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	<title>Pitti | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>Giornata Nazionale degli Alberi, vi raccontiamo un nostro albero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 12:03:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 21 novembre si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, istituita come ricorrenza nazionale con una legge della Repubblica Italiana entrata in vigore nel febbraio 2013, ispirata a un’iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli risalente al lontano 1898. L’obiettivo è la valorizzazione dell’immenso nostro patrimonio arboreo e la formazione di una consapevolezza che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>21 novembre</b> si celebra la <b>Giornata Nazionale degli Alberi</b>, istituita come ricorrenza nazionale con una legge della Repubblica Italiana entrata in vigore nel febbraio 2013, ispirata a un’iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione <b>Guido Baccelli </b>risalente al lontano 1898.</p>
<p>L’obiettivo è la valorizzazione dell’immenso nostro patrimonio arboreo e la formazione di una consapevolezza che sappia riconoscere l’importanza fondamentale, a livello economico sociale e psicologico, di boschi e foreste. Gli alberi non sono soltanto una risorsa materiale della comunità, ma un vero e proprio rimedio ai mali di ogni giorno: <b>quando ci avviciniamo a un albero, il nostro battito cardiaco rallenta, la pressione si abbassa e le sensazioni che proviamo sono quelle positive tipiche dei luoghi che riconosciamo come “casa”</b>. Anche noi, come molti altri animali, abbiamo mosso i nostri primi passi tra le fronde degli alberi e anche se ce lo siamo dimenticati in fretta, nonostante ne siamo scesi da pochi millenni, negli anfratti più profondi del nostro cervello è ancora scritto quanto siano importanti per noi.</p>
<p>In questa giornata speciale, celebriamo anche noi i nostri alberi e vogliamo raccontarvi la storia di uno di questi. <b>Torre a Cenaia</b> è una <b>vasta area verde di 500 ettari </b>e come tale ha migliaia di alberi, di ogni specie. Tra tutti, regnano la roverella degli antichi boschi della bandita, i lecci, i pini domestici e i cipressi così tipici del <b>paesaggio toscano</b>. Nel parco attorno agli edifici dell’antico borgo di <b>Cenaja Vecchia</b>, troviamo altri alberi non autoctoni, cioè non originari di queste terre, e sono loro a narrarci le storie più interessanti.</p>
<p>Tra questi c’è un maestoso <b>Cedro del Libano</b>, i cui rami più vecchi si piegano verso terra come ad accogliere i nostri Ospiti, in un saluto a braccia aperte che sembra voler cingere chi varca l’antico cancello in ferro battuto con le iniziali di <b>Ernest Von Flick</b>, uno dei celebri proprietari della Tenuta nel XX secolo. Sotto di lui, una graziosa statua femminile, personificazione di <b>Flora</b>, mostra una ghirlanda in grembo a simboleggiare la ricchezza e la felicità che derivano dal mondo vegetale.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1416" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="cedro-del-libano-torre-a-cenaia" width="1200" height="796" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-Torre-a-Cenaia.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-Torre-a-Cenaia-768x509.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-Torre-a-Cenaia-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il <b><i>Cedrus libani </i></b>è una pianta della famiglia delle Pinacee, cioè un parente stretto dei nostri pini, originario appunto delle regioni montane del Libano, di cui è diventato persino simbolo nella bandiera nazionale. Oggi, sul Monte Libano da cui si è originato, nella cosiddetta <b>Foresta dei Cedri di Dio</b> <b>Patrimonio UNESCO dell’Umanità</b>, sopravvivono soltanto pochi esemplari, ma la sua fortuna come pianta ornamentale lo ha portato letteralmente a conquistare il mondo a partire dal <b>Settecento</b>, quando i primi ricchi viaggiatori europei che raggiunsero il Vicino Oriente se ne innamorarono e vollero piantare questi pini straordinari nel bel mezzo dei loro curatissimi parchi. Divenne così ben presto il protagonista degli splendidi giardini all’inglese, che nella loro minuziosa cura dei dettagli riproducevano in realtà la meraviglia, la potenza e la maestosità degli scenari selvaggi. Il senso del <b>sublime</b>, quel sentimento tutto romantico fatto di bellezza, meraviglia, stupore e paura allo stesso tempo, è ben rappresentato dalla mole solitaria e gigantesca di questi alberi, la cui longevità supera di gran lunga i secoli. Nel nostro panorama, non c’è villa storica che non abbia nel proprio parco almeno un esemplare di Cedro del Libano: dal Settecento al Novecento, celebrato soprattutto dall’architettura <b>Liberty</b>, questo albero è divenuto un vero e proprio simbolo di ricchezza e benessere sociale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1417" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Parco-Villa-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="parco-villa-torre-a-cenaia" width="1200" height="793" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Parco-Villa-Torre-a-Cenaia.