precisazione è d’obbligo su questo aspetto. La soglia oggi riconosciuta come limite massimo dell’anidride solforosa totale per il vino biologico dall’Unione Europea, infatti, è il risultato di un lungo e complesso dibattito tra i vari paesi membri; fuori dall’Europa le soglie cambiano, per questo si raccomanda la massima attenzione e si rimanda ai regolamenti dei singoli paesi.<br />
Spesso si tende a pensare che il vino biologico non sia “naturale” tanto quanto il biodinamico o, appunto, i “vini naturali” poiché contempla una piccola soglia di solfiti aggiunti, credendo erroneamente che queste altre tipologie più “<em>green</em>” di vino non ne contengano affatto.<br />
E’ un errore crederlo, perché <strong>il vino contiene naturalmente solfiti</strong>, che si sviluppano durante i naturali processi di fermentazione: è proprio grazie a queste sostanze che, fin dall’antichità, è stato possibile vinificare. Solfiti endogeni, ovvero prodotti “dall’interno”, sono quindi presenti anche nei vini a cui non è stata aggiunta anidride solforosa, da sempre utilizzata in enologia per le sue importanti <strong>azioni antiossidanti, conservanti e antisettiche</strong>, indispensabili alla salute e alla qualità del vino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Per chi beve, qual è la differenza tra vino tradizionale e vino biologico?</strong></h3>
<p>Come si deduce facilmente da quello che abbiamo appena visto, la differenza principale è che i vini biologici non contengono sostanze chimiche di sintesi e, proprio per questo, rispetto ai vini tradizionali hanno un indiscutibile valore aggiunto: <strong>tutelano la salute dell’ambiente e rispettano quella del consumatore</strong>.<br />
In più ai vini tradizionali, apportano importanti sostanze utili al buon funzionamento del nostro organismo: uno su tutti, il <strong>resveratolo</strong>. Si tratta di una molecola – una fitoalessina – prodotta autonomamente dalla vite per proteggere l’acino dagli attacchi di batteri e funghi. A questo composto sono attribuite importanti <strong>proprietà antitumorali, antinfiammatorie e di fluidificazione del sangue</strong>, capaci di prevenire l’insorgere di trombosi.<br />
Non solo. Il resveratolo sembra essere il principale responsabile dei benefici del cosiddetto <strong>“paradosso francese”</strong>, ovvero di quel singolare fenomeno osservato e studiato scientificamente in Francia Meridionale. Si è notato come gli abitanti di quell’area del Paese, caratterizzati da abitudini alimentari simili a quelle di alcune regioni degli Stati Uniti, cioè da una dieta ricca di colesterolo, siano assai meno soggetti a malattie cardiovascolari rispetto ai “cugini” di oltre oceano. Si pensa che sia proprio il più alto consumo di vino pro capite a giovare ai francesi e, in particolare, l’assunzione di una percentuale ben più alta di resveratolo contenuto nel vino.</p>
<p>Oltre a questa molecola, il vino biologico conserva anche altre fitoalessine naturali, che contribuiscono alla rimozione dei depositi atereosclerotici, apportando un piccolo ulteriore beneficio alla <strong>prevenzione delle patologie cardiovascolari</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1735" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Pitti-Rosato-Bio.jpg" alt="" width="2000" height="1250" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Pitti-Rosato-Bio.jpg 2000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Pitti-Rosato-Bio-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<h3><strong>Naturalmente, Pitti</strong></h3>
<p>E così, dalla vendemmia 2017, possiamo finalmente offrirti i nostri vini biologici.<br />
Iniziamo con il vino biologico che, per ovvi motivi chimico-fisici, per primo conclude il suo naturale processo di vinificazione: il <a href="https://www.pittistore.it/it/vini-rosati/16-pitti-rosato-750ml.html"><strong>Pitti Rosato 2017</strong></a>. A seguire, nel giro di poche settimane, potremo offrirti tutta la nostra gamma di vini Pitti biologici e, quando l’annata 2017 concluderà il suo percorso di affinamento, anche il <a href="https://www.pittistore.it/it/vini-bianchi/15-cenaja-vermentino-750ml.html">Cenaja Vermentino</a> e i nostri più celebri rossi, il <a href="https://www.pittistore.it/it/vini-rossi/9-torre-del-vajo.html">Torre del Vajo</a> e il <a href="https://www.pittistore.it/en/red-wines/10-per-non-dormire.html">Per Non Dormire</a>.</p>
<p>Ti aspettiamo in cantina per degustare insieme questa nostra piccola-grande rivoluzione!<br />
Il Pitti Rosato 2017 Biologico è disponibile al nostro punto vendita e online.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1736" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Pitti_Rosato-scheda-ITA.jpg" alt="" width="1240" height="1753" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Pitti_Rosato-scheda-ITA.jpg 1240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/01/Pitti_Rosato-scheda-ITA-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
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		<title>Un aperitivo in carrozza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 10:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Metti un tardo pomeriggio di mezza stagione, una giornata di sole con qualche nuvola che ristora &#8211; la calura del meriggio estivo si fa ancora sentire &#8211; una diligenza capiente e comoda, la giusta compagnia e una bottiglia fresca di bianco, di quello buono. Ci sono tutti i presupposti per un’esperienza speciale nella Tenuta. Che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Metti un tardo pomeriggio di mezza stagione, una giornata di sole con qualche nuvola che ristora &#8211; la calura del meriggio estivo si fa ancora sentire &#8211; una diligenza capiente e comoda, la giusta compagnia e una bottiglia fresca di bianco, di quello buono. Ci sono tutti i presupposti per un’esperienza speciale nella Tenuta. Che cosa ci riserverà stavolta lo Staff di Torre a Cenaia Experience?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1636" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_edera_web.jpg" alt="" width="1389" height="887" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_edera_web.jpg 1389w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_edera_web-768x490.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1389px) 100vw, 1389px" /></p>
<p>Tutti in carrozza! <b>Si parte dalla piazzetta del borgo </b>e si imbocca il <b>viale degli ulivi</b>, diretti all’antico forno. Da lì si raggiunge in breve tempo il suggestivo <b>viale dei cipressi</b>, alla volta del lago e dei vigneti del Casone.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1637" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/In_carrozza_viale_cipressi.jpg" alt="" width="1200" height="838" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/In_carrozza_viale_cipressi.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/In_carrozza_viale_cipressi-768x536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il lento incedere dei cavalli e l’aria dolce della sera ci dischiudono un altro mondo. <b>I rumori della civiltà si allontanano a poco a poco, restano solo i suoni della natura</b> e di questo antico mezzo di trasporto &#8211; il gracchiare acuto e improvviso di un fagiano che s’invola al nostro passaggio, lo sbattere delle ali delle oche in decollo sull’acqua non appena ci affacciamo sul lago, l’incedere delle ruote sulla strada bianca e il ritmo lento e regolare degli zoccoli, il vento leggero sui lembi della cappotta &#8211; e abbandoniamo in fretta tutte le ansie quotidiane. <b>La natura è un potente toccasana</b>, e questi scenari agricoli sembrano catapultarci indietro di secoli, in un’epoca più a misura d’uomo, che rincuora e rassicura. E’ il momento di stappare il <b>Cenaja Vermentino</b> e di brindare a questo momento speciale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1638" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Brindisi_casone_web.jpg" alt="" width="1500" height="954" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Brindisi_casone_web.