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	<title>Sangiovese | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>Che bellezza, la vinoterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 10:52:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La vinoterapia è quell’insieme di trattamenti cosmetici a base di vino rosso e mosto mirati ad apportare effetti benefici alla pelle, grazie alle proprietà antiossidanti del vino. Scopriamo insieme che cos'è e come possiamo prepare a casa alcuni preparati a base di Sangiovese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Che cos’è la vinoterapia</h2>
<p>Nata in Francia nei dintorni di Bordeaux, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vinoterapia"><strong>vinoterapia</strong></a> ha contagiato presto tutti i grandi paesi produttori di vini, Italia <em>in primis</em>. Ma di che cosa si tratta, esattamente?<br />
Con vinoterapia si intende quell’insieme di <strong>trattamenti cosmetici a base di vino rosso e mosto</strong> mirati ad apportare effetti benefici alla pelle, grazie alle <strong>proprietà antiossidanti</strong> del vino, in particolare del <strong>vino rosso</strong>. L’alto contenuto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polifenolo"><strong>ponifenoli</strong></a>, infatti, rende il vino un potente alleato <strong>contro l’invecchiamento cutaneo</strong>; favorisce inoltre la <strong>microcircolazione</strong> e ha <strong>poteri antibatterici, emollienti, calmanti</strong> e previene la <strong>caduta dei capelli</strong>.</p>
<p>Già nell’antichità erano noti questi effetti “magici” del vino sulla pelle: Arabi e Romani preparavano decotti e creme a base di vino, nel Rinascimento le nobildonne si servivano di un impasto di mosto come antirughe. I moderni trattamenti di vinoterapia utilizzano anche altre parti della pianta della vite, quali ad esempio le foglie.</p>
<h2>I benefici della vite</h2>
<p>Proprio così, tutta la pianta della vite ha effetti benefici per la nostra pelle.</p>
<p>Le <strong>foglie</strong> sono ricche di tannini, antociani e flavonoidi che, oltre ad avere proprietà antiossidanti al pari dei polifenoli, sono capaci di stimolare la circolazione.</p>
<p>Gli <strong>acini</strong> hanno un’alta concentrazione di zuccheri, sali minerali e vitamine del gruppo A e C, potentissimi antiossidanti.<br />
I <strong>semi</strong>, infine, contengono acido linoleico, acido oleico e vitamina E, con proprietà antiossidanti, emollienti e rigeneranti. Dai semi si estrae il cosiddetto <strong>olio di vinaccioli</strong>, impiegato largamente nella preparazione di creme <em>antiage</em>, dedicate alla cura delle pelli più mature.</p>
<p>Il vino rosso, dunque, non è solo un ottimo compagno di vita nel calice (consumato con moderazione!), amico di tante serate in compagnia e di convivi, ma può divenire un ottimo alleato contro l’invecchiamento della pelle, dotato di poteri calmanti e rilassanti… è proprio vero che <strong>vino rosso fa buon sangue</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vinoterapia fatta in casa</h2>
<p>Vediamo adesso un paio di preparati cosmetici a base di vino che possiamo facilmente preparare a casa: bastano pochi ingredienti e il risultato è assicurato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Maschera all’olio di vinaccioli</h3>
<p><strong>Effetti benefici</strong>: antietà</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>:</p>
<ul>
<li>2 cucchiai di argilla bianca</li>
<li>2 cucchiai di olio di vinaccioli</li>
<li>10 gocce di olio essenziale di rosmarino</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong>:<br />
Versiamo in una ciotola l’argilla bianca e mescoliamo aggiungendo a poco a poco l’olio di vinaccioli; non appena abbiamo ottenuto un impasto omogeneo, versiamo le gocce di olio essenziale di rosmarino.</p>
<p><strong>Applicazione</strong>:<br />
Con l’aiuto di un pennello ampio e morbido, applichiamo la maschera sul viso, facendo attenzione al contorno occhi. Non appena abbiamo ricoperto tutto il viso in modo uniforme, copriamo con un panno umido cercando di non farla seccare. Risciacquiamo dopo 15 minuti con acqua tiepida e, dopo aver asciugato il viso, applichiamo una crema idratante – ancora meglio se ce ne procuriamo una a base di vino o mosto.<br />
Si consiglia di applicare il trattamento una sola volta a settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scrub all’olio di vinaccioli e <a href="http://www.torreacenaia.it/pitti-sangiovese/">Pitti Sangiovese</a></h3>
<p><strong>Effetti benefici</strong>: favorisce la circolazione delle gambe; rende la pelle levigata e morbida.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>1 cucchiaio di sale grosso</li>
<li>2 cucchiai di zucchero di canna</li>
<li>3 cucchiai di olio di vinaccioli</li>
<li>5 gocce di olio essenziale di cedro</li>
<li>2 gocce di olio essenziale di cipresso</li>
<li>1 cucchiaio di Pitti Sangiovese</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong>:</p>
<p>Misceliamo in una piccola ciotola l’olio di vinaccioli e gli oli essenziali di cedro e di cipresso.<br />