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Parco-Villa-Torre-a-Cenaia-768x508.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Parco-Villa-Torre-a-Cenaia-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Parco-Villa-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Parco-Villa-Torre-a-Cenaia-430x283.jpg 430w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Con la sua <b>forma tipicamente “a candelabro”</b>, ovvero con i rami più bassi che formano un angolo di 90° gradi con il tronco e tendono poi a crescere parallelamente a questo risalendo verso la chioma, anche il nostro Cedro del Libano è un testimone di quei secoli. Fu probabilmente piantato di fronte alla Casa Turrita tra Settecento e Ottocento, quando la proprietà venne acquistata dai <b>Conti De Bearn-Valery di Corsica</b>, dopo che fu messa in vendita dai <b>Marchesi Bartolini Salimbeni</b>. Insieme ai Conti francesi giunsero anche i <b>Pitti</b>, che in Corsica si trovavano dal lontano Quattrocento, dopo il disastroso esito della <b>Congiura dei Pazzi</b> ai danni dei Medici. <b>Ferrando Pitti</b>, che ordì contro i “nuovi tiranni” della città insieme alla Famiglia dei Pazzi, fu costretto a fuggire da Firenze nel 1478 e, dopo varie peregrinazioni, si stabilì in Corsica dando vita al ramo dei <b>Pitti Ferrandi</b>, così rinominato in suo onore non senza un certo orgoglio, a memento del fatto che i Pitti non vollero piegare il capo di fronte allo strapotere dei Medici.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1418" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Villa-Valery-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="villa-valery-torre-a-cenaia" width="1200" height="822" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Villa-Valery-Torre-a-Cenaia.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Villa-Valery-Torre-a-Cenaia-768x526.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Da oltre due secoli questa meravigliosa pianta fronteggia <b>Villa Valery</b>, costruita proprio in quel periodo di fronte alla villa-fattoria fortificata. Insieme alla grande nuova dimora in stile liberty, il Cedro del Libano è il segno del <b>nuovo gusto europeo</b> che muoveva allora i primi passi in Toscana: sempre in questo contesto, furono piantati i <b>platani</b> della piazzetta di fronte all’<b>Osteria Pitti&amp;Friends</b>, sul lato opposto della Casa Turrita. Piante ornamentali molto in voga nella Francia dell’Ottocento e anch’esse tipiche del gusto di quegli anni; esemplari della stessa età possono essere ammirati, ad esempio, sulle <b>mura di Lucca</b>: furono fatti piantare dalla sorella di Napoleone <strong>Elisa Bonaparte</strong>, che voleva fare della cittadina lucchese la sua piccola Parigi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1419" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano.jpg" alt="cedro-del-libano" width="1200" height="868" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-768x556.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/11/Cedro-del-Libano-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il Cedro del Libano di Torre a Cenaia ha visto passare sotto le sue ampie fronde conti contesse e marchesi, soldati tedeschi e alleati, celebri industriali, personaggi dell’alta finanza internazionale, poveri mezzadri e ricchi proprietari terrieri. Chissà che cosa potrebbe raccontarci se avesse la parola. Rigoglioso come quando fu piantato, possente nella sua mole plasmata dai forti venti che spazzano la nostra terra, veglia e protegge le giovani donne di pietra che popolano il parco della villa e si avvicina ormai al terzo secolo di vita.</p>
<p>Oggi è anche la sua festa e noi brindiamo alla sua salute, in onore della sua storia e della maestosa eterna bellezza di cui ogni giorno ci omaggia.</p>
