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	<title>birra agricola | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>J come Julia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 10:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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					<description><![CDATA[C’era una volta un re e una fattoria fortificata, più di mille e duecento anni fa. Il re si chiamava Desiderio ed era un nobile longobardo di origine bresciana, ma che ben conosceva le nostre terre. Aveva infatti ricoperto a lungo la carica di Duca di Toscana o meglio di Tuscia, durante il regno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>C’era una volta un re e una fattoria fortificata, più di mille e duecento anni fa.</b></p>
<p>Il re si chiamava <b>Desiderio</b> ed era un nobile longobardo di origine bresciana, ma che ben conosceva le nostre terre. Aveva infatti ricoperto a lungo la carica di Duca di Toscana o meglio di Tuscia, durante il regno del suo predecessore Astolfo.</p>
<p>Desiderio si era ritrovato tra le mani una bella gatta da pelare. Il Regno longobardo non passava un bel momento: l’Italia usciva da un lungo periodo di lotte coi bizantini; i rapporti con il Papa erano molto testi e ancora bruciava la sconfitta inferta dai Franchi, che avevano sostenuto Papa Stefano II nella lotta contro i Longobardi per il dominio dei territori dell’Esarcato, fino a poco prima in mano ai bizantini. Come se non bastasse, i ducati longobardi dell’Italia Meridionale scalciavano, dimostrando di voler distaccarsi dalla corona e fare di testa propria, e, in tutto questo, Re Astolfo era pure morto senza designare un successore, gettando il regno nel caos.</p>
<p>Ma Desiderio non si perse d’animo e seppe ricostruire, non senza fatica, una fitta trama di rapporti con tutte le forze in gioco, per ridare equilibrio alla Penisola. Cercò quindi di farsi alleati sia i Franchi sia il Papato, senza per questo abbassare la testa, cedendo sapientemente territori e figlie per ricevere in cambio concessioni e poteri.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1625" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo.jpg" alt="" width="1069" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo.jpg 1069w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo-768x718.jpg 768w" sizes="(max-width: 1069px) 100vw, 1069px" /></p>
<h3>Che c’entra tutto questo con una birra?, vi chiederete. C’entra, c’entra eccome.</h3>
<p>Desiderio aveva una moglie che pare fosse, oltreché bella, particolarmente devota, al limite della santità. Cosa non da poco, se si mirava a ristabilire un buon rapporto con un vicino di casa un po’ &#8220;ingombrante&#8221; come il Papa. Ecco, proprio con questo scopo, aiutato dalle particolari doti di <b>Ansa, la Regina</b>, Desiderio avviò un’importante opera mirata a ridare importanza agli edifici sacri del regno, sistemandone di vecchi e costruendone di nuovi. Ansa fu particolarmente brava a rastrellare reliquie a più non posso in tutta Italia da destinare a una serie di fondazioni religiose, grazie al sostegno di Papa Paolo I. <b>Devotissima, tra i tanti, alla martire Giulia</b>, la Regina volle trasferire le sacre spoglie della giovane Santa da Livorno, dove si trovavano in quegli anni, alla sua città, Brescia.</p>
<p><b>Da Livorno a Brescia. Un viaggio non da poco per l’epoca; oggi ricalcato dal Cammino di Santa Giulia, un percorso di pellegrinaggio che si propone di ripercorrerne le tappe, in parte correndo parallelo a una delle tante direttrici della Via Francigena.</b></p>
<p>Tra le primissime soste che il convoglio reale con le preziose reliquie fu costretto a fare, a una distanza di circa venti miglia dalla partenza, possiamo immaginare che abbia svolto un ruolo importante una stazione di guardia e di controllo lungo il collegamento tra la capitale del Ducato di Tuscia, Lucca, e il il porto di Livorno. La strada da percorrere filava infatti dapprima dritta verso oriente, poi, all’altezza di Ponsacco, deviava verso nord lambendo il grande lago di Sesto-Bientina e, attraversando la piana lucchese, puntava verso i passi appenninici e si gettava infine nella Pianura Padana. Nei pressi di questa prima deviazione verso nord, possiamo immaginare <b>una fattoria fortificata di ancor più antica memoria, adesso riadattata a presidio militare dai longobardi. Qui, il convoglio si sarà fermato giusto il tempo di una notte, per rifocillarsi </b>e ripartire il mattino seguente di buon’ora.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1627" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo.jpg" alt="" width="1014" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo.jpg 1014w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo-768x757.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo-60x60.jpg 60w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /></p>
<h3>Riuscite a immaginare di quale fattoria stiamo parlando?</h3>
<p>Ce lo svela un’iscrizione sulla facciata della cappella di Sant’Andrea, oggi un tutt’uno con la Casa Turrita della <b>Tenuta Torre a Cenaia</b>, dove si trova il <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b>. Correva l’anno 762 dopo Cristo, quando la Regina Ansa decise di volere per la sua fondazione le reliquie di Santa Giulia. Appena l’anno dopo, nel <b>763</b>, queste iniziarono il lungo viaggio che dal Mar Tirreno le condusse a Brescia e si ritrovarono a passare anche da qui.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1623" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="669" height="1000" /></p>
<p>La vicenda che lega questa iscrizione alla Tenuta rimane tutt’oggi oscura e si tinge di leggenda. E’ ancora aperta una diatriba sulla paternità della lapide, tant’è che Livorno la rivendica a sé: nella sagrestia di Santa Giulia, una piccola chiesa nei pressi del duomo, una copia di questa iscrizione riporta una data diversa, e gli storici del passato hanno dibattuto a lungo sulla questione, senza mai venirne a capo.</p>
<p>Resta il fatto che <b>l’originale di questa iscrizione si trova a Torre a Cenaia, in bella mostra sulla facciata di una piccola chiesa, e fa riferimento a Santa Giulia e all’anno in cui Re Desiderio la trasferì dalla Toscana a Brescia</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>J come Julia</h3>
<p>Nel luogo in cui si narra sia avvenuto il passaggio delle sue spoglie, un birrificio artigianale le rende omaggio riprendendone il nome e, oggi, reinterpretandone la storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1626" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja.jpg" alt="" width="1524" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja.jpg 1524w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-768x504.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-260x170.jpg 260w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-430x283.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 1524px) 100vw, 1524px" /></p>
