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	<title>Birragricola | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>Birragricola, vi raccontiamo la nostra terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 22:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La luce bassa del mattino, sferzata dal vento di ponente, taglia i contorni delle cose come un coltello e rende i profili dei monti e delle nuvole più brillanti che mai; siamo vicini al solstizio. Ci concediamo un giro tra i campi: prima di mettersi al lavoro nell’antico borgo al margine meridionale della Tenuta, ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">La luce bassa del mattino, sferzata dal vento di ponente, taglia i contorni delle cose come un coltello e rende i profili dei monti e delle nuvole più brillanti che mai; siamo vicini al solstizio. Ci concediamo un giro tra i campi: prima di mettersi al lavoro nell’antico borgo al margine meridionale della Tenuta, ci dirigiamo a nord, dove quest’anno abbiamo seminato l’orzo destinato a farsi birra.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Seguiamo il lungo viale di cipressi, le ombre scure degli alti alberi ci attraversano di tre quarti per poi dare improvvisamente spazio al sole. E’ un flash continuo di squarci di campi, laghi, terre coltivate e maggese. E poi l’oro maturo del grano duro chiazzato ai margini dal rosso scarlatto dei papaveri; come lentiggini più chiare, il giallo e il bianco della camomilla già dipingono e profumano i bordi dei campi. In una parola, giugno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Raggiunta Santa Lucia svoltiamo a destra e ci dirigiamo a est, incontro alla nuova luce. Intravediamo subito gli ettari di orzo, più biondo del grano e ancora verde a tratti; non è ancora tempo di mietitrebbia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dalla costa continua a soffiare una brezza decisa che scalpita incostante e fugge tra le spighe, scompigliandole e pettinandole a ogni folata. Sono onde di luce, pennellate di puro colore, guizzi di foglie come fendenti di spade e capi pesi di semi che si inchinano e si rialzano preda di una taranta silenziosa. E’ una danza dorata, come di seta accarezzata da mani invisibili.</span></p>
<p class="p1"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1293" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo.jpg" alt="Campi d'orzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Siamo convinti che da bellezza nasca bellezza, ed è per questo che cominciamo da qui.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fare <b>Birragricola</b> significa birrificare con almeno il 71% del proprio orzo; una percentuale maggiore di quella necessaria a produrre una “semplice” birra agricola, che prevede una percentuale minima di orzo autoprodotto appena superiore al 50%. Ovviamente &#8211; è banale dirlo ma per niente scontato &#8211; stiamo parlando di <b>birra artigianale</b>: la birra agricola rientra appieno nella </span><span class="s2"><a href="http://www.fermentobirra.com/birra-artigianale-in-parlamento-approvata-una-definizione/">definizione sancita di recente dal Ministero</a></span><span class="s1">, ma si colloca a un gradino superiore di consapevolezza e “artigianalità”. In aggiunta a questo, la Birragricola compie un successivo passo in avanti, essendo l’unica tipologia di birra agricola certificata dal <b>Ministero per le Politiche Agricole e Forestali</b> e potendo esporre il marchio registrato soltanto a patto di raggiungere la più alta soglia del 71% di materia prima autoprodotta. Una Birragricola è ancor più artigianale della comune “birra artigianale”, perché per produrla è necessario prima di tutto essere un’<b>azienda agricola</b> e utilizzare <b>materie prime a chilometro zero, coltivate nella propria terra</b>. Questo garantisce un controllo migliore sulla qualità del prodotto, potendo sorvegliare la filiera produttiva sin dalle origini.</span></p>