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		<title>For Not Sleeping</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Esther Filippone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 13:51:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[When we push the heavy door of the millennial church of Sant&#8217;Andrea in Torre a Cenaia we are struck by a strange relief that is repeated several times in both door leaves. Many small bouquets of poppies enclosed by a ring, overcome a cartouche with the words &#8220;For not sleeping.&#8221; What  a strange thing for [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>When we push the heavy door of the millennial church of Sant&#8217;Andrea in Torre a Cenaia we are struck by a strange relief that is repeated several times in both door leaves.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1029" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg" alt="Per non dormire" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Many small bouquets of poppies enclosed by a ring, overcome a cartouche with the words &#8220;For not sleeping.&#8221; What  a strange thing for a church. It looks like a encrypted key, a reference to some kind of affair: what do all  those poppies want to tell us? Who has left this message?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1023" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="Per non dormire, Torre a Cenaia" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Torre a Cenaia is steeped in history; a place where there have been events and characters sometimes difficult to focus. Documented in the ancient Pisan cards already in the eleventh century, it has been witness and protagonist of a thousand years of history and still has many traces of this illustrious and rich past.</p>
<p>&#8220;For not sleeping&#8221; is one of the most famous legacies that our past has given us. Who has the keen eye will have noticed it in Florence on the facade of important buildings, or on school books, among the pages of literature that tell of a famous Italian poet, daring and &#8211; also &#8211; a bit &#8216;weird.</p>
<p>This is the motto of the noble Florentine family, originally from Siena, the Bartolini Salimbeni, who owned the estate starting probably from the sixteenth century until the eighteenth century, when they gave away the land and the ancient village of Cenaja to other noble families, including counts Valery of Corsica and the Pitti.</p>
<p>The allusion is to their shrewdness in business and to their feat which- so it is said &#8211; let them become extraordinarily rich and one of the most influential families in the Italy of the late Renaissance.</p>
<p>It is said that one of its members, heard about the arrival in Florence of a precious wool consignment coming from Northern Europe and decided to take it with a fraudulent ploy.</p>
<p>The previous evening he offered a sumptuous dinner to his bussiness competitors, in which, without being seen, he mixed the wine with one of the most powerful sleeping pills that you could find at that time, the opium, extracted from the poppy. The next morning, when everyone was still asleep stunned by the narcotic effect of opium, the Bartolini Salimbeni bought at a favorable price the entire load and resold it on the Florentine market, getting a huge gain, and thus building solid foundations for the fortune of family.</p>
<p>&#8220;For not sleeping&#8221; because the wealth of the family would derive from not having slept in contrast to all other competitors in the business &#8211; in spite of themselves! The poppies would allude to the narcotic that made possible the economic rise of the family.</p>
<p>The motto is also engraved on the famous Palazzo Bartolini Salimbeni in Florence, in Piazza Santa Trinita at the end of Via Tornabuoni</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1024" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg" alt="Palazzo Bartolini Salimbeni, Piazza Santa Trinita, Firenze" width="1000" height="728" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-768x559.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-578x420.jpg 578w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>The anecdote, which soon became legendary, is to be believed, however unrealistic. The consequences of such a &#8220;trick&#8221; would not in fact allowed the Bartolini Salimbeni to get away with the unfairly mocked competitors because they would have  tried to revenge immediately!</p>
<p>A Florentin academic of the eighteenth century, Friar Ildefonso of San Luigi, gives us a more plausible version of the facts in the book XXIII of its “Delizie degli eruditi toscani”. Telling the story of the famous Florentine family from Siena, about the anecdote in question, he tells us that:</p>