<p><b>J come Julia, 63 dall’anno 763 e non solo</b>. I rimandi alla storia di questo territorio sono molti e vari, ma è a Santa Giulia che guardiamo e ai pellegrini che nei secoli ne hanno ripercorso i passi rifocillandosi con una buona pinta di birra. Sì, perché all’epoca era poco consigliabile affidarsi all’acqua, spesso infetta dai batteri, e allora l’unica bevanda sicura che corroborasse e rinfrescasse, senza eccedere con l’alcool come accade col vino, era proprio la birra. <b>L’antico punto di sosta sul cammino di Santa Giulia, e verso la vicina Francigena, torna a essere luogo di sosta</b>, oltre che di produzione di birra agricola, cioè prodotta con orzo coltivato all’interno della Tenuta stessa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1624" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63.jpg" alt="" width="1528" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63.jpg 1528w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-768x503.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-260x170.jpg 260w" sizes="auto, (max-width: 1528px) 100vw, 1528px" /></p>
<p>Giulia o meglio <b>Julia era una giovane nobildonna dell’Africa mediterranea sulle soglie del IV secolo dopo Cristo</b>. L’impero Romano iniziava a scricchiolare e le prime incursioni “barbare” sconquassavano i domini di confine. La sua città, Cartagine, stava subendo l’ennesima scorreria da parte dei Vandali quando Julia, appena ventenne, fu catturata e venduta come schiava. Da qui, le varie versioni della storia prendono il mare e ci narrano di viaggi al fianco di un ricco mercante, di naufragi e di tristi vicende sull’isola di Corsica. Il martirio la consacrò presto all’eternità, fermamente convinta nella sua fede cristiana, in un mondo che ancora non lasciava spazio al suo grande unico dio. La leggenda racconta di alcuni monaci della vicina Gorgona, che seppero in sogno di quanto stava accadendo e spiegarono subito le vele al vento per raggiungerla. Ma quando arrivarono, non poterono che avvistarla sulla sua croce, e raccoglierne il corpo per darle la giusta sepoltura sulla loro isola. Ai piedi dello strumento del martirio, un cartiglio scritto da mani angeliche narrava la sua vita; i monaci fecero tesoro di quelle parole e conservarono per sempre la storia di Julia. Pochi secoli dopo, su quell’isola farà approdo un’altra nave che condurrà Julia sul continente e, successivamente, il convoglio di Desiderio la scorterà fino a Brescia.</p>
<p><b>Con il progetto delle nuove Birre Agricole J63, nel formato da 33 cl, abbiamo voluto rendere omaggio alla storia di questa giovane donna coraggiosa</b>. Abbiamo reinterpretato le principali vicende della sua vita, ma a modo nostro, sottolineando la sua bellezza e la sua tenacia, e lasciandole aperto un futuro diverso. Come potremmo non innamorarci di Julia, e immaginare insieme a lei nuovi viaggi per mare?</p>
<h3>JIPA</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 1</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1617" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web.jpg" alt="" width="1042" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web.jpg 1042w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web-768x737.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1042px) 100vw, 1042px" /></p>
<p>Cartagine, 440 d.C. Julia ha appena vent’anni.</p>
<p>Figlia di un aristocratico della città, si gode gli agi del suo palazzo sul mare.</p>
<p>Dal colonnato, si affaccia sul giardino inebriata dal profumo di mille fiori e frutti esotici…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JPils</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 2</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1618" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web.jpg" alt="" width="1053" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web.jpg 1053w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web-768x729.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1053px) 100vw, 1053px" /></p>
<p>Cartagine è sotto assedio.</p>
<p>Julia viene catturata e venduta come schiava.</p>
<p>Pur spaventata e afflitta, non si perde d’animo: è una donna tenace e coraggiosa, e sa che non esistono catene in grado di fermarla…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JBlanche</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 3</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1619" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web.jpg" alt="" width="1049" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web.jpg 1049w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web-768x732.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1049px) 100vw, 1049px" /></p>
<p>Un ricco mercante siriano, di nome Eusebio, nota l’affascinante schiava al mercato di Cartagine e decide di acquistarla per condurla sulla propria nave.</p>
<p>Insieme, solcano i mari di tutto il mondo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JBlonde</h3>
<p>Storia di Julia, episodio 4</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1620" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web.jpg" alt="" width="1119" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web.jpg 1119w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web-768x686.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1119px) 100vw, 1119px" /></p>
<p>La nave approda sulla costa tirrenica. All’ombra di un’antica torre, Julia ed Eusebio si scambiano una promessa d’amore.</p>
<p>E’ tempo di salpare ancora, ma Julia lascia il suo cuore su questa terra, dove sogna di fare ritorno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JRubra</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 5</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1621" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web.jpg" alt="" width="1039" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web.jpg 1039w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web-768x739.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></p>
<p>La nave di Julia ed Eusebio naufraga sulle coste della Corsica.</p>
<p>Sulla spiaggia, sola di fronte al relitto, Julia si interroga sul futuro.</p>
<p>Del suo amore nessuna traccia, nell’aria l’aroma ammaliante dei pini marittimi…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come inizia questa storia?</h3>
