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	<title>Per non dormire | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>La rivincita dei rossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 11:44:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un grande risultato per Torre a Cenaia, alla prova delle più importanti Guide del 2019! Per il primo anno, l’Antica Tenuta Pitti riceve due importanti riconoscimenti per i propri vini rossi. Nota per la produzione dei bianchi e, in particolare, del vermentino, la produzione a bacca scura della Tenuta è sempre stata letta “in sordina” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande risultato per Torre a Cenaia, alla prova delle più importanti Guide del 2019! Per il primo anno, l’Antica Tenuta Pitti riceve due importanti riconoscimenti per i propri vini rossi.<br />
Nota per la produzione dei bianchi e, in particolare, del vermentino, la produzione a bacca scura della Tenuta è sempre stata letta “in sordina” dalla critica, adombrata dalla storica scuderia dei bianchi, rappresentata in primis dall’eccellente Cenaja Vermentino.<br />
Tuttavia, la cantina di Torre a Cenaia da anni svolge un lavoro accurato anche nella vinificazione dei rossi, guidata dalla sapiente regia dell’enologa di fama internazionale <strong>Graziana Grassini</strong>, di recente salita agli onori della cronaca per il riconoscimento quale<a href="https://top100.winespectator.com/"> “miglior vino al mondo” di un’etichetta da lei curata, il <strong>Bolgheri Sassicaia 2015</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle principali obiezioni della critica, restia a riconoscere l’elevata qualità dei rossi di Torre a Cenaia, riguarda l’orografia della Tenuta, che occupa una vasta area di territorio per lo più pianeggiante, ai piedi delle colline pisane. Come a dire che in pianura i vitigni a bacca scura non possono dare risultati soddisfacenti. Vero in linea generale, falso se non si tiene conto della <strong>varietà di substrati</strong> che compongono il <em>terroir</em> di Torre a Cenaia.<br />
Una base a medio impasto argilloso si alterna a vasti <strong>depositi sabbiosi</strong> – evidenziati da micro-toponimi interni alla Tenuta come <em>I Renai</em> – che per loro natura offrono un substrato drenante e ben areato, ad altri con sedimenti ricchi di ossidi ferrosi: è il caso del toponimo <strong><em>La Tinta</em>, cioè zona il cui terreno ha un colore rossastro</strong>, come accade per la più celebre ocra rossa della terra di Siena. Se paragonate alle normali argille, le ocre rosse hanno una maggiore capacità di drenaggio, <strong>ottimale per la produzione del vino</strong>, e celebri sono nel mondo le terre di questo tipo vocate alla coltivazione dei vitigni a bacca scura; oltre a vaste aree della Toscana centrale e della Francia, persino in Australia tali terreni sono noti per la produzione di Cabernet Sauvignon e Syrah, come la zona del Coonawarra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forte di questo ricco sistema di substrati, Torre a Cenaia annovera nella propria scuderia un sangiovese vinificato in purezza, il <a href="https://www.torreacenaia.it/pitti-sangiovese/"><strong>Pitti Sangiovese</strong></a>, un blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah, il <a href="https://www.torreacenaia.it/torre-del-vajo/"><strong>Torre del Vajo</strong></a>, un Syrah e Merlot, il <a href="https://www.torreacenaia.it/per-non-dormire/"><strong>Per Non Dormire</strong></a>, vera e propria “riserva” aziendale in serie limitata, e, ultimo nato, un Cabernet Sauvignon e Syrah, <a href="https://www.torreacenaia.it/octo-toscana-igp/"><strong>Octo</strong></a>.</p>
<p>Proprio la “tripletta storica” dei rossi ha riscosso un forte successo nelle ultime edizioni delle due più note Guide vinicole, l’<em>Annuario</em> di Luca Maroni e i <em>Vini di Veronelli</em>: in quest’ultima, <strong>il Pitti Sangiovese, il Torre del Vajo e il Per Non Dormire sono stati insigniti delle ambite Tre Stelle</strong>, ottenendo ognuno un punteggio superiore a 90.</p>
<p>Davvero un ottimo risultato per la cantina di Torre a Cenaia, coordinata internamente dall’enologo <strong>Roshan Abenaim</strong>, guidato dalla celebre enologa <strong>Graziana Grassini</strong> e coadiuvato dall’agronomo <strong>Gabriele Cesolini</strong>. Il 2019 si prospetta un anno ricco di soddisfazioni per l’Antica Tenuta Pitti.</p>
<p>In alto i calici, alla salute!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1278" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando.jpg" alt="" width="1200" height="798" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Torre-del-Vajo-degustando-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ecco di seguito il responso delle Guide:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Annuario dei migliori vini italiani 2019</em>, Luca Maroni</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il miglior vino</strong></h3>
<p><strong>Per Non Dormire 2015</strong></p>
