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	<title>Birra | Torre a Cenaia Journal</title>
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	<description>Il blog ufficiale di Torre a Cenaia</description>
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		<title>Birre artigianali d&#8217;estate, alla ricerca della pinta ammazza-sete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 10:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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		<category><![CDATA[American lager]]></category>
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					<description><![CDATA[Se sei tra gli impavidi temerari che resistono stoicamente alla vampa agostana in città o in ufficio, questo articolo è per te. Non che chi si crogiola su una spiaggia corallina o si gode le vette alpine sia da discriminare, ma, capirai bene, il nostro aiuto deve prima giungere in soccorso dei più bisognosi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei tra gli impavidi temerari che resistono stoicamente alla vampa agostana in città o in ufficio, questo articolo è per te. Non che chi si crogiola su una spiaggia corallina o si gode le vette alpine sia da discriminare, ma, capirai bene, il nostro aiuto deve prima giungere in soccorso dei più bisognosi e allora, eccoci qua, davanti al frigo aperto.</p>
<p>Ma che ci mettiamo, per non aggravare la situazione?<br />
Vediamo un po’…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Secche e amarognole, il binomio perfetto</h2>
<p>Parola d’ordine: idratarsi con criterio, ovvero assumere il giusto mix di acqua, minerali, proteine e zuccheri delle tipologie più adatte a questi mesi roventi.<br />
Allora, <strong>bassa gradazione alcolica</strong>, un po’ di amaro capace di regolare la salivazione e un <strong>taglio secco</strong> che tiene la bocca pulita come, ad esempio, quello della <a href="http://www.j63.it/wp-content/uploads/2018/03/JPils_Scheda-Tecnica.jpg"><strong>JPils</strong></a>.</p>
<p>Sarà per il godibilissimo mix di <strong>sentori erbacei e fioriti</strong> dovuto al celeberrimo luppolo Saaz, per il cenno di <strong>speziato</strong> e il <strong>discreto amaro</strong> sul finale: le <em>Bohemian Pilsner</em> sono l’antidoto perfetto alla sete implacabile di questi giorni. Leggerezza, freschezza, spiccata secchezza e una scorrevolezza in bocca decisamente pericolosa: cosa volete di più?<br />
Ne berremmo quanto la portata media del fiume Moldava. Ok che non impegna, ma andiamoci comunque con moderazione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1890 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/08/JPils.jpg" alt="" width="293" height="500" /></p>
<h2>Bianche, fresche e dolci birre</h2>
<p>E chi non sopporta la noticina amara delle <em>Pilsner</em>?<br />
Beh, la soluzione è a portata di mano: <a href="http://www.j63.it/wp-content/uploads/2018/03/JBlanche_Scheda-Tecnica.jpg"><strong>JBlanche</strong></a>.</p>
<p>Attingiamo al bacino delle birre di frumento, in particolare alla declinazione delle <em>Witbier</em> belghe, contraddistinte da un agrumato ammaliante ma non impegnativo. Sì, perché come vuole l’antica tradizione medievale del genere, all’uso esclusivo del luppolo si affianca quello del <em>gruut</em> ovvero di un mix di spezie caratteristiche di questo stile, in particolare <strong>coriandolo e buccia di arancia amara</strong>. Il risultato è un palato più <strong>fruttato e acidulo</strong> di quello che potremmo avvertire con le “cugine” tedesche, le <em>Weiss</em>, dalle quali il genere belga si discosta anche per il massiccio uso di frumento non maltato.<br />
Queste caratteristiche la rendono perfetta per l’estate: anch’essa di <strong>bassa gradazione alcolica</strong> al pari della JPils, è però più apprezzata nella bella stagione soprattutto dal pubblico femminile, proprio per la maggiore carica di acidula dolcezza, sebbene sempre discreta e mai prevaricante sulla generosa facilità di beva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Amaro senza indugio</h2>
<p>È il momento di far godere un po’ anche gli amanti delle luppolature americane, i virtuosi dell’aroma tropicale e gli avventurieri dell’amaro. Tutti i frequentatori del lisergico mondo delle IPA, APA &amp; friends, sanno bene che in questi quarti di luna occorre fare un minimo di selezione in base al grado alcolico. Pena il ritrovarsi (ahimè, ce ne siamo accorti tardi) esausti alla seconda pinta, e sbollentanti come un polpo patate e prezzemolo (il prezzemolo ce lo mettiamo giusto per la nota amaricante) appena uscito dal tegame.</p>
<p>Una delle possibili soluzioni è l’edizione limitata, che più limitata non si può, appena messa alle spine dal nostro birraio Luca Briganti. Il nome riecheggia ricordi musicali di giovinezza (bei momenti, i concerti di Thom): <strong>2 + 2 = 5</strong>.</p>
<p>Nome che vuole strizzare l’occhio a un mix di ingredienti atipico, fuori stile, della serie “non tornano i conti”. Ma si fa per dire, perché questa interessantissima e beverina “pozione” fresca e amarognola è quanto di più misurato potesse inventarsi il nostro Luca, e i conti tornano eccome! Di fatto, ci godiamo un <em>American Lager</em> con i contro-attributi: un bassissimo contenuto alcolico, sentori agrumati e tropicali potenti ma mai sguaiati, un amaro deciso ma ben bilanciato che rimette al mondo il palato a ogni sorso. Per chi non vuole rinunciare all’amaro nemmeno nelle bevute più disimpegnate, la 2 + 2 = 5 è una vera manna dal cielo, anzi dalla sala cotta di J63.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1891 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/08/J22.jpg" alt="" width="269" height="500" /></p>
<p>Detto ciò, niente vieta di avventuraci in più sostenute e corpose <em>ale</em> o <em>lager</em>, nonostante l’arsura assassina di questi giorni. Ma non ce la sentiamo di consigliartelo, non vorremmo istigarti a una caporetto dell’ascella pezzata o condannarti a un’emicrania selvaggia per una sommatoria alle stelle di gradi plato e celsius.</p>
<p>Se poi non dovessero bastarti questi suggerimenti, il <a href="http://www.j63.it/"><strong>Birrificio J63</strong></a> ti aspetta ogni giorno nel verde della Tenuta Torre a Cenaia, con il <a href="http://www.j63.it/il-ristorante/">ristorante-pizzeria</a> aperto a pranzo e a cena. La campagna non fa miracoli ma, ti assicuriamo, il fresco che emana anche in queste sere d’estate, abbinato a una buona e giusta pinta di birra agricola servita al massimo che la serpentina del nostro bancone può fare, è un toccasana niente male.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1882 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/08/summer_beer_web.jpg" alt="" width="1500" height="951" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/08/summer_beer_web.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/08/summer_beer_web-768x487.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
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		<title>JBlonde è Birra Quotidiana Slow Food 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 12:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Birra Quotidiana Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Birra Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Guida alle Birre d'Italia 2019 Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[JBLONDE]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo ben due anni di attesa, Slow Food torna a condurre per mano appassionati e neofiti nel ricco e variopinto mondo della birra artigianale italiana attraverso la “Guida alle Birra d’Italia 2019”, svelandoci birrifici e pinte da non perdere. Considerata, a pieno diritto, come il migliore progetto editoriale italiano in campo brassicolo, la Guida offre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo ben due anni di attesa, <strong>Slow Food</strong> torna a condurre per mano appassionati e neofiti nel ricco e variopinto mondo della birra artigianale italiana attraverso la <a href="http://www.slowfoodeditore.it/it/guide-slow/guida-alle-birre-d-italia-2019-9788884995087-764.html"><strong>“Guida alle Birra d’Italia 2019”</strong></a>, svelandoci birrifici e pinte da non perdere.</p>
<p>Considerata, a pieno diritto, come il migliore progetto editoriale italiano in campo brassicolo, la Guida offre il più dettagliato e autorevole panorama della birra nel nostro Paese: con <strong>quasi</strong> <strong>600 birrifici e più di 2.500 etichette</strong> recensite, grazie a un piacevolissimo approccio insieme didascalico e narrativo, rappresenta il palcoscenico su cui tutti i Birrifici desiderano comparire e la sua uscita è un vero evento, atteso e temuto allo stesso tempo.</p>
<p>I giudizi espressi sulle birre, infatti, sebbene Slow Food tenga a precisare che</p>
<blockquote><p>non ci interessa tanto dire “questa birra è più buona di quest’altra” quanto piuttosto aiutare il bevitore nella scelta stilando delle liste di birre che secondo noi, con approcci e obiettivi diversi, vanno assaggiate se si vuole conoscere il meglio della scena birraria italiana,</p></blockquote>
<p>sono la croce e la delizia di tutti i produttori artigianali nazionali. Chiocciole, bottiglie e fusti: ogni simbolo è una conquista, ogni titolo è una stelletta da appuntare al grembiule del mastro birraio, e tutti fanno a gara a ottenere un riconoscimento, in una continua lotta con se stessi a dare sempre un po’ di più del proprio meglio.</p>