<blockquote><p>the enterprise of the Salimbeni family, which are three flowering poppies tied together in a bouquet, with the motto for not sleeping, was assumed by the Salimbeni family since the year 1338 when Benuccio Giovanni Salimbeni understood that a wealthy merchant of Sorìa (Spain) came to Portercole, to load the most precious goods, especially silk and  he went there so rapidly sacrificing sleep and rest to buy “drapes and works made of drapery” for one hundred thirty thousand florins. He returned to Chiasso Renaldini (name of a street) which now is called Chiasso Largo and opened many traffics, introducing in Siena the art of silk.</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1025" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Bartolini-Salimbeni-Santa-Trinita.jpg" alt="Per non dormire, Bartolini Salimbeni Santa Trinita" width="1000" height="643" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Bartolini-Salimbeni-Santa-Trinita.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Bartolini-Salimbeni-Santa-Trinita-768x494.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>The motto, therefore, concludes Brother Ildefonso, allude &#8220;to the solicitude of Benuccio in preventing and buying from the foreign merchant, with unspeakable benefit of the whole province of Siena.  In fact, he gave up a night&#8217;s sleep to do a roaring  trade. So, the poppies are the symbol of a curbed sleep and the motto &#8220;for not sleeping&#8221; means abnegation and dedication to the work and business to build your economic success.</p>
<p>Torre a Cenaia holds other traces of the noble Florentine family, first of all the coat of arms with the lion rampant which is proudly displayed on the sides of the altar of Sant’Andrea  church and on the keystone at the entrance of Torre a Cenaia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1026" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="Stemma Bartolini Salimbeni Torre a Cenaia" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Emblem reminiscent of the most famous banner on the corner of the Florentine Palace, a splendid example of late Renaissance architecture which already shows some Mannerist elements, in Piazza Santa Trinita. Futuristic construction strongly criticized by the Florentines of the time, but soon became an example to follow, offering many suggestions to architects of the following centuries.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1027" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze.jpg" alt="Stemma Bartolini Salimbeni Firenze" width="1000" height="675" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze-768x518.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>The charm of the motto &#8220;For not sleeping&#8221;  captured also one of the major historical and artistic Italian personalities in the nineteenth and twentieth centuries. The poet Gabriele D&#8217;Annunzio just reinterpreted it: he papered his residence in Florence covering architraves, friezes, thresholds and windows, even objects and ornaments. He made of this motto his own flag to symbolize the creative insomnia that marked his most prolific period.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1028" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-DAnnunzio.jpg" alt="Per non dormire, D'Annunzio" width="829" height="589" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-DAnnunzio.jpg 829w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-DAnnunzio-768x546.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 829px) 100vw, 829px" /></p>
<p>Amongst churches and ancient villas, poppies and lions, Florentine noble houses and legendary economic fortunes, one thing is certain. Through a bas-relief of an old door, also the story of Tower in Cenaia confirms that “Chi dorme non piglia pesci” = “Early bird catches the worm”.</p>
