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	<title>J63 | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>New York Pastrami, libidinoso street food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 11:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[Da necessità virtù. Proprio così, anche una vera prelibatezza come il New York Pastrami, che oggi spopola nei chioschi da street food più alla moda, nasce da una serie di contingenze pratiche. In tempi in cui non esistevano frigoriferi né congelatori e toccava migrare spesso in cerca di una vita migliore, occorrevano cibi “poveri” che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da necessità virtù.</p>
<p>Proprio così, anche una vera prelibatezza come il <b>New York Pastrami</b>, che oggi spopola nei chioschi da street food più alla moda, nasce da una serie di contingenze pratiche.</p>
<p>In tempi in cui non esistevano frigoriferi né congelatori e toccava migrare spesso in cerca di una vita migliore, occorrevano <b>cibi “poveri” che si conservassero a lungo</b>, anche in viaggio. Ci si doveva allora ingegnare a escogitare cotture e preparazioni meticolose, che permettessero appunto di allungare il più possibile la shelf-life dei cibi.</p>
<p>Il Pastrami nasce proprio da questa esigenza, nelle <b>comunità ebraiche dell’Europa dell’Est</b> dell’<b>Ottocento</b>: carne rossa saporitissima, speziata e racchiusa tra due fette di pane di segale, l’ideale per affrontare il lungo viaggio <b>fino in America</b>, meta dei migranti di allora. E, proprio in America, il Pastrami ha trovato il terreno ideale per dar vita a uno dei più celebri e ricercati panini al mondo.</p>
<p>Fin dalla sua “invenzione”, la capacità di conservarsi a lungo era garantita dal <b>procedimento di preparazione</b> e cottura:</p>
<ol>
<li>la carne cruda veniva immersa in <b>salamoia</b> per circa due settimane;</li>
<li>la carne veniva poi <b>essiccata e speziata</b> con aglio, coriandolo, pepe nero, paprika, chiodi di garofano: essenze che, oltre a conferire un sapore deciso utile a nascondere eventuali sentori sgradevoli sintomo di una prossima marcescenza, rappresentano dei veri e propri conservanti naturali;</li>
<li>si procedeva infine ad <b>affumicare</b> la carne e a cuocerla al vapore.</li>
</ol>
<p>Anche oggi si continua a prepararlo in questo modo, pure se le esigenze sono del tutto cambiate. Si seleziona la <b>punta del petto di manzo</b>, in gergo <i>Brisket</i>, e, una volta pronta, la si taglia a fette sottilissime per servirla con salse e verdure varie a scelta: patate, insalate più o meno elaborate, cavoli o crauti.</p>
<p>La variante che si è andata affermando negli States prevede che la carne così preparata sia racchiusa da pane di segale (anch’esso nutriente e longevo), in pieno spirito da street-food, e condita con <b>salsa coleslaw</b>, ovvero un preparato a base di cavolo verza, carote e maionese, magari accompagnata da cetriolini sottaceto. E’ così che nasce il <b>Pastrami Sandwich</b>, o più popolarmente chiamato <b>New York Pastrami</b>.</p>
<p>Nella Grande Mela è talmente noto e apprezzato da essere diventato il simbolo dello street food newyorchese. Tutti conoscerete il film <b><i>Harry ti presento Sally</i></b> e la scena, spassosissima, in cui Sally simula un orgasmo: ebbene, è girata nel più famoso locale della città che serve Pastrami, <b>Katz’s Delicatessen</b>, e la celebre attrice non può che avere nel piatto un libidinoso New York Pastrami!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1669" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Harry-ti-presento-Sally.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Harry-ti-presento-Sally.jpg 1280w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Harry-ti-presento-Sally-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nel ristorante pizzeria del <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b>, il New York Pastrami diventa <b>più toscano che mai</b>. Come i classici burger di Chianina IGP <b>a chilometro zero</b>, da sempre serviti nel frequentatissimo locale della Tenuta Torre a Cenaia, anche il Pastrami è preparato selezionando le migliori materie prime del territorio, e cotto in forni di ultima generazione che permettono un’affumicatura perfetta, percepibile al gusto e mai invadente.</p>
<p>Insieme a tutta la selezione street food 100% made in Tuscany e al menù alla carta di sempre, potete gustare il <b>New York Pastrami J63</b> tutti i giorni a pranzo e a cena ai tavoli del Birrificio J63.</p>
<p>Abbinamenti consigliati?</p>
