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	<title>Birra Agricola Artigianale J63 | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>J come Julia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 10:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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					<description><![CDATA[C’era una volta un re e una fattoria fortificata, più di mille e duecento anni fa. Il re si chiamava Desiderio ed era un nobile longobardo di origine bresciana, ma che ben conosceva le nostre terre. Aveva infatti ricoperto a lungo la carica di Duca di Toscana o meglio di Tuscia, durante il regno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>C’era una volta un re e una fattoria fortificata, più di mille e duecento anni fa.</b></p>
<p>Il re si chiamava <b>Desiderio</b> ed era un nobile longobardo di origine bresciana, ma che ben conosceva le nostre terre. Aveva infatti ricoperto a lungo la carica di Duca di Toscana o meglio di Tuscia, durante il regno del suo predecessore Astolfo.</p>
<p>Desiderio si era ritrovato tra le mani una bella gatta da pelare. Il Regno longobardo non passava un bel momento: l’Italia usciva da un lungo periodo di lotte coi bizantini; i rapporti con il Papa erano molto testi e ancora bruciava la sconfitta inferta dai Franchi, che avevano sostenuto Papa Stefano II nella lotta contro i Longobardi per il dominio dei territori dell’Esarcato, fino a poco prima in mano ai bizantini. Come se non bastasse, i ducati longobardi dell’Italia Meridionale scalciavano, dimostrando di voler distaccarsi dalla corona e fare di testa propria, e, in tutto questo, Re Astolfo era pure morto senza designare un successore, gettando il regno nel caos.</p>
<p>Ma Desiderio non si perse d’animo e seppe ricostruire, non senza fatica, una fitta trama di rapporti con tutte le forze in gioco, per ridare equilibrio alla Penisola. Cercò quindi di farsi alleati sia i Franchi sia il Papato, senza per questo abbassare la testa, cedendo sapientemente territori e figlie per ricevere in cambio concessioni e poteri.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1625" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo.jpg" alt="" width="1069" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo.jpg 1069w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo-768x718.jpg 768w" sizes="(max-width: 1069px) 100vw, 1069px" /></p>
<h3>Che c’entra tutto questo con una birra?, vi chiederete. C’entra, c’entra eccome.</h3>
<p>Desiderio aveva una moglie che pare fosse, oltreché bella, particolarmente devota, al limite della santità. Cosa non da poco, se si mirava a ristabilire un buon rapporto con un vicino di casa un po’ &#8220;ingombrante&#8221; come il Papa. Ecco, proprio con questo scopo, aiutato dalle particolari doti di <b>Ansa, la Regina</b>, Desiderio avviò un’importante opera mirata a ridare importanza agli edifici sacri del regno, sistemandone di vecchi e costruendone di nuovi. Ansa fu particolarmente brava a rastrellare reliquie a più non posso in tutta Italia da destinare a una serie di fondazioni religiose, grazie al sostegno di Papa Paolo I. <b>Devotissima, tra i tanti, alla martire Giulia</b>, la Regina volle trasferire le sacre spoglie della giovane Santa da Livorno, dove si trovavano in quegli anni, alla sua città, Brescia.</p>
<p><b>Da Livorno a Brescia. Un viaggio non da poco per l’epoca; oggi ricalcato dal Cammino di Santa Giulia, un percorso di pellegrinaggio che si propone di ripercorrerne le tappe, in parte correndo parallelo a una delle tante direttrici della Via Francigena.</b></p>
<p>Tra le primissime soste che il convoglio reale con le preziose reliquie fu costretto a fare, a una distanza di circa venti miglia dalla partenza, possiamo immaginare che abbia svolto un ruolo importante una stazione di guardia e di controllo lungo il collegamento tra la capitale del Ducato di Tuscia, Lucca, e il il porto di Livorno. La strada da percorrere filava infatti dapprima dritta verso oriente, poi, all’altezza di Ponsacco, deviava verso nord lambendo il grande lago di Sesto-Bientina e, attraversando la piana lucchese, puntava verso i passi appenninici e si gettava infine nella Pianura Padana. Nei pressi di questa prima deviazione verso nord, possiamo immaginare <b>una fattoria fortificata di ancor più antica memoria, adesso riadattata a presidio militare dai longobardi. Qui, il convoglio si sarà fermato giusto il tempo di una notte, per rifocillarsi </b>e ripartire il mattino seguente di buon’ora.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1627" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo.jpg" alt="" width="1014" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo.jpg 1014w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo-768x757.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo-60x60.jpg 60w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /></p>
<h3>Riuscite a immaginare di quale fattoria stiamo parlando?</h3>