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Brindisi_casone_web-768x488.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La scelta della bottiglia di questa sera non è casuale. Abbiamo davanti <b>il Casone</b>, ciò che resta di quello che un tempo era un grande casolare in cui vivevano famiglie di mezzadri. La posizione dell’edificio è splendida: circondato dai <b>vigneti di vermentino</b>, si trova su una piccola altura che si affaccia sul <b>laghetto</b>; una strada dritta e bianca fiancheggiata dalle vigne lo separa dal lungo viale di cipressi. Al termine di molti filari, piante di rosa a guardia dei pampini mostrano fioriture tardive.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1639" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_lago_Casone.jpg" alt="" width="1500" height="997" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_lago_Casone.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_lago_Casone-768x510.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_lago_Casone-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Carrozza_lago_Casone-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I vigneti del Casone rappresentano <b>un vero e proprio <i>cru</i></b>. Qui, piante che hanno raggiunto i trent’anni offrono il meglio di sé, grazie a un <i>terrorir</i> dal microclima speciale. L’influsso del mare a ovest &#8211; non è lontana la costa tirrenica &#8211; e il vicino laghetto mitigano i rigori della pianura nelle stagioni più estreme, la lieve pendenza del terreno impedisce il ristagno idrico e l’argilla mista ad antiche sabbie costituisce un substrato ideale per i filari. Nonostante l’estrema siccità di questa dura estate, le piante si mostrano in forma &#8211; in splendida forma il robusto trebbiano, che qui sfoggia tutta la sua antica e fiera nobiltà nobiltà esibendo grappoli straordinariamente ricchi e turgidi; nei prossimi anni andrà ad addolcire le nostre serate, appassendo a lungo sui graticci, poi riposando in barrique di rovere prima di diventare il suadente passito <b>Dolce Peccato</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1640" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Lungo_lago_web.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Lungo_lago_web.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Lungo_lago_web-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Lungo_lago_web-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Lungo_lago_web-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Prima di ripartire alla volta della Casa Turrita e al punto di partenza, giriamo attorno al Casone: il tardo pomeriggio ha già fatto uscire dalle tane le tante lepri della Tenuta, che si muovono in cerca di cibo; al nostro passaggio saettano nei filari mostrandoci lo sbuffo bianco delle piccole code.</p>
<p>Torniamo a ripercorrere il lago e ci reimmettiamo sul viale dei cipressi; è il momento giusto per un altro calice di questo piacevolissimo vermentino. Nato su progetto del celebre enologo <b>Graziana Grassini</b>, il <b>Cenaja Vermentino</b> è fregiato della denominazione I.G.P. Toscana ed è composto al 100 % da uva Vermentino. La vendemmia avviene tra la seconda e la terza decade di settembre; la vinificazione prevede diraspatura, macerazione prefermentativa a freddo, fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio termocondizionate per circa 20/30 giorni e, infine, affinamento sulle fecce fini per 3 mesi. Viene affinato in vasche di cemento vetrificato, dopodiché riposa in bottiglia per altri 8 mesi. Ha un colore giallo paglierino brillante con spiccati riflessi verdognoli, un profumo molto intenso e persistente con note floreali marcate, fine ed elegante. Al sapore è fresco, sapido, vellutato, avvolgente; è dotato di buon corpo, morbido ed equilibrato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1641" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Brindisi_viale_cipressi_web.jpg" alt="" width="1500" height="1052" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Brindisi_viale_cipressi_web.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Brindisi_viale_cipressi_web-768x539.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ma ognuno può sorseggiare ciò che desidera a bordo delle nostre carrozze. Oggi abbiamo stappato uno dei migliori bianchi della Tenuta, domani è un altro giorno e chissà che cosa ci suggeriranno il clima, il nostro spirito e qualche stuzzichino in più.</p>
<p>Si avvicina l’ora di cena e, per chi non volesse rimettersi in strada, il <b>ristorante-pizzeria</b> del <a href="http://www.j63.it/il-ristorante/"><b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b></a> e l’<a href="http://www.pittiandfriends.it/"><b>Osteria Pitti&amp;Friends</b></a> sono pronti a offrirci nuove esperienze di gusto a chilometro zero all’interno della Tenuta; la bella stagione ancora permette di godersi la sera all’aperto, riparati dalle strutture nel parco o sotto i platani secolari della piazzetta del borgo.</p>
<p>David, Francesca e i loro cavalli ci danno appuntamento al prossimo aperitivo, ogni volta che lo desideriamo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1642" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Arrivederci_web.jpg" alt="" width="1270" height="945" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Arrivederci_web.jpg 1270w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Arrivederci_web-768x571.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1270px) 100vw, 1270px" /></p>
<p><i>Un aperitivo in carrozza… perché no?</i></p>
<p><i>Tutti possono farlo, è sufficiente prenotare al </i><em>3281261338</em> <i>o scrivendo a </i><a href="mailto:tour@torrecenaia.it"><i>tour@torreacenaia.it</i></a></p>
<p><i>Partenze dalla piazzetta del borgo della Tenuta alle 19.00 &#8211; 19.30 &#8211; 20.00.</i></p>
<p><i>Il tour in carrozza con aperitivo dura all’incirca 30 minuti e ha un costo di € 10 a persona.</i></p>
<p><em>Solo su prenotazione!</em></p>
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		<title>Inferno Run, torna a Torre a Cenaia la Obstacle Race più partecipata d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 21:07:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi, mercoledì 3 maggio, si è svolta nella suggestiva location di Palazzo Vecchio a Firenze, la conferenza stampa di presentazione della IV edizione di Inferno Run, la celebre Obstacle Race italiana che si terrà il 6 maggio nella nostra Tenuta e il 21 e 22 ottobre al Parco delle Cascine a Firenze. Al tavolo si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, mercoledì 3 maggio, si è svolta nella suggestiva location di <b>Palazzo Vecchio a Firenze</b>, la conferenza stampa di<b> presentazione della IV edizione di Inferno</b><b> Run</b>, la celebre Obstacle Race italiana che si terrà il 6 maggio nella nostra Tenuta e il 21 e 22 ottobre al Parco delle Cascine a Firenze.</p>
<p>Al tavolo si sono seduti <b>Mauro Leoni</b>, ideatore e organizzatore di Inferno Run; <b>Andrea Vannucci</b>, assessore allo Sport del Comune di Firenze; <b>Daniela Pierpaoli</b>, dirigente della FIOCR &#8211; Federazione Italiana Obstacle Course Race; <b>Rocìo Rodrìguez</b>, testimonial e atleta del Team Inferno, e <b>Jury Chechi</b>, campione olimpico che non ha bisogno di presentazioni, qui nella veste di sostenitore di Inferno Run e della Federazione Italiana OCR nonché trainer e promotore di questa nuova ed emozionante disciplina sportiva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1584" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/05/Inferno_Run_2017.jpg" alt="" width="1500" height="829" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/05/Inferno_Run_2017.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/05/Inferno_Run_2017-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Inferno Run si conferma nuovamente quale <b>Obstacle Race più partecipata d’Italia</b>, con i più di <b>3.000 iscritti </b>dell’edizione cenaiese, numeri di tutto rispetto che ribadiscono il trend in forte ascesa di questa singolarissima disciplina. Le <i>Obstacle Race</i> sono eventi sportivi che mettono alla prova la resistenza e la capacità di superare i propri limiti, ma non solo. Nate in origine negli USA, dove si contano ogni anno più di <b>4 milioni di partecipanti</b>, già ambiscono a diventare <b>disciplina olimpica</b> e stanno conquistando sempre più appassionati anche nel nostro paese. A testimoniarlo un campionato di ben 10 corse sparse per tutta Italia: Torino, Verona, Parma, Treviso, Lecco, Cagliari, Modena, Firenze e anche Cenaia.</p>