<p>Beh, dipende dai gusti e da quale componente del piatto deciderete di esaltare. Senza dubbio, una suadente <a href="http://www.j63.it/birre/"><b>JRubra</b></a> accontenterà anche i più esigenti beerlovers e, fino all’ultimo morso, il New York Pastrami vi trascinerà in un vortice di pura libidine.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1667" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Pastrami_banner.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Pastrami_banner.jpg 1920w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/09/Pastrami_banner-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Info e prenotazioni: 050.643739 &#8211; info@torreacenaia.it</p>
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		<title>Birragricola, vi raccontiamo la nostra terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 22:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzio Italiano dei Produttori dell'Orzo e della Birra]]></category>
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					<description><![CDATA[La luce bassa del mattino, sferzata dal vento di ponente, taglia i contorni delle cose come un coltello e rende i profili dei monti e delle nuvole più brillanti che mai; siamo vicini al solstizio. Ci concediamo un giro tra i campi: prima di mettersi al lavoro nell’antico borgo al margine meridionale della Tenuta, ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">La luce bassa del mattino, sferzata dal vento di ponente, taglia i contorni delle cose come un coltello e rende i profili dei monti e delle nuvole più brillanti che mai; siamo vicini al solstizio. Ci concediamo un giro tra i campi: prima di mettersi al lavoro nell’antico borgo al margine meridionale della Tenuta, ci dirigiamo a nord, dove quest’anno abbiamo seminato l’orzo destinato a farsi birra.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Seguiamo il lungo viale di cipressi, le ombre scure degli alti alberi ci attraversano di tre quarti per poi dare improvvisamente spazio al sole. E’ un flash continuo di squarci di campi, laghi, terre coltivate e maggese. E poi l’oro maturo del grano duro chiazzato ai margini dal rosso scarlatto dei papaveri; come lentiggini più chiare, il giallo e il bianco della camomilla già dipingono e profumano i bordi dei campi. In una parola, giugno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Raggiunta Santa Lucia svoltiamo a destra e ci dirigiamo a est, incontro alla nuova luce. Intravediamo subito gli ettari di orzo, più biondo del grano e ancora verde a tratti; non è ancora tempo di mietitrebbia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dalla costa continua a soffiare una brezza decisa che scalpita incostante e fugge tra le spighe, scompigliandole e pettinandole a ogni folata. Sono onde di luce, pennellate di puro colore, guizzi di foglie come fendenti di spade e capi pesi di semi che si inchinano e si rialzano preda di una taranta silenziosa. E’ una danza dorata, come di seta accarezzata da mani invisibili.</span></p>
<p class="p1"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1293" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo.jpg" alt="Campi d'orzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Siamo convinti che da bellezza nasca bellezza, ed è per questo che cominciamo da qui.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fare <b>Birragricola</b> significa birrificare con almeno il 71% del proprio orzo; una percentuale maggiore di quella necessaria a produrre una “semplice” birra agricola, che prevede una percentuale minima di orzo autoprodotto appena superiore al 50%. Ovviamente &#8211; è banale dirlo ma per niente scontato &#8211; stiamo parlando di <b>birra artigianale</b>: la birra agricola rientra appieno nella </span><span class="s2"><a href="http://www.fermentobirra.com/birra-artigianale-in-parlamento-approvata-una-definizione/">definizione sancita di recente dal Ministero</a></span><span class="s1">, ma si colloca a un gradino superiore di consapevolezza e “artigianalità”. In aggiunta a questo, la Birragricola compie un successivo passo in avanti, essendo l’unica tipologia di birra agricola certificata dal <b>Ministero per le Politiche Agricole e Forestali</b> e potendo esporre il marchio registrato soltanto a patto di raggiungere la più alta soglia del 71% di materia prima autoprodotta. Una Birragricola è ancor più artigianale della comune “birra artigianale”, perché per produrla è necessario prima di tutto essere un’<b>azienda agricola</b> e utilizzare <b>materie prime a chilometro zero, coltivate nella propria terra</b>. Questo garantisce un controllo migliore sulla qualità del prodotto, potendo sorvegliare la filiera produttiva sin dalle origini.