<p>Dopo il titolo di <a href="https://www.torreacenaianews.it/jrubra-conquista-il-titolo-di-grande-birra-slow-food/"><strong>Grande Birra Slow Food</strong> conferito alla <strong>JRubra </strong>nella scorsa edizione della Guida</a>, torna anche per il <strong><a href="http://www.j63.it/">Birrificio Agricolo Artigianale J63</a></strong> il momento di festeggiare!<br />
E stavolta tocca alla <strong>JBlonde</strong>, riconosciuta <strong>Birra Quotidiana</strong> per la sua grande amabilità, un prodotto davvero versatile in grado di ammaliare un vasto pubblico di amatori e neofiti.<br />
Con <strong>birre quotidiane</strong>, Slow Food intende</p>
<blockquote><p>quei prodotti che svettano sugli altri per la capacità del birrificio di valorizzare semplicità, equilibrio e piacevolezza. Insomma, tra le birre quotidiane trovate quei prodotti, che meglio degli altri, secondo noi, sono adatti a svolgere il ruolo di compagni di bevuta di ogni giorno.</p></blockquote>
<p>Si tratta di una piccola-grande conferma per il micro-birrificio della <a href="http://www.torreacenaia.it/"><strong>Tenuta Torre a Cenaia</strong></a>, che da cinque anni opera all’interno di un più vasto <strong>progetto di filiera agricola</strong>: non solo birra artigianale dunque, ma birra agricola, anzi <strong><em>birragricola</em></strong>! Oltre a non essere pastorizzata né filtrata, infatti, la Birra Agricola J63 è ottenuta per almeno il 70% da orzo coltivato all’interno della Tenuta stessa. In virtù di questo, il Birrificio Agricolo Artigianale J63 è membro del <a href="http://www.cobibirragricola.it/">Consorzio Italiano dei Produttori dell’Orzo e della Birra</a> e può fregiare le proprie birre del <strong>marchio certificato BIRRAGRICOLA</strong>, l’unico in Italia in grado di attestare la filiera agricola dell’intero processo produttivo.<br />
Dalla nostra terra toscana, ecco che nasce un prodotto… “quotidiano”, capace di deliziarci ogni giorno con il suo perfetto equilibro tra la lieve nota amaricante dei luppoli e la dolcezza dei malti. Siamo fieri di potervi offrire, oggi, la nostra <strong><em>Belgian Blonde</em> Birra Quotidiana Slow Food 2019</strong>… Alla nostra salute, <em>prosit!</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1818 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/06/JBlonde_Birra_Quotidiana_SlowFood-web.jpg" alt="" width="440" height="622" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Italian Grape Ale, alla scoperta della prima birra &#8220;Made In Italy&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 08:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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		<category><![CDATA[Tenuta]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual è il primo genere di birra nato in Italia e per l'Italia?
Andiamo alla scoperta delle Italian Grape Ale, cioè dell'affascinante e variopinto universo delle brassificazioni con uva o mosto di vino!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando, nel 2015, il BJCP – ovvero il <a href="https://www.bjcp.org/"><strong>Beer Judge Certification Program</strong></a>, cioè l’unico ente internazionale legiferante in tema brassicolo – ha inserito in appendice alle proprie <em>Style guidelines</em> le <strong>Italian Grape Ale</strong>, le reazioni nel Bel Paese sono state varie.</p>
<p>In molti hanno brindato al primo genere “Made In Italy”; tanti lo hanno celebrato come esito naturale di ciò che stava già avvenendo, in Italia, da quasi un decennio; ma c’è stato anche chi, come il celeberrimo <a href="https://www.lucianopignataro.it/a/teo-musso-birra-artigianale-italiana/106384/"><strong>Teo Musso</strong>, si è scagliato in invettive contro questa “pagliacciata”</a> (usiamo un termine più gentile) perché – a suo dire – vino e birra sono due mondi da tenere, elegantemente e con buon gusto, ben distanti. O meglio, lui stesso ha a lungo sperimentato un ibrido tra i due nettari, ma un conto è ammostare e bollire, un altro identificare un paese come il nostro, degnissimo in fatto di alcolici, in un “esperimento” simile (e commercializzarlo addirittura!).</p>
<p>Checché ne pensasse Musso, nel giro di appena un paio d’anni le IGA hanno conquistato birrofili italiani e non solo, vuoi per la straordinaria versatilità del genere, vuoi per il ricchissimo substrato di vitigni a disposizione dei mastri birrai nostrani, che hanno potuto così dare fondo alla propria frizzantissima creatività.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1773 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/vineyard-vermentino.jpg" alt="" width="1500" height="849" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/vineyard-vermentino.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/vineyard-vermentino-768x435.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Ma che cos’è, esattamente, una Italian Grape Ale?</strong></h3>
<p>Si tratta di una Ale ottenuta aggiungendo, in ebollizione, uva o mosto, che a sua volta può essere fresco oppure cotto. Nessuna specifica sui <em>blend</em> di vitigni: ognuno può fare ciò che vuole.<br />
In questa estrema libertà e varietà sta l’essenza del genere, che trova la sua ragione d’essere – secondo lo stesso BJCP – nell’essere <strong>fuori dalle righe</strong> della “normale” produzione di un birrificio artigianale. Nell’incontro tra vino e birra sta tutta l’italianità del genere; nello straordinario panorama dei vitigni del Bel Paese sta invece il <strong>carattere specifico di territorialità</strong> che ogni IGA va di volta in volta a incarnare. Insomma, è uno stile un po’ “pazzo”, ma che proprio per questo può rappresentare al meglio il variegato, brillante e promettente panorama brassicolo italiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Qual è il profilo sensoriale di una Italian Grape Ale?</strong></h3>
<p>Ciò detto, va da sé che <strong>le IGA si differenzino molto le une dalle altre</strong>, a seconda del tipo di mosto e di uve impiegate – senza considerare i malti e, quando utilizzati, i cereali non maltati, anch’essi ammessi al genere.<br />
In linea generale, <strong>l’apporto del mosto e dell’uva è discreto o medio</strong>: a seconda dei vitigni, il profilo aromatico varia moltissimo, ma non sarà inusuale percepire <strong>i sentori tipici delle varietà</strong>, ai quali si aggiungeranno ulteriori <strong>sfumature fruttate</strong> dovute all’esterificazione dei lieviti apportati dal mosto.<br />
Frequenti sono i <strong>toni aciduli</strong>, che rendono le IGA estremamente beverine, soprattutto se ottenute con uve a bacca bianca. Non è raro che la <strong>dolcezza</strong> dovuta alle note fruttate e all’apporto zuccherino del mosto, la <strong>carbonazione</strong> sopra le righe e una più spiccata acidità creino un mix a dir poco irresistibile, che rende le IGA un genere per lo più “estivo”, godibilissimo al pari (anzi meglio) di una bollicina da metodo classico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1770 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Vigneto_lago.jpg" alt="" width="1080" height="622" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Vigneto_lago.jpg 1080w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/Vigneto_lago-768x442.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<h3><strong>Il nostro esito “naturale”</strong></h3>
<p>Prendi una grande Tenuta toscana, da secoli votata alla viticoltura. Prendi un piccolo birrificio agricolo artigianale sorto, nemmeno un lustro fa, in un vecchio casolare di questa Tenuta. Prendi ettari di vigne a bacca bianca, affacciati su un lago e spesso battuti dal vento di mare; prendi ettari ed ettari di orzo. Prendi la mente effervescente di due giovani imprenditori e il resto viene da sé, nel modo – appunto – più naturale che ci sia.</p>
<p>È così che nasce la <a href="http://www.j63.it/wp-content/uploads/2018/03/JLpis_Scheda-tecnica.jpg"><strong>JLips</strong></a>, la <em>Italian Grape Ale</em> del <a href="http://www.j63.it/">Birrificio Agricolo Artigianale J63</a> o, meglio, di casa <a href="http://www.torreacenaia.it/">Torre a Cenaia</a>. Il vitigno principe della Tenuta, il <a href="https://www.torreacenaianews.it/lungo-viaggio-vermentino/"><strong>Vermentino</strong></a>, incontra l’orzo della Tenuta stessa e, senza uscire dai suoi confini, dà vita a una birra esclusiva, <strong>la prima <em>Italian Grape Ale</em> a chilometro zero, che unisce “birra” e “vino” della stessa azienda agricola in cui viene prodotta</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="838" height="471" src="https://www.youtube.com/embed/5Za6uarrWJo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Quando la birra nasce dal vento</strong></h3>
<p><em>Lips</em> significa <strong>Libeccio</strong>, il vento che rende i vigneti di Torre a Cenaia un <em>terroir</em> di eccellenza per la coltivazione dei vitigni a bacca bianca. Dagli stessi filari da cui si ricava il mosto per la JLips, composti da piante che hanno raggiunto la maturità e che, grazie a questo, distillano le migliori essenze del territorio, si produce il <a href="http://www.torreacenaia.it/cenaja-vermentino-2017-bio/"><strong>Cenaja Vermentino</strong></a>, vero e proprio <em>Grand Cru</em> della Tenuta.<br />