<p>Consistenza: 32</p>
<p>Equilibrio: 29</p>
<p>Integrità: 31</p>
<p>Totale punteggio: 92</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Sensazioni</strong></h3>
<p>V’è un gran dialogo al suo ampio e maestoso profumo. Gli attori, un gran frutto poderoso, maturo e polposo, un filone di spezie avvolgenti, vanigliate e cremose. Dialogo che è successione di note armoniose giacché equipotenti e incorporatemente fuse. Morbidezza palatale cremosamente avvolgente. Doti vinicole, la concentrazione e lo spessore del suo manto gusto-aromatico, doti enologiche la nitidezza, la freschezza dell’unirsi e dell’udirsi balsamico, il loro bilanciato interscambio. Un gran vino allora complesso, e di possente struttura compositiva. Che fin dal suo apparire d’un nero insondabile afferma sensorialmente la propria assoluta caratura estrattiva, la propria eccellente integrità enologica esecutiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Gli altri vini</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Cenaja Vermentino 2017: 91<br />
Dolce Peccato: 90</strong></li>
<li><strong>Pitti Chardonnay 2017: 90</strong></li>
<li><strong>Pitti Vermentino 2017: 90</strong></li>
<li>Torre del Vajo 2015: 88</li>
<li>Pitti Sangiovese 2016: 88</li>
<li>Pitti Rosato 2017: 87</li>
<li>Pitti Chardonnay Brut: 87</li>
</ul>
<p>IP complessivo: 89,22</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Commento conclusivo</strong></h3>
<p>Un bicchiere, quello di Torre a Cenaia Antica Tenuta Pitti, che esprime il suo meglio in tema di consistenza e di morbidezza di sapore. La cremosità di tatto dei rossi Torre del Vajo 2015 e Pitti Sangiovese 2016, con gran suadenza di frutto, con gran intensità di balsami di spezie si evidenzia le loro viscoso riscontro tattile e palatale. Potenza e fittezza che nei suoi ancor migliori bianchi si associano ad un integro, vivido, netto profilo sensoriale. Eccellente in consistenza il Pitti Chardonnay 2017, in nitore il Pitti Vermentino 2017, con il Cenaja Vermentino 2017 che si conferma tra i più morbidi e limpidi della regione. Gran vino il migliore del tasting, il Per Non Dormire 2015, rosso in cui le doti naturali del frutto splendono per l’inossidato, mentoso nitore che devono alla pulizia enologica della sua trasformazione. Complimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Guida Oro I vini di Veronelli 2019</em>, Seminario Permanente Luigi Veronelli</h2>
<ul>
<li>Cenaja Vermentino 2017: 86</li>
<li>Dolce Peccato: 89</li>
<li><strong>Per Non Dormire 2015: 92 –</strong> <strong>Tre Stelle</strong></li>
<li><strong>Torre del Vajo 2015: 90 –</strong> <strong>Tre Stelle</strong></li>
<li>Pitti Chardonnay 2017: 87</li>
<li>Pitti Vermentino 2017: 87</li>
<li>Pitti Rosato 2017: 87</li>
<li><strong>Pitti Sangiovese 2016: 90 –</strong> <strong>Tre Stelle</strong></li>
<li>Pitti Brut: 85</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Per non dormire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Esther Filippone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 16:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foreign Friends]]></category>
		<category><![CDATA[Baccio D'Agnolo]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolini Salimbeni]]></category>
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		<category><![CDATA[fraudulent ploy]]></category>
		<category><![CDATA[late Renaissance]]></category>
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		<category><![CDATA[Per non dormire]]></category>
		<category><![CDATA[poppy]]></category>
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					<description><![CDATA[Made of 75%  syrah and merlot for the rest, resting for twelve months in Allier oak tonneaux and for another twelve months in the bottle, Per non dormire is an amazing wine, with a sumptuous but at the same time outspoken character. It Imposes itself immediately, since its incredibly deep ruby red color and violet [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Made of 75%  <strong>syrah</strong> and <strong>merlot</strong> for the rest, resting for twelve months in Allier oak tonneaux and for another twelve months in the bottle, Per non dormire is an amazing wine, with a sumptuous but at the same time outspoken character. It Imposes itself immediately, since its incredibly <strong>deep ruby red color and violet hue</strong>s. The bouquet envelops with strong notes of blackberry and blueberry. The flavor is consistent and well structured, velvety, rich in soft and silky tannins, the finish is pleasantly long.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1479" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/PER-NON-DORMIRE-donna-e-vino.jpg" alt="" width="1500" height="717" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/PER-NON-DORMIRE-donna-e-vino.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/PER-NON-DORMIRE-donna-e-vino-768x367.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Just this resinous and enveloping sweetness, typical of syrah, catch us and drag us into a dream-like and natural vortex and you can feel the allusion to the pleasant daze induced by<strong> poppy</strong>. It is the ideal <strong>companion for important banquets</strong>, it goes well with dishes of red meat and game, but even better with itself. Its structure makes it a real <strong>meditation wine</strong>. What &#8220;meditating&#8221; while sipping this wine is suggested by the same wine, inviting us to suspend the concerns and the struggles of every day, to dwell on the pleasure of the moment.</p>