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1294" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2.jpg" alt="J63inorzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell’ultimo periodo stiamo assistendo alla corsa, da parte di molti birrifici artigianali del Bel Paese e non solo, a tramutarsi in aziende agricole per iniziare a produrre questo nuovo tipo di birra artigianale. La tendenza in atto è chiara e, per fortuna, il consumatore non fa fatica a tenersi informato, anzi sviluppa una propria capacità critica sempre più raffinata, dimostrando di apprezzare la vera cultura della birra e dell’artigianalità. Le ragioni sono semplici: un prodotto artigianale e &#8211; a maggior ragione &#8211; di <b>filiera agricola</b> ha caratteristiche proprie inimitabili, una storia da raccontare che nessuna multinazionale potrà mai inventarsi, profumi sapori e gusti più strutturati e identitari. Insomma, è detentore di una “bellezza” superiore.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il desiderio che fin dalla nascita del nostro <b><a href="http://www.j63.it/">Birrificio Agricolo Artigianale J63</a></b> ci ha spinti a far parte del<a href="http://www.cobibirragricola.it/"> <b>COBI &#8211; Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra</b></a> &#8211; precorrendo i tempi e aprendo la strada ad altri birrifici è proprio questo: tramutare l’inimitabile bellezza della nostra terra in birra, raccontandovela nelle sensazioni di un bicchiere. Laddove con “bellezza” &#8211; ormai lo avrete capito &#8211; intendiamo un intero mondo, un ecosistema, un terroir, un modo di vedere le cose e non solo.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1295" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo.jpg" alt="Strada nell'orzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">I malti acquistati da celebri maltifici d’oltralpe saranno forse anche più blasonati e impeccabili dei nostri, come spesso ci viene ricordato dai puristi del mondo brassicolo, ma in che modo la raccontiamo, noi, ai nostri consumatori, la luce di questa mattina che scompiglia le spighe? Come lo raccontiamo l’odore di questa terra umida di rugiada, il sentore frizzante dell’aria che spira dal mare? Come possiamo far percepire il tocco di questo vento poco a poco più caldo che preannuncia l’estate? Come moduliamo lo starnazzare improvviso di un fagiano che s’invola al nostro passaggio? Mentre guardiamo l’oro fluido di spighe nel sole che lentamente si alza, ai nostri piedi appare un segno concreto di questa bellezza: un uovo schiuso di fagiano, e fantastichiamo pensando alle nuove giovani penne brillanti che balzano verso il cielo. In quale altro modo potremmo raccontarvi tutto questo in un bicchiere?</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1296" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano.jpg" alt="Uovo di fagiano" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando al bancone di J63 vi spilleremo la prossima birra agricola, dentro a quel fluido troverete anche i barbagli screziati del piumaggio di quel fagiano, nato da poco nell’orzo ai piedi delle colline pisane, in quei campi sferzati dal vento di mare e accesi dal sole prossimo al solstizio d’estate, laggiù, un paio di chilometri a nord dalla Torre millenaria. Riuscirete a coglierne i riflessi?</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1297" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2.jpg" alt="Birragricola J63" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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		<title>JRubra conquista il titolo di Grande Birra Slow Food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 07:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra 2.708  birre degustate e più di 512 birrifici recensiti, anche il Birrificio Agricolo Artigianale J63 della Tenuta Torre a Cenaia ha saputo conquistarsi un posto d’onore nella Guida alle Birre d’Italia 2017 curata da Slow Food e in libreria tra pochissimi giorni, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. Sono trascorsi due anni dall’ultima Guida: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Tra 2.708<span class="Apple-converted-space">  </span>birre degustate e più di 512 birrifici recensiti, anche il </span><span class="s2">Birrificio Agricolo Artigianale J63</span><span class="s1"> della Tenuta Torre a Cenaia ha saputo conquistarsi un posto d’onore nella <i><a href="http://www.slowfood.it/slowine/arrivata-guida-alle-birre-ditalia-2017/" target="_blank">Guida alle Birre d’Italia 2017</a></i> curata da Slow Food e in libreria tra pochissimi giorni, giunta quest’anno alla sua quinta edizione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sono trascorsi due anni dall’ultima Guida: con la vera e propria esplosione del fenomeno “birra artigianale” anche in Italia, il lavoro dei recensori è stato più impegnativo che mai. Ne è chiaro testimone il recente dibattito parlamentare che ha portato alla </span><span class="s2">definizione di birra artigianale</span><span class="s1">, oltre al crescente numero delle <i>beer firm</i>, ovvero dei marchi sprovvisti di impianti produttivi, che trovano per la prima volta spazio in questa importante guida.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Far parte della Guida Slow Food equivale a ricevere la consacrazione del gota della birra italiano. E’ per questo che in casa Torre a Cenaia ma soprattutto sotto le antiche volte del Birrificio Agricolo Artigianale J63, si festeggia questo grande privilegio &#8211; ancor più importante data la giovinezza del Birrificio, in attività da nemmeno tre anni. Per J63, la conferma della presenza nella Guida giunge in questa edizione insieme a un riconoscimento di qualità che per la prima volta laurea una birra agricola come Grande Birra.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1215" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-Grande-Birra.jpg" alt="JRubra Grande Birra" width="999" height="703" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-Grande-Birra.jpg 999w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-Grande-Birra-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">La <b>JRubra</b>, un interessante ed espressivo incrocio tra gli stili Doppelbock per i malti e American Pale Ale per i luppoli, conquista il titolo di <b>Grande Birra</b> e si conferma quale migliore prodotto made in J63. Già l’affezionata clientela del </span><a href="http://www.j63.it/il-ristorante/" target="_blank"><span class="s2">ristorante-pizzeria</span></a><span class="s1"><a href="http://www.j63.it/il-ristorante/" target="_blank"> del Birrificio</a> l’ha scelta da subito come migliore birra insieme alla JBlonde, decretandone il successo fin dai primi mesi di attività del locale nella Tenuta Torre a Cenaia. Si tratta di un riconoscimento importante anche per il nostro territorio, da sempre conosciuto per l&#8217;eccellenza della produzione vitivinicola: Cenaia, nota fin dai secoli scorsi per una produzione vinicola di alta qualità &#8211; in particolar modo per i vini bianchi, primo fra tutti il <a href="https://www.torreacenaianews.it/il-mare-in-terra-ovvero-il-super-vermentino-di-cenaia/" target="_blank">vermentino</a> &#8211; da oggi arricchisce il proprio palmarès e si dimostra capace di affrontare il mondo brassicolo con dignità e soddisfazione. Certo, è soltanto il primo passo di un cammino appena cominciato, ma le premesse sono ottime e il futuro è una terra fertile tutta da coltivare!</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1214" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra.jpg" alt="JRubra" width="877" height="1024" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra.jpg 877w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-768x897.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 877px) 100vw, 877px" /></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">JRubra</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Al naso la JRubra è un’esplosione di profumi, erbacei, resinosi, simili ai germogli di pino marittimo. Poi si sentono le note maltate come la frutta sotto spirito e frutta secca. Si nota l’assenza quasi totale di esteri: è una conseguenza della bassa fermentazione, tecnica di produzione scelta per esaltare le materie prime. La saturazione in CO2 è media e questa birra risulta poco carbonata in bocca, per lasciare spazio a un corpo di media importanza. In bocca la prima sensazione è maltata, dolce, e quasi immediatamente sopraggiunge un tripudio di luppoli aromatici, resinosi, con una punta d’argilla sul finale. Quest’ultimo, lunghissimo, ha per protagonisti, in un’alternanza ricca e incalzante, gli aromi dei quattro luppoli selezionati &#8211; due americani, un inglese e uno sloveno. </span><span class="s1">E’ un&#8217;ottima birra invernale, ma si fa apprezzare in ogni periodo dell’anno soprattutto se degustata da sola. Accompagna benissimo arrosti e formaggi.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1213" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-ita.jpg" alt="JRubra-ita" width="724" height="1024" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi aspettiamo al bancone del <a href="http://www.j63.it/" target="_blank">Birrificio J63</a> per festeggiare insieme questo nostro primo importante riconoscimento. </span><span class="s1">Cheers!</span></p>