Il vento, che spira dalla vicina costa tirrenica, apporta una decisa carica minerale, già tipica del Vermentino, che si percepisce chiaramente anche nella JLips. Il greco antico del nome è un omaggio alla figura di <a href="http://www.j63.it/la-storia/"><strong>Julia, Santa Giulia</strong></a>, alla quale sono dedicati il birrificio e l’intera gamma di birre prodotte.</p>
<p>La <a href="http://www.j63.it/wp-content/uploads/2018/03/JLpis_Scheda-tecnica.jpg"><strong>JLips</strong> </a>ha un colore giallo dorato e un aspetto leggermente velato. La schiuma è bianca, fine, compatta e persistente. Al naso, rivela freschissime note floreali, profumi di uva e frutta a polpa bianca; decisa è la nota minerale apportata dal mosto di Vermentino. In bocca, il gusto è lievemente maltato, con sentori di frutta a polpa bianca, aromi erbacei e minerali. Abboccata e fresca, la <em>Italian Grape Ale </em>del Birrificio J63 si rivela una birra “estiva”, da provare con formaggi freschi e di media stagionatura, frittate, cannelloni e piatti a base di pesce.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1784 aligncenter" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/JLips_girl-web.jpg" alt="" width="1999" height="1334" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/JLips_girl-web.jpg 1999w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/JLips_girl-web-768x513.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/JLips_girl-web-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2018/05/JLips_girl-web-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1999px) 100vw, 1999px" /></p>
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		<title>J come Julia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 10:49:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’era una volta un re e una fattoria fortificata, più di mille e duecento anni fa. Il re si chiamava Desiderio ed era un nobile longobardo di origine bresciana, ma che ben conosceva le nostre terre. Aveva infatti ricoperto a lungo la carica di Duca di Toscana o meglio di Tuscia, durante il regno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>C’era una volta un re e una fattoria fortificata, più di mille e duecento anni fa.</b></p>
<p>Il re si chiamava <b>Desiderio</b> ed era un nobile longobardo di origine bresciana, ma che ben conosceva le nostre terre. Aveva infatti ricoperto a lungo la carica di Duca di Toscana o meglio di Tuscia, durante il regno del suo predecessore Astolfo.</p>
<p>Desiderio si era ritrovato tra le mani una bella gatta da pelare. Il Regno longobardo non passava un bel momento: l’Italia usciva da un lungo periodo di lotte coi bizantini; i rapporti con il Papa erano molto testi e ancora bruciava la sconfitta inferta dai Franchi, che avevano sostenuto Papa Stefano II nella lotta contro i Longobardi per il dominio dei territori dell’Esarcato, fino a poco prima in mano ai bizantini. Come se non bastasse, i ducati longobardi dell’Italia Meridionale scalciavano, dimostrando di voler distaccarsi dalla corona e fare di testa propria, e, in tutto questo, Re Astolfo era pure morto senza designare un successore, gettando il regno nel caos.</p>
<p>Ma Desiderio non si perse d’animo e seppe ricostruire, non senza fatica, una fitta trama di rapporti con tutte le forze in gioco, per ridare equilibrio alla Penisola. Cercò quindi di farsi alleati sia i Franchi sia il Papato, senza per questo abbassare la testa, cedendo sapientemente territori e figlie per ricevere in cambio concessioni e poteri.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1625" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo.jpg" alt="" width="1069" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo.jpg 1069w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/cavaliere-longobardo-768x718.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1069px) 100vw, 1069px" /></p>
<h3>Che c’entra tutto questo con una birra?, vi chiederete. C’entra, c’entra eccome.</h3>
<p>Desiderio aveva una moglie che pare fosse, oltreché bella, particolarmente devota, al limite della santità. Cosa non da poco, se si mirava a ristabilire un buon rapporto con un vicino di casa un po’ &#8220;ingombrante&#8221; come il Papa. Ecco, proprio con questo scopo, aiutato dalle particolari doti di <b>Ansa, la Regina</b>, Desiderio avviò un’importante opera mirata a ridare importanza agli edifici sacri del regno, sistemandone di vecchi e costruendone di nuovi. Ansa fu particolarmente brava a rastrellare reliquie a più non posso in tutta Italia da destinare a una serie di fondazioni religiose, grazie al sostegno di Papa Paolo I. <b>Devotissima, tra i tanti, alla martire Giulia</b>, la Regina volle trasferire le sacre spoglie della giovane Santa da Livorno, dove si trovavano in quegli anni, alla sua città, Brescia.</p>
<p><b>Da Livorno a Brescia. Un viaggio non da poco per l’epoca; oggi ricalcato dal Cammino di Santa Giulia, un percorso di pellegrinaggio che si propone di ripercorrerne le tappe, in parte correndo parallelo a una delle tante direttrici della Via Francigena.</b></p>
<p>Tra le primissime soste che il convoglio reale con le preziose reliquie fu costretto a fare, a una distanza di circa venti miglia dalla partenza, possiamo immaginare che abbia svolto un ruolo importante una stazione di guardia e di controllo lungo il collegamento tra la capitale del Ducato di Tuscia, Lucca, e il il porto di Livorno. La strada da percorrere filava infatti dapprima dritta verso oriente, poi, all’altezza di Ponsacco, deviava verso nord lambendo il grande lago di Sesto-Bientina e, attraversando la piana lucchese, puntava verso i passi appenninici e si gettava infine nella Pianura Padana. Nei pressi di questa prima deviazione verso nord, possiamo immaginare <b>una fattoria fortificata di ancor più antica memoria, adesso riadattata a presidio militare dai longobardi. Qui, il convoglio si sarà fermato giusto il tempo di una notte, per rifocillarsi </b>e ripartire il mattino seguente di buon’ora.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1627" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo.jpg" alt="" width="1014" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo.jpg 1014w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo-768x757.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/birra-medioevo-60x60.jpg 60w" sizes="auto, (max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /></p>
<h3>Riuscite a immaginare di quale fattoria stiamo parlando?</h3>
<p>Ce lo svela un’iscrizione sulla facciata della cappella di Sant’Andrea, oggi un tutt’uno con la Casa Turrita della <b>Tenuta Torre a Cenaia</b>, dove si trova il <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b>. Correva l’anno 762 dopo Cristo, quando la Regina Ansa decise di volere per la sua fondazione le reliquie di Santa Giulia. Appena l’anno dopo, nel <b>763</b>, queste iniziarono il lungo viaggio che dal Mar Tirreno le condusse a Brescia e si ritrovarono a passare anche da qui.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1623" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Torre-a-Cenaia.jpg" alt="" width="669" height="1000" /></p>
<p>La vicenda che lega questa iscrizione alla Tenuta rimane tutt’oggi oscura e si tinge di leggenda. E’ ancora aperta una diatriba sulla paternità della lapide, tant’è che Livorno la rivendica a sé: nella sagrestia di Santa Giulia, una piccola chiesa nei pressi del duomo, una copia di questa iscrizione riporta una data diversa, e gli storici del passato hanno dibattuto a lungo sulla questione, senza mai venirne a capo.</p>
<p>Resta il fatto che <b>l’originale di questa iscrizione si trova a Torre a Cenaia, in bella mostra sulla facciata di una piccola chiesa, e fa riferimento a Santa Giulia e all’anno in cui Re Desiderio la trasferì dalla Toscana a Brescia</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>J come Julia</h3>
<p>Nel luogo in cui si narra sia avvenuto il passaggio delle sue spoglie, un birrificio artigianale le rende omaggio riprendendone il nome e, oggi, reinterpretandone la storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1626" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja.jpg" alt="" width="1524" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja.jpg 1524w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-768x504.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-260x170.jpg 260w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Julia_Cenaja-430x283.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 1524px) 100vw, 1524px" /></p>
<p><b>J come Julia, 63 dall’anno 763 e non solo</b>. I rimandi alla storia di questo territorio sono molti e vari, ma è a Santa Giulia che guardiamo e ai pellegrini che nei secoli ne hanno ripercorso i passi rifocillandosi con una buona pinta di birra. Sì, perché all’epoca era poco consigliabile affidarsi all’acqua, spesso infetta dai batteri, e allora l’unica bevanda sicura che corroborasse e rinfrescasse, senza eccedere con l’alcool come accade col vino, era proprio la birra. <b>L’antico punto di sosta sul cammino di Santa Giulia, e verso la vicina Francigena, torna a essere luogo di sosta</b>, oltre che di produzione di birra agricola, cioè prodotta con orzo coltivato all’interno della Tenuta stessa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1624" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63.jpg" alt="" width="1528" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63.jpg 1528w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-768x503.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-207x136.jpg 207w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Birrificio-J63-260x170.jpg 260w" sizes="auto, (max-width: 1528px) 100vw, 1528px" /></p>