<p>Torre a Cenaia is steeped in history; a place where there have been events and characters sometimes difficult to focus. Documented in the ancient Pisan cards already in the eleventh century, it has been witness and protagonist of a thousand years of history and still has many traces of this illustrious and rich past.</p>
<p>When we push the heavy door of the <strong>millennial church of Sant&#8217;Andrea</strong> in Torre a Cenaia we are struck by a <strong>strange relief</strong> that is repeated several times in both door leaves.</p>
<p>Many small bouquets of poppies enclosed by a ring, overcome a cartouche with the words &#8220;<strong>For not sleeping</strong>.&#8221; What  a strange thing for a church. It looks like a encrypted key, a reference to some kind of affair: what do all  those poppies want to tell us? Who has left this message?</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1031" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-2.jpg" alt="" width="1000" height="448" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-2.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-2-768x344.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&#8220;For not sleeping&#8221; is one of the most famous legacies that our past has given us. Who has the keen eye will have noticed it in <strong>Florence</strong> on the facade of important buildings, or on school books, among the pages of literature that tell of a famous Italian poet, daring and &#8211; also &#8211; a bit &#8216;weird.</p>
<p>This is the motto of the noble Florentine family, originally from Siena, the<strong> Bartolini Salimbeni</strong>, who owned the estate starting probably from the sixteenth century until the eighteenth century, when they gave away the land and the ancient village of <strong>Cenaja</strong> to other noble families, including counts Valery of Corsica and the Pitti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1170" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/02/Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="600" height="399" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/02/Torre-a-Cenaia.jpg 600w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/02/Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/02/Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>The allusion is to their <strong>shrewdness in business</strong> and to their feat which- so it is said &#8211; let them become extraordinarily rich and one of the most influential families in the Italy of the <strong>late Renaissance</strong>.</p>
<p>It is said that one of its members, came to know the arrival in Florence of a precious wool consignment coming from Northern Europe and decided to take it with a <strong>fraudulent ploy</strong>. The previous evening he offered a sumptuous dinner to its competitors in the business, in which without being seen he mixed the wine with one of the most powerful sleeping pills that you could find at that time, the<strong> opium</strong>, extracted from the poppy. The next morning, when everyone was still asleep stunned by the narcotic effect of opium, the Bartolini Salimbeni bought at a favorable price the entire load and resold it on the Florentine market, getting a huge gain, and thus building solid foundations for the fortune of family. &#8220;For not sleeping&#8221; is because the wealth of the family would derive from not having slept in contrast to all other competitors in the business &#8211; in spite of themselves! The poppies would allude to the narcotic that made possible the economic rise of the family.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1481" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri.jpg" alt="" width="1500" height="1128" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri-768x578.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Torre a Cenaia holds other traces of the noble Florentine family, first of all the coat of arms with the lion rampant which is proudly displayed on the sides of the altar of Sant’Andrea  church and on the keystone at the entrance of Torre a Cenaia. The coat of arms reminds to the most famous symbol on the corner of the Florentine Palace<strong> Palazzo Bartolini Salimbeni in Firenze (Piazza Santa Trinità</strong>), a splendid example of late Renaissance architecture which already shows some Mannerist elements. Futuristic construction strongly criticized by the Florentines of the time, but soon became an example to follow, offering many suggestions to architects of the following centuries.</p>