Versiamo in un altro contenitore il sale, lo zucchero e il mix di olii appena preparato. Mescoliamo aggiungendo il Pitti Sangiovese, fino a ottenere un impasto uniforme.</p>
<p><strong>Applicazione</strong>:</p>
<p>Sotto la doccia, prima di bagnarsi, applichiamo lo <em>scrub</em> alle gambe, massaggiando bene con movimenti circolari.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1757" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese.jpg" alt="" width="1500" height="1084" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese-768x555.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/03/Cosmesi-Pitti-Sangiovese-287x208.jpg 287w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Per godere appieno degli effetti benefici del vino rosso, abbiamo preparato per voi 3 prodotti a base del nostro vino Pitti Sangiovese.<br />
<strong>Bagno doccia al vino Pitti Sangiovese</strong>: deterge lasciando la pelle vellutata ed elastica; dall’azione antiossidante.<br />
<strong>Shampoo delicato al vino Pitti Sangiovese</strong>: finissimo e delicato, nutre il capello in profondità; dona lucentezza.<br />
<strong>Crema corpo al vino Pitti Sangiovese</strong>: nutre in profondità la pelle; dall’azione antiossidante e antietà.</p>
<p>Disponibili, al nostro punto vendita in cantina, nel formato 200 ml e nel pratico piccolo formato “da viaggio” 30 ml, per avere sempre con noi il nostro trattamento di bellezza preferito!</p>
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		<title>La svinatura del sangiovese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 08:39:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo avevamo intuito già dai primi giorni di questa vendemmia, che quella tra il vino e l’uomo è una lotta tra amici che si combattono senza tregua. Lo scriveva Baudelaire, e non possiamo fare a meno di pensarlo quando ci affacciamo dall’alto all’interno del grande tino in cemento vetrificato. Racchiuso nell’enorme contenitore, Andrea spala senza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avevamo intuito già dai primi giorni di questa <a href="https://www.torreacenaianews.it/tempo-di-vendemmia-a-torre-a-cenaia/"><strong>vendemmia</strong></a>, che quella tra il vino e l’uomo è una lotta tra amici che si combattono senza tregua. Lo scriveva Baudelaire, e non possiamo fare a meno di pensarlo quando ci affacciamo dall’alto all’interno del grande <strong>tino in cemento vetrificato</strong>. Racchiuso nell’enorme contenitore, Andrea spala senza sosta le vinacce di <strong>sangiovese</strong> verso il foro di uscita, immerso in un’aria pesante che già sa di calda ebbrezza. Fuori, Roshan e Paola tirano a sé i residui della vinaccia che, convogliati dalla diraspatrice, si avviano verso la pressatrice dove daranno ancora vino, quello che in gergo si dice “torchiato”.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-942" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello.jpg" alt="Andrea con rastrello" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-con-rastrello-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>E’ un’immagine archetipica quella ci si para di fronte agli occhi. Nel ventre del grande tino Andrea raschia instancabile ogni traccia di acino, si muove seguendo il perimetro delle pareti come un pesce in una bolla di vetro, con movimenti regolari e decisi; calata dall’alto, la lanterna ne illumina a malapena il volto e l’aura rossastra che il sangiovese spande sulle pareti del contenitore conferisce un che di magico e misterioso alla scena.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-944" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino.jpg" alt="Andrea nel tino" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Andrea-nel-tino-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>E’ il momento della <strong>svinatura</strong>, ovvero è finalmente arrivato il tempo per estrarre il vino dal mosto dopo la fermentazione delle settimane scorse. Si effettua &#8211; ovviamente &#8211; solo nelle fermentazioni che prevedono la macerazione, cioè nella vinificazione dei rossi e dei rosati. Di fatto è un travaso, il primo travaso che subirà il nuovo vino: il cosiddetto “<strong>vino fiore</strong>” viene aspirato da una pompa enologica e trasferito in un altro contenitore. Sul fondo del tino rimangono le vinacce, cioè i residui solidi della fermentazione costituiti per lo più da ciò che resta degli acini. C&#8217;è ancora molto da fare prima dell’imbottigliamento, il vino fiore dovrà maturare e affinarsi, e andare incontro a controlli, analisi e filtrazioni.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-941" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce.jpg" alt="Vinacce" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Vinacce-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ma nel grande contenitore in cemento c’è ancora vino. Non lo si vede ancora, Andrea lo spala con vigore dritto nella diraspatrice e da lì una pompa lo convoglia nella pressatrice. Le vinacce si preparano ad essere pigiate, o meglio torchiate, per dare appunto il <strong>vino torchiato</strong>. E’ un vino con caratteristiche diverse rispetto a quelle del fiore, un po’ come avviane per l’olio extravergine di oliva e il cosiddetto “olio di sanza o d’inferno” ottenuto dalla spremitura della massa triturata delle olive. Ognuno di questi vini prenderà strade proprie in cantina; saranno destinati a vite assai diverse.</p>