<p>L’edizione 2017 a <b>Torre a Cenaia</b> si fa ancora più indemoniata! Cresce il percorso &#8211; ben <b>14 chilometri</b> &#8211; e aumentano gli <b>ostacoli</b> &#8211; <b>36 tra naturali e artificiali </b>&#8211; ma, soprattutto, Inferno Run si fa in due: al percorso “classico” da correre in competitiva o non competitiva, si aggiunge il tracciato non competitivo da 5 chilometri, ideale per chi si avvicina per la prima volta a questa strepitosa Obstacle Race. Allo stesso modo, anche l’edizione fiorentina del 21-22 ottobre raddoppierà: sempre più atleti partecipano a Inferno Run e alle OCR italiane, che dal 2015 a oggi hanno raddoppiato il numero di iscritti arrivando a superare i 34.000 atleti. Per questo, ideare dei tracciati minori risponde alla richiesta di chi vorrebbe cimentarsi nella disciplina ma non trova ancora il coraggio.</p>
<p>Come ha ribadito più volte <b>Jury Chechi</b>, infatti, se non si disputa la competitiva, Inferno Run non è una gara tradizionale in cui si richiede una lunga preparazione ed è necessario essere atleti &#8211; “Non ci sono medaglie!” esclama sorridendo il campione -:<b> è una sfida con se stessi che ognuno può affrontare a suo modo</b>. Come per le sfide della vita di tutti i giorni, è fondamentale la <b>determinazione</b> e saper<b> fornire aiuto a chi si trova nella stessa nostra condizione</b>, impegnato a confrontarsi con un ostacolo che da solo non potrebbe mai superare. Inferno Run è soprattutto questo: è l’incredibile emozione che si prova ad aiutare uno sconosciuto, sapendo che senza di noi non ce l’avrebbe mai fatta e viceversa, afferma Mauro Leoni. Da atleta e trainer, Jury ci tiene a evidenziare inoltre come questa disciplina permetta di fare <b>allo stesso tempo attività aerobica e anaerobica</b>, dimostrandosi un eccellente metodo di allenamento polifunzionale, adatto non solo a tenersi in forma ma a potenziare la propria muscolatura.</p>
<p>Sarà per questo che le OCR riscuotono sempre più successo, forti anche delle tendenze che si vanno sempre più affermando nelle palestre e che trovano in questi eventi la loro naturale realizzazione come sport di gruppo, quali il crossfit e il functional training.</p>
<p>Nell’edizione cenaiese si confermano tutte le tendenze dello scorso anno, prima fra tutte l’alta <b>presenza femminile</b>, che supera il 30 percento, e che costituisce il vero cuore di questa nuova disciplina. Rappresentano al meglio questo trend la “regina del fango” <b>Ginevra Cusseau</b>, trentunenne fiorentina vincitrice delle due precedenti edizioni del campionato italiano, e <b>Rocìo Rodrìguez</b>, che quest’anno disputerà la competitiva e che darà filo da torcere pure al marito &#8211; ride quando lo dice, ma conoscendola sappiamo tutti che non si sbaglia.</p>
<p>Come per la scorsa edizione, si conferma anche il valore sociale dell’evento: in occasione della corsa per i più piccoli, la OCR Kids “<b>Baby Inferno</b>”, Inferno Run devolverà una fetta degli incassi alla <b>Fondazione Tommasino Baciotti</b>, una ONLUS che da più di 15 anni è al fianco dell’<b>Ospedale Pediatrico Meyer</b> impegnata sia nel sostegno di progetti di ricerca medico-scientifica, sia con il Progetto Accoglienza Famiglie.</p>
<p>Novità di questa edizione è invece il <b>contest di storytelling #tellyourhell</b>, un concorso in cui si invitano i “mudders” a raccontare le proprie esperienze. Nelle scorse edizioni sono emersi infatti racconti inaspettati ed emozionanti: un universo incredibile di passioni, emozioni, lotte con i propri demoni e immagini  che ci aiuta a capire ancor meglio che cosa sia Inferno Run. Un esempio su tutti: la storia di un ragazzo e una ragazza che si sono conosciuti mentre cercavano di superare un ostacolo, e che si sposeranno proprio questo mese!</p>
<p>L’appuntamento è per <b>sabato 6 maggio</b> nella nostra Tenuta, pronti a una giornata all’insegna del divertimento e della condivisione. Non è necessario gareggiare per sentirsi parte di questo giorno straordinario: dalla mattina alla mezzanotte vi aspettiamo con cibo vino e birra, musica e tanti eventi. Il ringraziamento va ancora una volta a Inferno Run, e all’esercito di volontari senza il quale questo evento a dir poco eccezionale non sarebbe stato stato realizzabile. Ancora pochissimi giorni di lavoro febbrile alla Tenuta e daremo il via alla corsa più indiavolata d’Italia: per una volta nella vita &#8211; come ci fa notare ridacchiando Mauro Leoni &#8211; saremo finalmente tutti legittimati a disattendere quei sacrosanti comandamenti con i quali le nostre madri ci hanno “addomesticato” fin dai primissimi anni.</p>
<p>“Non correre, non sudare, non ti sporcare!”</p>
<p>Mi dispiace, mamma, questo è l’Inferno.</p>
<p>PS</p>
<p>Run like hell!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1585" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/05/Yuri-Chechi-Mauro-Leoni-Daniela-Pierpaoli-Federazione-Italiana-OCR.jpg" alt="" width="1500" height="911" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/05/Yuri-Chechi-Mauro-Leoni-Daniela-Pierpaoli-Federazione-Italiana-OCR.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/05/Yuri-Chechi-Mauro-Leoni-Daniela-Pierpaoli-Federazione-Italiana-OCR-768x466.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
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		<title>Inferno Run a Torre a Cenaia, informazioni utili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 14:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[corsa nel fango]]></category>
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		<category><![CDATA[Obstacle race]]></category>
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					<description><![CDATA[A Torre a Cenaia torna la corsa a ostacoli più indiavolata d&#8217;Italia! Dopo il successo della scorsa edizione, Inferno Run rinnova la tappa nella nostra Tenuta raddoppiando la sfida: alla corsa, competitiva e non competitiva, di 14 km si aggiunge la non competitiva di 5 km. Aumentano gli ostacoli e le difficoltà. Come sempre ci sarà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Torre a Cenaia torna la corsa a ostacoli più indiavolata d&#8217;Italia!</strong></p>
<p><strong>Dopo il successo della scorsa edizione, <a href="http://www.infernorun.it">Inferno Run</a> rinnova la tappa nella nostra Tenuta raddoppiando la sfida: alla corsa, competitiva e non competitiva, di 14 km si aggiunge la non competitiva di 5 km. Aumentano gli ostacoli e le difficoltà. Come sempre ci sarà da correre, saltare e nuotare, sudare, sporcarsi fin nell&#8217;anima&#8230; insomma, divertirsi!</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1578" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/INFERNO-RUN-puffo-2.jpg" alt="" width="759" height="420" /></p>
<p>DOVE</p>
<p>Inferno Run si svolge nella <strong>Tenuta Agricola Torre a Cenaia</strong>, che dista da Pisa e Livorno circa venti minuti ed è facilmente raggiungibile da questa grazie alla SGC Firenze-Pisa-Livorno (uscita Cascina in direzione Pisa-Firenze, uscita Lavoria in direzione Livorno-Firenze). L’accesso si trova appena fuori dall’abitato di <strong>Cenaia</strong>, circa duecento metri dopo l’uscita dal paese, in <strong>via Provinciale delle Colline Livornesi 55</strong> &#8211; riferimento GPS &#8211; Google Maps: 43.606250, 10.545253.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>COME RAGGIUNGERCI</p>