<p>It was built by <strong>Baccio D&#8217;Agnolo</strong> between 1520 and 1523 who had had engraved the inscription on the door<strong> Carpere Promptius Quam <em>Imitari</em></strong>: <strong>&#8220;it is easier to criticize than imitate&#8221;</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1024" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg" alt="" width="1000" height="728" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-768x559.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-578x420.jpg 578w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>The Palace became a rich source of ideas for the next several decades architects, and the Bartolini Salimbeni were able to gain new strength for their own &#8220;branding&#8221;. Because the transience of pleasure and of existence itself, now even more perceivable as in any era rich of great changes, fixes us in an eternal but elusive present, to enjoy sip by sip</p>
<p>The “carpere” of Bartolini Salimbeni Family and the admonition to &#8220;not sleep&#8221;, remind us of the most famous carp [re] diem of Horace&#8217;s memory. The same Latin verb, the same concrete word that suggest just something to grasp and suck to the last drop</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1478" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem.jpg" alt="" width="1500" height="1108" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem-768x567.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><em><strong>DENOMINATION</strong> Rosso Toscana IGP</em></p>
<p><em><strong>GRAPES</strong> Merlot, Syrah</em></p>
<p><em><strong>HARVEST TIME</strong> Merlot: first ten days of August; Syrah: second decade of September</em><em> </em></p>
<p><em><strong>VINIFICATION</strong> soft destemming-crushing, fermentation at controlled temperature in cement vats for 20-25 days, malolactic fermentation in cement vats</em><em> </em></p>
<p><em><strong>AGEING</strong> In French oak barrels for 12 months</em></p>
<p><em><strong>BOTTLE AGEING</strong> 12  months</em></p>
<p><em><strong>ALCOHOL</strong> 14% vol</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1486" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/per-non-dormire-foto-2.jpg" alt="" width="366" height="480" /></p>
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		<title>Per Non Dormire, la storia di una notte e di un vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:31:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono vari modi per raccontare una storia, uno di questi è stappare una bottiglia di vino. Quella che vogliamo raccontarvi è una storia nella Storia della toscana rinascimentale, che ha lasciato il segno anche nella Tenuta. Come un palinsesto, una superficie su cui si scrive e si riscrive più volte, gli edifici e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono vari modi per raccontare una storia, uno di questi è stappare una bottiglia di vino.</p>
<p>Quella che vogliamo raccontarvi è una storia nella Storia della <strong>toscana rinascimentale</strong>, che ha lasciato il segno anche nella Tenuta. Come un palinsesto, una superficie su cui si scrive e si riscrive più volte, gli edifici e il territorio di Torre a Cenaia serbano traccia di tutte le “mani” che nei millenni hanno depositato la propria impronta sulle nostre pietre e sulla nostra terra.</p>
<p>Tra le tante testimonianze del passato, una è particolarmente intrigante. Un’<i>impresa</i> &#8211; cioè una rappresentazione araldica che simboleggia una linea di condotta di una casata o di una persona, costituita da un motto e da una figura che vicendevolmente si interpretano &#8211; raffigurata a più riprese sul portone della cappella di Sant’Andrea. Un mazzetto di tre <strong>papaveri</strong> racchiusi da un anello e sormontati da un cartiglio con scritto “<strong>Per Non Dormire</strong>”. Che strano messaggio per il portone di una chiesa! Che cosa potrebbe significare?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1029" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg" alt="" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Lo si ritrova a Firenze sulla facciata di importanti palazzi, oppure sui libri di scuola, tra le pagine di letteratura che narrano di un famoso poeta italiano “ardito”.</p>
<p>E&#8217; il motto della nobile famiglia fiorentina, di origine senese, dei <strong>Bartolini Salimbeni</strong>, che fu proprietaria della Tenuta a partire probabilmente dal Cinquecento fino al Settecento. L’allusione è alla loro scaltrezza nel commercio e all’impresa che, così si narra, li fece diventare straordinariamente ricchi nonché una delle famiglie più influenti nella <strong>Toscana del tardo Rinascimento</strong>.</p>