<p>L’ultimo colpo di pala risuona metallico nel vuoto del tino. Andrea riemerge in superficie e Roshan spenge la pompa. Del sangiovese resta solo un’ombra sulle chiare pareti vetrificate, l’anima rosso porpora che lo fa somigliare a sangue ancora vivo. Chi lo definì “sangue di Giove” sapeva il fatto suo e non avrebbe potuto chiamarlo altrimenti. Non c’è niente di più umorale e divino allo stesso tempo, ed è forse questo che lo rende l’amico più passionale dell’uomo e col quale è in lotta continua: perché ci ricorda la nostra contraddittoria natura, in ogni attimo con i piedi all’inferno e la testa in paradiso.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-943" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino.jpg" alt="Nel tino" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/10/Nel-tino-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
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		<title>Il mare in terra, ovvero il super Vermentino di Cenaia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 10:35:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vento è un cavallo: senti come corre per il mare, per il cielo. Vuol portarmi via, scriveva Neruda. E in certe giornate si ha l’impressione che possa farlo davvero, o forse si ha semplicemente la voglia di seguirlo, magari di risalirlo fin dove nasce come salmoni controcorrente. A Torre a Cenaia il vento è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vento è un cavallo: senti come corre per il mare, per il cielo. Vuol portarmi via, scriveva Neruda. E in certe giornate si ha l’impressione che possa farlo davvero, o forse si ha semplicemente la voglia di seguirlo, magari di risalirlo fin dove nasce come salmoni controcorrente. A Torre a Cenaia il vento è di casa, difficilmente l’aria è ferma, e col suo correre ravviva ogni cosa, anima i cipressi e le querce, i campi e le vigne, e spazza il cielo rendendolo esatto e celeste, spesso disegnando nubi alte e bianche che pascolano lente sull’orizzonte come nei migliori film on the road.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-833" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo.jpg" alt="Vigna e cielo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vigna-e-cielo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In questa valle racchiusa tra i Monti Pisani e le colline livornesi, un corridoio verde tra il mare e la piana fiorentina, il vento lavora incessante: lo sa bene chi ha installato le grandi pale eoliche alle porte della vicina Pontedera, ma lo sanno bene anche le nostre vigne che ne carpiscono i migliori benefici. E quando spira da ovest, il più delle volte, l’aria si fa frizzante e salina, i polmoni sembrano inturgidirsi e i pampini rilucono di riflessi più netti: è il momento in cui il mare dilaga nell’entroterra. Se ne avverte l’odore e quella tensione nell’aria che sa di salmastro e di sole, e che anche d’inverno fa pensare alla bella stagione.</p>
<p>E’ questo il segreto di Torre a Cenaia e del suo Vermentino, che per la terza volta ottiene un importante riconoscimento: il Diploma di Gran Menzione del Concorso Enologico Internazionale che si è tenuto a Vinitaly. L’annata 2013, presentata in concorso nell’edizione da poco conclusa del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati a Verona Fiere, ha confermato la tradizione di eccellenza di questo bianco toscano IGP. Lo stesso riconoscimento fu infatti ottenuto dalle annate 2007 e 2011, rispettivamente nei concorsi degli anni 2009 e 2012. Ma il Diploma di Gran Menzione fu attribuito nel 2010 anche a un altro vino della Tenuta Agricola Torre a Cenaia, il Cenaja Torre del Vajo 2006, un vero e proprio supertuscan ottenuto da un uvaggio di Sangiovese, Cabernet-Sauvignon e Syrah.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Premio-Vermentino-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-834" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Premio-Vermentino-.jpg" alt="Premio Vermentino" width="1000" height="621" /></a></p>
<p>Il terroir di Torre a Cenaia, area vocata alla viticoltura sin dai tempi in cui la Tenuta era proprietà della nobile famiglia fiorentina dei Pitti, è perfetto per il vitigno vermentino proprio per la sua particolare posizione geografica: le brezze marine, lì canalizzate dalla barriera naturale dei Monti Pisani, dissolvono l’umidità tipica dell’entroterra e creano un microclima ideale, mite e con una buona escursione termica, corroborando l’effetto di un terreno tendente al limoso, ricco di scheletro e minerali.</p>