<p>Dall’incontro “fortuito” con una giovane artista del nostro territorio, già caratterizzata da un personalissimo stile orientato al mare, al viaggio e al sogno. Julia sembrava fatta apposta per lei e allora, in un giorno di sole di fronte a una buona birra, abbiamo iniziato a scrivere insieme questa nuova storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1622" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13.jpg" alt="" width="1144" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13.jpg 1144w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13-768x671.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1144px) 100vw, 1144px" /></p>
<p>Ginevra Giovannoni (Pisa, 1989) è<b> RAME13</b>, una giovane e brillante illustratrice, tatuatrice, street-artist&#8230; artista a tutto tondo. Seguendo i consigli del nonno pittore, inizia a disegnare fin da piccolissima. Dopo il Liceo Scientifico con indirizzo artistico a Livorno, frequenta la Scuola Internazionale di Comics a Firenze e si laurea in Lettere e Filosofia all&#8217;Università di Pisa. Espone per la prima volta a Siviglia, grazie a un progetto Erasmus, città che rappresenta la sua prima grande fonte di ispirazione. Rientrata in Italia, si dedica a tempo pieno alla sua arte, collaborando a riviste e magazine, partecipando a mostre, workshop, festival ed eventi in tutto lo stivale. Dal 2016 entra a far parte della Progeas Family di Firenze, buttando anima e corpo nella street-art, in nome della quale dà vita a un importante progetto insieme ad altri artisti toscani. Creativa dalla mente vulcanica e, fin dagli esordi, caratterizzata da uno stile originale e riconoscibile, oltrepassa presto i confini nazionali: dopo il Festival Internazionale delle Culture di Ordea (Romania) nel 2016, Bristol la incorona quale street-artist di successo all&#8217;Up-Fest 2017.</p>
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		<title>JDark, una &#8220;scura&#8221; speciale al Birrificio J63</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 10:54:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al Birrificio Agricolo Artigianale J63 i tini della sala cottura ci riservano una piccola sorpresa. Oltre alla produzione per così dire ordinaria, che dà vita ai grandi classici del Birrificio, di tanto in tanto una cotta one shot ci offre una variazione alla serie delle nostre birre agricole e stavolta tocca alla JBlack. La corposa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b> i tini della sala cottura ci riservano una piccola sorpresa. Oltre alla produzione per così dire ordinaria, che dà vita ai grandi classici del Birrificio, di tanto in tanto una <b>cotta <i>one shot</i> </b>ci offre una variazione alla serie delle nostre birre agricole e stavolta tocca alla JBlack. La corposa Belgian Dubbel made in J63 viene momentaneamente sostituita alle spine del<b> brew-pub</b> nella <b>Tenuta Torre a Cenaia</b> da una “variante” che, in realtà, è molto di più di una semplice variante. Restiamo sì nel campo delle <b>birre scure</b> ma, come sa bene ogni appassionato di birra, le possibilità della brassificazione con malti torrefatti non sono poche. Che cosa avranno combinato stavolta i nostri birrai?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1502" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark_Luca_Briganti.jpg" alt="" width="749" height="1000" /></p>
<p>Raggiungiamo Luca ed Edoardo proprio mentre fanno scorrere per la prima volta la <b>JDark</b> nelle spine del Birrificio J63. A un primo colpo d’occhio, senza nemmeno sapere di che cosa si tratta, dal colore intenso e dalla schiuma estremamente compatta e persistente, si intuisce che i birrai hanno premuto l’acceleratore e, ammettiamolo, viene subito voglia di spillarsi una pinta &#8211; pregustandola con gli occhi mentre si attende che la “tempesta nel bicchiere”, resa celebre da una ancor più celebre birra dell’isola di smeraldo, si plachi del tutto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1503" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark_spina.jpg" alt="" width="587" height="1000" /></p>
<p>Beh, meglio ribadirlo: si astenga chi non ama le birre scure! (E ci dispiace molto per loro.)</p>
<p>Luca Briganti fa ruotare lentamente il calice a tulipano, annusa a fondo con il naso che sfiora la spessa schiuma, la guarda in controluce e se la coccola ancora un po’. E’ la prima cotta di questo tipo da J63 e ce ne sarà fino a esaurimento fusti, ma appare molto soddisfatto e chissà che cosa riserverà il futuro.</p>
<p><b>La JDark è una Belgian Stout da 8,7% di alcool e si impone fin da subito con un profumo a dir poco ammaliante. I lieviti selezionati offrono a piene mani un sentore di cioccolato e pera da far venire l’acquolina in bocca. In bocca l’ingresso è caldo, dolce, e a poco a poco fa spazio a un salmastro discreto, che arricchisce l&#8217;esperienza gustativa senza disturbare. Le note di tostato tipiche del genere ci sono tutte; chi conosce e apprezza la JBlack di casa J63, avrà pane per i suoi denti &#8211; molto pane! La schiuma della JDark è suadente: dalla tonalità marrone chiaro, è abbondante e compatta, davvero molto persistente; il giusto cappello per una birra adatta alle fredde sere invernali, da meditazione.</b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1504" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark.jpg" alt="" width="1000" height="910" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark-768x699.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La JDark è da provare con gli sfiziosi dessert del Menù J63, ma è da gustare soprattutto accompagnata con se stessa, o magari con un buon sigaro toscano. Ma per il sigaro toccherebbe andare fuori dal locale, e non è cosa con queste temperature invernali… Così noi ce la gustiamo direttamente al banco, e vi aspettiamo alle spine di J63. Fino a esaurimento fusti!</p>