<p>Ce lo svela un’iscrizione sulla facciata della cappella di Sant’Andrea, oggi un tutt’uno con la Casa Turrita della <b>Tenuta Torre a Cenaia</b>, dove si trova il <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b>. Correva l’anno 762 dopo Cristo, quando la Regina Ansa decise di volere per la sua fondazione le reliquie di Santa Giulia. Appena l’anno dopo, nel <b>763</b>, queste iniziarono il lungo viaggio che dal Mar Tirreno le condusse a Brescia e si ritrovarono a passare anche da qui.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1623" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="669" height="1000" /></p>
<p>La vicenda che lega questa iscrizione alla Tenuta rimane tutt’oggi oscura e si tinge di leggenda. E’ ancora aperta una diatriba sulla paternità della lapide, tant’è che Livorno la rivendica a sé: nella sagrestia di Santa Giulia, una piccola chiesa nei pressi del duomo, una copia di questa iscrizione riporta una data diversa, e gli storici del passato hanno dibattuto a lungo sulla questione, senza mai venirne a capo.</p>
<p>Resta il fatto che <b>l’originale di questa iscrizione si trova a Torre a Cenaia, in bella mostra sulla facciata di una piccola chiesa, e fa riferimento a Santa Giulia e all’anno in cui Re Desiderio la trasferì dalla Toscana a Brescia</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>J come Julia</h3>
<p>Nel luogo in cui si narra sia avvenuto il passaggio delle sue spoglie, un birrificio artigianale le rende omaggio riprendendone il nome e, oggi, reinterpretandone la storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1626" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja.jpg" alt="" width="1524" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja.jpg 1524w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-768x504.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-260x170.jpg 260w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-430x283.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 1524px) 100vw, 1524px" /></p>
<p><b>J come Julia, 63 dall’anno 763 e non solo</b>. I rimandi alla storia di questo territorio sono molti e vari, ma è a Santa Giulia che guardiamo e ai pellegrini che nei secoli ne hanno ripercorso i passi rifocillandosi con una buona pinta di birra. Sì, perché all’epoca era poco consigliabile affidarsi all’acqua, spesso infetta dai batteri, e allora l’unica bevanda sicura che corroborasse e rinfrescasse, senza eccedere con l’alcool come accade col vino, era proprio la birra. <b>L’antico punto di sosta sul cammino di Santa Giulia, e verso la vicina Francigena, torna a essere luogo di sosta</b>, oltre che di produzione di birra agricola, cioè prodotta con orzo coltivato all’interno della Tenuta stessa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1624" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63.jpg" alt="" width="1528" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63.jpg 1528w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-768x503.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-260x170.jpg 260w" sizes="auto, (max-width: 1528px) 100vw, 1528px" /></p>
<p>Giulia o meglio <b>Julia era una giovane nobildonna dell’Africa mediterranea sulle soglie del IV secolo dopo Cristo</b>. L’impero Romano iniziava a scricchiolare e le prime incursioni “barbare” sconquassavano i domini di confine. La sua città, Cartagine, stava subendo l’ennesima scorreria da parte dei Vandali quando Julia, appena ventenne, fu catturata e venduta come schiava. Da qui, le varie versioni della storia prendono il mare e ci narrano di viaggi al fianco di un ricco mercante, di naufragi e di tristi vicende sull’isola di Corsica. Il martirio la consacrò presto all’eternità, fermamente convinta nella sua fede cristiana, in un mondo che ancora non lasciava spazio al suo grande unico dio. La leggenda racconta di alcuni monaci della vicina Gorgona, che seppero in sogno di quanto stava accadendo e spiegarono subito le vele al vento per raggiungerla. Ma quando arrivarono, non poterono che avvistarla sulla sua croce, e raccoglierne il corpo per darle la giusta sepoltura sulla loro isola. Ai piedi dello strumento del martirio, un cartiglio scritto da mani angeliche narrava la sua vita; i monaci fecero tesoro di quelle parole e conservarono per sempre la storia di Julia. Pochi secoli dopo, su quell’isola farà approdo un’altra nave che condurrà Julia sul continente e, successivamente, il convoglio di Desiderio la scorterà fino a Brescia.</p>
<p><b>Con il progetto delle nuove Birre Agricole J63, nel formato da 33 cl, abbiamo voluto rendere omaggio alla storia di questa giovane donna coraggiosa</b>. Abbiamo reinterpretato le principali vicende della sua vita, ma a modo nostro, sottolineando la sua bellezza e la sua tenacia, e lasciandole aperto un futuro diverso. Come potremmo non innamorarci di Julia, e immaginare insieme a lei nuovi viaggi per mare?</p>
<h3>JIPA</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 1</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1617" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web.jpg" alt="" width="1042" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web.jpg 1042w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web-768x737.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1042px) 100vw, 1042px" /></p>
<p>Cartagine, 440 d.C. Julia ha appena vent’anni.</p>