<p>Per chi non potrà raggiungerci autonomamente con la propria vettura, Inferno Run ha organizzato un <strong>servizio di bus-navetta gratuita dall’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa</strong>, facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale con il nuovo sistema People Mover. La navetta è prenotabile <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-caronte-prenotazione-bus-navetta-inferno-32155005487">cliccando qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PARCHEGGIO</p>
<p>Individuato in apposite aree all’interno della Tenuta, avrà il <strong>costo di € 6 a vettura, € 10 per i camper</strong>, la cui sosta è consentita da venerdì 5 maggio (arrivo entro le 19.00) a domenica 7 maggio (partenza entro le 10.00).</p>
<p>E’ fatto <strong>divieto di parcheggiare lungo la Strada Provinciale</strong> delle Colline Livornesi che fiancheggia la Tenuta, sulla quale la sosta è particolarmente pericolosa e di intralcio alla circolazione dato l’intenso traffico che la percorre a velocità sostenuta e l’assenza di stalli ai lati della carreggiata. La Polizia Municipale di Crespina Lorenzana provvederà a monitorare il traffico e la sosta nel tratto stradale interessato, elevando verbali se necessario. Si consiglia dunque di organizzarsi preventivamente e di accedere alla Tenuta con il minor numero di autovetture possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CHECK-IN</p>
<p>A partire dalle 8.30 del giorno della gara è possibile accedere alla Tenuta e al desk per il check-in, situato all’interno nei pressi dell’Osteria Agricola Toscana Pitti&amp;Friends. Per le squadre, è possibile effettuare il check-in a partire dal pomeriggio del giorno precedente, venerdì 5 maggio, dalle ore 17.00.</p>
<p>Lì verrà assegnato il pettorale e sarà possibile consegnare &#8211; per chi non l’avesse fatto online al momento dell’iscrizione &#8211; il certificato medico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1575" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-Cenaia-2.jpg" alt="" width="1200" height="798" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-Cenaia-2.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-Cenaia-2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-Cenaia-2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-Cenaia-2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>PERCORSO DI GARA</p>
<p>Il tracciato di gara si snoda attraverso i 500 ettari della Tenuta Torre a Cenaia ed è disputabile in due soluzioni. La prima, competitiva e non competitiva, prevede un percorso <strong>circa 14 chilometri</strong> con <strong>36 ostacoli</strong> composti da fosse con fango, laghetti, trincee, barricate di rotoballe e pneumatici, strutture in tubolari di metallo, vasche con ghiaccio e simili. La seconda, non competitiva, prevede invece un <strong>percorso ridotto di 5 chilometri</strong>. Chi disputa la gara competitiva deve superare tutti gli ostacoli per qualificarsi; tutti gli altri possono evitarli attraverso percorsi alternativi. Giudici di gara e volontari sorveglieranno ogni ostacolo insieme al personale del 118, per verificare il corretto svolgimento della gara e per garantire sicurezza e pronto intervento in qualsiasi tratto del percorso. Lungo l’intero percorso saranno predisposti <strong>3 punti ristoro</strong> con acqua, bevande con integratori e snack.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PARTENZE E PREMIAZIONI</p>
<p>Considerato l’alto numero di iscritti, le partenze avverranno per <strong>gruppi di 300-400 persone</strong> ogni quarto d’ora circa. Inizierà chi disputa la gara competitiva, a seguire tutti gli altri. La <strong>prima partenza è prevista per le 11.30</strong>, l’ultima avverrà indicativamente intorno alle 17.00 e saranno così suddivise:</p>
<p>Partenze 14 km competitiva: 11.30; 11:40;</p>
<p>Partenze 14 km non competitiva: 12:00; 12:20; 12:40; 13:00; 13:20; 13:40; 14:00; 14:20;</p>
<p>Partenze 5 km non competitiva : 16:00; 16:20; 16:40; 17:00.</p>
<p>La premiazione della competitiva e del campionato OCR avverrà alle 15:00; la premiazione delle non competitive alle 18:00.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>DOCCE, SPOGLIATOI E GUARDAROBA</p>
<p>E’ previsto un sistema di <strong>docce all’aperto</strong>, con acqua a temperatura ambiente, posizionate nei pressi del traguardo. Nella stessa area saranno predisposti <strong>spogliatoi e guardaroba</strong> <strong>coperti</strong> per consentire il deposito dei bagagli e il cambio degli abiti a inizio e a fine gara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INTRATTENIMENTO</p>
<p>Nelle ore precedenti la corsa, dalle 9 circa alla partenza, sarà attiva un’<strong>area training</strong> per fare riscaldamento guidati da un trainer e un dj.</p>
<p>Il <strong>Baby Inferno</strong> è una zona riservata ai bambini, allestita appositamente per loro nei pressi del Villaggio di fronte al Birrificio J63. Prevede un piccolo percorso pensato per i più piccoli, è ben circoscritta e sarà sorvegliata dal personale di Inferno Run per tutta la durata dell’evento. L&#8217;accettazione per il Baby Inferno apre alle 9:00 e la corsa è prevista entro le 10:30.</p>
<p>Il <strong>Villaggio</strong>, una grande area verde situata di fronte al Birrificio Agricolo Artigianale J63, sarà attivo dall’inizio della gara fino al dopocena; si prevede la chiusura entro la mezzanotte. E’ composto da un palco su cui si alterneranno un dj e i protagonisti dell&#8217;evento, una serie di stand dedicati agli sponsor e vari punti ristorazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RISTORAZIONE</p>
<p>E’ previsto durante la mattinata un servizio colazione a pagamento nei pressi del Villaggio di fronte al Birrificio J63. Due postazioni provvederanno a servire pasticceria calda e offrire servizio bar.</p>
<p>Durante tutta la giornata saranno attive varie postazioni di ristorazione nel Villaggio, oltre al bancone all’interno del Birrificio J63, che con impianti di spillatura e servizio ristorazione distribuiranno a pagamento le seguenti pietanze. Piatti freddi: panini vari, pizza, riso freddo. Piatti caldi: panini caldi con salsiccia, hamburger e coscio di maiale; pasta al pomodoro e al ragù, patate e verdure fritte</p>
<p>In orario serale, la ristorazione Torre a Cenaia effettuerà regolare servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per iscrizioni e informazioni:</p>
<p><strong><a href="http://www.infernorun.it">www.infernorun.it</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1576" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-2.jpg" alt="" width="1860" height="1118" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-2.jpg 1860w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Inferno-Run-2-768x462.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1860px) 100vw, 1860px" /></p>
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		<title>The sea in the soil, that’s  the super Vermentino Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Esther Filippone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 15:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foreign Friends]]></category>
		<category><![CDATA["coastal" vine]]></category>
		<category><![CDATA[100% Vermentino]]></category>
		<category><![CDATA[30 hectares dedicated]]></category>
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		<category><![CDATA[hills of Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[ideal microclimate]]></category>
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		<category><![CDATA[Ms Graziana Grassini]]></category>
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		<category><![CDATA[terroir]]></category>
		<category><![CDATA[the air is buzzy and salt]]></category>
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		<category><![CDATA[Tyrrhenian sea]]></category>
		<category><![CDATA[Vermentino]]></category>
		<category><![CDATA[vitrified cement tanks]]></category>
		<category><![CDATA[wind]]></category>