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		<title>Birra Agricola senza glutine, la prima J63 Gluten free!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 11:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni sempre più consumatori si avvicinano con entusiasmo al mondo della birra artigianale e, una volta imparata a conoscerla, difficilmente riescono ad apprezzare ancora una birra industriale. Purtroppo, da questo crescendo virtuoso sono esclusi tutto coloro che soffrono di allergia o intolleranza al glutine. La celiachia, malattia autoimmune dell’intestino tenute che si verifica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2"><span class="s1">Negli ultimi anni sempre più consumatori si avvicinano con entusiasmo al mondo della birra artigianale e, una volta imparata a conoscerla, difficilmente riescono ad apprezzare ancora una birra industriale. Purtroppo, da questo crescendo virtuoso sono esclusi tutto coloro che soffrono di allergia o intolleranza al glutine. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La <b>celiachia</b>, malattia autoimmune dell’intestino tenute che si verifica sui individui di qualsiasi età geneticamente predisposti, è infatti in costante aumento. Responsabile di questo disagio è la gliadina, una proteina del glutine che è presente nel grano e nei cereali con i quali si produce la birra come l’orzo e il frumento: per questo l’assunzione del “nettare brassicolo” è altamente sconsigliato a chi soffre di celiachia, a meno che non si ricorra a prodotti appositamente pensati.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Produrre <b>birra senza glutine</b> è possibile ma richiede un processo produttivo più complesso ed economicamente impegnativo: esistono due modi per farlo. Il primo è quello di utilizzare <b>materie prime senza glutine</b> ma in questo modo si va a ottenere un prodotto qualitativamente diverso dalla birra vera e propria. Dovendo evitare l’uso di orzo e frumento, si birrifica con miglio, grano saraceno, quinoa, mais e riso, ottenendo così una birra con un corpo assai esile e povera di aromi.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">L’altra via possibile è quella dell’<b>estrazione del glutine</b> dal prodotto finale. Questa metodologia non varia le caratteristiche organolettiche della birra e permette anche ai celiaci di gustare un prodotto di qualità: se non si è dei veri esperti, difficilmente si riuscirà a distinguere al primo sorso una birra artigianale tradizionale da una <i>gluten free</i> ottenuta per mezzo dell’estrazione del glutine. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il Birrificio Agricolo Artigianale J63 ha realizzato la sua prima <b>birra agricola artigianale gluten free </b>proprio in questo modo: la catena di produzione della JPils, la bionda 5% vol. made in J63, è la medesima di quella che si mette in atto per produrre la “sorella” tradizionale. La differenza sta nelle ultime fasi della fermentazione, quando si diluisce al mosto il <i>Brewers Clarex</i>, un enzima usato per la stabilizzazione della birra in grado di scinderne le proteine e, dunque, di isolare tra queste anche il glutine. Una volta isolato dall’enzima, il glutine viene filtrato via. Durante e dopo questa ultima delicata fase, vengono effettuate analisi di laboratorio, grazie alle quali ci si assicura che la soglia di glutine sia inferiore a quella nociva ai celiaci. Il livello di glutine della <b>JPils Gluten Free</b> è approssimato allo zero: l’enzima ha lavorato nel migliore dei modi.</span></p>