<p>Figlia di un aristocratico della città, si gode gli agi del suo palazzo sul mare.</p>
<p>Dal colonnato, si affaccia sul giardino inebriata dal profumo di mille fiori e frutti esotici…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JPils</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 2</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1618" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web.jpg" alt="" width="1053" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web.jpg 1053w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web-768x729.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1053px) 100vw, 1053px" /></p>
<p>Cartagine è sotto assedio.</p>
<p>Julia viene catturata e venduta come schiava.</p>
<p>Pur spaventata e afflitta, non si perde d’animo: è una donna tenace e coraggiosa, e sa che non esistono catene in grado di fermarla…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JBlanche</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 3</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1619" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web.jpg" alt="" width="1049" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web.jpg 1049w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web-768x732.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1049px) 100vw, 1049px" /></p>
<p>Un ricco mercante siriano, di nome Eusebio, nota l’affascinante schiava al mercato di Cartagine e decide di acquistarla per condurla sulla propria nave.</p>
<p>Insieme, solcano i mari di tutto il mondo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JBlonde</h3>
<p>Storia di Julia, episodio 4</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1620" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web.jpg" alt="" width="1119" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web.jpg 1119w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web-768x686.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1119px) 100vw, 1119px" /></p>
<p>La nave approda sulla costa tirrenica. All’ombra di un’antica torre, Julia ed Eusebio si scambiano una promessa d’amore.</p>
<p>E’ tempo di salpare ancora, ma Julia lascia il suo cuore su questa terra, dove sogna di fare ritorno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JRubra</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 5</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1621" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web.jpg" alt="" width="1039" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web.jpg 1039w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web-768x739.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></p>
<p>La nave di Julia ed Eusebio naufraga sulle coste della Corsica.</p>
<p>Sulla spiaggia, sola di fronte al relitto, Julia si interroga sul futuro.</p>
<p>Del suo amore nessuna traccia, nell’aria l’aroma ammaliante dei pini marittimi…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come inizia questa storia?</h3>
<p>Dall’incontro “fortuito” con una giovane artista del nostro territorio, già caratterizzata da un personalissimo stile orientato al mare, al viaggio e al sogno. Julia sembrava fatta apposta per lei e allora, in un giorno di sole di fronte a una buona birra, abbiamo iniziato a scrivere insieme questa nuova storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1622" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13.jpg" alt="" width="1144" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13.jpg 1144w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13-768x671.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1144px) 100vw, 1144px" /></p>
<p>Ginevra Giovannoni (Pisa, 1989) è<b> RAME13</b>, una giovane e brillante illustratrice, tatuatrice, street-artist&#8230; artista a tutto tondo. Seguendo i consigli del nonno pittore, inizia a disegnare fin da piccolissima. Dopo il Liceo Scientifico con indirizzo artistico a Livorno, frequenta la Scuola Internazionale di Comics a Firenze e si laurea in Lettere e Filosofia all&#8217;Università di Pisa. Espone per la prima volta a Siviglia, grazie a un progetto Erasmus, città che rappresenta la sua prima grande fonte di ispirazione. Rientrata in Italia, si dedica a tempo pieno alla sua arte, collaborando a riviste e magazine, partecipando a mostre, workshop, festival ed eventi in tutto lo stivale. Dal 2016 entra a far parte della Progeas Family di Firenze, buttando anima e corpo nella street-art, in nome della quale dà vita a un importante progetto insieme ad altri artisti toscani. Creativa dalla mente vulcanica e, fin dagli esordi, caratterizzata da uno stile originale e riconoscibile, oltrepassa presto i confini nazionali: dopo il Festival Internazionale delle Culture di Ordea (Romania) nel 2016, Bristol la incorona quale street-artist di successo all&#8217;Up-Fest 2017.</p>
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		<title>AGRICULTURAL CRAFT BEER J63: HOW TO MAKE BEER</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Esther Filippone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 16:59:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foreign Friends]]></category>