<p>Si racconta che uno dei suoi membri, venuto a sapere dell’arrivo a Siena di una preziosa partita di tessuti proveniente dall’estero, decise di accaparrarsela con uno stratagemma. La sera precedente all’incontro con il mercante straniero, offrì una sontuosa cena ai suoi concorrenti in affari, nella quale, di nascosto, miscelò al <strong>vino</strong> uno dei più potenti sonniferi che si poteva reperire allora, l’<strong>oppio</strong>. La mattina successiva, quando tutti ancora dormivano storditi dall’effetto narcotizzante del papavero, il Bartolini Salimbeni acquistò a un prezzo favorevole l’intero carico che poi rivendette sul mercato cittadino, ottenendo un enorme guadagno e costruendo così le solide basi per la fortuna della casata. “Per non dormire”, quindi, perché la ricchezza della famiglia deriverebbe dal non aver dormito a differenza di tutti gli altri concorrenti in affari – loro malgrado! I papaveri alluderebbero quindi al narcotico, al mezzo che rese possibile l’ascesa economica della famiglia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1481" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri.jpg" alt="" width="1500" height="1128" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/papaveri-768x578.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Oltre questo racconto che sa di leggenda, l’impresa richiama l’operosità, l’astuzia e la scaltrezza dei primi Bartolini Salimbeni, che con un lavoro ostinato seppero accumulare in poco tempo grandi ricchezze. l papaveri racchiusi dall’anello – come a simboleggiare il sonno tenuto a freno – e il motto “per non dormire” sono l’<strong>apologo all’abnegazione e alla dedizione al lavoro e agli affari</strong> necessari a costruire il successo economico, come a dire “<strong>chi dorme non piglia pesci</strong>”.</p>
<p>Fuori dalla narrazione, probabilmente le cose andarono in modo diverso ma il messaggio del motto resta il medesimo. Un accademico fiorentino del Settecento, Frate Ildefonso di San Luigi, ci fornisce una versione più verosimile dei fatti nel libro XXIII delle sue <i>Delizie degli eruditi toscani</i>. Narrando la storia della celebre famiglia senese poi fiorentina, a proposito dell’aneddoto in questione, ci dice che</p>
<blockquote><p>l’impresa della famiglia Salimbeni, che sono tre papaveri fioriti, legati insieme in un mazzetto, col motto per non dormire, fu assunta dalla famiglia Salimbeni fin dall’anno <strong>1338</strong>, quando <strong>Benuccio di Giovanni Salimbeni</strong>, avendo inteso essere venuto a Portercole un ricchissimo mercatante di Sorìa, per caricare le più preziose merci, specialmente di seta, che vi avesse trovate, si portò colà rapidamente sacrificando il sonno ed il riposo e comprò fra drappi e opere fatte di drappi, per centotrentamila fiorini d’oro. Tornato al chiasso Renaldini, che ora si dice chiasso Largo, aperti molti traffichi, introdusse in Siena l’Arte della Seta.</p></blockquote>
<p>Torre a Cenaia conserva un’altra traccia della casata, lo <strong>stemma araldico con il leone rampante</strong> ai lati dell’altare della cappella di Sant’Andrea e sulla chiave di volta all’ingresso della Casa Turrita. Stemma che ricorda il più celebre vessillo all’angolo di <strong>Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze</strong>, splendido esempio di architettura tardo-rinascimentale che già mostra alcuni elementi manieristi, in piazza Santa Trinita, al termine di via Tornabuoni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1024" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg" alt="" width="1000" height="728" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-768x559.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-578x420.jpg 578w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Costruito da <strong>Baccio D’Agnolo</strong> tra il 1520 e il 1523, si ispira all’architettura romana contemporanea di stampo raffaellesco: è chiaro il rimando nelle colonne ai lati del portale, nelle finestre quadrate sormontate da timpani triangolari, nel bugnato agli angoli dell’edificio. Anche il cortile interno, decorato a grottesche, è un tocco di “modernità” che all’epoca poteva facilmente scandalizzare. Proprio per queste audaci soluzioni architettoniche, Baccio d’Agnolo fu bersaglio di aspre critiche da parte dei fiorentini. In tutta risposta e in pieno accordo con lo spirito per niente sobrio dei proprietari, fece scolpire sulla porta l’iscrizione <strong><i>Carpere Promptius Quam Imitari</i></strong>: “criticare è più facile che imitare”. Passata ben presto l’effetto scandalizzante, il Palazzo divenne una ricca fonte di spunti per gli architetti dei decenni successivi, e i Bartolini Salimbeni seppero trarre nuova forza per il proprio “branding” anche da questa vicenda.</p>
<p>E’ possibile racchiudere tutto questo in una bottiglia di vino?</p>
<p>A nostro parere, sì. Ed ecco perché nella Tenuta Torre a Cenaia nasce il Per Non Dormire.</p>