<p>Coffee for all?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>TuttoFood 2015, la buona Italia siamo noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2015 11:46:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Milano ci accoglie frenetica come sempre, sotto la sua inconfondibile alta cappa di foschia che uniforma il cielo al colore delle imponenti strutture in metallo e vetro del polo fieristico. Siamo a un passo dall’Expo, si respira la frenesia, l’eccitazione da esposizione universale appena inaugurata; alla fermata della linea rossa Rho-Fiera-Expo il fiume di persone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Milano ci accoglie frenetica come sempre, sotto la sua inconfondibile alta cappa di foschia che uniforma il cielo al colore delle imponenti strutture in metallo e vetro del polo fieristico. Siamo a un passo dall’Expo, si respira la frenesia, l’eccitazione da esposizione universale appena inaugurata; alla fermata della linea rossa Rho-Fiera-Expo il fiume di persone si biforca e noi fluiamo spediti verso la quinta edizione di TuttoFood &#8211; Milano World Food Exhibition: una città nella città dedicata interamente alla gastronomia italiana e non solo.</p>
<p>180.000 metri quadrati in cui più di 2.700 espositori offrono il meglio della propria produzione in tutti i campi dell’edibile: lattiero-caseario, carni e salumi, ho.re.ca. &amp; beverage, surgelati, dolciario, ittico e, fiore all’occhiello di questa edizione, green food e biologico. E’ una vetrina nazionale e internazionale a cui non è possibile rinunciare, un’occasione imperdibile per tessere nuove relazioni commerciali, un must per gli addetti al settore e, ancora una volta, la conferma della natura straordinaria del nostro paese. All’interno di ogni categoria merceologica, i padiglioni ripercorrono la geografia dello stivale: impossibile pensare a una diversa organizzazione della materia. L’Italia è un tripudio di gastronomia di qualità, ogni territorio ha eccellenze peculiari e inimitabili; da poco reduci da Vinitaly, l’impressione che si ha è la medesima: che fortuna essere nati in un paese capace di offrire questa straordinaria ricchezza, che fortuna poter dedicare la propria vita a questa irriducibile bellezza. Del resto, più di 3.000 anni di storia e civiltà non possono che confermarci questo: l’alta qualità della vita del Bel Paese è merito anche e soprattutto delle generose risorse del nostro territorio da cui nasce un’enogastronomia di ineguagliabile qualità. Siamo ciò che mangiamo (e produciamo!), dunque siamo tutta questa incredibile bellezza. Lo sanno bene i facoltosi buyers stranieri che arrivano da tutto il mondo a fare man bassa dei nostri migliori prodotti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-806" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Torre-a-Cenaia-TuttoFood.jpg" alt="Torre a Cenaia TuttoFood" width="565" height="850" /></p>
<p>Torre a Cenaia è presente a Milano Fiera per merito dell’impeccabile ed efficiente organizzazione della Camera di Commercio di Pisa, grazie alla quale molte aziende del nostro territorio partecipano a importanti fiere del calibro di TuttoFood. Padiglione 5, stand H10: nella struttura che raccoglie attorno a sé le eccellenze pisane ci siamo anche noi. Dopo il fortunato battesimo di Vinitaly, i vini Pitti nella veste rinnovata riscuotono ancora più successo: è il premio per il coraggio di una scelta dedicata alla nostra storia, alla nostra identità secolare. Il valore del brand Italia è racchiuso in questo binomio inimitabile, eccellenza e tradizione, qualità e storia. Binomio da valorizzare guardando sempre avanti, con la giusta dose di immaginazione e sogno che ci contraddistingue, dando al passato il tocco di colore del futuro.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/ViniPitti-al-TuttoFood.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-807" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/ViniPitti-al-TuttoFood.jpg" alt="ViniPitti al TuttoFood" width="850" height="543" /></a></p>
<p>Tra le tante iniziative di questa edizione, si è rivelata davvero stimolante la collaborazione tra Torre a Cenaia e il ristorante milanese Tartufotto &#8211; Savini Tartufi, concretizzatasi nello showcooking di martedì 5 maggio allo stand pisano. Gli chef del Ristorante hanno preparato in diretta e offerto al pubblico un menù semplice ma sfizioso, al quale abbiamo abbinato alcuni prodotti della nostra Tenuta.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Chef-Tartufotto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-809" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Chef-Tartufotto.jpg" alt="Chef Tartufotto" width="599" height="900" /></a></p>