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		<title>Birragricola, vi raccontiamo la nostra terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 22:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La luce bassa del mattino, sferzata dal vento di ponente, taglia i contorni delle cose come un coltello e rende i profili dei monti e delle nuvole più brillanti che mai; siamo vicini al solstizio. Ci concediamo un giro tra i campi: prima di mettersi al lavoro nell’antico borgo al margine meridionale della Tenuta, ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">La luce bassa del mattino, sferzata dal vento di ponente, taglia i contorni delle cose come un coltello e rende i profili dei monti e delle nuvole più brillanti che mai; siamo vicini al solstizio. Ci concediamo un giro tra i campi: prima di mettersi al lavoro nell’antico borgo al margine meridionale della Tenuta, ci dirigiamo a nord, dove quest’anno abbiamo seminato l’orzo destinato a farsi birra.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Seguiamo il lungo viale di cipressi, le ombre scure degli alti alberi ci attraversano di tre quarti per poi dare improvvisamente spazio al sole. E’ un flash continuo di squarci di campi, laghi, terre coltivate e maggese. E poi l’oro maturo del grano duro chiazzato ai margini dal rosso scarlatto dei papaveri; come lentiggini più chiare, il giallo e il bianco della camomilla già dipingono e profumano i bordi dei campi. In una parola, giugno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Raggiunta Santa Lucia svoltiamo a destra e ci dirigiamo a est, incontro alla nuova luce. Intravediamo subito gli ettari di orzo, più biondo del grano e ancora verde a tratti; non è ancora tempo di mietitrebbia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dalla costa continua a soffiare una brezza decisa che scalpita incostante e fugge tra le spighe, scompigliandole e pettinandole a ogni folata. Sono onde di luce, pennellate di puro colore, guizzi di foglie come fendenti di spade e capi pesi di semi che si inchinano e si rialzano preda di una taranta silenziosa. E’ una danza dorata, come di seta accarezzata da mani invisibili.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1293" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo.jpg" alt="Campi d'orzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Campi-dorzo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Siamo convinti che da bellezza nasca bellezza, ed è per questo che cominciamo da qui.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fare <b>Birragricola</b> significa birrificare con almeno il 71% del proprio orzo; una percentuale maggiore di quella necessaria a produrre una “semplice” birra agricola, che prevede una percentuale minima di orzo autoprodotto appena superiore al 50%. Ovviamente &#8211; è banale dirlo ma per niente scontato &#8211; stiamo parlando di <b>birra artigianale</b>: la birra agricola rientra appieno nella </span><span class="s2"><a href="http://www.fermentobirra.com/birra-artigianale-in-parlamento-approvata-una-definizione/">definizione sancita di recente dal Ministero</a></span><span class="s1">, ma si colloca a un gradino superiore di consapevolezza e “artigianalità”. In aggiunta a questo, la Birragricola compie un successivo passo in avanti, essendo l’unica tipologia di birra agricola certificata dal <b>Ministero per le Politiche Agricole e Forestali</b> e potendo esporre il marchio registrato soltanto a patto di raggiungere la più alta soglia del 71% di materia prima autoprodotta. Una Birragricola è ancor più artigianale della comune “birra artigianale”, perché per produrla è necessario prima di tutto essere un’<b>azienda agricola</b> e utilizzare <b>materie prime a chilometro zero, coltivate nella propria terra</b>. Questo garantisce un controllo migliore sulla qualità del prodotto, potendo sorvegliare la filiera produttiva sin dalle origini.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1294" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2.jpg" alt="J63inorzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/J63inorzo2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell’ultimo periodo stiamo assistendo alla corsa, da parte di molti birrifici artigianali del Bel Paese e non solo, a tramutarsi in aziende agricole per iniziare a produrre questo nuovo tipo di birra artigianale. La tendenza in atto è chiara e, per fortuna, il consumatore non fa fatica a tenersi informato, anzi sviluppa una propria capacità critica sempre più raffinata, dimostrando di apprezzare la vera cultura della birra e dell’artigianalità. Le ragioni sono semplici: un prodotto artigianale e &#8211; a maggior ragione &#8211; di <b>filiera agricola</b> ha caratteristiche proprie inimitabili, una storia da raccontare che nessuna multinazionale potrà mai inventarsi, profumi sapori e gusti più strutturati e identitari. Insomma, è detentore di una “bellezza” superiore.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il desiderio che fin dalla nascita del nostro <b><a href="http://www.j63.it/">Birrificio Agricolo Artigianale J63</a></b> ci ha spinti a far parte del<a href="http://www.cobibirragricola.it/"> <b>COBI &#8211; Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra</b></a> &#8211; precorrendo i tempi e aprendo la strada ad altri birrifici è proprio questo: tramutare l’inimitabile bellezza della nostra terra in birra, raccontandovela nelle sensazioni di un bicchiere. Laddove con “bellezza” &#8211; ormai lo avrete capito &#8211; intendiamo un intero mondo, un ecosistema, un terroir, un modo di vedere le cose e non solo.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1295" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo.jpg" alt="Strada nell'orzo" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Strada-nellorzo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">I malti acquistati da celebri maltifici d’oltralpe saranno forse anche più blasonati e impeccabili dei nostri, come spesso ci viene ricordato dai puristi del mondo brassicolo, ma in che modo la raccontiamo, noi, ai nostri consumatori, la luce di questa mattina che scompiglia le spighe? Come lo raccontiamo l’odore di questa terra umida di rugiada, il sentore frizzante dell’aria che spira dal mare? Come possiamo far percepire il tocco di questo vento poco a poco più caldo che preannuncia l’estate? Come moduliamo lo starnazzare improvviso di un fagiano che s’invola al nostro passaggio? Mentre guardiamo l’oro fluido di spighe nel sole che lentamente si alza, ai nostri piedi appare un segno concreto di questa bellezza: un uovo schiuso di fagiano, e fantastichiamo pensando alle nuove giovani penne brillanti che balzano verso il cielo. In quale altro modo potremmo raccontarvi tutto questo in un bicchiere?</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1296" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano.jpg" alt="Uovo di fagiano" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Uovo-di-fagiano-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando al bancone di J63 vi spilleremo la prossima birra agricola, dentro a quel fluido troverete anche i barbagli screziati del piumaggio di quel fagiano, nato da poco nell’orzo ai piedi delle colline pisane, in quei campi sferzati dal vento di mare e accesi dal sole prossimo al solstizio d’estate, laggiù, un paio di chilometri a nord dalla Torre millenaria. Riuscirete a coglierne i riflessi?