		<category><![CDATA[Birra Agricola Artigianale J63]]></category>
		<category><![CDATA[cooking]]></category>
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					<description><![CDATA[Obtained from an old farmhouse within the estate Tenuta Agricola Torre a Cenaia, the Birrificio Agricolo Artigianale J63 cultivates independently the barley necessary for the realization of beer. After harvest, the cereal is sent to the consortium to obtain malt and from there sent back to the Brewery, where the work starts. J63 is part [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Obtained from an old farmhouse within the estate Tenuta Agricola Torre a Cenaia, the Birrificio Agricolo Artigianale J63 cultivates independently the barley necessary for the realization of beer. After harvest, the cereal is sent to the consortium to obtain malt and from there sent back to the Brewery, where the work starts.  J63 is part of COBI, Italian Consortium of Barley and Beer Producers and can show the certificated trademark of AGRICULTURAL  BEER, issued by the Ministry of Agriculture and Forestry and indicated in the back label of each bottle<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg" alt="J63 orzo" width="665" height="1000" class="alignleft size-full wp-image-846" /><br />
As you know, brewing is a complex and detailed process of several stages:<br />
MALTING PROCESS<br />
To begin, you select the raw material which is the barley, to which can be added other grains. After choosing the best beans and cleaned, they are immersed in the maceration tanks, where the germination will be stimulated thanks to the action of water, oxygen and appropriate temperature. Here barley stays for three or four days, immersed in water which is constantly renewed and maintained at a temperature of about 12-15 ° C. The grain so absorbs the necessary moisture and the outer layer of bran softens: it is time to transfer the barley in the germination caissons, in a ventilated place. After about a week the sprout comes out from grain: when it has reached a length of about 2/3 of this, the process is interrupted by drying or torrefaction<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Malto.jpg" alt="Malto" width="1000" height="665" class="alignleft size-full wp-image-995" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Malto.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Malto-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Malto-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br />
GRINDING<br />
At this point, the raw material is ready and the brewing can begin. But first we must prepare malt through the grind. Malt is crushed and broken in the mill. The result is a kind of flour, a mush which still retains the coarse pieces, more dense than a powder and which can finally be poured into the cooking tanks.</p>
<p>MASHING<br />
The toasted barley is now poured into the vat of the mixture and filtration, also said mash tune, containing warm water that is gradually heated to a temperature of about 60 ° C. The relationship between water and malt is of 3: 1, 3 liters of water for one kg of raw material. In these conditions begins the mash determined by a series of enzymatic reactions: the starch contained in the malt is transformed into maltose, also called malt sugar. The compound is constantly mixed and brought, with gradual step, to the optimum temperature to allow the enzymes to degrade starch and proteins and so favor the solubilization of proteins in the mash; this process is called proteases. Proteins are the &#8220;bricks&#8221; of beer foam, which make it more dense and compact. The steps of the mash at different temperature levels, are decided by the brewer according to the type of beer to be produced, and each lasts about 20 minutes. The last phase is called mash out and reaches a temperature of 78 ° C: this is where the alfaminasi happens, that is the time when the attack of enzymes to the starch becomes stronger and produce dextrin or non-fermentable sugars , which will remain as residues in beer.</p>
<p>THRESHING<br />
Finished mash, the wort is purified from the insoluble component, what in the jargon is called spent grain. This is a residues storage consisting of the outer casings of shredded malt grain. They still contain a high amount of nutritional principles that have not undergone the solubilization and for this they can be used in livestock breeding and also in the kitchen, for example, to enrich the dough of pizza and focaccia. </p>
<p>COOKING AND HOPPING<br />