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					<description><![CDATA[At Torre a Cenaia the wind is at home,  the air is always moving and gives life to everything,  even a  soul to the cypress and oak trees, fields and vineyards; it sweeps  the sky making it blue with drawn  high white clouds grazing slowly on the horizon as it happens in the best  “on [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>At <strong>Torre a Cenaia</strong> the <strong>wind</strong> is at home,  the air is always moving and gives life to everything,  even a  soul to the cypress and oak trees, fields and vineyards; it sweeps  the sky making it blue with drawn  high white clouds grazing slowly on the horizon as it happens in the best  “on the road” movies.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1418" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Villa-Valery-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="1200" height="822" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Villa-Valery-Torre-a-Cenaia.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Villa-Valery-Torre-a-Cenaia-768x526.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />On this valley sheltered by the <strong>Pisan mountains</strong> and the <strong>hills of Livorno</strong>, a green corridor between the sea and the plain of Florence,  the wind works incessantly  and our vineyards know this very well…they receive the best benefits.  When it blows from the west, most of the time, <strong>the air is buzzy and salty</strong>, the  lungs seem to swell and the vine leaves glow in sharper reflexes: it is the time when the sea is spreading inland. If you feel the <strong>smell of salt and sun</strong> in the air, even in winter  you can bring to your mind  the summer.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1277" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Vigna-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="1024" height="667" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Vigna-Torre-a-Cenaia.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Vigna-Torre-a-Cenaia-768x500.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Vigna-Torre-a-Cenaia-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Vigna-Torre-a-Cenaia-260x170.jpg 260w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>The terroir in Torre a Cenai</strong>a, suited to viticulture since the time when the estate was owned by the <strong>noble Florentine family of Pitti</strong>, is perfect for the grape <strong>Vermentino</strong> because of its unique geographical position: the sea breezes, there channeled by the natural barrier of the Pisan Mountains,  destroy the typical humidity of the inland and create  an <strong>ideal microclimate, mild and with a good thermal excursion,</strong> corroborating the effect of a soil tending to silty, rich in skeleton and minerals.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1560" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/San_Rossore_Apuane.jpg" alt="" width="650" height="450" /></p>
<p>The Vermentino is in fact a <strong>&#8220;coastal&#8221; vine</strong> that comes from the sea and through it reached the areas where today is at its best. Originally probably Aegean, like the mythical Pelasgians, it reached our shores in ancient times, perhaps led by the first <strong>Greek settlers</strong>. Contrary to popular belief, Sardinia was not the first Italian region that hosted it at first but it was Liguria, a region with very steep coasts, rare pieces of land clinging to the rock overlooking the sea which  were the ideal place for the first engraftment on <strong>Italian soil</strong>, supported  also by the work of tireless people at the same time of sea and land as only the Ligurian can be. From there, by sea, Vermentino reached Sardinia and Tuscany and, centuries later, also came from the coast in our valleys.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1558" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/mar_tirreno_01.png" alt="" width="383" height="427" /></p>
<p>Its <strong>big bunches with cylindrical-pyramidal shape</strong> are now part of the DNA of our estate  and paint with gold the vines during the ripening period, when the <strong>big round berries, thick-skinned</strong>, stand out against the <strong>deep green of vine leaves</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-835" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg" alt="" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>And it is just in the days when the salty breeze comes from the <strong>Tyrrhenian sea</strong>  from west that it is felt the only important truth of this land, the inner meaning of the work of all generations that here have alternated over the centuries. It &#8216;s the beauty contained in the smells and flavors concentrated in a special wine, we are  lucky to be here and be able to enjoy everything: the <strong>wine is the poetry of the earth</strong>, and that&#8217;s what we try to convey to you, striving to imprison all this Beauty in a &#8220;simple&#8221; bottle.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-836" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cenaja-Vermentino.jpg" alt="" width="567" height="702" /></p>
<p>It is thanks to great work and attention to wine-making processes,  from the management of the vineyards in the <strong>30 hectares dedicated</strong> of the estate, to the patient conduct of the cellar of <strong>Roshan Abenaim</strong> under the direction of the renowned winemaker <strong>Ms Graziana Grassini, &#8220;pink pride&#8221; of Italian wine</strong> and curator of major labels such as Sassicaia; every action is conducted with <strong>meticulous zeal and</strong> the <strong>meticulous passion</strong> that naturally arises when you understand to be in front of the great things.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1559" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/graziana-grassini.jpg" alt="" width="592" height="566" /></p>
<p>The practice of <strong>late harvesting,</strong> <strong>between the second and third week of September</strong>, gives the Cenaja Vermentino a good balance between acidity and aromas, and a partial aging in oak barrels gives it an important structure, floral aromas and a fresh, velvety and enveloping taste.  This is the essence of Torre a Cenaia, the soul of our land that hides in itself the secrets of the nearby sea and tells of distant lands but also nearby; this wine reminds us of the trips we have traveled over thousands of years to get here, and slyly suggests that the horizons are more open than they seem.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1350" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/08/Vendemmia-a-mano.jpg" alt="" width="1024" height="693" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/08/Vendemmia-a-mano.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/08/Vendemmia-a-mano-768x520.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/08/Vendemmia-a-mano-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Here&#8217;s how <strong>the green hills of Pisa and Livorno</strong> can witness the arrival of the sea into dry land, and we can savor the emotions whenever we want. We just have to grab the right bottle, hold a corkscrew and capture the scents…as soon as the Vermentino will be free from the oppression of the cork, the sea breeze will return to open us wide breath.  The Cenaja Vermentino has obtained the <strong>IGP designation</strong> and is made of <strong>100% Vermentino</strong> grapes.