<p>Composto per il 75 percento circa da <strong>syrah</strong> e per il resto da <strong>merlot</strong>, che riposano per dodici mesi in <strong>tonneau di rovere Allier</strong> e per altri dodici mesi in bottiglia, il Per Non Dormire è un vino sorprendente, dal carattere sontuoso ma al tempo stesso schietto. Si impone da subito, fin dal colore rosso rubino incredibilmente profondo e dai riflessi violacei. Il profumo ammalia, avvolge l’olfatto con decise note di mora e mirtillo. Il sapore è consistente e ben strutturato, vellutato, ricco di tannini morbidi e setosi, piacevolmente lungo nel finale. Proprio questa <strong>resinosa e avvolgente dolcezza</strong>, tipica del syrah, ci cattura e ci trascina in un vortice onirico, e naturale si avverte l’allusione al piacevole stordimento indotto dal papavero.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1477" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per_Non_Dormire_ITA.jpg" alt="" width="1061" height="1500" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per_Non_Dormire_ITA.jpg 1061w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per_Non_Dormire_ITA-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1061px) 100vw, 1061px" /></p>
<p>E&#8217; il compagno ideale per convivi importanti, si abbina bene a piatti a base di carne rossa e selvaggina, ma si abbina ancor meglio a se stesso. La sua struttura, la sua grassezza che non ne impedisce la bevibilità ma anzi la incita, lo rende un vero e proprio <strong>vino da meditazione</strong>.</p>
<p>Che cosa “meditare” sorseggiando un vino così, è lo stesso vino a suggerirlo, invitandoci a sospendere le ansie e le battaglie di ogni giorno, per<strong> soffermarsi sulla piacevolezza dell’attimo presente</strong>. Il <i>carpere</i> dei Bartolini Salimbeni, il monito a “non dormire”, ci ricorda il più celebre <i>carpe[re] diem</i> di oraziana memoria. Lo stesso verbo latino, la stessa parola tutta concreta, carnale e sanguigna, a suggerire un qualcosa da “carpire” appunto, da afferrare e suggere fino all’ultima goccia. Perché la transitorietà del piacere e della stessa esistenza, oggi ancor più percepibile come in ogni epoca ricca di grandi cambiamenti, ci fissa in un eterno eppure sfuggente presente, da godere sorso dopo sorso. Ce lo ricorda anche un celebre “barbaro non privo di ingegno”: <i>we are such stuff as dreams are made on</i>, siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, <i>and our little life is rounded with a sleep</i>, e le nostre piccole vite si dissolvono nel giro di un sonno. La parola utilizzata da <strong>Shakespeare</strong>, il verbo <i>to round</i>, è eterea e impalpabile come l’essenza ammaliante di una vita che ci sfiora e di un vino appena versato; quando sembra di afferrarlo, il segreto ultimo dell’esistenza, svapora tra le mani, serpeggiando via come il fumo di un sigaro che sale lento nell’aria danzando con se stesso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1478" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem.jpg" alt="" width="1500" height="1108" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Per-Non-Dormire-carpe-diem-768x567.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dunque, mia Leuconoe, “<i>sapias, vina liques</i>, sii saggia, mesci il vino,<i> et spatio brevi spem longam reseces</i>, e tronca le lunghe speranze, la vita è breve<i>. Dum loquimur</i>, proprio adesso, mentre parliamo,<i> fugerit invida aetas</i>, fugge via il tempo invidioso<i>. <strong>Carpe diem</strong>,</i> bracca, carpisci, afferra, suggi l’attimo,<i> quam minimum credula postero</i>, e credi il meno che puoi in ciò che verrà”. Ma, soprattutto, in alto i calici e brindiamo, per non dormire.</p>
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		<title>Per non dormire, ovvero chi dorme non piglia pesci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 15:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolini Salimbeni]]></category>
		<category><![CDATA[Chi dorme non piglia pesci]]></category>
		<category><![CDATA[Delizie degli eruditi toscani]]></category>
		<category><![CDATA[Frate Ildefonso di San Luigi]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele D'Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[oppio]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bartolini Salimbeni]]></category>
		<category><![CDATA[papaveri]]></category>
		<category><![CDATA[Per non dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Per non dormire D'Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Santa Trinita Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Via Tornabuoni Firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[Spingiamo il pesante portone della millenaria chiesetta di Sant’Andrea, un tutt’uno con la Casa Turrita che dà il nome alla Tenuta, ma prima di entrare ci colpisce un bizzarro bassorilievo che si ripete più volte in entrambe le ante. Tanti piccoli mazzi di papaveri racchiusi da un anello sormontano un cartiglio con scritto “Per non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spingiamo il pesante portone della millenaria chiesetta di Sant’Andrea, un tutt’uno con la Casa Turrita che dà il nome alla Tenuta, ma prima di entrare ci colpisce un bizzarro bassorilievo che si ripete più volte in entrambe le ante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1029" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg" alt="Per non dormire" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Tanti piccoli mazzi di papaveri racchiusi da un anello sormontano un cartiglio con scritto “<strong>Per non dormire</strong>”. Che cosa strana per una chiesa. Sembra un codice cifrato, un rimando a chissà quale vicenda: che cosa vorranno raccontarci tutti quei papaveri? Chi avrà lasciato questo messaggio?