<p class="p1"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1294" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2.jpg" alt="J63inorzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell’ultimo periodo stiamo assistendo alla corsa, da parte di molti birrifici artigianali del Bel Paese e non solo, a tramutarsi in aziende agricole per iniziare a produrre questo nuovo tipo di birra artigianale. La tendenza in atto è chiara e, per fortuna, il consumatore non fa fatica a tenersi informato, anzi sviluppa una propria capacità critica sempre più raffinata, dimostrando di apprezzare la vera cultura della birra e dell’artigianalità. Le ragioni sono semplici: un prodotto artigianale e &#8211; a maggior ragione &#8211; di <b>filiera agricola</b> ha caratteristiche proprie inimitabili, una storia da raccontare che nessuna multinazionale potrà mai inventarsi, profumi sapori e gusti più strutturati e identitari. Insomma, è detentore di una “bellezza” superiore.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il desiderio che fin dalla nascita del nostro <b><a href="http://www.j63.it/">Birrificio Agricolo Artigianale J63</a></b> ci ha spinti a far parte del<a href="http://www.cobibirragricola.it/"> <b>COBI &#8211; Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra</b></a> &#8211; precorrendo i tempi e aprendo la strada ad altri birrifici è proprio questo: tramutare l’inimitabile bellezza della nostra terra in birra, raccontandovela nelle sensazioni di un bicchiere. Laddove con “bellezza” &#8211; ormai lo avrete capito &#8211; intendiamo un intero mondo, un ecosistema, un terroir, un modo di vedere le cose e non solo.</span></p>
<p class="p1"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1295" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo.jpg" alt="Strada nell'orzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">I malti acquistati da celebri maltifici d’oltralpe saranno forse anche più blasonati e impeccabili dei nostri, come spesso ci viene ricordato dai puristi del mondo brassicolo, ma in che modo la raccontiamo, noi, ai nostri consumatori, la luce di questa mattina che scompiglia le spighe? Come lo raccontiamo l’odore di questa terra umida di rugiada, il sentore frizzante dell’aria che spira dal mare? Come possiamo far percepire il tocco di questo vento poco a poco più caldo che preannuncia l’estate? Come moduliamo lo starnazzare improvviso di un fagiano che s’invola al nostro passaggio? Mentre guardiamo l’oro fluido di spighe nel sole che lentamente si alza, ai nostri piedi appare un segno concreto di questa bellezza: un uovo schiuso di fagiano, e fantastichiamo pensando alle nuove giovani penne brillanti che balzano verso il cielo. In quale altro modo potremmo raccontarvi tutto questo in un bicchiere?</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1296" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano.jpg" alt="Uovo di fagiano" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando al bancone di J63 vi spilleremo la prossima birra agricola, dentro a quel fluido troverete anche i barbagli screziati del piumaggio di quel fagiano, nato da poco nell’orzo ai piedi delle colline pisane, in quei campi sferzati dal vento di mare e accesi dal sole prossimo al solstizio d’estate, laggiù, un paio di chilometri a nord dalla Torre millenaria. Riuscirete a coglierne i riflessi?</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1297" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2.jpg" alt="Birragricola J63" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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		<title>E&#8217; nata la &#8220;piccola&#8221; J63: la birra agricola nel formato 33cl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 12:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torre a Cenaia non è solo vino! La nostra essenza di Toscana si incarna anche nelle birre agricole J63, che nascono dall’orzo coltivato nella Tenuta stessa e vengono realizzate per mezzo di lavorazioni rigorosamente artigianali. Ogni progetto made in Torre a Cenaia è profondamente radicato nel generoso e fertile territorio in cui si trovano i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torre a Cenaia non è solo vino! La nostra <b>essenza di Toscana</b> si incarna anche nelle <b>birre agricole J63</b>, che nascono dall’orzo coltivato nella Tenuta stessa e vengono realizzate per mezzo di lavorazioni rigorosamente artigianali. Ogni progetto <b><i>made in Torre a Cenaia</i></b> è profondamente radicato nel generoso e fertile territorio in cui si trovano i circa 500 ettari della Tenuta.</p>
<p>Perché questa forte attenzione per la propria terra? Perché “limitarsi” a ciò che essa produce? La risposta è semplice: perché è la nostra risorsa più grande, in termini economici, sociali e culturali, e perché abbiamo il dovere di prendere in consegna la nostra identità dalle generazioni del passato per tramandarla a quelle future. Che cosa ne sarebbe dei colori, dei profumi, dei sapori del proprio territorio se non ce ne prendessimo cura? Che cosa racconteremmo a un ospite che vuole sapere di noi? Da qui dobbiamo partire, che si voglia restare o andare lontano. Perché l’identità, fatta di terra e passato, è l’unica bussola che abbiamo. Come scriveva il drammaturgo inglese Holcroft, il passato è un segnale di direzione, non un palo cui appoggiarsi.</p>