The purified liquid must is now ready to be boiled. It is then transferred to the kettle, where it is boiled for about ninety minutes: this is the moment in which the excess proteins coagulate and we are witnessing the concentration and sterilization of the must. And now another key ingredient is added, hops: you use various types, depending on the type of beer and they are inserted in precise moments of boiling &#8211;  they all derive exclusively from the female flower of the plant. Hops are classified into two broad categories: bittering hops and aroma hops, which are added to the must in this order, first the bitter and then the aroma. In this phase you go to determine the classic bitter taste of the beer and its unique scent: each type will have its degree of bitterness and its aromas, expertly blended by the skill of the brewer to get the desired combination. During the boiling, through reactions between the polyphenols of malt and hops and malt proteins, they are formed insoluble complexes that constitute the so-called trub. At the end of this phase you go to separate this precipitated solid by centrifuging the whole: it is the moment of the whirlpool, which lasts approximately 20 minutes. The &#8216;dirt&#8217; of the must is concentrated at the center of the compacted boiler and through the lateral holes comes out the &#8216;clean&#8217; must that through the pipes will reach the fermenters. But first, passing through a plate heat tank, the wort is cooled; here then again the road to the fermentation tank.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Luppolatura.jpg" alt="Luppolatura" width="1000" height="626" class="alignleft size-full wp-image-998" /><br />
FERMENTATION<br />
After reaching a temperature ranging between 10 and 20 ° C depending on the type of beer, which for this will be called high or low fermentation, the must thus enters in the fermenters. Here they are added the specific yeast for the type of beer that we will produce and which will go to work in aerobiosis conditions, in the presence of oxygen. The true and proper fermentation begins now and consists of two stages: the primary and the secondary, this latter also called maturation. During the main fermentation, yeasts convert the sugars and amino acids in alcohol, carbon dioxide and aromatic substances. The yeasts used are divided into two major groups:<br />
the first is that of low fermentation and which includes the yeasts of the Saccharomyces Carlsbergensis family. These yeasts operate at a temperature between about 5 ° C and 10 ° C; at higher values they could give the beer a nasty taste. Lagers are produced from these yeasts; the second is that of high fermentation.<br />
These include yeasts of the Saccharomyces cerevisiae family, working between a temperature of 15 ° C and a 23 ° C approximately. They are used for the production of so-called ales: thanks to the higher temperature, the fermentation of ales is faster compared to the lager, just three or four days. At the end of this process the spent yeast rises to the surface. </p>
<p>MATURATION<br />
After the stage of the primary fermentation you pass to the secondary fermentation: the &#8216;young&#8217; beer is transferred into the ripeners, large vats usually made of steel, which are maintained at the temperature between 0 ° C and 2 ° C for four or five weeks. In this phase it is necessary to prevent oxygen oxides the beer, for this the containers are saturated with carbon dioxide. In the maturation containers it takes place the process of clarification of the beer, which after fermentation is cloudy and &#8216;dirty&#8217;: the last remnants yeast precipitate and the liquid becomes clear. Now the beer stabilizes and reaches a balance of flavors and the desired taste.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Ammostamento-JPILS.jpg" alt="Ammostamento JPILS" width="1000" height="665" class="alignleft size-full wp-image-996" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Ammostamento-JPILS.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Ammostamento-JPILS-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Ammostamento-JPILS-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br />
FINAL STAGES<br />
In an industrial process now it would be the time to move to the pasteurization and, subsequently, to the filtration. The industrial beers are brought to a temperature of about 60 ° C to eliminate the present micro-organisms and to allow a longer shelf life. But this is not the case for craft beers so-called raw, among which the J63 agricultural beers produced in Torre a Cenaia. Low fermentation craft beers at this point can go directly from the ripening apparatus to the bottle filling machine. The high fermentation beers are instead transferred to the priming, a smaller tank where sugars and yeasts are added in order to prepare the beer to the second fermentation, which will take place in the bottle or keg for about 15-20 days at a controlled temperature of 20 -22 ° C. Here is that even the ales are ready to be bottled. But before you can enjoy it, it is good to wait a month or so to let ripen completely bottled beer. Only after this further period of aging, the beer will be ready to unveil the most of its organoleptic characteristics.<br />