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1023" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="Per non dormire, Torre a Cenaia" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Torre a Cenaia è un concentrato di storia, un luogo in cui si sono succeduti eventi e personaggi talvolta difficili da mettere a fuoco. Documentata nelle antiche carte pisane già a partire dall’XI secolo, è stata testimone e protagonista di più di mille anni di storia e conserva ancora oggi molte tracce di questo illustre e ricco passato. Tracce spesso sedimentate le une sulle altre, a volte oscure, a volte per fortuna “famose” o perlomeno facilmente rintracciabili nella grande Storia.</p>
<p>“Per non dormire”  è uno dei lasciti più celebri che il nostro passato ci ha donato. Chi ha l’occhio attento lo avrà notato a Firenze sulla facciata di importanti palazzi, oppure sui libri di scuola, tra le pagine di letteratura che narrano di un famoso poeta italiano ardito e &#8211; pure lui &#8211; un po’ bizzarro.</p>
<p>Si tratta del motto della nobile famiglia fiorentina, di origine senese, dei <strong>Bartolini Salimbeni</strong>, che fu proprietaria della Tenuta a partire probabilmente dal Cinquecento fino al Settecento, quando cedettero le terre e l’antico borgo di Cenaja ad altre casate nobiliari, tra i quali i conti Valery di Corsica e i Pitti. L’allusione è alla loro scaltrezza nel commercio e all’impresa che &#8211; così si narra &#8211; li fece diventare straordinariamente ricchi nonché una delle famiglie più influenti nell’Italia del tardo Rinascimento.</p>
<p>Si racconta che uno dei suoi membri, venuto a sapere dell’arrivo a Firenze di una preziosa partita di lana proveniente dal Nord Europa, decise di accaparrarsela con uno stratagemma truffaldino. La sera precedente offrì una sontuosa cena ai suoi concorrenti in affari, nella quale senza farsi vedere miscelò al vino uno dei più potenti sonniferi che si poteva reperire allora, l’oppio, come sapete estratto dal papavero. La mattina seguente, quando tutti ancora dormivano storditi dall’effetto narcotizzante dell’oppio, il Bartolini Salimbeni acquistò a un prezzo favorevole l’intero carico che poi rivendette sul mercato fiorentino, ottenendo un enorme guadagno e costruendo così le solide basi per la fortuna della casata.</p>
<p>“Per non dormire”, quindi, perché la ricchezza della famiglia deriverebbe dal non aver dormito a differenza di tutti gli altri concorrenti in affari &#8211; loro malgrado! I papaveri alluderebbero quindi al narcotico, al mezzo che rese possibile l’ascesa economica della casata. “<strong>Chi dorme non piglia pesci</strong>”, e dunque volendo essere l’unico in grado di prendere pesci, la soluzione più semplice per l’astuto Bartolini Salimbeni fu quella di far dormire tutti gli altri: questo ricorderebbe il motto impresso sul celebre <strong>Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze</strong>, in piazza Santa Trinita al termine di via Tornabuoni e sul portale della nostra chiesetta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1024" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg" alt="Palazzo Bartolini Salimbeni, Piazza Santa Trinita, Firenze" width="1000" height="728" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-768x559.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-578x420.jpg 578w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Palazzo-Bartolini-Salimbeni-Piazza-Santa-Trinita-Firenze-287x208.jpg 287w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L’aneddoto, divenuto ben presto leggendario, è da credersi tuttavia poco realistico. Le conseguenze di un simile “scherzetto” non avrebbero permesso infatti al Bartolini Salimbeni di farla franca, i concorrenti così slealmente beffati avrebbero avuto modo di vendicarsi e riscattarsi in men che non si dica. La fortuna secolare della famiglia ne avrebbe risentito e, visto come andarono le cose nei secoli successivi, c’è da pensare che la verità sia stata meno romanzesca e, di conseguenza, anche le vere origini del motto di famiglia.</p>
<p>Un accademico fiorentino del Settecento, Frate Ildefonso di San Luigi, ci fornisce una versione più verosimile dei fatti nel libro XXIII delle sue <em>Delizie degli eruditi toscani</em>. Narrando la storia della celebre famiglia senese poi fiorentina, a proposito dell’aneddoto in questione, ci dice che</p>