<p>Le birre agricole J63 sono una componente importante di questa nostra anima, e vogliamo che arrivino lontano per raccontare la bellezza di questo straordinario angolo di Toscana. Ecco come nasce il<b> progetto 33cl</b>: un formato semplice e pratico per raccontare a tutti chi siamo, chi siamo stati e chi saremo.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-agricola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-890" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-agricola.jpg" alt="Birra agricola J63 33cl" width="800" height="443" /></a></p>
<p>Ci hanno chiesto in molti perché abbiamo scelto una <b>bottiglia tipicamente “industriale”</b> per un prodotto artigianale di eccellenza, com’è appunto la birra agricola. A nostro avviso questa domanda nasce da una prospettiva distorta, che ancora oggi ritiene il packaging elemento essenziale per distinguere questi due tipi di prodotto. La vera forza dell’artigianale, secondo noi, risiede nella genuinità e nella bontà del contenuto, che è di per sé vincente. In più, un packaging eccessivamente ricercato &#8211; e costoso &#8211; agisce da freno alla diffusione del prodotto artigianale: accrescendone il prezzo di realizzazione, lo rende meno accessibile al grande pubblico e anche la praticità, la maneggevolezza e la facilità di beva ne risentono negativamente. La bottiglia “industriale” da 33cl è quanto di meglio sia mai stato progettato in termini di praticità: impedire alla birra artigianale di godere di questi vantaggi, solo per distinguerla snobisticamente dall’industriale sin dal primo sguardo, significa limitare la portata di questo straordinario prodotto di eccellenza, accorciarne la strada e la vita stessa.</p>
<p>Non dimentichiamo infatti che la birra agricola J63 è una <b>birra cruda</b>, cioè non filtrata né pastorizzata, e che per questo ha una shelf life più limitata rispetto alle birre industriali. Scegliere la giusta bottiglia significa dunque anche permettere una più pratica e rapida diffusione, prolungandone la vita e la fruibilità.</p>
<p>Ma la nostra scelta è dettata anche e soprattutto da un sogno. Quello di vedere la birra agricola, e in genere la birra artigianale, diffusa quanto e più di quella industriale. Il consumatore di oggi è mediamente più acculturato e critico che in passato, è più forte in lui la voglia di sapere che cosa ha tra le mani e quali processi hanno generato quel prodotto. Il mondo della birra vede &#8211; finalmente e per fortuna &#8211; un forte incremento della <b>coscienza critica del consumatore</b>: per questo, i tempi sono maturi per sfidare la birra industriale, per “batterla in casa” indossandone i panni.</p>
<p>Proprio quando i grandi birrifici industriali scelgono le proprie bottiglie e investono in poderose campagne di marketing per farle apparirle come artigianali, J63 compie il passo contrario: veste la sua birra agricola da “industriale”. Perché mai, vi chiederete. Semplice, perché nel momento in cui il grande mercato imita le nostre vesti, è proprio allora che è arrivato il momento di innovare e rinnovarsi; è adesso che possiamo osare.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-891" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg" alt="J63 33cl motorbike" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>La storia e la terra di Toscana che trasformiamo in birra hanno un potenziale immenso, quel liquido racchiuso nelle piccole bottiglie è pura cultura; abbiamo il dovere di diffonderla ovunque sia in grado di arrivare, di renderla viva e moderna. La nostra produzione artigianale è ristretta, è vero, ma la partita di oggi è da giocare per un obiettivo più alto, molto diverso dal rincorrere a tutti i costi i grandi numeri: innalzare costantemente la qualità del prodotto e della vita del consumatore.</p>
<p>Come un novello cavallo di Troia, la piccola J63 è pronta a varcare le mura e a conquistarvi con la sola forza dell’unicità: siate sempre vigili e coscienti nei confronti di ciò che consumate, esercitate il vostro sacrosanto diritto di critica e, soprattutto, non rinunciate alla straordinaria unicità custodita nella nostra e vostra storia. Siamo noi, semplicemente noi, unici e irreplicabili come la nostra impronta digitale: non temiamo di essere noi stessi e lasciamo il nostro segno nelle piccole scelte di ogni giorno. Il viaggio verso se stessi è lungo e impegnativo, e c’è chi lo dice infinito, ma nessun altro potrà percorrerlo al nostro posto.</p>