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1126" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/Vermentino.jpg" alt="" width="702" height="1054" />The harvest takes place between the second and third week of September; vinification requires destemming  and cold maceration, fermentation at controlled temperatures in stainless steel tanks for approximately 20-30 days, and finally, aging on the lees for 3 months. It is aged for 90% in <strong>vitrified cement tank</strong>s and for the remaining 10% in <strong>oak barrels</strong> for 12 months; then it rests in the bottle for another eight months. It has a <strong>bright straw yellow color</strong> with strong<strong> greenish reflections</strong>, a very intense and persistent  bouquet with marked floral notes, fine and elegant. The taste is fresh, fruity, velvety, enveloping; it is full-bodied, smooth and balanced. The alcohol content is 13 degrees</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1561" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/12742605_548742568636180_3645918378369699758_n.jpg" alt="" width="640" height="425" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/12742605_548742568636180_3645918378369699758_n.jpg 640w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/12742605_548742568636180_3645918378369699758_n-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/12742605_548742568636180_3645918378369699758_n-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/12742605_548742568636180_3645918378369699758_n-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pitti&#038;Friends sul podio della Ristorazione Pisana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 11:03:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa con un importante successo anche per l’Osteria Pitti&#38;Friends di Torre a Cenaia la Quattordicesima edizione del “Premio della Ristorazione Pisana” organizzato da Confesercenti Toscana Nord in collaborazione con Pisa Quality Restaurants e con la compartecipazione della Camera di Commercio di Pisa. Un’edizione da record a partire dal numero dei partecipanti, ben 29 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa con un importante successo anche per l’Osteria <b>Pitti&amp;Friends</b> di <b>Torre a Cenaia</b> la Quattordicesima edizione del “<b>Premio della Ristorazione Pisana</b>” organizzato da <b>Confesercenti Toscana Nord</b> in collaborazione con <b>Pisa Quality Restaurants</b> e con la compartecipazione della <b>Camera di Commercio di Pisa</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1494" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Premio-Ristorazione-Pisana.jpg" alt="" width="1200" height="798" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Premio-Ristorazione-Pisana.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Premio-Ristorazione-Pisana-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Premio-Ristorazione-Pisana-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Premio-Ristorazione-Pisana-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un’edizione da record a partire dal numero dei partecipanti, ben <b>29 ristoratori</b>, che si sono sfidati a colpi di mestolo su un tema per niente banale, i <b>primi piatti</b>, alla ricerca dell’eccellenza e di una reinterpretazione originale degli ingredienti del nostro territorio. I risultati, a giudizio della Commissione, sono stati di altissimo livello e il podio si è giocato sul filo di lana di pochissimi punti.</p>
<p>“<b>Un&#8217;edizione davvero esaltante</b>,” hanno commentato Roberto Balestri, presidente di Confesercenti Toscana Nord, e Stefano Campazzi, coordinatore di Pisa Quality Restaurants, “sia come numero di partecipanti che come livello qualitativo. Tutti i ristoratori hanno affrontato con grande entusiasmo questa sfida, creando primi piatti legati al territorio e che sono stati poi inseriti nei loro menù&#8221;.</p>
<p>La cerimonia di <b>premiazione</b> si è tenuta <b>martedì 10 gennaio 2016</b> nella Sala Pacinotti della Camera di commercio di Pisa, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli, dell’assessore del Comune di Pisa Federico Eligi e del segretario generale della Camera di Commercio Cristina Martelli.</p>
<p>Il primo premio è andato all’<b>Osteria Pinzagrilli </b>di Guardistallo per il suo “Tramonto d’autunno”: ravioli di cavolo nero di Fauglia, un formaggio della Famiglia Busti, con zuppetta di lenticchie rosse del Cerreto, pancetta del Sandri e tartufo bianco di San Miniato; il tutto accompagnato dal vino Lauro Bianco 2011 de La Regola di Riparbella. La seconda posizione è stata conquistata da <b>Ir Tegame</b>, spaghetteria di Pisa e, subito a seguire, è salita sul podio anche la nostra <b>Osteria Pitti&amp;Friends</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1495" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Staff.jpg" alt="" width="1200" height="811" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Staff.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Staff-768x519.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/PittiFriends-Staff-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Per il ristorante guidato da <b>Irene Scrò</b> e capitanato ai fornelli dal giovane e promettente chef <b>Alessio Ciulli</b> si tratta di un importantissimo risultato, giunto a soli due anni dall’apertura. Il primo piatto ideato da Alessio insieme al sous-chef Luca Cannizza, del resto, ha messo a dura prova la giuria conquistandola già dai primi assaggi. Una vera prelibatezza che presto potremmo gustare tutti ai tavoli dell’Osteria! Ma vediamo di che cosa si tratta e come possiamo prepararlo.</p>
<p><b>Raviolo ripieno di fonduta allo zafferano, adagiato su letto di porro stufato, finocchio brasato con mandorla tostata</b></p>
<p><i>Da abbinare a un calice di Pitti Chardonnay 2015, </i><i>Primo Premio “Pisani Più Schietti” 2016, FISAR Delegazione Storica di Pisa</i></p>
<p>Ingredienti per 6 persone:</p>
<p>Per la pasta:</p>
<p>200 grammi di farina 00, della Cooperativa Agricola Santa Luce</p>
<p>2 tuorli</p>
<p>1 uovo intero</p>
<p>1 cucchiaio di olio extravergine di oliva</p>
<p>Per la fonduta:</p>
<p>200 g di pecorino stagionato “Fauglia” della Famiglia Busti</p>
<p>30 g di burro</p>
<p>7 g di pistilli di zafferano, Azienda Agricola Patricelli di Guasticce</p>
<p>2 dl di latte</p>
<p>1 porro, Azienda Agricola BioColombini di Crespina</p>
<p>2 spicchi di aglio, Azienda Agricola BioColombini di Crespina</p>
<p>1 rametto di rosmarino, Azienda Agricola BioColombini di Crespina</p>
<p>3 foglie di salvia, Azienda Agricola BioColombini di Crespina</p>
<p>2 rametti di timo, Azienda Agricola BioColombini di Crespina</p>
<p>olio extravergine di oliva q.b.</p>
<p>30 g di mandorle</p>
<p>2 finocchi, Azienda Agricola BioColombini di Crespina</p>
<p>fiori eduli q.b.</p>
<p>Impastare la farina e le uova energicamente formando una palla liscia.</p>
<p>Farla riposare in frigorifero per circa un’ora prima di adoperarla.</p>
<p>Per la fonduta, sciogliere a bagnomaria il pecorino con il burro e il latte. Una volta sciolto, con l’aiuto di un immersore, rendere la crema priva di grumi e liscia. Unite a questo punto i pistilli di zafferano precedentemente ammollati in pochissimo latte tiepido e mescolate il tutto. Far raffreddare la fonduta in frigorifero fino a renderla malleabile.</p>
<p>A questo punto, stendete la pasta e formare i ravioli riempiendoli con un cucchiaio di fonduta. Cominciate a pulire il porro e a tagliarlo a striscioline, passatelo in padella con un filo di olio extravergine di oliva, il rosmarino e le altre erbe, portatelo a cottura in maniera dolce e, quasi alla fine, bagnatelo con un po’ di vino bianco.</p>
<p>Pulite i finocchi e lessateli interi in abbondante acqua salata, che non butterete. Raggiunta la giusta cottura, ghiacciateli e divideteli in 12 parti uguali. Disponeteli in una padella con una noce di burro e brasateli da entrambi i lati.</p>
<p>Affettate le mandorle e tostatele in forno a 180°C.</p>
<p>Adesso cuocete i ravioli utilizzando l’acqua di cottura dei finocchi; una volta cotti, saltateli con una noce di burro e un po’ d’acqua di cottura. Sistemate un coppa-pasta al centro del piatto e ponetevi il porro stufato, adagiatevi sopra i ravioli, nappateli con la salsina ottenuta. Disponete al lato i finocchi e guarnite con fiori eduli. Ci raccomandiamo che il piatto su cui li servite sia caldissimo!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1493" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/Raviolo-zafferano-3.jpg" alt="" width="1000" height="562" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/Raviolo-zafferano-3.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/Raviolo-zafferano-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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		<title>Per Non Dormire, la storia di una notte e di un vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:31:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono vari modi per raccontare una storia, uno di questi è stappare una bottiglia di vino. Quella che vogliamo raccontarvi è una storia nella Storia della toscana rinascimentale, che ha lasciato il segno anche nella Tenuta. Come un palinsesto, una superficie su cui si scrive e si riscrive più volte, gli edifici e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono vari modi per raccontare una storia, uno di questi è stappare una bottiglia di vino.</p>