<blockquote><p>l’impresa della famiglia Salimbeni, che sono tre papaveri fioriti, legati insieme in un mazzetto, col motto <em>per non dormire</em>, fu assunta dalla famiglia Salimbeni fin dall’anno 1338, quando Benuccio di Giovanni Salimbeni, avendo inteso essere venuto a Portercole un ricchissimo mercatante di Sorìa, per caricare le più preziose merci, specialmente di seta, che vi avesse trovate, si portò colà rapidamente sacrificando il sonno ed il riposo e comprò fra drappi e opere fatte di drappi, per centotrentamila fiorini d’oro. Tornato al chiasso Renaldini, che ora si dice chiasso Largo, aperti molti traffichi, introdusse in Siena l’Arte della Seta.</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1025" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Bartolini-Salimbeni-Santa-Trinita.jpg" alt="Per non dormire, Bartolini Salimbeni Santa Trinita" width="1000" height="643" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Bartolini-Salimbeni-Santa-Trinita.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-Bartolini-Salimbeni-Santa-Trinita-768x494.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il motto dunque, conclude Frate Ildefonso, alluderebbe “alla sollecitudine di Benuccio nel prevenire e preoccupare nella compra quel mercatante forestiero, con indicibile vantaggio di tutta la provincia sanese”. Appunto, “chi dorme non piglia pesci” e l’aver fatto a meno di una notte di sonno giovò assai alla casata, permettendo a Benuccio di fare affari d’oro. Ecco che i papaveri racchiusi dall’anello &#8211; come a simboleggiare il sonno tenuto a freno &#8211; e il motto “per non dormire” sono l’apologo all’abnegazione e alla dedizione al lavoro e agli affari necessari a costruire il successo economico.</p>
<p>Se non conoscessimo questa storia, potremmo anche noi stupirci non poco entrando, come gli ospiti provenienti da ogni parte del mondo, nel Grand Hotel Porta Rossa di Firenze che ha sede in una ex residenza Bartolini Salimbeni. Recandoci lì appunto per dormire, trovando intarsiato sugli stipiti il motto “per non dormire” e credendolo contemporaneo, resteremmo un poco interdetti. Magari penseremmo a uno scherzo ambiguo, o a una trovata estemporanea di qualche marketing manager. E invece, è l’eredità di una storia affascinante che ha lasciato il segno anche nella nostra tenuta, nell’antica Cenaja.</p>
<p>Torre a Cenaia conserva altre tracce della nobile casata fiorentina, primo fra tutte lo stemma araldico con il leone rampante che fa bella mostra di sé ai lati dell’altare della chiesa di Sant’Andrea e sulla chiave di volta all’ingresso della Casa Turrita.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1026" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia.jpg" alt="Stemma Bartolini Salimbeni Torre a Cenaia" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Torre-a-Cenaia-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Stemma che ricorda il più celebre vessillo all’angolo del Palazzo fiorentino, splendido esempio di architettura tardo-rinascimentale che già mostra alcuni elementi manieristi, in piazza Santa Trinita. Costruzione avveniristica fortemente criticata dai fiorentini dell’epoca, ma che ben presto divenne un esempio da seguire e offrì numerosi spunti agli architetti dei secoli successivi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1027" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze.jpg" alt="Stemma Bartolini Salimbeni Firenze" width="1000" height="675" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze-768x518.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Stemma-Bartolini-Salimbeni-Firenze-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il fascino del motto “Per non dormire” fu tale da colpire profondamente anche una delle maggiori personalità storico-artistiche italiane a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il poeta-vate <strong>Gabriele D’Annunzio</strong> lo fece proprio reinterpretandolo: vi tappezzò la sua residenza fiorentina ricoprendone architravi, fregi, soglie e vetrate, persino oggetti e soprammobili su cui campeggiava scritto in rosso in un tondo in fondo chiaro circondato da un ramo di lauro e da bacche colorate. Ne fece la propria insegna a simboleggiare la febbrile insonnia creativa che aveva contraddistinto il suo periodo maggiormente prolifico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1028" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-DAnnunzio.jpg" alt="Per non dormire, D'Annunzio" width="829" height="589" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-DAnnunzio.jpg 829w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/Per-non-dormire-DAnnunzio-768x546.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 829px) 100vw, 829px" /></p>
<p>Tra chiese e ville millenarie, papaveri e leoni, casate nobiliari fiorentine e fortune economiche leggendarie, una cosa è certa. Attraverso un bassorilievo su un antico portone, anche la storia di Torre a Cenaia ci conferma che chi dorme non piglia pesci.</p>
<p>Caffè per tutti?</p>
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