<p>Tagliatelle al Ragù dell’Aia accompagnate dal pluripremiato Cenaja Vermentino, Salumi Toscani Pitti accompagnati da Cenaja Torre del Vajo, il nostro supertuscan composto da Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah, e dalla Birra Agricola Artigianale JRubra, la corposa e aromatica rossa a bassa fermentazione del Birrificio J63. Infine cantucci e biscotti abbinati al Jumping, un gustosissimo liquore artigianale toscano dal sapore di tiramisù, e alla sambuca allo zafferano. Al termine dello showcooking chiediamo un parere al pubblico, un addetto del settore caseario veneto da più di vent’anni ci risponde soddisfatto: “Abbinamenti perfetti. Finalmente una degustazione ‘di sostanza’, in cui si preparano piatti semplici ma eccellenti. Di solito assisto a dimostrazioni tutta scena, questa invece… Bravi!”</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-808" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Showcooking-Tartufotto.jpg" alt="Showcooking Tartufotto" width="541" height="850" /></p>
<p>Avanti tutta così, dunque. La prossima edizione di TuttoFood è in cantiere: ci incontreremo ancora a Milano, dal 7 al 10 maggio 2017. Abbiamo due anni per realizzare alcuni dei nostri sogni, ci stiamo già lavorando… Stay tuned!</p>
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		<title>Robert Pitti, il conte di Cenaja</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 13:50:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio così, nella fertile valle ai piedi delle colline pisane vive ancora oggi l&#8217;eredità di un Conte, rampollo di una delle più celebri famiglie nobiliari della storia italiana. L’ultimo discendente dei Pitti, la casata fiorentina protagonista del Rinascimento, è nato e cresciuto nella Tenuta di Torre a Cenaia, l&#8217;antica Cenaja. All’epoca la tenuta apparteneva alla Contessa Pauline de Bearn, figlia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio così, nella fertile valle ai piedi delle colline pisane vive ancora oggi l&#8217;eredità di un Conte, rampollo di una delle più celebri famiglie nobiliari della storia italiana. L’ultimo discendente dei Pitti, la casata fiorentina protagonista del Rinascimento, è nato e cresciuto nella Tenuta di Torre a Cenaia, l&#8217;antica Cenaja.</p>
<div id="attachment_755" style="width: 810px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Castello-di-Cenaja.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-755" class="size-full wp-image-755" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Castello-di-Cenaja.jpg" alt="La Casa Turrita della Tenuta Torre a Cenaia, il cuore dell'antico borgo di Cenaja Vecchia" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Castello-di-Cenaja.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Castello-di-Cenaja-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Castello-di-Cenaja-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><p id="caption-attachment-755" class="wp-caption-text">La Casa Turrita della Tenuta Torre a Cenaia, il cuore dell&#8217;antico borgo di Cenaja Vecchia</p></div>
<p>All’epoca la tenuta apparteneva alla Contessa Pauline de Bearn, figlia dei Conti Valery di Corsica, che la amministrava insieme al marito Charles Pitti Ferrandi. Dal loro matrimonio nacque nel 1923 Robert Pitti, ultimo rampollo di una famiglia sorta otto secoli prima e i cui componenti sono stati a più riprese protagonisti della storia italiana ed europea.</p>
<p>La vicenda dei Pitti comincia alla fine del Mille e cento a Semifonte, in Valdipesa: lì i più antichi documenti attestano per la prima volta la famiglia; il capostipite è <strong>Buonsignore</strong>, un ricco proprietario terriero. Il trasferimento a Firenze e l’avvio di una manifattura di stoffe di lana permettono ai Pitti di divenire in poco tempo una delle famiglie più benestanti e influenti della città; ben presto i suoi membri iniziano a ricoprire importanti cariche politiche.</p>
<p>Tra questi si distinse <strong>Buonaccorso</strong>, mercante e scrittore dalla vita avventurosa che fu Priore, Gonfaloniere di Giustizia, Capitano di Pisa e di Pistoia, Vicario della Valdinievole, Podestà di San Gimignano e Montepulciano. Non fu soltanto un uomo di affari e di stato, ma una figura di grande cultura e, soprattutto, un viaggiatore instancabile: nella “Cronaca” ci racconta le sue vicende politiche e diplomatiche. In modo avvincente, con uno stile che ricorda la letteratura cavalleresca, narra di molti suoi viaggi intrapresi in veste di ambasciatore di Firenze. Non mancano amori avventurosi, motteggi, episodi in cui lo ritroviamo a giocare d’azzardo o coinvolto in tumultuosi scontri armati, né situazioni in cui la nobiltà dell’epoca ci appare nelle vesti scintillanti del lusso più sfrenato. Da lui inizia la storia blasonata della famiglia: l’imperatore Roberto di Wittelsbach gli concesse l’investitura nobiliare che i suoi discendenti hanno conservato sino ad oggi.</p>