</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1297" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2.jpg" alt="Birragricola J63" width="1024" height="681" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2.jpg 1024w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-768x511.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/06/Birragricola2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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		<title>JRubra conquista il titolo di Grande Birra Slow Food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 07:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra 2.708  birre degustate e più di 512 birrifici recensiti, anche il Birrificio Agricolo Artigianale J63 della Tenuta Torre a Cenaia ha saputo conquistarsi un posto d’onore nella Guida alle Birre d’Italia 2017 curata da Slow Food e in libreria tra pochissimi giorni, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. Sono trascorsi due anni dall’ultima Guida: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Tra 2.708<span class="Apple-converted-space">  </span>birre degustate e più di 512 birrifici recensiti, anche il </span><span class="s2">Birrificio Agricolo Artigianale J63</span><span class="s1"> della Tenuta Torre a Cenaia ha saputo conquistarsi un posto d’onore nella <i><a href="http://www.slowfood.it/slowine/arrivata-guida-alle-birre-ditalia-2017/" target="_blank">Guida alle Birre d’Italia 2017</a></i> curata da Slow Food e in libreria tra pochissimi giorni, giunta quest’anno alla sua quinta edizione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sono trascorsi due anni dall’ultima Guida: con la vera e propria esplosione del fenomeno “birra artigianale” anche in Italia, il lavoro dei recensori è stato più impegnativo che mai. Ne è chiaro testimone il recente dibattito parlamentare che ha portato alla </span><span class="s2">definizione di birra artigianale</span><span class="s1">, oltre al crescente numero delle <i>beer firm</i>, ovvero dei marchi sprovvisti di impianti produttivi, che trovano per la prima volta spazio in questa importante guida.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Far parte della Guida Slow Food equivale a ricevere la consacrazione del gota della birra italiano. E’ per questo che in casa Torre a Cenaia ma soprattutto sotto le antiche volte del Birrificio Agricolo Artigianale J63, si festeggia questo grande privilegio &#8211; ancor più importante data la giovinezza del Birrificio, in attività da nemmeno tre anni. Per J63, la conferma della presenza nella Guida giunge in questa edizione insieme a un riconoscimento di qualità che per la prima volta laurea una birra agricola come Grande Birra.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1215" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-Grande-Birra.jpg" alt="JRubra Grande Birra" width="999" height="703" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-Grande-Birra.jpg 999w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-Grande-Birra-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">La <b>JRubra</b>, un interessante ed espressivo incrocio tra gli stili Doppelbock per i malti e American Pale Ale per i luppoli, conquista il titolo di <b>Grande Birra</b> e si conferma quale migliore prodotto made in J63. Già l’affezionata clientela del </span><a href="http://www.j63.it/il-ristorante/" target="_blank"><span class="s2">ristorante-pizzeria</span></a><span class="s1"><a href="http://www.j63.it/il-ristorante/" target="_blank"> del Birrificio</a> l’ha scelta da subito come migliore birra insieme alla JBlonde, decretandone il successo fin dai primi mesi di attività del locale nella Tenuta Torre a Cenaia. Si tratta di un riconoscimento importante anche per il nostro territorio, da sempre conosciuto per l&#8217;eccellenza della produzione vitivinicola: Cenaia, nota fin dai secoli scorsi per una produzione vinicola di alta qualità &#8211; in particolar modo per i vini bianchi, primo fra tutti il <a href="https://www.torreacenaianews.it/il-mare-in-terra-ovvero-il-super-vermentino-di-cenaia/" target="_blank">vermentino</a> &#8211; da oggi arricchisce il proprio palmarès e si dimostra capace di affrontare il mondo brassicolo con dignità e soddisfazione. Certo, è soltanto il primo passo di un cammino appena cominciato, ma le premesse sono ottime e il futuro è una terra fertile tutta da coltivare!</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1214" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra.jpg" alt="JRubra" width="877" height="1024" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra.jpg 877w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-768x897.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 877px) 100vw, 877px" /></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">JRubra</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Al naso la JRubra è un’esplosione di profumi, erbacei, resinosi, simili ai germogli di pino marittimo. Poi si sentono le note maltate come la frutta sotto spirito e frutta secca. Si nota l’assenza quasi totale di esteri: è una conseguenza della bassa fermentazione, tecnica di produzione scelta per esaltare le materie prime. La saturazione in CO2 è media e questa birra risulta poco carbonata in bocca, per lasciare spazio a un corpo di media importanza. In bocca la prima sensazione è maltata, dolce, e quasi immediatamente sopraggiunge un tripudio di luppoli aromatici, resinosi, con una punta d’argilla sul finale. Quest’ultimo, lunghissimo, ha per protagonisti, in un’alternanza ricca e incalzante, gli aromi dei quattro luppoli selezionati &#8211; due americani, un inglese e uno sloveno. </span><span class="s1">E’ un&#8217;ottima birra invernale, ma si fa apprezzare in ogni periodo dell’anno soprattutto se degustata da sola. Accompagna benissimo arrosti e formaggi.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1213" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/04/JRubra-ita.jpg" alt="JRubra-ita" width="724" height="1024" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi aspettiamo al bancone del <a href="http://www.j63.it/" target="_blank">Birrificio J63</a> per festeggiare insieme questo nostro primo importante riconoscimento. </span><span class="s1">Cheers!</span></p>
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		<title>Livorno 30-31 gennaio, Birra Agricola J63 al 43 Calorie Premium Beer Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 10:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[birra agricola]]></category>