<p class="p2"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1178" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine.jpg" alt="JPils senza glutine" width="1024" height="1024" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine-768x768.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine-160x160.jpg 160w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine-240x240.jpg 240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine-60x60.jpg 60w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/03/JPils-senza-glutine-184x184.jpg 184w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p2"><span class="s1">Le caratteristiche organolettiche della JPils Gluten Free, grazie al metodo dell’estrazione del glutine, non differiscono da quelle della JPils standard. Anzi, il nostro mastro birraio Luca ha sperimentato una nuova ricetta, variando alcuni piccoli parametri rispetto al processo di produzione della pilsner J63. La JPils Gluten Free risulta ancor più beverina, con una decisa carbonazione e gli aromi erbacei fortemente protagonisti all’olfatto e al palato.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Finalmente, la birra agricola si offre in tutta la sua pienezza anche ai celiaci, invariata nella qualità e anche nel prezzo. La trovate alla spina del nostro <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b>, prossimamente anche in bottiglia da 33cl.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">JPils Gluten Free: un piccolo passo per una grande rivoluzione in casa J63… stay tuned. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Salute!</span></p>
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		<title>Venerdì 11 settembre 2015, tutti insieme a J63 per &#8220;Un Cuore, Un Mondo&#8221;!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 13:41:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Venerdì 11 settembre 2015, alle ore 22.00 circa, appuntamento speciale con la musica del J63 Friday Night Live! Sarà infatti una serata di beneficienza, promossa da Percorsi Musicali con lo scopo di aiutare l&#8217;Associazione Un Cuore, Un Mondo che si occupa di cardiopatie congenite e che opera da anni in Toscana all’interno dell’Ospedale Pediatrico Apuano Pasquinucci di Massa. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 11 settembre 2015, alle ore 22.00 circa, appuntamento speciale con la musica del <strong><a href="http://www.j63.it/eventi/">J63 Friday Night Live</a></strong>!</p>
<p>Sarà infatti una serata di beneficienza, promossa da <strong><a href="http://www.percorsimusicali.net/">Percorsi Musicali</a> </strong>con lo scopo di aiutare l&#8217;Associazione <strong><a href="http://www.uncuoreunmondo.org/index.php">Un Cuore, Un Mondo</a></strong> che si occupa di c<strong>ardiopatie congenite</strong> e che opera da anni in Toscana all’interno dell’<strong>Ospedale Pediatrico Apuano Pasquinucci</strong> di Massa.</p>
<p>Verrà presentato il nuovo album del cantautore livornese Davide Chelli, PerDono, prodotto da Percorsi Musicali e composto da otto brani inediti che parlano di cose semplici in modo diretto ed essenziale, di figli, di musica, di speranza.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/davide-chelli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-900" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/davide-chelli.jpg" alt="davide chelli" width="1280" height="720" /></a><br />
<strong>Davide Chelli</strong> si racconta e racconta del proprio quotidiano con autenticità, senza la spocchia e la saccenza dell’intellettuale, ma attraverso parole e suoni che si collocano autonomamente da soli nella testa e nel cuor<span class="text_exposed_show">e di chi ascolta, perché chi ascolta vi si riconosce subito, senza tanti giri e intermediazioni di pensiero.</span></p>
<p>L’album prende il titolo dal singolo <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0xJJUurYFPg">PerDono</a></strong>, canzone di cui è stato realizzato un video promozionale e che nello stesso titolo svela l’ambivalenza del progetto: realizzare qualcosa di bello per dono, per regalo nei confronti di chi ne ha più bisogno e parlare di perdono, non inteso in senso biblico o religioso ma nella sua veste quotidiana, legata alle incomprensioni di tutti i giorni, quelle fra persone, amici, amanti e che spesso diventano ostacolo apparentemente insormontabile.</p>
<p>Il ricavato delle vendite dell&#8217;album sarà devoluto interamente all&#8217;associazione &#8220;Un Cuore, Un Mondo&#8221;.</p>
<p>Sul palco:<br />
Davide Chelli: voce e chitarra acustica<br />
Matteo Lancioni: basso<br />
Leonardo Orlandi: batteria<br />
Luca Brunelli Felicetti: percussioni e batteria<br />
Lorenzo Porciani: chitarra elettrica, acustica e basso<br />
Greta Merli: chitarra acustica, basso e cori</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/Locandina-PerDono-J63.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-899" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/09/Locandina-PerDono-J63.jpg" alt="Locandina PerDono J63" width="849" height="1200" /></a></p>