Everything on the right times &#8230; Prosit!<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Birraio-J63.jpg" alt="Birraio J63" width="1000" height="665" class="alignleft size-full wp-image-1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Birraio-J63.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Birraio-J63-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/12/Birraio-J63-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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		<title>E&#8217; nata la &#8220;piccola&#8221; J63: la birra agricola nel formato 33cl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 12:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torre a Cenaia non è solo vino! La nostra essenza di Toscana si incarna anche nelle birre agricole J63, che nascono dall’orzo coltivato nella Tenuta stessa e vengono realizzate per mezzo di lavorazioni rigorosamente artigianali. Ogni progetto made in Torre a Cenaia è profondamente radicato nel generoso e fertile territorio in cui si trovano i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torre a Cenaia non è solo vino! La nostra <b>essenza di Toscana</b> si incarna anche nelle <b>birre agricole J63</b>, che nascono dall’orzo coltivato nella Tenuta stessa e vengono realizzate per mezzo di lavorazioni rigorosamente artigianali. Ogni progetto <b><i>made in Torre a Cenaia</i></b> è profondamente radicato nel generoso e fertile territorio in cui si trovano i circa 500 ettari della Tenuta.</p>
<p>Perché questa forte attenzione per la propria terra? Perché “limitarsi” a ciò che essa produce? La risposta è semplice: perché è la nostra risorsa più grande, in termini economici, sociali e culturali, e perché abbiamo il dovere di prendere in consegna la nostra identità dalle generazioni del passato per tramandarla a quelle future. Che cosa ne sarebbe dei colori, dei profumi, dei sapori del proprio territorio se non ce ne prendessimo cura? Che cosa racconteremmo a un ospite che vuole sapere di noi? Da qui dobbiamo partire, che si voglia restare o andare lontano. Perché l’identità, fatta di terra e passato, è l’unica bussola che abbiamo. Come scriveva il drammaturgo inglese Holcroft, il passato è un segnale di direzione, non un palo cui appoggiarsi.</p>
<p>Le birre agricole J63 sono una componente importante di questa nostra anima, e vogliamo che arrivino lontano per raccontare la bellezza di questo straordinario angolo di Toscana. Ecco come nasce il<b> progetto 33cl</b>: un formato semplice e pratico per raccontare a tutti chi siamo, chi siamo stati e chi saremo.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-agricola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-890" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-agricola.jpg" alt="Birra agricola J63 33cl" width="800" height="443" /></a></p>
<p>Ci hanno chiesto in molti perché abbiamo scelto una <b>bottiglia tipicamente “industriale”</b> per un prodotto artigianale di eccellenza, com’è appunto la birra agricola. A nostro avviso questa domanda nasce da una prospettiva distorta, che ancora oggi ritiene il packaging elemento essenziale per distinguere questi due tipi di prodotto. La vera forza dell’artigianale, secondo noi, risiede nella genuinità e nella bontà del contenuto, che è di per sé vincente. In più, un packaging eccessivamente ricercato &#8211; e costoso &#8211; agisce da freno alla diffusione del prodotto artigianale: accrescendone il prezzo di realizzazione, lo rende meno accessibile al grande pubblico e anche la praticità, la maneggevolezza e la facilità di beva ne risentono negativamente. La bottiglia “industriale” da 33cl è quanto di meglio sia mai stato progettato in termini di praticità: impedire alla birra artigianale di godere di questi vantaggi, solo per distinguerla snobisticamente dall’industriale sin dal primo sguardo, significa limitare la portata di questo straordinario prodotto di eccellenza, accorciarne la strada e la vita stessa.</p>
<p>Non dimentichiamo infatti che la birra agricola J63 è una <b>birra cruda</b>, cioè non filtrata né pastorizzata, e che per questo ha una shelf life più limitata rispetto alle birre industriali. Scegliere la giusta bottiglia significa dunque anche permettere una più pratica e rapida diffusione, prolungandone la vita e la fruibilità.</p>
<p>Ma la nostra scelta è dettata anche e soprattutto da un sogno. Quello di vedere la birra agricola, e in genere la birra artigianale, diffusa quanto e più di quella industriale. Il consumatore di oggi è mediamente più acculturato e critico che in passato, è più forte in lui la voglia di sapere che cosa ha tra le mani e quali processi hanno generato quel prodotto. Il mondo della birra vede &#8211; finalmente e per fortuna &#8211; un forte incremento della <b>coscienza critica del consumatore</b>: per questo, i tempi sono maturi per sfidare la birra industriale, per “batterla in casa” indossandone i panni.</p>
<p>Proprio quando i grandi birrifici industriali scelgono le proprie bottiglie e investono in poderose campagne di marketing per farle apparirle come artigianali, J63 compie il passo contrario: veste la sua birra agricola da “industriale”. Perché mai, vi chiederete. Semplice, perché nel momento in cui il grande mercato imita le nostre vesti, è proprio allora che è arrivato il momento di innovare e rinnovarsi; è adesso che possiamo osare.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-891" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg" alt="J63 33cl motorbike" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-33cl-motorbike-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>La storia e la terra di Toscana che trasformiamo in birra hanno un potenziale immenso, quel liquido racchiuso nelle piccole bottiglie è pura cultura; abbiamo il dovere di diffonderla ovunque sia in grado di arrivare, di renderla viva e moderna. La nostra produzione artigianale è ristretta, è vero, ma la partita di oggi è da giocare per un obiettivo più alto, molto diverso dal rincorrere a tutti i costi i grandi numeri: innalzare costantemente la qualità del prodotto e della vita del consumatore.</p>