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		<category><![CDATA[Nuovo Teatro delle Commedie Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Cantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 30 e domenica 31 gennaio il nostro Birrificio Agricolo Artigianale J63 parteciperà alla prima edizione del 43 Calorie Premium Beer Festival nella suggestiva location del Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno. Il festival nasce con l’intento di promuovere la cultura della birra e le sue proprietà e benefici. Saranno presenti soltanto dieci produttori toscani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Sabato 30 e domenica 31 gennaio il nostro <strong>Birrificio Agricolo Artigianale J63</strong> parteciperà alla prima edizione del <strong>43 Calorie Premium Beer Festival</strong> nella suggestiva location del <strong>Nuovo Teatro delle Commedie</strong> di <strong>Livorno</strong>.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1039" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea.jpg" alt="NTC platea" width="960" height="960" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea.jpg 960w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea-768x768.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea-160x160.jpg 160w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea-240x240.jpg 240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea-60x60.jpg 60w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-platea-184x184.jpg 184w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il festival nasce con l’intento di<strong> promuovere la cultura della birra e le sue proprietà e benefici.</strong> Saranno presenti soltanto dieci produttori toscani di birra artigianale, per una proposta esclusiva e di qualità.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Simone Cantoni</strong>, giornalista sommelier nonché profondo conoscitore del vasto mondo brassicolo, e <strong>Fabio Baroncini</strong>, membro FISAR della Delegazione di Livorno, collaboreranno alle attività del festival, in particolare condurranno degustazioni guidate, workshop, interventi a tema.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il pubblico potrà degustare birre direttamente ai banconi dei produttori artigianali, e partecipare a degustazioni guidate previa prenotazione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non mancheranno momenti di musica e teatro con protagonisti band e comici, nel pieno spirito del Nuovo Teatro delle Commedie.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1040" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-foyer.jpg" alt="NTC foyer" width="960" height="641" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-foyer.jpg 960w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-foyer-768x513.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-foyer-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/NTC-foyer-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questo è il PROGRAMMA:</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Sabato 30 gennaio:</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 16: inaugurazione con interventi e saluti delle autorità.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 17: intervento di Luca Gatteschi, medico nutrizionista della Nazionale di Calcio Italiana</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 18: degustazione guidata con Luca Gatteschi</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 21.30: Jackie O’s duo live </span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Domenica 31 gennaio:</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 15: apertura </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 17: teatro ragazzi con Pilar Ternera in “Aria”</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 17.30: Crosswise Decay live</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 18: degustazione guidata &#8220;Il racconto della birra&#8221; con Erica Parri e Alessio Lusini</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">ore 19.30: Etruschi From Lakota</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Parteciperanno i produttori di birra artigianale</strong>: Birrificio Apuano di Massa, Birra dell’Elba di Portoferraio, Opificio Birrario di Crespina, J63 di Cenaia, Piccolo Birrificio Clandestino di Livorno, Fermento Libero di Prato, Birrificio Badalà. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi aspettiamo sabato 30 e domenica 31 gennaio al 43 Calorie Premium Beer Festival, perché, come sosteneva Baudelaire: &#8220;Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere&#8221;!</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">43 Calorie Beer Festival: Birra, cibo e musica per due giorni di buone e sane abitudini</span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">INGRESSO GRATUITO</span></em></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1038" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/43-calorie-beer-festival.jpg" alt="43 calorie beer festival" width="1200" height="467" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/43-calorie-beer-festival.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/01/43-calorie-beer-festival-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
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		<title>E&#8217; nata la &#8220;piccola&#8221; J63: la birra agricola nel formato 33cl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 12:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torre a Cenaia non è solo vino! La nostra essenza di Toscana si incarna anche nelle birre agricole J63, che nascono dall’orzo coltivato nella Tenuta stessa e vengono realizzate per mezzo di lavorazioni rigorosamente artigianali. Ogni progetto made in Torre a Cenaia è profondamente radicato nel generoso e fertile territorio in cui si trovano i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torre a Cenaia non è solo vino! La nostra <b>essenza di Toscana</b> si incarna anche nelle <b>birre agricole J63</b>, che nascono dall’orzo coltivato nella Tenuta stessa e vengono realizzate per mezzo di lavorazioni rigorosamente artigianali. Ogni progetto <b><i>made in Torre a Cenaia</i></b> è profondamente radicato nel generoso e fertile territorio in cui si trovano i circa 500 ettari della Tenuta.</p>
<p>Perché questa forte attenzione per la propria terra? Perché “limitarsi” a ciò che essa produce? La risposta è semplice: perché è la nostra risorsa più grande, in termini economici, sociali e culturali, e perché abbiamo il dovere di prendere in consegna la nostra identità dalle generazioni del passato per tramandarla a quelle future. Che cosa ne sarebbe dei colori, dei profumi, dei sapori del proprio territorio se non ce ne prendessimo cura? Che cosa racconteremmo a un ospite che vuole sapere di noi? Da qui dobbiamo partire, che si voglia restare o andare lontano. Perché l’identità, fatta di terra e passato, è l’unica bussola che abbiamo. Come scriveva il drammaturgo inglese Holcroft, il passato è un segnale di direzione, non un palo cui appoggiarsi.</p>