<p>Giulia o meglio <b>Julia era una giovane nobildonna dell’Africa mediterranea sulle soglie del IV secolo dopo Cristo</b>. L’impero Romano iniziava a scricchiolare e le prime incursioni “barbare” sconquassavano i domini di confine. La sua città, Cartagine, stava subendo l’ennesima scorreria da parte dei Vandali quando Julia, appena ventenne, fu catturata e venduta come schiava. Da qui, le varie versioni della storia prendono il mare e ci narrano di viaggi al fianco di un ricco mercante, di naufragi e di tristi vicende sull’isola di Corsica. Il martirio la consacrò presto all’eternità, fermamente convinta nella sua fede cristiana, in un mondo che ancora non lasciava spazio al suo grande unico dio. La leggenda racconta di alcuni monaci della vicina Gorgona, che seppero in sogno di quanto stava accadendo e spiegarono subito le vele al vento per raggiungerla. Ma quando arrivarono, non poterono che avvistarla sulla sua croce, e raccoglierne il corpo per darle la giusta sepoltura sulla loro isola. Ai piedi dello strumento del martirio, un cartiglio scritto da mani angeliche narrava la sua vita; i monaci fecero tesoro di quelle parole e conservarono per sempre la storia di Julia. Pochi secoli dopo, su quell’isola farà approdo un’altra nave che condurrà Julia sul continente e, successivamente, il convoglio di Desiderio la scorterà fino a Brescia.</p>
<p><b>Con il progetto delle nuove Birre Agricole J63, nel formato da 33 cl, abbiamo voluto rendere omaggio alla storia di questa giovane donna coraggiosa</b>. Abbiamo reinterpretato le principali vicende della sua vita, ma a modo nostro, sottolineando la sua bellezza e la sua tenacia, e lasciandole aperto un futuro diverso. Come potremmo non innamorarci di Julia, e immaginare insieme a lei nuovi viaggi per mare?</p>
<h3>JIPA</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 1</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1617" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web.jpg" alt="" width="1042" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web.jpg 1042w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JIPA-web-768x737.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1042px) 100vw, 1042px" /></p>
<p>Cartagine, 440 d.C. Julia ha appena vent’anni.</p>
<p>Figlia di un aristocratico della città, si gode gli agi del suo palazzo sul mare.</p>
<p>Dal colonnato, si affaccia sul giardino inebriata dal profumo di mille fiori e frutti esotici…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JPils</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 2</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1618" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web.jpg" alt="" width="1053" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web.jpg 1053w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JPils-web-768x729.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1053px) 100vw, 1053px" /></p>
<p>Cartagine è sotto assedio.</p>
<p>Julia viene catturata e venduta come schiava.</p>
<p>Pur spaventata e afflitta, non si perde d’animo: è una donna tenace e coraggiosa, e sa che non esistono catene in grado di fermarla…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JBlanche</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 3</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1619" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web.jpg" alt="" width="1049" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web.jpg 1049w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlanche-web-768x732.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1049px) 100vw, 1049px" /></p>
<p>Un ricco mercante siriano, di nome Eusebio, nota l’affascinante schiava al mercato di Cartagine e decide di acquistarla per condurla sulla propria nave.</p>
<p>Insieme, solcano i mari di tutto il mondo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JBlonde</h3>
<p>Storia di Julia, episodio 4</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1620" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web.jpg" alt="" width="1119" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web.jpg 1119w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JBlonde-web-768x686.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1119px) 100vw, 1119px" /></p>
<p>La nave approda sulla costa tirrenica. All’ombra di un’antica torre, Julia ed Eusebio si scambiano una promessa d’amore.</p>
<p>E’ tempo di salpare ancora, ma Julia lascia il suo cuore su questa terra, dove sogna di fare ritorno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>JRubra</h3>
<p><em>Storia di Julia, episodio 5</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1621" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web.jpg" alt="" width="1039" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web.jpg 1039w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/JRubra-web-768x739.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></p>
<p>La nave di Julia ed Eusebio naufraga sulle coste della Corsica.</p>
<p>Sulla spiaggia, sola di fronte al relitto, Julia si interroga sul futuro.</p>
<p>Del suo amore nessuna traccia, nell’aria l’aroma ammaliante dei pini marittimi…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come inizia questa storia?</h3>
<p>Dall’incontro “fortuito” con una giovane artista del nostro territorio, già caratterizzata da un personalissimo stile orientato al mare, al viaggio e al sogno. Julia sembrava fatta apposta per lei e allora, in un giorno di sole di fronte a una buona birra, abbiamo iniziato a scrivere insieme questa nuova storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1622" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13.jpg" alt="" width="1144" height="1000" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13.jpg 1144w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/07/Rame_13-768x671.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1144px) 100vw, 1144px" /></p>
<p>Ginevra Giovannoni (Pisa, 1989) è<b> RAME13</b>, una giovane e brillante illustratrice, tatuatrice, street-artist&#8230; artista a tutto tondo. Seguendo i consigli del nonno pittore, inizia a disegnare fin da piccolissima. Dopo il Liceo Scientifico con indirizzo artistico a Livorno, frequenta la Scuola Internazionale di Comics a Firenze e si laurea in Lettere e Filosofia all&#8217;Università di Pisa. Espone per la prima volta a Siviglia, grazie a un progetto Erasmus, città che rappresenta la sua prima grande fonte di ispirazione. Rientrata in Italia, si dedica a tempo pieno alla sua arte, collaborando a riviste e magazine, partecipando a mostre, workshop, festival ed eventi in tutto lo stivale. Dal 2016 entra a far parte della Progeas Family di Firenze, buttando anima e corpo nella street-art, in nome della quale dà vita a un importante progetto insieme ad altri artisti toscani. Creativa dalla mente vulcanica e, fin dagli esordi, caratterizzata da uno stile originale e riconoscibile, oltrepassa presto i confini nazionali: dopo il Festival Internazionale delle Culture di Ordea (Romania) nel 2016, Bristol la incorona quale street-artist di successo all&#8217;Up-Fest 2017.</p>
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		<title>Birra industriale e birra artigianale. Che differenza c&#8217;è?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 10:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ una domanda che capita di sentire spesso. Ma rispondere in modo chiaro e immediato è tanto difficile quanto è semplice il quesito, e quanto può apparire banale agli addetti ai lavori la risposta: potremmo tirare in ballo definizioni di legge e caratteristiche tecniche, ma vogliamo capire la faccenda da un altro punto di vista, quello di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una domanda che capita di sentire spesso. Ma rispondere in modo chiaro e immediato è tanto difficile quanto è semplice il quesito, e quanto può apparire banale agli addetti ai lavori la risposta: potremmo tirare in ballo definizioni di legge e caratteristiche tecniche, ma vogliamo capire la faccenda da un altro punto di vista, quello di chi beve. <strong>Qual è la vera, immediata differenza agli occhi al naso e al palato del consumatore tra birra artigianale e birra industriale?</strong></p>
<p>Possiamo provare a rispondere con due similitudini.</p>
<p>La prima. <b>La differenza tra birra industriale e birra artigianale è paragonabile a quella che c’è tra fare sesso e fare l’amore</b>. Ok, a tutti piace fare sesso &#8211; con un uomo, una donna, un animale… fatelo con chi vi pare, non ci scandalizziamo, capirete lo stesso &#8211; ma quando si ha la fortuna di incontrare una persona con cui scatta quella magia tale da trasformare il “semplice” sesso in amore, beh, ci accorgiamo subito, in modo diretto, istintivo, pre-intellettivo oseremmo dire, che è tutta un’altra storia. E’ un’altra storia perché &#8211; semplicemente &#8211; sentiamo di più e meglio, e quindi restiamo molto più appagati dall’esperienza.</p>