<p>Buon viaggio con le piccole J63!</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-892" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg" alt="J63 birrificio" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
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		<title>Torre a Cenaia ad EXPO2015, a tutta Birra Agricola!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 09:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il luogo è dei più suggestivi ed emozionanti, di grande impatto visivo e animato durante l’intera giornata da effetti d’acqua e di luce, di fuoco e di musica. Ci troviamo all’estremità settentrionale del Cardo, nel più grande spazio aperto dell’Esposizione Universale: la Lake Arena. I 28.000 metri quadri della piazza ospitano un sistema di gradinate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il luogo è dei più suggestivi ed emozionanti, di grande impatto visivo e animato durante l’intera giornata da effetti d’acqua e di luce, di fuoco e di musica. Ci troviamo all’estremità settentrionale del Cardo, nel più grande spazio aperto dell’Esposizione Universale: la <b>Lake Arena</b>. I 28.000 metri quadri della piazza ospitano un sistema di gradinate per circa 3.000 spettatori, concentrate attorno a uno specchio d’acqua circolare, popolato da fontane e dominato dalla mole imponente dell’<b>Albero della Vita</b>, che ne segna il centro quale fulcro reale e simbolico dell’intera esposizione.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/TACadExpo-2.1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-826" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/TACadExpo-2.1.jpg" alt="Lake Arena" width="1238" height="847" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ubicata di fronte a Palazzo Italia, il cuore di EXPO2015, la struttura in legno e acciaio alta 37 metri è stata realizzata da Orgoglio Brescia, un consorzio di imprese locali, su progetto di Marco Balich, direttore artistico di Padiglione Italia e produttore di grandi eventi e regista. Ispirato all’opera di Michelangelo, il grande albero fa parte del più ampio schema metaforico del Vivaio: simbolo di rigenerazione, rinascita e vita nel quale rientra lo stesso progetto del Padiglione Italia.</p>
<p>Proprio qui, ai piedi del più significativo simbolo di Expo2015, si trovano le due <b>Cupole Love It</b>, nelle quali sono ospitati anche i nostri prodotti, in particolare le <strong>Birre Agricole Artigianali J63</strong>. Ma che cos’è Love It?</p>
<p>Tutto nasce da <b>CopagriExpo</b>, che rappresenta il sogno e l’impegno di Copagri di favorire lo sviluppo delle aziende del food italiano e la diffusione dei prodotti del Made in Italy autentico. Forte della rete di oltre 300.000 produttori agricoli associati e dell’ampissima gamma di prodotti agroalimentari che sono in grado di esprimere, Copagri è la Confederazione dei Produttori Agricoli nella quale rientra anche il <b>Consorzio Italiano dei Produttori della Birra e dell’Orzo</b> &#8211; <b>COBI </b>e il relativo progetto <b>BIRRAGRICOLA</b>. In quanto soci del Consorzio e produttori di birra agricola, anche noi di Torre a Cenaia partecipiamo a Expo2015 con le birre del nostro <strong>Birrificio Agricolo Artigianale J63</strong>.</p>
<p><b>Love It &#8211; Real Italian Food</b> è il progetto di CopagriExpo nato in occasione di Expo2015: l’Esposizione Universale sarà il trampolino di lancio per promuovere nel mondo la vera cultura del cibo italiano e i segreti dei piccoli produttori. Dopo questa esperienza, Love it aprirà punti vendita in tutto il mondo per la distribuzione di prodotti tipici di tutti i territori italiani, di piccole produzioni e di specialità di stagione selezionate tra le vere eccellenze italiane.</p>
<p>Ecco dunque come Torre a Cenaia arriva ad Expo2015, grazie alla rete di 60 produttori di birra agricola di cui è parte attiva e insieme agli attori economici della filiera di Copagri. All’interno delle due cupole in legno di Love It, i visitatori potranno acquistare i tanti prodotti agroalimentari dell’eccellenza del Made In Italy e tra questi anche le nostre birre J63; sarà inoltre possibile assistere a show-cooking e altri eventi, e partecipare a gustose degustazioni, oltre che stringere relazioni commerciali e organizzare incontri b2b.</p>
<p>E’ iniziata una nuova emozionante avventura per Torre a Cenaia e il Birrificio Agricolo Artigianale J63. Vi aspettiamo ad Expo2015, all’ombra dell’Albero della Vita. A breve vi comunicheremo ogni dettaglio per incontrarci nel cuore dell’Esposizione Universale e gustare insieme le nostre birre agricole.</p>
<p>Stay tuned!</p>
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