<p>Le birre agricole J63 sono una componente importante di questa nostra anima, e vogliamo che arrivino lontano per raccontare la bellezza di questo straordinario angolo di Toscana. Ecco come nasce il<b> progetto 33cl</b>: un formato semplice e pratico per raccontare a tutti chi siamo, chi siamo stati e chi saremo.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-agricola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-890" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-agricola.jpg" alt="Birra agricola J63 33cl" width="800" height="443" /></a></p>
<p>Ci hanno chiesto in molti perché abbiamo scelto una <b>bottiglia tipicamente “industriale”</b> per un prodotto artigianale di eccellenza, com’è appunto la birra agricola. A nostro avviso questa domanda nasce da una prospettiva distorta, che ancora oggi ritiene il packaging elemento essenziale per distinguere questi due tipi di prodotto. La vera forza dell’artigianale, secondo noi, risiede nella genuinità e nella bontà del contenuto, che è di per sé vincente. In più, un packaging eccessivamente ricercato &#8211; e costoso &#8211; agisce da freno alla diffusione del prodotto artigianale: accrescendone il prezzo di realizzazione, lo rende meno accessibile al grande pubblico e anche la praticità, la maneggevolezza e la facilità di beva ne risentono negativamente. La bottiglia “industriale” da 33cl è quanto di meglio sia mai stato progettato in termini di praticità: impedire alla birra artigianale di godere di questi vantaggi, solo per distinguerla snobisticamente dall’industriale sin dal primo sguardo, significa limitare la portata di questo straordinario prodotto di eccellenza, accorciarne la strada e la vita stessa.</p>
<p>Non dimentichiamo infatti che la birra agricola J63 è una <b>birra cruda</b>, cioè non filtrata né pastorizzata, e che per questo ha una shelf life più limitata rispetto alle birre industriali. Scegliere la giusta bottiglia significa dunque anche permettere una più pratica e rapida diffusione, prolungandone la vita e la fruibilità.</p>
<p>Ma la nostra scelta è dettata anche e soprattutto da un sogno. Quello di vedere la birra agricola, e in genere la birra artigianale, diffusa quanto e più di quella industriale. Il consumatore di oggi è mediamente più acculturato e critico che in passato, è più forte in lui la voglia di sapere che cosa ha tra le mani e quali processi hanno generato quel prodotto. Il mondo della birra vede &#8211; finalmente e per fortuna &#8211; un forte incremento della <b>coscienza critica del consumatore</b>: per questo, i tempi sono maturi per sfidare la birra industriale, per “batterla in casa” indossandone i panni.</p>
<p>Proprio quando i grandi birrifici industriali scelgono le proprie bottiglie e investono in poderose campagne di marketing per farle apparirle come artigianali, J63 compie il passo contrario: veste la sua birra agricola da “industriale”. Perché mai, vi chiederete. Semplice, perché nel momento in cui il grande mercato imita le nostre vesti, è proprio allora che è arrivato il momento di innovare e rinnovarsi; è adesso che possiamo osare.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-891" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg" alt="J63 33cl motorbike" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>La storia e la terra di Toscana che trasformiamo in birra hanno un potenziale immenso, quel liquido racchiuso nelle piccole bottiglie è pura cultura; abbiamo il dovere di diffonderla ovunque sia in grado di arrivare, di renderla viva e moderna. La nostra produzione artigianale è ristretta, è vero, ma la partita di oggi è da giocare per un obiettivo più alto, molto diverso dal rincorrere a tutti i costi i grandi numeri: innalzare costantemente la qualità del prodotto e della vita del consumatore.</p>
<p>Come un novello cavallo di Troia, la piccola J63 è pronta a varcare le mura e a conquistarvi con la sola forza dell’unicità: siate sempre vigili e coscienti nei confronti di ciò che consumate, esercitate il vostro sacrosanto diritto di critica e, soprattutto, non rinunciate alla straordinaria unicità custodita nella nostra e vostra storia. Siamo noi, semplicemente noi, unici e irreplicabili come la nostra impronta digitale: non temiamo di essere noi stessi e lasciamo il nostro segno nelle piccole scelte di ogni giorno. Il viaggio verso se stessi è lungo e impegnativo, e c’è chi lo dice infinito, ma nessun altro potrà percorrerlo al nostro posto.</p>
<p>Buon viaggio con le piccole J63!</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-892" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg" alt="J63 birrificio" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
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		<title>Birra artigianale a EXPO2015: il futuro è&#8230; agricolo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 12:22:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Birra Agricola, meglio ancora BIRRAGRICOLA, è l’eccellenza della birra artigianale italiana. Bere artigianale non è infatti garanzia massima di tracciabilità e genuinità del prodotto: le materie prime possono provenire da qualsiasi produttore, del quale il birrificio è costretto a fidarsi, nel bene e nel male, senza avere un controllo diretto sugli ingredienti del proprio nettare.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-848" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg" alt="Mucca Expo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Bere una BIRRAGRICOLA &#8211; marchio e sigillo registrato e concesso dal COBI Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra &#8211; significa invece avere la certezza che almeno il 71% dell’orzo utilizzato per produrre quella birra proviene dalle coltivazioni dello stesso birrificio, che è dunque prima di tutto azienda agricola.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-843" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg" alt="J63 a Expo2015" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Questa è il punto di forza di BIRRAGRICOLA, ed è questo che le ha permesso di conquistarsi il suo “quarto d’ora di celebrità” ad EXPO2015. Grazie infatti al progetto Love It Real Italian Food di Copagri Expo, il COBI mostra al mondo intero la propria produzione di orzo e di birre agricole italiane al proprio stand nelle Cupole Love It, nella Lake Arena all’ombra dell’Albero della Vita, il luogo più suggestivo ed emozionante di EXPO2015.