<p>La seconda. <b>La differenza tra birra industriale e birra artigianale è paragonabile a quella che c’è tra vedere un film a casa oppure al cinema</b>. Potete anche avere un 55 pollici ricurvo ultra-hd con un dolby surround capace di far tremare le fondamenta di casa, piazzato davanti a un divano con chaise-longue e dalla superficie pari a quella di un accampamento di Gheddafi in visita diplomatica a Berlusconi (pace all’anima sua &#8211; del primo non del secondo), ma non potrete mai affermare con onestà che è come essere al cinema. Perché al cinema, appunto, “si sente” di più e, quindi “si gode” di più &#8211; si vede un’immagine più grande, si ode un suono più intenso potente e avvolgente, eccetera.</p>
<p>La prima grande differenza è proprio questa: <b>una birra artigianale, contro una industriale, “ci fa sentire” di più</b>: alla vista, all’olfatto e al palato. Dunque ci permette di vivere un’esperienza sensoriale più ricca, dettagliata, avvolgente e infine appagante; possiamo proprio dire che ci fa “godere” di più &#8211; sempre che i nostri sensi non siano così assopiti da non cogliere questa lapalissiana differenza.</p>
<h3><b>Da che cosa è data questa differenza?</b></h3>
<p>Da una serie di fattori, primo fra tutti il <b>trattamento che subisce la birra nelle due diverse filiere produttive</b>, industriale e artigianale. Diverso trattamento dovuto alle diverse necessità: primo fra tutti, il bisogno della birra industriale di “vivere” il più a lungo possibile sugli scaffali e di poter arrivare ovunque senza subire danneggiamenti o cambiamenti imprevisti nell’aspetto e nel gusto; in secondo luogo, la necessità della birra industriale di incontrare il gusto della fetta più ampia possibile di acquirenti e diventare, in linea ideale, piacevole a tutti, andando così incontro a un&#8217;inevitabile standardizzazione.</p>
<p>Come raggiunge questi obiettivi l’industria della birra?</p>
<p>Attraverso la <b>pastorizzazione e la filtrazione</b> al termine della produzione. Ovvero, di fatto, “uccidendo” tutto ciò che di vivo ha la birra e bloccandola, letteralmente, allo stato chimico in cui si trova al momento dell’uscita dai tini di fermentazione. Paradossalmente, queste operazioni le consentono di “vivere” il più a lungo possibile una volta uscita dallo stabilimento produttivo, solo perché è… <b>una birra morta</b>. Ed essendo morta, capirete bene, non si esprime come potrebbe esprimersi una birra viva, ovvero artigianale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1565" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Birra-industriale-vs-birra-artigianale.jpg-.jpg" alt="" width="1200" height="653" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Birra-industriale-vs-birra-artigianale.jpg-.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Birra-industriale-vs-birra-artigianale.jpg--768x418.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h3>Viva la &#8220;birra cruda&#8221;!</h3>
<p>La <b>birra artigianale non è filtrata né pastorizzata</b>: per questo è definita “<b>cruda</b>”, poiché “non cotta” dal procedimento di pastorizzazione, cioè di “risanamento termico” ad alta temperatura mirato a sterilizzare la birra uccidendo tutti i microorganismi presenti &#8211; lieviti e batteri &#8211; che potrebbero mutarne le caratteristiche. Ecco perché <b>conserva tutto il potenziale espressivo</b> <b>nella degustazione</b> (colori, odori e sapori), donandoci delle sensazioni inesperibili in una birra industriale, estremamente più interessanti, piacevoli, appaganti. Si noti bene: <b>tutte le birre artigianali, per definizione, sono birre crude</b>, poiché non devono andare incontro a pastorizzazione né subire l’aggiunta di conservanti. Sono cioè, semplicemente, birre vive.</p>
<p>Questa è solo la principale differenza tra una birra industriale e una artigianale, dalla quale derivano mille altre divergenze che avrebbero bisogno di molte più parole per essere spiegate a dovere. Questa è la principale differenza e, allo stesso tempo, il principale motivo per cui chi desidera un’esperienza più appagante, chi possiede o vuole formarsi una cultura maggiore sul buon vivere, non può fare a meno di preferire l’artigianale all’industriale.</p>
<p>Ma il mondo è bello perché è vario, recita la più banale delle verità. E allora, chi si accontenta del sesso e della tv di casa può tranquillamente fare a meno del cinema e del fare l’amore come si deve. Noi no, noi stasera andiamo al cinema e poi… beh, e poi ci facciamo una bella pinta di birra artigianale in compagnia.</p>
<p>Prosit!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1566" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Birra-artigianale.jpg" alt="" width="1015" height="712" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Birra-artigianale.jpg 1015w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/04/Birra-artigianale-768x539.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1015px) 100vw, 1015px" /></p>
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		<title>Primavera alla spina, ovvero quali birre primaverili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 15:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle 11:29 di oggi, lunedì 20 marzo 2017, siamo entrati in Primavera. E’ un giorno speciale questo, uno dei soli due giorni dell’anno in cui le ore di luce hanno la stessa durata di quelle di buio: ci troviamo infatti all’equinozio, termine che deriva dal latino aequus “uguale” e nox “notte” e significa appunto “giorno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle <b>11:29 di oggi, lunedì 20 marzo 2017</b>, siamo entrati in <b>Primavera</b>. E’ un giorno speciale questo, uno dei soli due giorni dell’anno in cui le ore di luce hanno la stessa durata di quelle di buio: ci troviamo infatti all’<b><i>equinozio</i></b>, termine che deriva dal latino <i>aequus</i> “uguale” e <i>nox</i> “notte” e significa appunto “<b>giorno che dura quanto la notte</b>”.</p>
<p>Questo fenomeno accade soltanto due volte all’anno perché la Terra gira su se stessa in modo non perpendicolare al piano di rivoluzione, ovvero al modo in cui gira intorno al Sole. Nell’attimo dell’equinozio, invece, nel suo moto oscillante l’asse di rotazione della Terra si trova a essere perfettamente perpendicolare ai raggi del Sole, ed è per questo che il giorno e la notte hanno uguale durata in tutti i punti del pianeta &#8211; o perlomeno dove il Sole supera l’orizzonte. Se ci trovassimo all’equatore, oggi a mezzogiorno vedremmo il Sole perfettamente a picco sulla nostra testa ed emetteremmo l’ombra più piccola in assoluto.</p>
<p>Già nelle settimane precedenti il clima ha iniziato a farsi più mite, le piante hanno dato segni più evidenti del loro risveglio regalandoci le prime fioriture, gli uccellini sono tornati a cinguettare chiassosi e anche i più mattinieri si sono svegliati con la luce del primo Sole… insomma, possiamo dirlo, siamo proprio in Primavera.</p>
<p>Con l’alzarsi progressivo delle temperature è venuto il momento di <b>rinnovare anche il nostro consumo di birra</b>. Cominciamo a richiedere stili meno “impegnativi”, con contenuto alcolico più basso: se pure nelle serate frizzantine si apprezzano ancora volentieri le torbide stout o le bock più coriacee, di giorno sono pochi i temerari che si avventurano sulle strade delle alte gradazioni.</p>
<p>Soprattutto in vista dei prossimi mesi, vediamo dunque che cosa ci suggerisce la stagione alla spina del nostro bancone. Parola d’ordine: freschezza, e <i>drinkability</i>, termine che in italiano traduciamo spesso in “bevibilità” a indicare la facilità di beva, un certo “disimpegno” a livello gustativo… e digestivo. Premessa necessaria: i consigli che seguono sono frutto di un parere soggettivo, ognuno di voi saprà certamente quale genere gli è più affine e &#8211; a quanto ne sappiamo &#8211; non è ancora vietato bersi una bella pinta di dubbel sotto la canicola d&#8217;agosto (noi lo abbiamo fatto e&#8230; ecco, non ce la sentiamo di consigliarlo spassionatamente).</p>
<p>Dunque, siete pronti a fare il cambio di stagione in frigorifero? Ecco che cosa vi suggeriamo dalle spine del Birrificio Agricolo Artigianale J63!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>JPils</h2>
<p>Sentori di <b>erba tagliata</b> come quella che il vostro tosaerba sputerà fuori dalle lame ogni weekend &#8211; temperature più miti e frequenti pioggerelline vi costringeranno a tenere a bada il prato sempre più spesso &#8211; <b>note di malto e di miele d’acacia</b>. Senza dubbio la JPils strizza l’occhio alla primavera e ben si addice alle giornate di sole di questa stagione. Nata nella città di <b>Plzeň</b> in Boemia, questa celebre tipologia di <b>lager</b> si contraddistingue per una presenza marcata del <b>luppolo</b>, in particolare del Saaz, che le conferisce un grado maggiore di <b>amaro</b> e una “secchezza” che la rende ottima per i primi caldi, ed è un piacere gustarsela a pranzo o nel bel mezzo di un pomeriggio di sole. Grazie al suo basso contenuto alcolico, è l’ideale per una <b>pausa dissetante che non impegna</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1522" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JPils.jpg" alt="" width="1240" height="1753" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JPils.jpg 1240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JPils-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<h2>JBlanche</h2>