<p>Come un novello cavallo di Troia, la piccola J63 è pronta a varcare le mura e a conquistarvi con la sola forza dell’unicità: siate sempre vigili e coscienti nei confronti di ciò che consumate, esercitate il vostro sacrosanto diritto di critica e, soprattutto, non rinunciate alla straordinaria unicità custodita nella nostra e vostra storia. Siamo noi, semplicemente noi, unici e irreplicabili come la nostra impronta digitale: non temiamo di essere noi stessi e lasciamo il nostro segno nelle piccole scelte di ogni giorno. Il viaggio verso se stessi è lungo e impegnativo, e c’è chi lo dice infinito, ma nessun altro potrà percorrerlo al nostro posto.</p>
<p>Buon viaggio con le piccole J63!</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-892" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg" alt="J63 birrificio" width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/08/J63-birrificio-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
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		<title>Birra artigianale a EXPO2015: il futuro è&#8230; agricolo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 12:22:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Birra Agricola, meglio ancora BIRRAGRICOLA, è l’eccellenza della birra artigianale italiana. Bere artigianale non è infatti garanzia massima di tracciabilità e genuinità del prodotto: le materie prime possono provenire da qualsiasi produttore, del quale il birrificio è costretto a fidarsi, nel bene e nel male, senza avere un controllo diretto sugli ingredienti del proprio nettare.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-848" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg" alt="Mucca Expo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Mucca-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Bere una BIRRAGRICOLA &#8211; marchio e sigillo registrato e concesso dal COBI Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra &#8211; significa invece avere la certezza che almeno il 71% dell’orzo utilizzato per produrre quella birra proviene dalle coltivazioni dello stesso birrificio, che è dunque prima di tutto azienda agricola.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-843" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg" alt="J63 a Expo2015" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Questa è il punto di forza di BIRRAGRICOLA, ed è questo che le ha permesso di conquistarsi il suo “quarto d’ora di celebrità” ad EXPO2015. Grazie infatti al progetto Love It Real Italian Food di Copagri Expo, il COBI mostra al mondo intero la propria produzione di orzo e di birre agricole italiane al proprio stand nelle Cupole Love It, nella Lake Arena all’ombra dell’Albero della Vita, il luogo più suggestivo ed emozionante di EXPO2015.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-844" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg" alt="Cupole Love It" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Cupole-Love-It-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>La terra e l’agricoltura sono le grandi protagoniste dell’Esposizione Universale made in Milano: è forte la coscienza della necessità, da parte dei maggiori paesi del mondo, di razionalizzare le risorse a fronte della popolazione globale a quota più sette miliardi. Un ritorno alla terra e alla sua gestione consapevole e responsabile è l’unica soluzione per il futuro; i padiglioni EXPO fanno a gara per comunicare questo messaggio declinandolo nelle proprie lingue, nelle suggestioni e nelle emozioni che la propria terra è in grado di esprimere.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-845" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg" alt="Spighe Expo" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Spighe-Expo-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nutrire il mondo &#8211; tutto il mondo &#8211; è possibile: con l’agricoltura, che non soltanto consente di utilizzare il più razionalmente possibile le risorse del pianeta, ma permette anche di avere un maggiore controllo sulla filiera produttiva. Coltivare quindi responsabilmente è un vantaggio sia per chi produce sia per chi consuma, è sinonimo di qualità, gusto, salute.</p>
<p>In questo, BIRRAGRICOLA rappresenta la punta di diamante della birra artigianale toscana: è un valore aggiunto di indiscutibile valore a garanzia del consumatore, una cultura più alta della birra e, dulcis in fundo, un valore di gusto aggiunto che consente di gustare l’essenza di ogni specifico terroir.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-846" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/J63-orzo.jpg" alt="J63 orzo" width="665" height="1000" /></a></p>