<p>Il figlio di Buonaccorso, <strong>Luca</strong>, fu uno dei principali sostenitori di Cosimo de’ Medici e collaborò alla riforma costituzionale del 1458. Fu lui a dare avvio, su progetto di Brunelleschi, alla costruzione dell’edificio che ancora oggi porta il nome della famiglia: <strong>Palazzo Pitti</strong>. A lui risale anche l&#8217;attuale configurazione dello <strong>stemma araldico</strong>: originariamente composto da fasce ondate d&#8217;argento in campo nero sormontate da un rastrello rosso scempio a tre pendenti, nel 1463 vi fu aggiunta la piccola croce rossa simbolo del popolo fiorentino. In quell&#8217;anno, infatti, Luca Pitti fu armato Cavaliere del Popolo da Cosimo de Medici durante una fastosa celebrazione nel Battistero di San Giovanni per aver sventato una congiura ai suoi danni. Il rastrello a tre pendenti è anche detto <em>lambello</em> ed è la forma più nobile di brisura adottata dalla casa d&#8217;Orleans. In Italia lo ritroviamo a partire dal 1295, introdotto probabilmente da Carlo d&#8217;Angiò e attribuito ai sostenitori più meritevoli e devoti della parte guelfa dal Re di Napoli: i Pitti poterono fregiarsene con l&#8217;investitura di Buonaccorso, il quale si vide così riconoscere i numerosi meriti della propria attività di ambasciatore presso la corte di Francia e quella imperiale.</p>
<div id="attachment_756" style="width: 428px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Albero-genealogico-Pitti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-756" class="size-full wp-image-756" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Albero-genealogico-Pitti.jpg" alt="L'albero genealogico della famiglia Pitti" width="418" height="600" /></a><p id="caption-attachment-756" class="wp-caption-text">L&#8217;albero genealogico della famiglia Pitti</p></div>
<p>Dopo la morte di Cosimo iniziarono i problemi per alcuni membri della casata, che si schierarono apertamente contro i Medici arrivando a partecipare a varie congiure perpetrate ai loro danni. A quella contro Piero de Medici, Luca Pitti prese parte solo in un primo momento: il duplice tradimento, di Piero da un lato e dei compagni cospiratori dall’altro, gli costò la perdita di ogni autorità politica. Ma fu con la <strong>congiura dei Pazzi</strong> del 26 aprile 1478 che la storia dei Pitti subì una svolta decisiva.</p>
<p>Ordita per destituire i signori di fatto della città, Giuliano e Lorenzo figli di Piero, la congiura prese corpo attorno ai principali oppositori dei Medici, la famiglia dei Pazzi, e sotto la regia di Papa Sisto IV Della Rovere. Come sappiamo terminò con l’uccisione di Giuliano e il ferimento di Lorenzo: quest’ultimo riuscì miracolosamente a salvarsi e, supportato da un inaspettato moto di popolo, a vendicarsi dei traditori nel giro di brevissimo tempo.</p>
<p>Tra i partecipanti alla congiura c’era anche <strong>Ferrando Pitti</strong>, il quale, dopo il disastroso esito dell’attentato ai Medici, fu costretto a fuggire da Firenze: si stabilì in Corsica, allora selvaggia isola genovese, dando così vita al ramo collaterale della famiglia che da lui prese il nome di <strong>Pitti Ferrandi</strong>, appunto i “Pitti di Ferrando”. Da quel momento il loro sangue toscano iniziò a fondersi con quello dei notabili dell&#8217;isola e, più tardi, della nobiltà francese.</p>
<p>Il destino ha voluto che il ramo fiorentino terminasse agli inizi dell’Ottocento: nel 1783, forse conscio della fine ormai prossima della famiglia, Ascanio Pitti di Firenze scrisse ai Pitti di Corsica una lettera di riconoscimento di parentela per “riunire onore a onore e decoro a decoro”. Ma pochi anni dopo i discendenti fiorentini di Buonaccorso si estingueranno lasciando ai Pitti Ferrandi l’unico testimone della gloriosa famiglia da tramandare ai posteri.</p>
<p>Per una serie di eventi accadde poi che un loro discendente tornasse a nascere e crescere in Toscana.</p>
<p>Siamo a metà Ottocento, la Tenuta di Torre a Cenaia è di proprietà dei conti Valery. Nel 1880 Marie-Antoinette Valery sposa il Conte Jean de Bearn: dalla loro unione nasce dieci anni dopo la Contessa Pauline de Bearn. Trovandosi ad amministrare la vasta tenuta, quest&#8217;ultima ne affida la gestione al Conte Charles Pitti Ferrandi: il loro incontro, nato dalla necessità, sarà ben presto destinato a mutarsi in ben altro. Si sposeranno pochi anni dopo e dal loro matrimonio nascerà il <strong>Conte Robert Pitti</strong>: è così che a Torre a Cenaia vede la luce l&#8217;ultimo discendente della nobile casata fiorentina.</p>