<p>Più estiva che primaverile, già da aprile-maggio una bella Blanche belga non potrà mancare nei vostri frigoriferi. Dalla bassa gradazione alcolica, dissetante e dotata di una certa leggiadria, si caratterizza per essere brassificata con <b>frumento e spezie</b>, che la rendono particolarmente adatta alla bella stagione. In cottura si aggiungono <b>scorza d’arancia amara e coriandolo</b>: elementi che, insieme all’<b>acidità</b> dovuta al <b>frumento crudo</b> e alla notevole carbonazione, la rendono particolarmente beverina e amata da un vasto pubblico femminile e da neofiti della birra artigianale. La sua <b>leggerezza</b> non compromette infatti l’espressività, e la JBlanche, come ogni birra bianca belga che si rispetti, esprime ricchi <b>sentori fruttati </b>che ne aumentano la sensazione di freschezza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1523" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JBlanche.jpg" alt="" width="1240" height="1753" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JBlanche.jpg 1240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JBlanche-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>JIPA</h2>
<p>IPA sì, ma con <b>luppolatura da Pacific</b>, che si traduce in un ammaliante tripudio di <b>aromi tropicali</b>. Con una gradazione alcolica lievemente superiore alle precedenti, può essere considerata una birra più “primaverile” delle altre (anche se, a essere onesti, chi scrive la berrebbe in qualsiasi momento di qualsiasi giorno dell’anno). Il <b>corpo pieno</b> ma delicato e il <b>deciso amaro</b> tipico delle IPA rappresentano un buon compromesso per il palato tra il “peso” delle birre più adatte alla stagione invernale e quelle votate alla “leggerezza” dell’estate. Una birra dissetante e fresca ma dal caratterino tutto pepe, come quello di una giornata d’aprile &#8211; di quelle che ti spara nel giro di poche ore un temporale da manuale e un solleone da canottiera e infradito. L’origine di questo genere di birra arriva da lontano, dai mercantili inglesi diretti alle Indie: nata come birra “da viaggio”, saprà traghettarvi con il giusto <i>mood</i> dalla brutta alla bella stagione in pochissimi sorsi.</p>
<p>(NdR: Consigliamo di chiudere gli occhi quando ne inspirerete il primo assaggio: vi ritroverete improvvisamente a poltrire sotto una palma circondati da un mare cristallino a circa 25-30°C… non dimenticate il costume!)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1524" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JIPA.jpg" alt="" width="1240" height="1753" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JIPA.jpg 1240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/JIPA-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>Ok, adesso che sapete come affrontare al meglio l’arrivo del primo vero sole, non vi resta che procedere al cambio di stagione; dateci dentro.</p>
<p>Salute!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1525" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/Birre_primaverili.jpg" alt="" width="1200" height="719" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/Birre_primaverili.jpg 1200w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/03/Birre_primaverili-768x460.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
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		<title>JDark, una &#8220;scura&#8221; speciale al Birrificio J63</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 10:54:55 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b> i tini della sala cottura ci riservano una piccola sorpresa. Oltre alla produzione per così dire ordinaria, che dà vita ai grandi classici del Birrificio, di tanto in tanto una <b>cotta <i>one shot</i> </b>ci offre una variazione alla serie delle nostre birre agricole e stavolta tocca alla JBlack. La corposa Belgian Dubbel made in J63 viene momentaneamente sostituita alle spine del<b> brew-pub</b> nella <b>Tenuta Torre a Cenaia</b> da una “variante” che, in realtà, è molto di più di una semplice variante. Restiamo sì nel campo delle <b>birre scure</b> ma, come sa bene ogni appassionato di birra, le possibilità della brassificazione con malti torrefatti non sono poche. Che cosa avranno combinato stavolta i nostri birrai?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1502" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark_Luca_Briganti.jpg" alt="" width="749" height="1000" /></p>
<p>Raggiungiamo Luca ed Edoardo proprio mentre fanno scorrere per la prima volta la <b>JDark</b> nelle spine del Birrificio J63. A un primo colpo d’occhio, senza nemmeno sapere di che cosa si tratta, dal colore intenso e dalla schiuma estremamente compatta e persistente, si intuisce che i birrai hanno premuto l’acceleratore e, ammettiamolo, viene subito voglia di spillarsi una pinta &#8211; pregustandola con gli occhi mentre si attende che la “tempesta nel bicchiere”, resa celebre da una ancor più celebre birra dell’isola di smeraldo, si plachi del tutto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1503" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark_spina.jpg" alt="" width="587" height="1000" /></p>
<p>Beh, meglio ribadirlo: si astenga chi non ama le birre scure! (E ci dispiace molto per loro.)</p>
<p>Luca Briganti fa ruotare lentamente il calice a tulipano, annusa a fondo con il naso che sfiora la spessa schiuma, la guarda in controluce e se la coccola ancora un po’. E’ la prima cotta di questo tipo da J63 e ce ne sarà fino a esaurimento fusti, ma appare molto soddisfatto e chissà che cosa riserverà il futuro.</p>
<p><b>La JDark è una Belgian Stout da 8,7% di alcool e si impone fin da subito con un profumo a dir poco ammaliante. I lieviti selezionati offrono a piene mani un sentore di cioccolato e pera da far venire l’acquolina in bocca. In bocca l’ingresso è caldo, dolce, e a poco a poco fa spazio a un salmastro discreto, che arricchisce l&#8217;esperienza gustativa senza disturbare. Le note di tostato tipiche del genere ci sono tutte; chi conosce e apprezza la JBlack di casa J63, avrà pane per i suoi denti &#8211; molto pane! La schiuma della JDark è suadente: dalla tonalità marrone chiaro, è abbondante e compatta, davvero molto persistente; il giusto cappello per una birra adatta alle fredde sere invernali, da meditazione.</b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1504" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark.jpg" alt="" width="1000" height="910" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark.jpg 1000w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2017/01/JDark-768x699.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La JDark è da provare con gli sfiziosi dessert del Menù J63, ma è da gustare soprattutto accompagnata con se stessa, o magari con un buon sigaro toscano. Ma per il sigaro toccherebbe andare fuori dal locale, e non è cosa con queste temperature invernali… Così noi ce la gustiamo direttamente al banco, e vi aspettiamo alle spine di J63. Fino a esaurimento fusti!</p>
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		<title>Il Peorino Briao, birra e formaggio &#8220;fuori dal gregge&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 15:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ una bella giornata di sole quando Stefano e Marco Busti, insieme all’ufficio comunicazione Chiara, arrivano nella nostra Tenuta. C’è fibrillazione per un nuovo progetto di cui si parla da qualche mese, ed è finalmente il momento di assaggiare il primo risultato, l’“esperimento” come ci piace chiamarlo. Stefano apre la carta grezza e il profumo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una bella giornata di sole quando Stefano e Marco Busti, insieme all’ufficio comunicazione Chiara, arrivano nella nostra Tenuta. C’è fibrillazione per un nuovo progetto di cui si parla da qualche mese, ed è finalmente il momento di assaggiare il primo risultato, l’“esperimento” come ci piace chiamarlo.<br />
Stefano apre la carta grezza e il profumo pervade subito la sala. Un po’ delle trebbie a copertura si spargono sul tagliere, quando Marco affonda la lama nella pasta bianca e morbida; subito distribuisce dei tocchetti a tutti noi, il silenzio è interrotto solo da goderecci mugolii di assenso.<br />
L’esperimento è riuscito molto bene. Non avevano dubbio i Busti, sicuri della loro esperienza che li ha portati a essere un grande produttore artigianale del nostro territorio.<br />