<p>Quella che vogliamo raccontarvi è una storia nella Storia della <strong>toscana rinascimentale</strong>, che ha lasciato il segno anche nella Tenuta. Come un palinsesto, una superficie su cui si scrive e si riscrive più volte, gli edifici e il territorio di Torre a Cenaia serbano traccia di tutte le “mani” che nei millenni hanno depositato la propria impronta sulle nostre pietre e sulla nostra terra.</p>
<p>Tra le tante testimonianze del passato, una è particolarmente intrigante. Un’<i>impresa</i> &#8211; cioè una rappresentazione araldica che simboleggia una linea di condotta di una casata o di una persona, costituita da un motto e da una figura che vicendevolmente si interpretano &#8211; raffigurata a più riprese sul portone della cappella di Sant’Andrea. Un mazzetto di tre <strong>papaveri</strong> racchiusi da un anello e sormontati da un cartiglio con scritto “<strong>Per Non Dormire</strong>”. Che strano messaggio per il portone di una chiesa! Che cosa potrebbe significare?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1029" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg" alt="" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Lo si ritrova a Firenze sulla facciata di importanti palazzi, oppure sui libri di scuola, tra le pagine di letteratura che narrano di un famoso poeta italiano “ardito”.</p>
<p>E&#8217; il motto della nobile famiglia fiorentina, di origine senese, dei <strong>Bartolini Salimbeni</strong>, che fu proprietaria della Tenuta a partire probabilmente dal Cinquecento fino al Settecento. L’allusione è alla loro scaltrezza nel commercio e all’impresa che, così si narra, li fece diventare straordinariamente ricchi nonché una delle famiglie più influenti nella <strong>Toscana del tardo Rinascimento</strong>.</p>
<p>Si racconta che uno dei suoi membri, venuto a sapere dell’arrivo a Siena di una preziosa partita di tessuti proveniente dall’estero, decise di accaparrarsela con uno stratagemma. La sera precedente all’incontro con il mercante straniero, offrì una sontuosa cena ai suoi concorrenti in affari, nella quale, di nascosto, miscelò al <strong>vino</strong> uno dei più potenti sonniferi che si poteva reperire allora, l’<strong>oppio</strong>. La mattina successiva, quando tutti ancora dormivano storditi dall’effetto narcotizzante del papavero, il Bartolini Salimbeni acquistò a un prezzo favorevole l’intero carico che poi rivendette sul mercato cittadino, ottenendo un enorme guadagno e costruendo così le solide basi per la fortuna della casata. “Per non dormire”, quindi, perché la ricchezza della famiglia deriverebbe dal non aver dormito a differenza di tutti gli altri concorrenti in affari – loro malgrado! I papaveri alluderebbero quindi al narcotico, al mezzo che rese possibile l’ascesa economica della famiglia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1481" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri.jpg" alt="" width="1500" height="1128" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri-768x578.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Oltre questo racconto che sa di leggenda, l’impresa richiama l’operosità, l’astuzia e la scaltrezza dei primi Bartolini Salimbeni, che con un lavoro ostinato seppero accumulare in poco tempo grandi ricchezze. l papaveri racchiusi dall’anello – come a simboleggiare il sonno tenuto a freno – e il motto “per non dormire” sono l’<strong>apologo all’abnegazione e alla dedizione al lavoro e agli affari</strong> necessari a costruire il successo economico, come a dire “<strong>chi dorme non piglia pesci</strong>”.</p>
<p>Fuori dalla narrazione, probabilmente le cose andarono in modo diverso ma il messaggio del motto resta il medesimo. Un accademico fiorentino del Settecento, Frate Ildefonso di San Luigi, ci fornisce una versione più verosimile dei fatti nel libro XXIII delle sue <i>Delizie degli eruditi toscani</i>. Narrando la storia della celebre famiglia senese poi fiorentina, a proposito dell’aneddoto in questione, ci dice che</p>
<blockquote><p>l’impresa della famiglia Salimbeni, che sono tre papaveri fioriti, legati insieme in un mazzetto, col motto per non dormire, fu assunta dalla famiglia Salimbeni fin dall’anno <strong>1338</strong>, quando <strong>Benuccio di Giovanni Salimbeni</strong>, avendo inteso essere venuto a Portercole un ricchissimo mercatante di Sorìa, per caricare le più preziose merci, specialmente di seta, che vi avesse trovate, si portò colà rapidamente sacrificando il sonno ed il riposo e comprò fra drappi e opere fatte di drappi, per centotrentamila fiorini d’oro. Tornato al chiasso Renaldini, che ora si dice chiasso Largo, aperti molti traffichi, introdusse in Siena l’Arte della Seta.</p></blockquote>
<p>Torre a Cenaia conserva un’altra traccia della casata, lo <strong>stemma araldico con il leone rampante</strong> ai lati dell’altare della cappella di Sant’Andrea e sulla chiave di volta all’ingresso della Casa Turrita. Stemma che ricorda il più celebre vessillo all’angolo di <strong>Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze</strong>, splendido esempio di architettura tardo-rinascimentale che già mostra alcuni elementi manieristi, in piazza Santa Trinita, al termine di via Tornabuoni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1024" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg" alt="" width="1000" height="728" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-768x559.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-578x420.jpg 578w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Costruito da <strong>Baccio D’Agnolo</strong> tra il 1520 e il 1523, si ispira all’architettura romana contemporanea di stampo raffaellesco: è chiaro il rimando nelle colonne ai lati del portale, nelle finestre quadrate sormontate da timpani triangolari, nel bugnato agli angoli dell’edificio. Anche il cortile interno, decorato a grottesche, è un tocco di “modernità” che all’epoca poteva facilmente scandalizzare. Proprio per queste audaci soluzioni architettoniche, Baccio d’Agnolo fu bersaglio di aspre critiche da parte dei fiorentini. In tutta risposta e in pieno accordo con lo spirito per niente sobrio dei proprietari, fece scolpire sulla porta l’iscrizione <strong><i>Carpere Promptius Quam Imitari</i></strong>: “criticare è più facile che imitare”. Passata ben presto l’effetto scandalizzante, il Palazzo divenne una ricca fonte di spunti per gli architetti dei decenni successivi, e i Bartolini Salimbeni seppero trarre nuova forza per il proprio “branding” anche da questa vicenda.</p>
<p>E’ possibile racchiudere tutto questo in una bottiglia di vino?</p>
<p>A nostro parere, sì. Ed ecco perché nella Tenuta Torre a Cenaia nasce il Per Non Dormire.</p>
<p>Composto per il 75 percento circa da <strong>syrah</strong> e per il resto da <strong>merlot</strong>, che riposano per dodici mesi in <strong>tonneau di rovere Allier</strong> e per altri dodici mesi in bottiglia, il Per Non Dormire è un vino sorprendente, dal carattere sontuoso ma al tempo stesso schietto. Si impone da subito, fin dal colore rosso rubino incredibilmente profondo e dai riflessi violacei. Il profumo ammalia, avvolge l’olfatto con decise note di mora e mirtillo. Il sapore è consistente e ben strutturato, vellutato, ricco di tannini morbidi e setosi, piacevolmente lungo nel finale. Proprio questa <strong>resinosa e avvolgente dolcezza</strong>, tipica del syrah, ci cattura e ci trascina in un vortice onirico, e naturale si avverte l’allusione al piacevole stordimento indotto dal papavero.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1477" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per_Non_Dormire_ITA.jpg" alt="" width="1061" height="1500" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per_Non_Dormire_ITA.jpg 1061w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per_Non_Dormire_ITA-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1061px) 100vw, 1061px" /></p>