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		<title>Birra artigianale a EXPO2015: il futuro è&#8230; agricolo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 12:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Birra Agricola, meglio ancora BIRRAGRICOLA, è l’eccellenza della birra artigianale italiana. Bere artigianale non è infatti garanzia massima di tracciabilità e genuinità del prodotto: le materie prime possono provenire da qualsiasi produttore, del quale il birrificio è costretto a fidarsi, nel bene e nel male, senza avere un controllo diretto sugli ingredienti del proprio nettare. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Birra Agricola, meglio ancora BIRRAGRICOLA, è l’eccellenza della birra artigianale italiana. Bere artigianale non è infatti garanzia massima di tracciabilità e genuinità del prodotto: le materie prime possono provenire da qualsiasi produttore, del quale il birrificio è costretto a fidarsi, nel bene e nel male, senza avere un controllo diretto sugli ingredienti del proprio nettare.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-848" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg" alt="Mucca Expo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Bere una BIRRAGRICOLA &#8211; marchio e sigillo registrato e concesso dal COBI Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra &#8211; significa invece avere la certezza che almeno il 71% dell’orzo utilizzato per produrre quella birra proviene dalle coltivazioni dello stesso birrificio, che è dunque prima di tutto azienda agricola.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-843" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg" alt="J63 a Expo2015" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Questa è il punto di forza di BIRRAGRICOLA, ed è questo che le ha permesso di conquistarsi il suo “quarto d’ora di celebrità” ad EXPO2015. Grazie infatti al progetto Love It Real Italian Food di Copagri Expo, il COBI mostra al mondo intero la propria produzione di orzo e di birre agricole italiane al proprio stand nelle Cupole Love It, nella Lake Arena all’ombra dell’Albero della Vita, il luogo più suggestivo ed emozionante di EXPO2015.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-844" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg" alt="Cupole Love It" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>La terra e l’agricoltura sono le grandi protagoniste dell’Esposizione Universale made in Milano: è forte la coscienza della necessità, da parte dei maggiori paesi del mondo, di razionalizzare le risorse a fronte della popolazione globale a quota più sette miliardi. Un ritorno alla terra e alla sua gestione consapevole e responsabile è l’unica soluzione per il futuro; i padiglioni EXPO fanno a gara per comunicare questo messaggio declinandolo nelle proprie lingue, nelle suggestioni e nelle emozioni che la propria terra è in grado di esprimere.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-845" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg" alt="Spighe Expo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nutrire il mondo &#8211; tutto il mondo &#8211; è possibile: con l’agricoltura, che non soltanto consente di utilizzare il più razionalmente possibile le risorse del pianeta, ma permette anche di avere un maggiore controllo sulla filiera produttiva. Coltivare quindi responsabilmente è un vantaggio sia per chi produce sia per chi consuma, è sinonimo di qualità, gusto, salute.</p>
<p>In questo, BIRRAGRICOLA rappresenta la punta di diamante della birra artigianale toscana: è un valore aggiunto di indiscutibile valore a garanzia del consumatore, una cultura più alta della birra e, dulcis in fundo, un valore di gusto aggiunto che consente di gustare l’essenza di ogni specifico terroir.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-846" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg" alt="J63 orzo" width="665" height="1000" /></a></p>
<p>La Birra Agricola J63, orgoglio della Tenuta Agricola Torre a Cenaia, si conquista così un posto d’onore a EXPO2015 e contribuisce a “nutrire il mondo” del futuro. La prossima volta che vorrete bere un prodotto di eccellenza non limitatevi all’artigianale: bere agricolo è un gesto d’amore per il pianeta, per il territorio di produzione, per voi stessi. “Dalla terra tutto proviene” scriveva Senofane, e dalla Terra provengono anche il nostro passato e il futuro del mondo intero.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-847" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg" alt="Expo tramonto" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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