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-844" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg" alt="Cupole Love It" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>La terra e l’agricoltura sono le grandi protagoniste dell’Esposizione Universale made in Milano: è forte la coscienza della necessità, da parte dei maggiori paesi del mondo, di razionalizzare le risorse a fronte della popolazione globale a quota più sette miliardi. Un ritorno alla terra e alla sua gestione consapevole e responsabile è l’unica soluzione per il futuro; i padiglioni EXPO fanno a gara per comunicare questo messaggio declinandolo nelle proprie lingue, nelle suggestioni e nelle emozioni che la propria terra è in grado di esprimere.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-845" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg" alt="Spighe Expo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nutrire il mondo &#8211; tutto il mondo &#8211; è possibile: con l’agricoltura, che non soltanto consente di utilizzare il più razionalmente possibile le risorse del pianeta, ma permette anche di avere un maggiore controllo sulla filiera produttiva. Coltivare quindi responsabilmente è un vantaggio sia per chi produce sia per chi consuma, è sinonimo di qualità, gusto, salute.</p>
<p>In questo, BIRRAGRICOLA rappresenta la punta di diamante della birra artigianale toscana: è un valore aggiunto di indiscutibile valore a garanzia del consumatore, una cultura più alta della birra e, dulcis in fundo, un valore di gusto aggiunto che consente di gustare l’essenza di ogni specifico terroir.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-846" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg" alt="J63 orzo" width="665" height="1000" /></a></p>
<p>La Birra Agricola J63, orgoglio della Tenuta Agricola Torre a Cenaia, si conquista così un posto d’onore a EXPO2015 e contribuisce a “nutrire il mondo” del futuro. La prossima volta che vorrete bere un prodotto di eccellenza non limitatevi all’artigianale: bere agricolo è un gesto d’amore per il pianeta, per il territorio di produzione, per voi stessi. “Dalla terra tutto proviene” scriveva Senofane, e dalla Terra provengono anche il nostro passato e il futuro del mondo intero.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-847" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg" alt="Expo tramonto" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torre a Cenaia ad EXPO2015, a tutta Birra Agricola!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 09:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il luogo è dei più suggestivi ed emozionanti, di grande impatto visivo e animato durante l’intera giornata da effetti d’acqua e di luce, di fuoco e di musica. Ci troviamo all’estremità settentrionale del Cardo, nel più grande spazio aperto dell’Esposizione Universale: la Lake Arena. I 28.000 metri quadri della piazza ospitano un sistema di gradinate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il luogo è dei più suggestivi ed emozionanti, di grande impatto visivo e animato durante l’intera giornata da effetti d’acqua e di luce, di fuoco e di musica. Ci troviamo all’estremità settentrionale del Cardo, nel più grande spazio aperto dell’Esposizione Universale: la <b>Lake Arena</b>. I 28.000 metri quadri della piazza ospitano un sistema di gradinate per circa 3.000 spettatori, concentrate attorno a uno specchio d’acqua circolare, popolato da fontane e dominato dalla mole imponente dell’<b>Albero della Vita</b>, che ne segna il centro quale fulcro reale e simbolico dell’intera esposizione.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/TACadExpo-2.1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-826" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/TACadExpo-2.1.jpg" alt="Lake Arena" width="1238" height="847" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ubicata di fronte a Palazzo Italia, il cuore di EXPO2015, la struttura in legno e acciaio alta 37 metri è stata realizzata da Orgoglio Brescia, un consorzio di imprese locali, su progetto di Marco Balich, direttore artistico di Padiglione Italia e produttore di grandi eventi e regista. Ispirato all’opera di Michelangelo, il grande albero fa parte del più ampio schema metaforico del Vivaio: simbolo di rigenerazione, rinascita e vita nel quale rientra lo stesso progetto del Padiglione Italia.</p>
<p>Proprio qui, ai piedi del più significativo simbolo di Expo2015, si trovano le due <b>Cupole Love It</b>, nelle quali sono ospitati anche i nostri prodotti, in particolare le <strong>Birre Agricole Artigianali J63</strong>. Ma che cos’è Love It?</p>
<p>Tutto nasce da <b>CopagriExpo</b>, che rappresenta il sogno e l’impegno di Copagri di favorire lo sviluppo delle aziende del food italiano e la diffusione dei prodotti del Made in Italy autentico. Forte della rete di oltre 300.000 produttori agricoli associati e dell’ampissima gamma di prodotti agroalimentari che sono in grado di esprimere, Copagri è la Confederazione dei Produttori Agricoli nella quale rientra anche il <b>Consorzio Italiano dei Produttori della Birra e dell’Orzo</b> &#8211; <b>COBI </b>e il relativo progetto <b>BIRRAGRICOLA</b>. In quanto soci del Consorzio e produttori di birra agricola, anche noi di Torre a Cenaia partecipiamo a Expo2015 con le birre del nostro <strong>Birrificio Agricolo Artigianale J63</strong>.</p>
<p><b>Love It &#8211; Real Italian Food</b> è il progetto di CopagriExpo nato in occasione di Expo2015: l’Esposizione Universale sarà il trampolino di lancio per promuovere nel mondo la vera cultura del cibo italiano e i segreti dei piccoli produttori. Dopo questa esperienza, Love it aprirà punti vendita in tutto il mondo per la distribuzione di prodotti tipici di tutti i territori italiani, di piccole produzioni e di specialità di stagione selezionate tra le vere eccellenze italiane.</p>
<p>Ecco dunque come Torre a Cenaia arriva ad Expo2015, grazie alla rete di 60 produttori di birra agricola di cui è parte attiva e insieme agli attori economici della filiera di Copagri. All’interno delle due cupole in legno di Love It, i visitatori potranno acquistare i tanti prodotti agroalimentari dell’eccellenza del Made In Italy e tra questi anche le nostre birre J63; sarà inoltre possibile assistere a show-cooking e altri eventi, e partecipare a gustose degustazioni, oltre che stringere relazioni commerciali e organizzare incontri b2b.</p>
<p>E’ iniziata una nuova emozionante avventura per Torre a Cenaia e il Birrificio Agricolo Artigianale J63. Vi aspettiamo ad Expo2015, all’ombra dell’Albero della Vita. A breve vi comunicheremo ogni dettaglio per incontrarci nel cuore dell’Esposizione Universale e gustare insieme le nostre birre agricole.</p>
<p>Stay tuned!</p>
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