<p>E&#8217; il compagno ideale per convivi importanti, si abbina bene a piatti a base di carne rossa e selvaggina, ma si abbina ancor meglio a se stesso. La sua struttura, la sua grassezza che non ne impedisce la bevibilità ma anzi la incita, lo rende un vero e proprio <strong>vino da meditazione</strong>.</p>
<p>Che cosa “meditare” sorseggiando un vino così, è lo stesso vino a suggerirlo, invitandoci a sospendere le ansie e le battaglie di ogni giorno, per<strong> soffermarsi sulla piacevolezza dell’attimo presente</strong>. Il <i>carpere</i> dei Bartolini Salimbeni, il monito a “non dormire”, ci ricorda il più celebre <i>carpe[re] diem</i> di oraziana memoria. Lo stesso verbo latino, la stessa parola tutta concreta, carnale e sanguigna, a suggerire un qualcosa da “carpire” appunto, da afferrare e suggere fino all’ultima goccia. Perché la transitorietà del piacere e della stessa esistenza, oggi ancor più percepibile come in ogni epoca ricca di grandi cambiamenti, ci fissa in un eterno eppure sfuggente presente, da godere sorso dopo sorso. Ce lo ricorda anche un celebre “barbaro non privo di ingegno”: <i>we are such stuff as dreams are made on</i>, siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, <i>and our little life is rounded with a sleep</i>, e le nostre piccole vite si dissolvono nel giro di un sonno. La parola utilizzata da <strong>Shakespeare</strong>, il verbo <i>to round</i>, è eterea e impalpabile come l’essenza ammaliante di una vita che ci sfiora e di un vino appena versato; quando sembra di afferrarlo, il segreto ultimo dell’esistenza, svapora tra le mani, serpeggiando via come il fumo di un sigaro che sale lento nell’aria danzando con se stesso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1478" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem.jpg" alt="" width="1500" height="1108" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem-768x567.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dunque, mia Leuconoe, “<i>sapias, vina liques</i>, sii saggia, mesci il vino,<i> et spatio brevi spem longam reseces</i>, e tronca le lunghe speranze, la vita è breve<i>. Dum loquimur</i>, proprio adesso, mentre parliamo,<i> fugerit invida aetas</i>, fugge via il tempo invidioso<i>. <strong>Carpe diem</strong>,</i> bracca, carpisci, afferra, suggi l’attimo,<i> quam minimum credula postero</i>, e credi il meno che puoi in ciò che verrà”. Ma, soprattutto, in alto i calici e brindiamo, per non dormire.</p>
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		<title>Come eravamo, sabato 24 settembre Edi Milianti presenta &#8220;I racconti della Cenaja&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 14:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[I Racconti della Cenaja]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 24 settembre 2016, alle ore 17.00, Edi Milianti presenta a Torre a Cenaia il volume I Racconti della Cenaja Storie d&#8217;amore di guerra e di libertà Edi Milianti torna a farci emozionare con nuove storie dal nostro passato. Con la navigata abilità da narratore e lo stile godibile che contraddistinguono da sempre la sua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 24 settembre 2016</strong>, alle ore 17.00, <strong>Edi Milianti</strong> presenta a Torre a Cenaia il volume</p>
<p><strong><em>I Racconti della Cenaja</em></strong></p>
<p><em>Storie d&#8217;amore di guerra e di libertà</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1390" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/cop-milianti-fronte.jpg" alt="Edi Milianti, I Racconti della Cenaja" width="1538" height="2362" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/cop-milianti-fronte.jpg 1538w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/cop-milianti-fronte-768x1179.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1538px) 100vw, 1538px" /></p>
<p>Edi Milianti torna a farci emozionare con nuove storie dal nostro passato. Con la navigata abilità da narratore e lo stile godibile che contraddistinguono da sempre la sua scrittura, Edi presenta oggi una nuova raccolta di racconti &#8211; ben 16 &#8211; attingendo alla profonda conoscenza del <strong>passato del nostro territorio</strong>, frutto di un certosino lavoro di decenni attingendo ai libri di storia locale ma soprattutto alle <strong>testimonianze dirette</strong> dei più anziani.</p>
<p>Ambientati <strong>dall’inizio del Novecento agli anni Ottanta</strong> del secolo scorso, le narrazioni si svolgono per lo più <strong>nell’antica Cenaja</strong> ovvero nella campagna della <strong>Tenuta Torre a Cenaia</strong>. Protagonisti sono gli abitanti dei casolari, i mezzadri di un tempo, le cui vite venivano talvolta sconvolte da avvenimenti più grandi di loro, come quelli accaduti realmente durante la Seconda Guerra Mondiale quando nel piccolo paese pisano arrivò la celebre <strong>Divisione Buffalo</strong>, la stessa che è divenuta protagonista del <strong>film</strong> <strong><em>Miracolo a Sant’Anna</em> diretto da Spike Lee</strong>.</p>
<p>Ma, oltre la tragedia delle guerre, nei racconti di Edi Milianti c’è soprattutto la <strong>vena popolare toscana</strong>, la beffa e la vicenda “boccaccesca”: l’intento è proprio quello di fare “un <strong><em>Decamerone</em></strong> locale in sedicesimo”. Ecco allora la c<strong>iviltà contadina</strong> con i suoi valori, i suoi usi e costumi; ecco i contadini che si oppongono al Fascismo, che sono costretti a emigrare oltralpe per fuggire alle violenze squadriste; ecco il coraggio di alcuni mezzadri che sfidano apertamente i nazisti per salvare il bestiame e aiutano gli afroamericani della Buffalo nella loro avanzata; ecco le avventure tragicomiche di bravi parroci non insensibili alle grazie femminili.</p>
<p>Insomma, <i>I racconti della Cenaja</i> sono <strong>il</strong> <strong>ritratto di un variopinto mondo oggi scomparso</strong>, nel quale le persone erano sì più povere, ma probabilmente più ricche di umanità e di solidarietà verso il prossimo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1389" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/Tradizone-contadina.jpg" alt="tradizone-contadina" width="1024" height="595" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/Tradizone-contadina.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/Tradizone-contadina-768x446.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Edi Milianti</b></p>
<p>(Cenaia, 1948) è un funzionario in pensione della Banca d’Italia. Ha ricoperto dal 1975 al 1985 la carica di Assessore alla Cultura del Comune di Crespina. Studioso della civiltà contadina toscana, ha esordito nella narrativa nel 2009 con il volume “Toscana d’altri tempi&#8221; seguito l’anno successivo dalla raccolta di racconti “Sotto i cieli di Toscana&#8221;,  entrambi editi per i tipi di ArtEventBook. Nel 2012 ha pubblicato il romanzo “L&#8217;ultimo seme” per SBCEdizioni (Ravenna), scritto a quattro mani con Alessandro Colombini, titolare dell’Azienda Agricola Bio-Colombini di Crespina. Ha ottenuto riconoscimenti in numerosi concorsi letterari  locali, fra i quali il Concorso Letterario Internazionale &#8220;G. Gronchi&#8221; e il Premio Narrativa e Poesia “Franco Bargagna”  di Pontedera. Attualmente coordina l&#8217;attività del Gruppo Amici della Poesia  operante nell&#8217;ambito dell&#8217; U.T.E. di Pontedera.</p>
<p>Al termine della presentazione verrà offerta una <strong>degustazione di vini della Tenuta</strong></p>
<p><strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
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