Il nome non poteva essere più azzeccato: <strong>Peorino Briao</strong>, in onore alla genuina e autentica “pisanità” del prodotto. Infatti &#8211; piccola parentesi linguistica d’obbligo per i non toscani -, “peorino” è forma in uso nel nostro territorio per “pecorino”, con la caduta della consonante occlusiva velare, che contraddistingue appunto il toscano di area pisano-fiorentina, mentre la forma “briao” per “ubriaco”, con la caduta sia dell’occlusiva velare sia della vocale iniziale, è forma pan-toscana di un linguaggio goliardico ben noto al di là dei confini regionali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1431" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Peroino-Briao.jpg" alt="peroino-briao" width="1500" height="947" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Peroino-Briao.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Peroino-Briao-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Frutto di una collaborazione tra il <a href="http://www.caseificiobusti.it/"><strong>Caseificio della Famiglia Busti</strong></a> e il nostro <a href="http://www.j63.it/"><strong>Birrificio Agricolo Artigianale J63</strong></a>, il Peorino Briao è prodotto aggiungendo al latte ovino un 5% circa di <strong>Birra Agricola JRubra</strong>, di recente impreziosita dal titolo di <strong>Grande Birra Slow Food 2017</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1432" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/JRubra_slowfood.jpg" alt="jrubra_slowfood" width="1061" height="1500" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/JRubra_slowfood.jpg 1061w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/JRubra_slowfood-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1061px) 100vw, 1061px" /><br />
La <strong>JRubra</strong> è una doppelbock, ovvero una varietà particolarmente forte di lager, ma luppolata secondo uno stile specifico delle alte fermentazioni, le American Pale Ale. Anch’essa un “esperimento” ben riuscito, conquista birrofili e non grazie alla grande struttura e al giusto compromesso tra la sensazione dolce dovuta ai malti tipici delle doppelbock e l’amaro dei luppoli APA. Con i suoi 7,5% può essere definita una “doppio malto” &#8211; anche se, come sappiamo, si tratta di una nomenclatura priva di un vero significato, che farebbe drizzare i capelli a qualsiasi birraio. Dal colore arancione carico con riflessi rossi, al naso è un’esplosione di profumi, erbacei, resinosi, simili ai germogli di pino marittimo; poi si avvertono le note maltate, che ricordano la frutta sotto spirito e la frutta secca. La saturazione bassa di Co2 la rende poco carbonata in bocca e lascia spazio a un corpo medio-importante. Al gusto la prima sensazione è maltata, dolce; subito dopo è un tripudio di luppoli aromatici, resinosi, con una punta d’argilla sul finale. In quest’ultimo, lunghissimo, si alternano gli aromi dei quattro luppoli selezionati. Ottima birra invernale, è l’ideale in abbinamento ad arrosti e formaggi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1433" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/JRubra.jpg" alt="jrubra" width="1240" height="1753" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/JRubra.jpg 1240w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/JRubra-768x1086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>E proprio in un formaggio, il<strong> Peorino Briao</strong>, la JRubra riesce a stupirci conferendo alla morbida pasta del pecorino fresco, le note inconfondibili della birra, discrete ma chiaramente percepibili, e in bocca un gusto originale, giovane. La crosta esterna è ricoperta con le trebbie, che proteggono il formaggio donandogli un aspetto caldo e rustico.<br />
<strong>Le trebbie</strong> sono ciò che resta del malto dopo l&#8217;ammostamento, il residuo solido del chicco di orzo che non ha subito la solubilizzazione e conserva ancora una forte carica aromatica e un gusto piacevole. Hanno un alto contenuto in amidi e proteine, per questo vengono reimpiegate nell&#8217;allevamento, ad esempio per integrare la dieta dei bovini con effetto probiotico e per stimolare la produzione di latte. In cucina possiamo diluirle alla farina, per ottenere un impasto fragrante, profumato nutriente e più digeribile grazie all&#8217;apporto delle fibre del malto, con il quale fare pane focaccia e pizza. Oppure possiamo farne usi più&#8230; &#8220;fuori dal gregge” come appunto rivestirci un pecorino fresco a base di birra agricola JRubra!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1434" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Le-trebbie.jpg" alt="le-trebbie" width="1500" height="947" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Le-trebbie.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Le-trebbie-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>E’ così che nasce il Peorino Briao, dall’incontro di due aziende di eccellenza del territorio e un’idea “frizzante” come la nostra birra. Questo pecorino fresco va così ad arricchire l’ampia serie dei formaggi speciali della Famiglia Busti: potete trovarlo al banco del loro Spaccio, ad Acciaiolo di Fauglia (Pi), all’interno del Caseificio, oppure al nostro punto vendita, nella cantina della Tenuta Torre a Cenaia.<br />
Considerate le caratteristiche intriganti del prodotto e le vicine Feste, il Peorino Briao non poteva non arricchire anche alcune confezioni del catalogo natalizio della Famiglia Busti e il nostro catalogo di strenne Pitti Gift. Qui potete trovarlo inserito in eleganti confezioni, insieme alle birre agricole J63, a gelatine ottenute con le stesse birre, a bicchieri personalizzati e ai tanti prodotti di eccellenza del Natale in stile Pitti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1435" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Bauletto-J63.jpg" alt="bauletto-j63" width="1060" height="1500" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Bauletto-J63.jpg 1060w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/12/Bauletto-J63-768x1087.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1060px) 100vw, 1060px" /></p>
<p>Gli amanti della birra e dei formaggi non potranno farne a meno, parola di mastro casaro e mastro birraio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Caratteristiche del PEORINO BRIAO</strong></p>
<p>INGREDIENTI<br />
Latte ovino pastorizzato, birra agricola Toscana JRubra 5% (acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito) sale, caglio e fermenti lattici. Trattato in superficie con conservante E235 e trebbie di birra.</p>
<p>LAVORAZIONE<br />
Pastorizzazione del latte a 71°C per minimo 40 minuti, raffreddamento fino a 33°C, aggiunta dei fermenti lattici e sosta di fermentazione, aggiunta del caglio e coagulazione, rottura meccanica del coagulo, aggiunta della birra, scarico negli stampi; stufatura, salatura a secco, asciugatura e stagionatura in cella per almeno 20-30 gg. Prima della vendita, trattamento in crosta con conservante e trebbie di birra.</p>
<p>STAGIONATURA<br />
Stagionatura in cella per almeno 20-30 giorni</p>
<p>CONFEZIONAMENTO<br />
In pellicola sottovuoto</p>
<p>SHELF LIFE<br />
Conservare al fresco, umidità 80-85%, durata 18 mesi dalla data di confezionamento</p>
<p>TEMPERATURA FRIGO<br />
8-10° C per prodotti senza il sottovuoto; 4-6° C per prodotti confezionati in sottovuoto</p>
<p>PEZZATURA<br />
Forma da 500 g e da 1 kg circa</p>
<p>VALORI NUTRIZIONALI<br />
100 g di prodotto forniscono: Proteine 22 g; Carboidrati 0 g; Grassi 34 g di cui Grassi Saturi 24 g; Sale 1,5 g. Valore energetico Kcal/100 gr 394; KJ /100 gr 1632.</p>
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		<title>Insieme al Caseificio Busti a &#8220;Terra Madre Salone del Gusto&#8221;, Torino 22-26 settembre 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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					<description><![CDATA[Torre a Cenaia e J63 parteciperanno a Terra Madre Salone del Gusto 2016 che si terrà a Torino – dal 22 al 26 settembre 2016. Giunto alla undicesima edizione, l’evento organizzato da Slow Food assieme a Regione Piemonte e Città di Torino, si afferma a livello internazionale come appuntamento centrale nel calendario fieristico del settore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1"><strong>Torre a Cenaia</strong> e <strong>J63</strong> parteciperanno a <b>Terra Madre Salone del Gusto 2016</b> che si terrà a <b>Torino</b> – dal <b>22 al 26 settembre 2016</b>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Giunto alla undicesima edizione, l’evento organizzato da <b>Slow Food </b>assieme a <b>Regione Piemonte</b> e <b>Città di Torino</b>, si afferma a livello internazionale come appuntamento centrale nel calendario fieristico del settore agroalimentare, dedicato alla cultura del cibo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Terra Madre Salone del Gusto</b>, che quest’anno compie vent’anni, si svolgerà nel cuore di Torino, fra i luoghi più importanti e suggestivi della città. Il tema di questa edizione è il <b>“Voler bene alla terra”</b> per questo cambia il nome in “Terra Madre“, per enfatizzare la centralità e l’importanza di coloro che producono il cibo, in maniera responsabile e sostenibile, rispettando la Terra.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Saremo ospiti dello stand di una realtà di eccellenza del nostro territorio, da anni coinvolta nelle iniziative Slow Food e delle quali abbraccia la stessa filosofia di buono, pulito e giusto: il <b>Caseificio Busti</b>. Siamo orgogliosi e onorati di condividere con questa importante azienda una nuova emozionante avventura, grazie anche al riconoscimento di Grande Birra 2017 con cui Slow Food ha premiato la nostra JRubra e che ci consente di percorrere insieme questa prestigiosa strada.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi aspettiamo nel <b>Parco del Valentino</b>, <b>postazione n. L163 – L165</b>, per degustare e acquistare i nostri vini e le nostre birre agricole insieme alle prelibatezze del Caseificio Busti.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1394" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/TACTerraMadre2.jpg" alt="Terra Madre, Salone del Gusto Torino 2016" width="1500" height="1002" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/TACTerraMadre2.jpg 1500w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/TACTerraMadre2-768x513.jpg 768w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/TACTerraMadre2-321x214.jpg 321w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/09/TACTerraMadre2-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