<p>Il vermentino è infatti un vitigno “costiero” che nasce dal mare e attraverso di esso ha raggiunto le aree dove oggi si esprime al meglio. Originario probabilmente dell’Egeo, come i mitici Pelasgi ha raggiunto le nostre coste in epoca antichissima, forse portato dai primi coloni greci. Contrariamente a quanto si pensi, tra tutte le terre d’Italia non è la Sardegna ad averlo ospitato per prima ma la Liguria: le sue coste impervie, rari pugni di terra abbarbicati alla roccia a picco sul mare, furono il luogo ideale per il primo attecchimento sul suolo italico, supportate dall’alacre lavoro di gente instancabile, allo stesso tempo di mare e di terra come soltanto i liguri sanno essere. Da lì, via mare, il vermentino raggiunse la Sardegna e l’Arcipelago Toscano e, secoli più tardi, dalla costa arrivò anche nelle nostre valli. I suoi grossi grappoli dalla forma cilindrico-piramidale fanno ormai parte del DNA della nostra Tenuta e tingono d’oro i vigneti nel periodo di maturazione, quando i grossi acini rotondi, dalla buccia spessa e pruinosa, spiccano sul verde intenso dei pampini occhieggiati dalle caratteristiche macchioline color rame, così tipiche di questo vitigno da averne mutato il nome in alcune parti d’Italia, come in Liguria dove è anche detto <i>pigou</i>, “pigato” cioè picchiettato, ricoperto di piccole macchie.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-835" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg" alt="Vermentino uva" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Vermentino-uva-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Ed è proprio nei giorni in cui da ovest il Mar Tirreno irrompe nelle nostre terre, attraverso la brezza salmastra che scompiglia i pampini, che passeggiando nelle vigne si avverte l’unica importante verità di questa terra, l’intimo significato del lavoro di tutte le generazioni che qui si sono avvicendate nei secoli. E’ la bellezza racchiusa negli odori e nei sapori concentrati in un vino speciale, è la fortuna di essere qui e poter godere di tutto ciò: è qualcosa di simile che doveva avere in mente Mario Soldati quando scrisse che il vino è la poesia della terra, ed è questo che cerchiamo di trasmettervi, impegnandoci al massimo per imprigionare tutta questa bellezza in una “semplice” bottiglia.</p>
<p>Semplice si fa per dire, è grande infatti il lavoro e l’attenzione nei processi di viti-vinificazione che portano al Cenaja Vermentino. Dalla gestione dei vigneti nei 30 ettari dedicati della Tenuta, alla paziente conduzione della cantina di Roshan Abenaim sotto la direzione della celebre enologa Graziana Grassini, “orgoglio rosa” del vino italiano e curatrice di importanti etichette tra le quali il Sassicaia, ogni azione è condotta con zelo certosino e con la minuziosa passione che nasce spontanea quando si capisce di essere di fronte alle grandi cose. La pratica della vendemmia tardiva, tra la seconda e la terza decade di settembre, conferisce al Cenaja Vermentino un ottimo equilibrio tra acidità e aromi, e un parziale affinamento in barriques di rovere gli dona una struttura importante, profumi floreali e un sapore fresco, vellutato e avvolgente. E’ l’essenza di Torre a Cenaia, l’anima della nostra terra che cela in sé i segreti del vicino mare e sa di terre lontane ma allo stesso tempo vicine; questo vino ci ricorda i viaggi che abbiamo percorso nei millenni per arrivare fin qui, e ci suggerisce sornione che gli orizzonti sono più aperti di quanto sembrino.</p>
<p>Ecco come tra le verdi colline pisane e livornesi è possibile assistere all’arrivo del mare in terra, e assaporarne le emozioni ogni volta che vogliamo. Basta afferrare la giusta bottiglia, impugnare un cavatappi e carpire i sentori del suo primo afflato; non appena il Vermentino sarà libero dall’oppressione del sughero, la brezza marina tornerà a spalancarci il respiro. Provare per credere.</p>
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<p>Il <b>Cenaja Vermentino</b> è fregiato della denominazione I.G.P. Toscana ed è composto al 100 % da uva Vermentino. La vendemmia avviene tra la seconda e la terza decade di settembre; la vinificazione prevede diraspatura, macerazione prefermentativa a freddo, fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio termocondizionate per circa 20/30 giorni e, infine, affinamento sulle fecce fini per 3 mesi. Viene affinato per il 90 % in vasche di cemento vetrificato e per il restante 10 % in barriques di rovere per 12 mesi; dopodiché riposa in bottiglia per altri 8 mesi. Ha un colore giallo paglierino brillante con spiccati riflessi verdognoli, un profumo molto intenso e persistente con note floreali marcate, fine ed elegante. Al sapore è fresco, sapido, vellutato, avvolgente; è dotato di buon corpo, morbido ed equilibrato. La gradazione alcolica è di 13 gradi.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cenaja-Vermentino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-836" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cenaja-Vermentino.jpg" alt="Cenaja Vermentino" width="567" height="702" /></a></p>
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