<p>Il suo dna è un concentrato di storia e cultura: tra i suoi antenati si annoverano i Tourville, i Laroche Foucault, i Polignac, i D&#8217;Albert, persino i fisici de Broglie e il famigerato Gastone di Foix. Nipote del Conte Biscaretti di Ruffia, tra i fondatori della Fiat, e dell&#8217;eroe di guerra Hector de Bearn, il Conte si è sempre sentito prima di tutto italiano, fiero del retaggio dei Pitti, nonostante il suo cognome venga immediatamente ricondotto al celebre palazzo fiorentino e alle sfilate di moda, che proprio lì mossero i primi passi negli anni Cinquanta: &#8220;Peccato che questo nome non sia collegato maggiormente alla storia di Firenze, e che il palazzo non venga impiegato di più per manifestazioni culturali e scientifiche e, perché no, per convegni finanziari,&#8221; ha dichiarato in una sua intervista al magazine <em>Gentleman</em>.</p>
<div id="attachment_757" style="width: 532px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Robert-Pitti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-757" class="size-full wp-image-757" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Robert-Pitti.jpg" alt="Il Conte Robert Pitti" width="522" height="700" /></a><p id="caption-attachment-757" class="wp-caption-text">Il Conte Robert Pitti</p></div>
<p>Forte di un albero genealogico che non ha niente da invidiare alla più nota nobiltà europea, il Conte ha intrapreso fin da giovane una brillante carriera diplomatica, per poi trascorrere venti anni come assistente e amico, consigliere e confidente di Edmond Rothschild, uno dei più importanti membri della celebre dinastia di banchieri di Francoforte. Con lui ha condiviso anche la sua grande passione per i viaggi e il mare, partecipando a numerose gare veliche sulle prestigiose barche del magnate tedesco. Le imbarcazioni e il mare, per il quale ha nutrito un grande amore fin dall&#8217;infanzia quando trascorreva le estati a Forte dei Marmi, sono del resto uno dei migliori contesti in cui stringere relazioni d&#8217;affari!</p>
<p>Ed è proprio nel mondo della finanza internazionale che il Conte ha raggiunto i massimi livelli, arrivando a far parte del comitato organizzativo dei <em>Bildeberg meetings</em>. Lì ha potuto entrare in confidenza con finanzieri, industriali e politici del calibro di David Rockfeller, Lord Home, Alexander Haig, Giovanni Agnelli, Marcus Wallenberg, Henry Heinz, Walter Johnson, la figlia di Churchill, la regina d&#8217;Olanda, Golda Meir, Henry Kissinger, Margaret Thatcher, Giscard d&#8217;Estaing, Mitterand, Reagan.</p>
<p>Queste alte frequentazioni e i numerosi viaggi non gli hanno impedito di rimanere solidamente ancorato alle proprie origini e ai luoghi a lui più cari, prima fra tutti la Tenuta Torre a Cenaia, alla quale ha accettato di prestare nome e stemma: &#8220;Per ragioni sentimentali,&#8221; ha affermato, &#8220;visto che vi ho trascorso l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, portandomi dietro tanti ricordi felici quando, con molto rimpianto, ci trasferimmo in Francia dopo aver venduto la tenuta&#8221;. Il legame tra gli ottimi vini che si producono a Cenaia e il suo nome lo ha reso particolarmente fiero: è così infatti che un conte Pitti, seppure senza terra e soprattutto senza palazzo, si è conquistato un posto di tutto rispetto tra i tanti baroni e marchesi dell&#8217;aristocrazia toscana del vino. E, nonostante la <em>damnatio memoriae</em> attuata dai Medici a danno dei suoi antenati, il Conte ha conservato la fierezza tipica dei Pitti che ancora oggi vive nella toponomastica e nell&#8217;architettura di una delle più belle città del mondo, Firenze. In piazza Pitti, di fronte al celeberrimo palazzo, lo stemma di famiglia ha resistito ai secoli: &#8220;Sono contento che, tra tante palle medicee, sulla cantonata spicchi ancora solidissimo lo stemma dei Pitti&#8221;.</p>
<div id="attachment_758" style="width: 1010px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Stemma-in-Piazza-Pitti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-758" class="size-full wp-image-758" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Stemma-in-Piazza-Pitti.jpg" alt="Lo stemma dei Pitti che ancora oggi fronteggia il celebre palazzo fiorentino" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Stemma-in-Piazza-Pitti.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Stemma-in-Piazza-Pitti-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/03/Stemma-in-Piazza-Pitti-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><p id="caption-attachment-758" class="wp-caption-text">Lo stemma dei Pitti che ancora oggi fronteggia il celebre palazzo fiorentino</p></div>
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