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		<title>Buon compleanno J63 con i Gary Baldi Bros</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Panigada]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 10:07:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Birrificio Agricolo Artigianale J63]]></category>
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		<category><![CDATA[Live musica Nineties]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 17 luglio 2016 il Birrificio Agricolo Artigianale J63 compie 3 anni! Vi aspettiamo per festeggiare in grande stile insieme alla band toscana più esplosiva, i Gary Baldi Bros. I nostri Ospiti più affezionati ricorderanno il loro live durante la festa per il Primo Compleanno di J63, nel luglio 2014: ecco che, finalmente, tornano al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Domenica 17 luglio 2016 il <b>Birrificio Agricolo Artigianale J63</b> compie 3 anni!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi aspettiamo per festeggiare in grande stile insieme alla band toscana più esplosiva, </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">i <b>Gary Baldi Bros</b>. I nostri Ospiti più affezionati ricorderanno il loro live durante la festa per il Primo Compleanno di J63, nel luglio 2014: ecco che, finalmente, tornano al Birrificio più forti che mai! In questi due anni l’esperienza maturata sui palchi di tutta Italia li ha resi ancor più frizzanti ed energici.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Chi sono i Gary Baldi Bros?</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Direttamente dagli <b>Anni 90</b>, Michele Ceccarini alias Michael, Carlo Bosco alias Karl, Valerio Dentone alias Buddy, Raffaele Commone alias Raphael, Giacomo Parisi alias James e il frontman Emiliano Geppetti alias Gary compongono la band più famosa e più adrenalinica del circondario. Da anni mietono un successo dietro l’altro e la loro parabola è in costante ascesa. Partecipare a un loro concerto è ogni volta un’esperienza liberatoria: rigorosamente live, la loro irresistibile musica dance Anni 90, che amano definire <b>Trokadance</b>, ci catapulta agli anni più spensierati e trash. Impossibile non lasciarsi andare al ritmo potente del basso e della batteria elettronica! Anche i più restii no potranno fare a ameno di ritrovarsi a ballare davanti al palco.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma lasciamoli presentarsi con <a href="http://www.garybaldibros.com/">parole proprie</a>:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I <b>Gary Baldi Bros</b> si formano qualche anno fa a <b>Livorno</b>, da sempre considerata una città musicalmente viva e visceralmente creativa, dove le vite e le esperienze musicali e teatrali si intrecciano e si rincorrono. Amici e conoscenti già da tempo, condividevano i principali palchi della città e dei dintorni orbitando attorno a un microcosmo fatto di collaborazioni e progetti; alcuni dei componenti della band si incontrano professionalmente per la prima volta in occasione dell’allestimento dello spettacolo teatrale “The little shop of horrors”, prodotto proprio a Livorno nel 2001 dall’Associazione Spazio Teatro. A questa esperienza ne seguono molte altre e, come spesso capita, si fanno nuovi incontri e si aggiungono gli altri compagni di viaggio formando così la band che oggi vedete sul palco! Emiliano, cantautore e voce del gruppo è uno dei più stimati performer di musical a livello nazionale. Ha partecipato e partecipa tuttora a moltissimi spettacoli (La Bella e la Bestia, Shrek, Jesus Christ Superstar, Cabaret, Il ritratto di Dorian Gray -solo per citarne alcuni- lavorando con G. Proietti, L. Dalla, T. Russo, S. Marconi, M. Piparo, C. Insegno, F. Angelini e molti altri); Carlo, insegnante di pianoforte e di musica, ha collaborato con importanti musicisti (Delta V, V.Capossela), ha composto musica per cinema e teatro, ha scritto e prodotto un suo CD di musica elettronica e lavora abitualmente come arrangiatore. Raffaele, batterista e grafico del gruppo, per anni ha girato i palchi di mezza Italia con Gli Amici di Zenigata (cover delle sigle dei cartoni animati), Paolo Ruffini e ad oggi è musicista e responsabile musicale per la tournée italiana del musical Spring Awekening. Giacomo, Valerio e Michele hanno tutti anni di formazione musicale alle spalle, dati da titoli conseguiti, precedenti esperienze in numerose band (che sarebbe lungo elencare) e partecipazioni a spettacoli e vari progetti discografici. Pur avendo background musicali variegati che spaziano dal rock, al pop, alla musica elettronica, al funk e a molto altro, l’intesa artistica è forte e ciascuno dei componenti porta il suo piccolo grande contributo. La formula dei Gary Baldi Bros è un mix esplosivo: loro la chiamano <b>Trockadance</b>. Una miscela che unisce le sonorità dei grandi successi dance degli anni ’90, il pop commerciale, il rock, la comicità e vere acrobazie musicali. Ogni concerto spazia dai grandi successi disco di quegli anni a brani inediti ed è immediato percepire le due diverse “anime” del sestetto: quella musicale, spinta alla continua ricerca della perfetta sonorità e dell’arrangiamento, e quella teatrale, con la sua componente di divertimento imprescindibile. Parteciparvi non è “solo” sentire musica e ballare, ma è come partecipare ad una festa! Pura adrenalina. Se non ci credete “Cercateli nello spazio!”.</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1304" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/07/garybaldi-bros.jpg" alt="garybaldi-bros" width="1352" height="663" srcset="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/07/garybaldi-bros.jpg 1352w, https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/07/garybaldi-bros-768x377.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1352px) 100vw, 1352px" /></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Come si svolge la serata?</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Cena con menù alla carta + street-food e birra</b>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sarà possibile <b>cenare a partire dalle 20.00</b>, come ogni sera “normale”, con <b>menù alla carta</b> nel parco di fronte Birrificio J63 <b>fino a esaurimento dei posti</b>. Per questo vi consigliamo di <b>prenotare telefonando allo 050.643739</b> dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, oppure scrivendo a <a href="mailto:info@torreacenaia.it"><span class="s2">info@torreacenaia.it</span></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per chi non riuscirà a prenotare o a trovare un tavolo libero, per chi verrà a farci visita dopo cena e per chi, semplicemente, sarà affamato durante il concerto, predisporremo una postazione esterna con <b>street-food e birra agricola alla spina</b> fuori dal locale, dove sarà possibile, in qualsiasi momento, mangiare e bere senza doversi sedere al tavolo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Alla postazione esterna serviremo, indicativamente: JBurger &#8211; il nostro hamburger classico con carne di Chianina IGP -, Hamburger con Pulled Pork, Burger Vegano di quinoa, ceci e zucchine, tranci di pizza di vari gusti, patatine fritte e dessert della casa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Alla spina serviremo le nostre birre agricole e vino (bianco e rosso) di Torre a Cenaia</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Come e quando assistere al concerto?</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Il concerto inizia alle 22.00 circa ed è rigorosamente a INGRESSO GRATUITO.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Può dunque accedervi chiunque, chi cena presso il nostro Ristorante e chi semplicemente viene a trovarci solo per ascoltare I Gary Baldi Bros. Dunque, per il concerto, non è necessaria né la prenotazione né acquistare alcun ticket: l’ingresso è gratuito e libero.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per altre informazioni potete contattarci allo 050.643739 dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, oppure scrivere a <a href="mailto:info@torreacenaia.it"><span class="s2">info@torreacenaia.it</span></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Vi aspettiamo domenica 17 luglio 2016 alle 20.00 per festeggiare insieme i primi nostri 3 anni!</span></p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1305" src="https://www.torreacenaianews.it/wp-content/uploads/2016/07/Gary_Baldi_Bros.jpg" alt="Gary_Baldi_Bros" width="717" height="1024" /></p>
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