<p>La Birra Agricola J63, orgoglio della Tenuta Agricola Torre a Cenaia, si conquista così un posto d’onore a EXPO2015 e contribuisce a “nutrire il mondo” del futuro. La prossima volta che vorrete bere un prodotto di eccellenza non limitatevi all’artigianale: bere agricolo è un gesto d’amore per il pianeta, per il territorio di produzione, per voi stessi. “Dalla terra tutto proviene” scriveva Senofane, e dalla Terra provengono anche il nostro passato e il futuro del mondo intero.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-847" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg" alt="Expo tramonto" width="1000" height="665" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/06/Expo-tramonto-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torre a Cenaia ad EXPO2015, a tutta Birra Agricola!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 09:51:07 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il luogo è dei più suggestivi ed emozionanti, di grande impatto visivo e animato durante l’intera giornata da effetti d’acqua e di luce, di fuoco e di musica. Ci troviamo all’estremità settentrionale del Cardo, nel più grande spazio aperto dell’Esposizione Universale: la <b>Lake Arena</b>. I 28.000 metri quadri della piazza ospitano un sistema di gradinate per circa 3.000 spettatori, concentrate attorno a uno specchio d’acqua circolare, popolato da fontane e dominato dalla mole imponente dell’<b>Albero della Vita</b>, che ne segna il centro quale fulcro reale e simbolico dell’intera esposizione.</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/TACadExpo-2.1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-826" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/TACadExpo-2.1.jpg" alt="Lake Arena" width="1238" height="847" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ubicata di fronte a Palazzo Italia, il cuore di EXPO2015, la struttura in legno e acciaio alta 37 metri è stata realizzata da Orgoglio Brescia, un consorzio di imprese locali, su progetto di Marco Balich, direttore artistico di Padiglione Italia e produttore di grandi eventi e regista. Ispirato all’opera di Michelangelo, il grande albero fa parte del più ampio schema metaforico del Vivaio: simbolo di rigenerazione, rinascita e vita nel quale rientra lo stesso progetto del Padiglione Italia.</p>
<p>Proprio qui, ai piedi del più significativo simbolo di Expo2015, si trovano le due <b>Cupole Love It</b>, nelle quali sono ospitati anche i nostri prodotti, in particolare le <strong>Birre Agricole Artigianali J63</strong>. Ma che cos’è Love It?</p>
<p>Tutto nasce da <b>CopagriExpo</b>, che rappresenta il sogno e l’impegno di Copagri di favorire lo sviluppo delle aziende del food italiano e la diffusione dei prodotti del Made in Italy autentico. Forte della rete di oltre 300.000 produttori agricoli associati e dell’ampissima gamma di prodotti agroalimentari che sono in grado di esprimere, Copagri è la Confederazione dei Produttori Agricoli nella quale rientra anche il <b>Consorzio Italiano dei Produttori della Birra e dell’Orzo</b> &#8211; <b>COBI </b>e il relativo progetto <b>BIRRAGRICOLA</b>. In quanto soci del Consorzio e produttori di birra agricola, anche noi di Torre a Cenaia partecipiamo a Expo2015 con le birre del nostro <strong>Birrificio Agricolo Artigianale J63</strong>.</p>
<p><b>Love It &#8211; Real Italian Food</b> è il progetto di CopagriExpo nato in occasione di Expo2015: l’Esposizione Universale sarà il trampolino di lancio per promuovere nel mondo la vera cultura del cibo italiano e i segreti dei piccoli produttori. Dopo questa esperienza, Love it aprirà punti vendita in tutto il mondo per la distribuzione di prodotti tipici di tutti i territori italiani, di piccole produzioni e di specialità di stagione selezionate tra le vere eccellenze italiane.</p>
<p>Ecco dunque come Torre a Cenaia arriva ad Expo2015, grazie alla rete di 60 produttori di birra agricola di cui è parte attiva e insieme agli attori economici della filiera di Copagri. All’interno delle due cupole in legno di Love It, i visitatori potranno acquistare i tanti prodotti agroalimentari dell’eccellenza del Made In Italy e tra questi anche le nostre birre J63; sarà inoltre possibile assistere a show-cooking e altri eventi, e partecipare a gustose degustazioni, oltre che stringere relazioni commerciali e organizzare incontri b2b.</p>
<p>E’ iniziata una nuova emozionante avventura per Torre a Cenaia e il Birrificio Agricolo Artigianale J63. Vi aspettiamo ad Expo2015, all’ombra dell’Albero della Vita. A breve vi comunicheremo ogni dettaglio per incontrarci nel cuore dell’Esposizione Universale e gustare insieme le nostre birre agricole.</p>
<p>Stay tuned!</p>
<p><a href="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Orzo-COBI.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-822" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Orzo-COBI.jpg" alt="Le " width="800" height="532" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Orzo-COBI.jpg 800w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Orzo-COBI-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2015/05/Orzo-COBI-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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